LA RASSEGNA STAMPA DI MERCATO LIBERO

Mercato Libero dedica questa sezione a una raccolta di articoli tratta da blog o da giornali che ritiene di segnalare ai propri lettori. Nel caso voleste segnalare articoli interessanti siete pregati di inviare una segnalazione a mailto:mercatiliberi@gmail.com
mailto:ziobarber@gmail.com


26/11/09

DUBAI CIGNO NERO? NOOOO E' SOLO UN pulCIGNO NERO....





http://www.zmstuff.com/files/thumbs/t_cigno_nero_img_3359_f1_156.jpg



http://www.pagineblupsicologia.eu/monica.anoja/wp-content/uploads/2008/12/calimero.jpg

Non ci sono più gli sceicchi di una volta

 

Pensate a una carriere nella Finanza? "Puntate su Dubai". Volete diventare architetti di grido? E dove volete andare se non tra le "realtà urbane avveneristiche" di Dubai? E se vi interessate di Turismo, poi, beh andate comunque a Dubai. Vedrete che occasioni. E vedrete che ridere. Parole e musica - ovvero sviolinate - del..........................continua a leggere clikkando sul titolo

Dubai bye bye?

giovedì 26 novembre 2009

 
Crollo delle borse europee sulle voci di un default dell'emirato arabo. Una prima stima quantifica in 40 miliardi l'esposizione delle banche europee. Esposte anche numerose società italiane (lista alla quale va..........................continua a leggere clikkando sul titolo

Acqua ai privati: la Sicilia scende in piazza

 

invia

Giovedì 26 Novembre 2009 – 9:02 – Andrea Angelini
stampa

Dopo aver varato la legge che entro il 2011 affiderà ai privati la gestione e la distribuzione di un bene pubblico essenziale come l'acqua, che a nostro avviso non può essere assolutamente ridotta a merce, il governo sta pensando anche ad una Autorità che regoli e vigili sulla attuazione pratica della liberalizzazione, in altre parole sui metodi con i quali funzionari pubblici come i sindaci saranno obbligati a trasferire strutture pubbliche alla voracità dei privati. Strutture che, pur tra manchevolezze e sprechi, svolgono però una funzione essenziale e sociale. Nessuno ci garantisce infatti che un privato, proprio perché privato, pensi a tutelare in primo luogo l'interesse pubblico e non punti esclusivamente a fare gli interessi propri e dei suoi soci. Un sospetto più che..........................continua a leggere clikkando sul titolo

Petrolio e prodotto interno lordo.

Nov 0926

 

Restringi post Espandi post

Pubblicato da Debora Billi alle 12:37 in Scenari

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Interessantissima questa recente affermazione dell'ex Presidente della Saudi Aramco, Sadad Al Husseini:

Se arrivi, ad esempio, a 90 dollari al barile, vuol dire che stai usando il 4,5% dell'economia globale per il petrolio. Ciò è di per sé un limite insuperabile - non si può andare avanti indefinitamente e in più usare costose alternative senza distruggere l'economia e la domanda. Così, abbiamo questo limite sui prezzi e su quanti carburanti alternativi possiamo immettere sul mercato.

Un commentatore australiano si prende la briga di analizzare l'interessantissima questione. Ad esempio, nota che la maggior parte delle recessioni a partire dal 1970 seguono un periodo di..........................continua a leggere clikkando sul titolo

FINANZA/ L'allarme del Financial Times: l'economia è troppo drogata

 

Mauro Bottarelli

Economia e Finanza

giovedì 26 novembre 2009

Mentre in Italia i giornali sono costretti a dare conto delle baruffe chiozzotte tra Giulio Tremonti e Renato Brunetta - come se il paese non avesse necessità più impellenti che assistere a uno scontro di ego al governo - finalmente all'estero si comincia a guardare in faccia la realtà di questa nuova fase della crisi e ci si comincia a..........................continua a leggere clikkando sul titolo

Party's over: anche i ricchi piangono…

 

Dubai in default? Sembrava una cosa impossibile. Invece ora sta diventando realtà.

26 Novembre 2009, ore 15:15

14 Commenti »

default-dubai

Sembra veramente incredibile. I signori del petrolio in crisi, affossati dai debiti ed ora a rischio fallimento, o defalut se preferite. Questa à una giusta lezione verso coloro che credevano di poter comandare il mondo. La società statale Dubai World è alle prese con 59 miliardi di dollari di passività e ha chiesto ai creditori una..........................continua a leggere clikkando sul titolo

Il terrorista Noordin Top progettava un attacco "più devastante" di quello dell'11 settembre

MALAYSIA – INDONESIA

È quanto emerge dai file contenuti nel computer del terrorista malaysiano. Egli stava allestendo una cellula di al Qaeda con base in Indonesia e aveva raccolto "uomini e mezzi" per attentati più gravi di quello al World Trade Center. I fondi per finanziare attentati raccolti in Arabia Saudita.

Jakarta (AsiaNews/Agenzie) – Noordin Muhammad Top, morto lo scorso settembre durante un raid della polizia indonesiana, stava allestendo una cellula di al Qaeda nella regione e progettava un attacco "ancora più catastrofico di quello dell'11 settembre" a New York. È quanto emerge dall'analisi dei file presenti nel computer del terrorista malaysiano, rinvenuto nella sua abitazione a Solo (Java Centrale). Egli aveva già raccolto diverse adesioni fra i fondamentalisti locali e aveva organizzato una raccolta fondi per finanziare la campagna del terrore. ..........................continua a leggere clikkando sul titolo


COBRAF

  • Quello Dell'oro è un Crash, ma Verso l'alto
  • 20:24 26/11/09
  • Non è una bolla e lo dimostra anche il grafico di oggi con il Petrolio (grafico) che perde -2%, le borse che perdono -3%, l'Euro (grafico) e tutte le valute che perdono contro dollaro e l'Oro (grafico) che rimane ai massimi
    Nel 2008 l'Oro è sceso assieme alle borse e alle materie prime e alle valute perchè i governi non stavano ancora stampando moneta e aprendo tutti i rubinetti del credito e del deficit
    Nell'ultimo anno i governi e le banche centrali hanno alluvionato di liquidità il mondo e aumentato nel caso dell'america del 300% il deficit, nel caso della Cina il credito del +200% e il Giappone ha un deficit intorno al..........................continua a leggere clikkando sul titolo

"MacPensiero" per pupazzi

 
Conoscevo un brasiliano arrivato in italia con una borsa di studio in "scienze forestali" o cosa simile.
Poiché con l'assegno borsistico riusciva a malapena a coprire il costo di affitto e bollette dell'appartamento, stava veramente nelle ambasce. Nonostante, se non rammento male, dal Ccl avesse ottenuto un'integrazione alla retta.
Ricordo che spesso saltava il pranzo.
Tuttalpiù prendeva qualcosa alle "macchinette" in facoltà.
Andava in giro su una bicicletta malconcia che qualcuno gli doveva avere regalato. Talmente in cattivo stato che una volta, mentre stava pedalando, si staccò la ruota anteriore che per poco non ci si ammazzava.
Lui era sempre fuori a cena.
Nel senso che faceva il giro "agli aperitivi" di bar e locali frequentati da studenti a piluccare "stuzzichini", patatine, pizzette, pistacchi vari.
Quello era spesso il suo pasto serale.
Espansivo come ogni "brasilero" che si rispetti, conosceva tutti, quindi era un gran..........................continua a leggere clikkando sul titolo

Ma che ce frega, ma che ce importa - Le Pillole rosse del 25/11/2009

 

November 25th, 2009 "Roma: precari Ispra sul tetto, no a licenziamenti", Ansa. Dalle parole ai fatti. Il governo Berlusconi non dimentica i lavoratori in difficoltà per la crisi. E quando può, ne licenzia qualcuno. E' successo all'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Che ha già lasciato a casa 200 precari storici. E si appresta a licenziarne altri 250. Tagliando così la bellezza del 40% dell'intero personale dell'ente. Alcuni precari in odore di licenziamento - oggi - sono anche saliti sul tetto degli uffici dell'Ispra, in via Casalotti a Roma, in segno di protesta. E i sindacati non hanno dimenticato di far sentire la loro voce. Claudio Argentini - sindacalista della segreteria nazionale Usi-Rdb-Ricerca - ha dichiarato all'Ansa che "i lavoratori precari dell'Ispra sono ormai alla disperazione oltre a perdere il lavoro, a cui hanno..........................continua a leggere clikkando sul titolo

Effetti collaterali

 

Toh, anche la Fed si è accorta che a forza di stampare denaro e inondare i mercati di liquidità si rischia di alimentare la bolla dei mercati finanziari. E' quanto risulta dai verbali dell'ultima riunione (3-4 novembre) del Federal Open Market Committee (FOMC), il board dei governatori della Federal Reserve. Nel linguaggio paludato ed asettico che si confà a tali consessi leggiamo infatti:

Members noted the possibility that some negative side effects might result from the maintenance of very low short-term interest rates for an extended period, including the possibility that such a policy stance could lead to excessive risk-taking in financial markets or an unanchoring of inflation expectations. While members currently saw the likelihood of such effects as relatively low, they would remain alert to these risks.

Già, i membri (del board) hanno sottolineato la possibilità che qualche effetto..........................continua a leggere clikkando sul titolo

I rischi di choc monetari


Scritto da Mario Lettieri e Paolo Raimondi

mercoledì 25 novembre 2009

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Il presidente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet in una recente conferenza a Francoforte ha denunciato il pericolo di "una eccessiva volatilità del mercato dei cambi che è un nemico per la stabilità e la prosperità dell'economia globale".

Qualche giorno prima anche il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, si era espresso negli stessi termini.

Il dollaro ha infatti superato la soglia di 1,50 sull'euro con una svalutazione dall'inizio del 2009 di oltre il 20% in rapporto alla moneta europea.

C'è una reale perdita di competitività delle esportazioni europee sui mercati..........................continua a leggere clikkando sul titolo

Sondaggio Reuters: sorpasso nel 2010.

Pubblicato da Debora Billi alle 19:29 in Esperti

graficocina.jpg

La Reuters fa i sondaggi tra gli esperti del petrolio, in particolare analisti e responsabili di organizzazioni mondiali, e i risultati non lasciano dubbi: la domanda di greggio, nel 2010, supererà l'offerta. Arriva il fatidico evento che da tempo temiamo.

C'è da credergli? Altri esperti,ad esempio quelli di Heating Oil, hanno dubbi e insinuano interesse professionale da parte degli analisti per mantenere "caldo" il mercato petrolifero. In realtà le motivazioni per una tale prospettiva non sono campate in..........................continua a leggere clikkando sul titolo

Il razionamento della sanità negli USA provoca una bufera politica

 

26 novembre 2009 (MoviSol) - La pubblicazione, il 16 novembre, di uno studio ufficiale che sconsiglia la mammografia al di sotto dei 50 anni perché non corrispondente ai criteri di costo-efficienza ha fatto sensazione negli USA. Lo scalpore è aumentato quando, alcuni giorni dopo, l'Associazione Americana di Ostetrici e Ginecologi ha raccomandato di ridurre i test di routine per il cancro cervicale. Gli americani si accorgono con orrore che..........................continua a leggere clikkando sul titolo

Il tema "ambiente" al centro della politica di genocidio

 

25 novembre 2009 (MoviSol) - Un attacco di hacker nel server del computer della CRU, l'Unità di Ricerca Climatica dell'University of East Anglia, a cui ha fatto seguito la pubblicazione in internet di circa 1000 mails e 3000 documenti trafugati costituiscono la pistola fumante che prova la frode del riscaldamento globale. La CRU è al centro della cosiddetta ricerca sui cambiamenti climatici ed è finanziata dal WWF, da British Petroleum, Shell, Greenpeace e dal governo britannico.

I messaggi postati dimostrano manipolazione e collusione nell'esagerare i ..........................continua a leggere clikkando sul titolo

Il Fondo dell'ONU sulla Popolazione: riduzione demografica per salvare il clima

 

25 novembre 2009 (MoviSol) - Il modo più efficace per combattere i cambiamenti climatici è ridurre la popolazione, sostiene il rapporto annuale del Fondo ONU sulla Popolazione (UNFPA), pubblicato il 18 novembre. Come da copione, il ministro dello Sviluppo danese ha annunciato che il suo governo intende includere il tema del controllo demografico nell'accordo da sottoscrivere al vertice sul clima di Copenhagen.

L'UNFPA ha sempre perseguito una politica maltusiana, ma è la prima volta che lega la crescita demografica ai cambiamenti climatici. Facendo così, esso segue le prescrizioni degli enti controllati dalla famiglia reale britannica, come l'Optimum Population Trust.

"La crescita demografica è tra i fattori che influenzano le..........................continua a leggere clikkando sul titolo

Profumo di Ior. E di riciclaggio

Economiadi Redazione

 

pubblicato il 25 novembre 2009 alle 20:09 dallo stesso autore - torna alla home

Un'indagine della procura di Roma su Unicredit e la Banca del Vaticano. Un conto da 60 milioni di euro all'anno i cui titolari sono "protetti". Si muove anche Bankitalia. Che ipotizza un reato gravissimo per la Chiesa.

Un conto da milioni di euro i cui veri titolari sono per ora sconosciuti e "protetti" da uno"schermo opaco", come lo hanno definito gli investigatori, costituito dallo Ior, l'Istituto di opere religiose. Ora la procura di Roma vuol conoscere chi si cela sotto l'acronimo della Banca del Vaticano che dal 2003, questa la scoperta, ha aperto un conto corrente presso una filiale Unicredit della Capitale.

UN CONTO DA 60 MILIONI – La banca in questione è una..........................continua a leggere clikkando sul titolo

LA CINA INTRODUCE SILENZIOSAMENTE UN NUOVO SISTEMA FINANZIARIO

 

DI BENJAMIN FULFORD
The Silver Bear Cafe
La Cina sta nascostamente introducendo un nuovo sistema finanziario basato sul renminbi (Yuan) che sta per diventare pienamente convertibile, secondo una fonte cinese di alto livello. Inoltre la Cina sta acquistando mille tonnellate di oro per sostenere un nuovo fondo progettato per sviluppare e commerciare tecnologie sin qui proibite. Il fondo avrà base fuori dalla Cina e sarà controllato da eminenti membri della comunità cinese di oltremare. L'aquisto di oro richiederà del tempo a causa della logistica del trasporto, e i cinesi sperano di poterlo testare appieno. Sia il governo cinese che l'MI6 confermano ormai i rapporti che indicano che gran parte dell'oro venduto dal Federal Reserve Board negli ultimi dieci anni è, di fatto, tungsteno placcato in oro.
D'altra parte il renminbi è ormai convertibile con le valute sudamericane, col rublo, con le..........................continua a leggere clikkando sul titolo

LA RIPRESA ECONOMICA È UN'ILLUSIONE

 

LA BANCA DEI REGOLAMENTI INTERNAZIONALI CI METTE IN GUARDIA CONTRO FUTURE CRISI
DI ANDREW GAVIN MARSHALL
Mondialisation.ca
La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza e l'indebitamento è la ripresa.
È importante ricordarci che le esclamazioni onnipresenti e ostinate di «una fine» di recessione, di «una soluzione alle crisi» e di «una ripresa» dell'economia, vengono proprio da quelle stesse persone e istituzioni che negli ultimi anni ci dissero che non c'era «nessuna ragione di preoccuparsi», che le «basi dell'economia continua(va)no a resistere», che non c'era «nessun rischio» di crisi economica.
Perchè continuiamo a credere a persone che si sono sempre sbagliate, nelle loro affermazioni e nelle loro scelte? A chi dovremmo credere e a chi rivolgerci per avere informazioni e analisi più giuste? Una fonte utile sarebbe forse quella che si trova..........................continua a leggere clikkando sul titolo

Tremonti, Bonaiuti, il Pil e la dura statistica

 

Ugo Arrigo

Nessun commento

Il ministro Tremonti ci ha dato ieri buone notizie sul Pil atteso per il prossimo anno:

"Può essere che il 2010 chiuda con un segno positivo o particolarmente positivo con 1% o piu' di 1%". Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti vede la luce in fondo al tunnel e all'assemblea dell'Unione industriali di Roma azzarda una stima sulla ripresa in Italia. Ma, aggiunge, "notiamo che non è un uno da sopra ma un uno da sotto". Il ministro ha ricordato che nel 2008 il Pil è calato dell'1% e..........................continua a leggere clikkando sul titolo

Qualcosa ci sfugge?

 

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Da una decina di giorni, sui mercati del debito sta verificandosi un fenomeno strano e non immediatamente spiegabile. I rendimenti dei titoli di stato nella parte lunga della curva sono in diminuzione, ed anzi l'intera curva dei rendimenti mostra un movimento di appiattimento (bull flattening) in cui i rendimenti a lungo scendono più di quelli a breve.

Questo movimento, comune all'Area Euro come al Giappone ed agli..........................continua a leggere clikkando sul titolo

FINANZA/ Tre grossi rischi smentiscono l'ottimismo di Tremonti

 

Mauro Bottarelli

Economia e Finanza

mercoledì 25 novembre 2009

Qualche buona notizia, nel mare di guai che stiamo attraversando ormai da troppo tempo. E, spesso, navigando a vista. Nel 2010 il Pil italiano potrebbe risalire del 1%: il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ieri ha mostrato un certo ottimismo illustrando il dato all'assemblea degli industriali di Roma. «Può essere che chiudiamo il 2010 con..........................continua a leggere clikkando sul titolo

25/11/09

Usa, la vita "sott'acqua" di chi ha contratto un mutuo

 

Usa, la vita

La percentuale di proprietari di immobili americani che ha contratto mutui più alti rispetto al valore delle stesse abitazioni è cresciuta al 23%.

La percentuale di proprietari di immobili americani che ha contratto mutui ormai più alti rispetto al valore delle stesse abitazioni è cresciuta al 23%. Si tratta di circa 10,7 milioni di persone, secondo le cifre fornite da..........................continua a leggere clikkando sul titolo

Usa, la crisi prosciuga le casse della FDIC: primo "rosso" dal '92

 

Usa, la crisi prosciuga le casse della FDIC: primo

La Federal Deposit Insurance Corporation ha annunciato ieri che il suo principale fondo è ormai in "rosso". Le casse dell'organismo americano sono infatti state - letteralmente - prosciugate dalla copertura assicurativa dei depositi delle banche fallite negli Stati Uniti: ben 149 dall'inizio del 2008. Ma non ..........................continua a leggere clikkando sul titolo

SPECIAL REPORT: La verità su liquidità e mercati

 

Un eccellente analisi del nostro Mattacchiuz che ci aiuta a capire come il denaro deve essere innanzitutto diviso in due categorie: reale e vrituale. Lo sapevate che siamo pieni di denaro che non esiste?

Shopping cart with dollars inside

Abbiamo parlato spesso di inflazione, deflazione, crescita economica e di liquidità in circolazione. Ma sino ad ora c'erano delle "Falle", dei dubbi che restavano impressi. Ma quando c'è qualcosa che inquieta, quanto una questione economica necessita un una ricerca accurata e minuziosa, non c'è problema. Ci pensa Mattacchiuz.
Il risultato è secondo me clamoroso. E, fate ben attenzione, troverete in fondo al..........................continua a leggere clikkando sul titolo

RIEN NE VA PLUS: L'ECONOMIA DELLE GRANDI REVISIONI!

 

...Rien ne va plus e salta la pallina in mezzo a quella grande ruota un solo punto verde tra il rosso e nero l'incognita apparente di uno zero....cantava alcuni anni fa Enrico Ruggeri.

Peccato che non c'è alcuna incognita "apparente" dopo questa revisione, esclusi gli incentivi fiscali e la favola degli inventari, la crescita dell'economia americana, nonostante tutto sarebbe stata zero o meglio decisamente sotto zero!

E' affascinante e emozionante sedersi in qualsiasi momento a un tavolo da gioco e dopo che la pallina ha terminato il suo corso sul numero 3,5, alcune settimane più tardi, ascoltare lo stesso croupiers raccontarci che, mentre calava il sipario,  in fondo la pallina ha continuato a girare, fermandosi nel numero 2,8...........................continua a leggere clikkando sul titolo


Una modesta proposta sull'emergenza scommesse

 

cart4Sono 28 milioni le persone che nel 2008 complessivamente hanno scommesso, e ben 6 milioni sono giocatori abituali, almeno una volta la settimana, e per 700.000 - una cifra pazzesca – questo è una componente irrinunciabile quotidiana.

Le giocate complessive hanno toccato lo scorso anno il 3% del Pil, - il 3 percento!!!- avendo raggiunto la cifra allarmante di oltre 47 miliardi di euro, con una crescita del 15% sul solo 2007. La facile previsione per..........................continua a leggere clikkando sul titolo

La Piovra


  • 03:12 25/11/09
  • (1 puntata)
    Perchè le autorità sono così fissate ora in America nel tenere i tassi di interesse a ZERO (0.0%) per le banche e nel comprare tonnellate di obbligazioni con soldi fittizi (stampandoli) e di riflesso i mercati finanziari salgono in modo ossessivo e sospetto ?
    Perchè quando il mercato finanziario tornerà a cedere verrà a mancare l'unica cosa che puntella la baracca del debito crescente e tampona la rabbia crescente della classe media americana.
    Quando il mercato finanziario tornerà a cedere gli investitori esteri arabi o ..........................continua a leggere clikkando sul titolo

  • La Colombia promette il suo petrolio alla Cina

    CINA – COLOMBIA

    Il ministro dell'Energia della nazione sudamericana ha chiesto a Pechino di occuparsi della trivellazione di una vastissima area petrolifera. Continua la marcia dell'Impero di Mezzo nel continente, che potrebbe prendere il posto degli Stati Uniti nella partnership con i Paesi del Sud.

    Pechino (AsiaNews) – Il governo colombiano ha invitato ufficialmente le compagnie petrolifere cinesi a effettuare trivellazioni sul proprio territorio in cerca di petrolio e gas. Lo scopo è quello di aiutare il governo sudamericano a migliorare la produzione energetica: l'obiettivo è raddoppiarla in sei anni. Lo ha annunciato il Ministro colombiano per le miniere e l'energia, Hernan Martinez, che in un'intervista al South China Morning Post ha preannunciato: "Abbiamo chiesto a Pechino di aprire 170 aree di esplorazione entro il 2 dicembre"...........................continua a leggere clikkando sul titolo


    Quando l'usura è legale...


    Image
    Tra le questioni più scandalose che investono la nostra società -questioni puntualmente ignorate non solo dai mass media ufficiali, il che non stupisce, ma spesso anche dalla cosiddetta controinformazione, tanto scandalizzata e affacendata in un vuoto quanto sterile moralismo- vi è quella dell'usura bancaria, ossia dei tassi di interesse eccedenti il limite di legge, pretesi dalle banche nei confronti di comuni cittadini, soprattutto piccoli imprenditori e titolari di mutui, che sono costretti quasi sempre a pagare con il sequestro dell'impresa o della casa. ..........................continua a leggere clikkando sul titolo

    11.24.09- Unemployment Rates by County January 2007 - September 2009


    American Observer

    C'era una volta l'America

    netdebt

    (Via Paul Krugman's blog)

    C'erano una volta gli Stati Uniti d'America, unica superpotenza militare, e prima potenza economica mondiale. C'erano per davvero quegli Stati Uniti lì. E ci sono stati a lungo. Per quasi un secolo - il Novecento - che non a caso è stato ribattezzato dagli storici il "secolo americano". Ma ora non ci sono più. Anche se..........................continua a leggere clikkando sul titolo

    The Second Wave of The Financial Tsunami


    Matthias Chang

    Since the last quarter of 2008, unrelenting currency warfare has been waged by the key global economies and while this competition thus far has been non-antagonistic, it will soon be antagonistic because the inherent differences are irreconcilable. The consequences to the global economy will be devastating and for the ordinary people, massive unemployment and social unrest are assured.

    The policy-makers of these countries faced with the total collapse of the international financial architecture have concluded that the solution, the only solution is quantitative easing (i.e. massive injection of liquidity) to salvage the "too big to fail" banks and reflate their depressed economies. This is best reflected in Bernanke's candid remark that, "the US government has a technology, called the printing press (or today, its electronic equivalent), that allows it to produce as many US dollars as it wishes at essentially no cost".

    This is the crux of the problem! ..........................continua a leggere clikkando sul titolo

    USA-INDIA: CENA STATO; IN TAVOLA LA RUGHETTA DI MICHELLE


    (ANSA) - NEW YORK, 24 NOV - Per la sua prima cena di Stato
    oggi in onore del premier indiano Manmohan Singh, Michelle Obama
    ha portato in tavola la rughetta della Casa Bianca. ..........................continua a leggere clikkando sul titolo

    Nelle stazioni ferroviarie si giocherà d'azzardo

    Marco Cedolin

    All'interno delle stazioni ferroviarie italiane sta diventando sempre più difficile riuscire ad acquistare in tempo utile il biglietto del treno. In quelle piccole la biglietteria non esiste neppure più ed occorre rivolgersi ad un bar o tabaccheria autorizzati, mentre in quelle grandi bisogna fare i conti con ..........................continua a leggere clikkando sul titolo
    Is it Time to Abolish the Federal Reserve?


    Chris Pirillo

    The economic pundits are out in full force this week discussing subprime lending's imminent (if not present) collapse. I've heard 'em on ABC, NPR, Fox, CNN - they're everywhere, and some of them are smart enough to realize that the problem stems from America being a host to the disease known as the Federal Reserve (read: we're not controlled so much by government as we are by a central bank).

    I wanted to call your attention to one person in particular. Catherine Austin Fitts:

    Catherine Austin Fitts offers a unique perspective on the global financial system and on the political economy. Her background includes: Wall Street: Managing Director and member of the Board, Dillon Read & Co. Inc.; Government: Assistant Secretary of Housing - Federal Housing Commissioner; Entrepreneur: President and founder of Hamilton Securities investment bank. Catherine has designed and closed over $25 billion of transactions and investments to-date and has led portfolio strategy for $300 billion of financial assets and liabilities.

    Okay, credibility established - right? I hope you're sitting down. This is part of what she shared last night on the radio:

    ..........................continua a leggere clikkando sul titolo
    Long-Term Bonds and the End of Our World


    John Rubino

    Nouriel Roubini warns that an asset bubble is building as money chases commodities. Asian countries are considering capital controls to stem the inflow of hot money. The Wall Street Journal reports that rare coins are soaring at auctions, with a single penny recently breaking the $1 million barrier. U.S. stocks and crude oil are up 60% and 105%, respectively, from their post-crash lows. And of course gold is at a record high.

    Looks like the stimulus orgy worked: Speculators are back and scooping up pretty much everything in sight.

    Yet long-term bonds are just sitting there, which isn't what you'd expect at the beginning of another inflationary boom. Because bonds trade on inflationary expectations their yields should be rising and their prices falling. Why aren't they?
    One possible explanation is that the bond market doesn't believe the new commodity bubble is for real, and expects a double-dip recession to send long-term rates even lower. That's not unreasonable, given the bad recent U.S. housing news and the widely-anticipated commercial real estate bloodbath. So next year stocks tank, the economy contracts, and bonds are the place to be. Here's blogger Mike Shedlock's take on the coming deflation...........................continua a leggere clikkando sul titolo

    24/11/09

    Segnale dalla Cina


  • 19:36 24/11/09
  • La Cina stanotte forse ha dato un segnale con questo -7% su notizie accantonamenti per perdite sui crediti delle banche cinesi ..........................continua a leggere clikkando sul titolo

  • RINGRAZIO UN COMPAGNO DI VIAGGIO PER UN PEZZO DI STRADA FATTO INSIEME.



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    folletto






    http://digilander.libero.it/stardrops77/immagini_blog/boccalupo.gif


    Come ti drogo il dato sulla vendita delle case

     

    Il dato sulla vendita delle case esistenti è risalito alla grande, oltre il 10%. E la ripresa del settore immobiliare è determinante per la ripartenza dell'economia. Peccato che anche qui i conti non tornano.

    24 Novembre 2009, ore 15:27

    6 Commenti »

    statua-della-liberta-new-york

    Il settore immobiliare, e nella fattispecie il mercato immobiliare, sono assolutamente ..........................continua a leggere clikkando sul titolo

    Contrordine compagni (di merende)

     
    Come c'era da aspettarsi, il dato della crescita nel terzo trimestre negli Stati Uniti è stato rivisto al ribasso, e non di poco. Alla fine di ottobre il Bureau of Economic Analysis (BEA), aveva dato il Pil americano in ..........................continua a leggere clikkando sul titolo

    FAQ Cerca Gruppi utenti Profilo Messaggi Privati Login Gaeta, base Usa non paga la bolletta

    la privatizzata Acqualatina taglia l'acqua ai morosi neoliberisti
    CASO DIPLOMATICO
    Gaeta, base Usa non paga la bolletta
    a secco la storica VI flotta
    Il gestore Acqualatina stacca l'acqua agli americani
    interviene il prefetto e ristabilisce l'approvvigionamento ..........................continua a leggere clikkando sul titolo

    S&P, nuovo allarme sulle grandi banche globali

    24 novembre 2009

     

    S&P, nuovo allarme sulle grandi banche globali

    Uno studio dell'agenzia di rating Standard & Poor's ha lanciato un nuovo allarme sulle condizioni del sistema finanziario globale...

    Uno studio dell'agenzia di rating Standard & Poor's ha lanciato un nuovo allarme sulle condizioni del sistema finanziario globale. In particolare, oggetto dell'analisi sono state le più grandi banche del mondo, e ..........................continua a leggere clikkando sul titolo

    Usa, la Fed chiede a 9 banche di restituire i fondi del Tarp

    24 novembre 2009

     

    Usa, la Fed chiede a 9 banche di restituire i fondi del Tarp

    Usa, la Fed chiede a 9 banche di restituire i fondi del Tarp - 24/11/2009
    La Federal Reserve ha chiesto a nove delle banche americane che lo scorso anno presero parte agli stress test di fornire un piano per restituire i fondi pubblici ricevuti nei mesi della crisi.............................continua a leggere clikkando sul titolo


    Etica a frammentazione

     
    explosive-investmentsE' in atto da tempo nel mondo una campagna per togliere dalla circolazione le famigerate cluster bombs (bombe a frammentazione) che tanto devastanti si sono rivelate sino ad oggi  per le vite umane e in particolare per i civili indifesi. In effetti,..........................continua a leggere clikkando sul titolo

    OCCORRE CAPIRE I MONDI ALTERNATIVI DI MAZZALAI, LO SCIOPERO DI BARRAI,LE PROVOCAZIONI DI BENETAZZO,GLI ARTICOLI DI BARNARD E..

    Cari amici,

    noi condividiamo le azioni di coloro che in questi mesi ci hanno insegnato cosa c'era e cosa ancora c'è dietro questa crisi,quali erano i motivi per cui é scoppiata e quelli che permangono irrisolti.Le persone citate..........................continua a leggere clikkando sul titolo

    AIUTIAMO I DIPENDENTI EUTELIA!!!

    Inoltro come ricevuto. Saluti. .................... .................... .................... >Cari Amici, >scusate se vi chiedo un piccolo aiuto; >io a altri 1191 colleghi della ditta Agile ex Eutelia una sede è anche a Pregnana Milanese (tutti derivanti da aziende come Olivetti e Bull): a fine anno saremo tutti licenziati probabilmente senza poter usufruire degli ammortizzatori sociali. >Ben presto a noi si uniranno altri 6600 colleghi di Phonomedia uno dei più grandi call-center in Italia. > >Tutto ciò grazie a degli imprenditori che qualcuno, con un eufemismo, ha definito "diversamente onesti". >Questo sta accadendo nel silenzio più totale, nonostante varie manifestazione anche eclatanti (incatenamenti davanti a Ministeri competenti, salite sui tetti delle sedi, >occupazioni delle sedi), sembra che nessuno si accorga di noi. >Il Governo ci ignora, sembra che il destino di quasi 9000 famiglie non lo interessi nemmeno! > >Non stiamo percependo alcun stipendio nè rimborsi spese ormai da 3 (tre) mesi !!!!!!!!!! (conosco colleghi cinquantenni, con mutui e/o affitti, che per mantenere la famiglia chiedono soldi a genitori e suoceri!!!!!!!!). > >Vista la situazione qualcuno ha pensato di usare il tam-tam delle mail come la vecchia "catena di S. Antonio" per fare conoscere la nostra situazione al più alto numero di persone possibile, sperando che arrivi alle orecchie di qualcuno...."in alto". > >Tutto quello che vi chiedo è inviare al più presto una mail con l'allegato al maggior numero di amici possibile con la preghiera che loro lo inviino al maggior numero di amici possibile. >In questo modo in pochi giorni migliaia, forse,milioni di persone saranno al corrente di quanto ci sta succedendo e chissà che la voce non arrivi a chi è in grado di farsi sentire. >Per cortesia, fate capire ai vostri amici che NON è la solita catena di S. Antonio, NON è uno scherzo si tratta di 9000 famiglie che non sapranno come arrivare a fine mese !. > >Vi ringrazio di cuore fin d'ora > >gianfranco > >p.s. >se qualcuno vuole dei chiarimenti divulgate pure il mio ind.mail e i miei >numeri di telefono, mi fido di voi. > >Gianfranco Fusaz >Montereale Valcellina >tel 0427-79306 >cell 347-4688960 >mail http://mail.google.com/mail/h/1kjo1n5gh9egt/?v=b&cs=wh&to=gfusaz@alice.it

    Banche Banche delle mie brame...chi è la "messa peggio" del Reame?

     

    Standard & Poor's, la più importante società di rating al mondo, in un suo studio ha lanciato l'allarme: la maggior parte delle più grandi banche del globo è sotto-capitalizzata ed entro i prossimi 18 mesi potrebbe subire una bella bocciatura nel giudizio di affidabilità (downgrade).
    Delle 45 banche messe sotto esame, la maggior parte sono SOTTO al livello di..........................continua a leggere clikkando sul titolo

    Acqua privata: ci costerà dal 30 al 40 per cento in più.

     

    Post n°1895 pubblicato da lucarossi82

    Tag: ambiente, curiosità, politica, società

    Acqua privata: ci costerà dal 30 al 40 per cento in più.

    Posted by Winston Smith in novembre 22nd 2009 

    Acqua-privata

    .........................continua a leggere clikkando sul titolo


    E se ci riscaldassimo tutti a legna? (breve trattato per annichilire rapidamente i nostri boschi)

     

    posted by Frank Galvagno

    Nell'immaginario collettivo è piuttosto diffusa l'idea che, un giorno, torneremo tutti a riscaldarci con la cara vecchia legna. Questo, soprattutto a causa.........................continua a leggere clikkando sul titolo

    Socializzazione. Unica via

     

    di Fabrizio Fiorini -
    Fonte: mirorenzaglia [scheda fonte]

    socializzazioneNel dominio delle scelte economiche che lo Stato – il vero Stato – ha il diritto e il dovere di compiere, così come in tutte le scelte indotte che consistono nelle sue ricadute sociali e territoriali (fisco, tributi, politiche abitative, partecipazione del settore economico alla determinazione della politica nazionale) è necessario escludere ogni sorta di frazionismo..........................continua a leggere clikkando sul titolo


    "LULA HA IMPEDITO CHE LA CRISI LA PAGHINO I POVERI!"

     


    Intervista a Emir Sader, segretario generale del Consiglio Latinoamericano di Scienze Sociali

    Le analisi del segretario esecutivo del Consiglio Latinoamericano di Scienze Sociali (Clacso) sono ormai diventate una lettura obbligata per avvicinarsi ai mutamenti che si stanno verificando nel continente. Brasiliano (1943) di origine libanese, Sader ha appena terminato una visita in Spagna per presentare il suo nuovo saggio politico: "El nuevo topo" (La nuova talpa).......................continua a leggere clikkando sul titolo

    Underwater

     
    Il mutuo residuo di quasi il 25% (oltre 10 milioni e mezzo) dei proprietari di case negli Stati Uniti, 1 su 4, è inferiore al valore dell'immobile. Questa è la nuda e cruda verità che minaccia ogni speranza di una ripresa sostenibile del mercato immobiliare, appena mitigata dal balzo del 10% nel mese di ottobre nella vendita di case esistenti, frutto.............continua a leggere clikkando sul titolo

    Povera OPEC...

    Nov 0924

     
    Pubblicato da Debora Billi alle 11:43 in Clima, Current Affairs

    Arriva il meeting di Copenhagen, e pare che molti stiano sparando le loro cartucce. A partire dall'ormai celebre hackeraggio delle email degli scienziati, fino alle proteste OPEC........................continua a leggere clikkando sul titolo


    Tremonti offre alla Cina un trattato per la "nuova Bretton Woods"

     

    24 novembre 2009 (MoviSol) - Parlando alla scuola centrale del Partito Comunista Cinese il 20 novembre, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha dichiarato che la crisi non è finita e che una vera soluzione può venire solo da un trattato internazionale tra i governi, che egli ha chiamato una nuova Bretton Woods.................continua a leggere clikkando sul titolo


    Google, Microsoft, Murdoch: una guerra inutile

     

    Economiadi Alessandro D'Amato (Gregorj)

     

    pubblicato il 24 novembre 2009 alle 11:00 dallo stesso autore - torna alla home

    La News Corp si accorda con Gates contro la Big G. Ma davvero questo aiuterà gli editori ad aumentare i profitti?

    Due colossi contro uno. Secondo l'autorevole Financial Times, la News Corp. di Rupert Murdoch sarebbe in trattativa con Microsoft per cedere a quest'ultima il diritto esclusivo d'indicizzare nel proprio motore di ricerca Bing, che, soprattutto nei Paesi anglofoni, vuole proporsi come vera alternativa a Google, i risultati inerenti ai siti di proprietà dello squalo. In parole povere (davvero molto povere, come vedremo), Bill Gates sarebbe disposto a pagare...............continua a leggere clikkando sul titolo

    IL GOVERNO FAREBBE DAVVERO SCOPPIARE UNA GUERRA PER STIMOLARE L'ECONOMIA ?

     

    FONTE: GEORGEWASHINGTON2 (BLOG)
    Ho scritto due saggi nel tentativo di confutare il "keynesianismo militare" - l'idea che le spese militari siano il miglior incentivo (per l'economia, NdT). Si veda qui qui e qui
    In risposta, un lettore mi ha sfidato a dimostrare che chiunque appoggerebbe l'idea di investire soldi in spese militari o in una guerra come stimolo fiscale.
    Di fatto, il concetto alla base del keynesianismo militare è talmente diffuso che ci sono circa mezzo milione di pagine web in cui si parla di questo argomento.
    E molti economisti autorevoli e politici esperti ne tessono le lodi.
    Ad esempio, Martin Feldstein - presidente del Council of Economic Advisers sotto il Presidente Regan, professore di economia ad Harvard e membro del collegio dei collaboratori di The Wall Street Journal - ha scritto un articolo (*) sul numero del Journal di Dicembre scorso intitolato "Le spese per la difesa sarebbero un grande stimolo"..........................continua a leggere clikkando sul titolo

    Goldman Sachs: nemico pubblico?

     

    di Mario Braconi

    Goldman Sachs è la sola tra le banche d'affari sopravvissuta quasi indenne alla crisi finanziaria: pur non essendo la più grande del mondo (30.000 dipendenti, 11 volte di meno della Industrial and Commercial Bank of China), né quella con il bilancio più robusto (totale attività pari a circa 900 miliardi di dollari, contro i 2,4 del colosso britannico HSBC), è di gran lunga la più redditizia (222.000 dollari per addetto - la seconda in classifica, JP Morgan, arriva "appena" a 133.000). Simbolo quintessenziale del liberismo più spericolato, icona del mondo finanziario, conventicola infiltrata nelle stanze dei bottoni dell'universo mondo, c'è chi la chiama Goldmine Sachs ovvero Miniera d'oro - Sachs, chi Government Sachs, ovvero Governo - Sachs................continua a leggere clikkando sul titolo


    DIBATTITO/ Acqua privata, costosa e "sporca": tutte le falsità sul decreto Ronchi

     

    Carlo Stagnaro, Luigi Ceffalo

    Economia e Finanza

    martedì 24 novembre 2009

    L'acqua in Italia non è ancora libera, ma è più libera di prima. La riforma del settore idrico, che si inserisce nel processo di apertura dei servizi pubblici locali, è un passo importante, perché segna finalmente........continua a leggere clikkando sul titolo

    BERNASCONI

    Inizia l'inverno, calano le nebbie e cade la prima neve. In queste condizioni é difficile distinguere chiaramente i contorni del paesaggio e la guida sulle strade coperte da un manto nevoso diventa pericolosa.
    Ieri le borse sono ripartite al rialzo. Non avevamo previsto questo intenso movimento che ci ha sorpreso. Non ci sembra di aver interpretato male i grafici e riteniamo questa forte reazione un'incidente di percorso.

    Stamattina devo uscire presto e mi devo limitare ad un breve aggiornamento.
    Ieri le borse europee sono ripartite verso l'alto in un movimento che ci ha sorpreso nella sua intensità. Prevedavamo una reazione ed un tentativo dell'S&P500 di tornare verso i 1100 punti ma non..........continua a leggere clikkando sul titolo

    Un banchiere prenderà il posto di Geithner?

     
    Non vorrei che dietro l'odierno rally della borsa statunitense più che la soddisfazione per il balzo in avanti delle vendite di case vi sia l'indiscrezione del New York Post sulla possibilità che il numero uno di J.P. Morgan-Chase, Jamie Dimon, possa subentrare all'attuale ministro del Tesoro, Timothy Geithner, un'ipotesi che........ continua a leggere clikkando sul titolo

    WSJ: la Cina risponde alla bolla speculativa?

     

    WSJ: la Cina risponde alla bolla speculativa?

    I regolatori bancari cinesi hanno risposto alle pressioni, non solo interne, circa la possibili conseguenze di un eccesso di liquidità immessa nel sistema finanziario locale...continua a leggere clikkando sul titolo


    IL RUGGITO DELLA TIGRE DI CARTA!

    martedì, 24 novembre 2009

     

    Come scrive Wikipedia, nel 1946, Mao Tse Tung, capo dell'Esercito di Liberazione Popolare, cinese e futuro presidente della Cina,  rilascia questa dichiarazione alla giornalista americana Anna Louise Strong:  
    continua a leggere clikkando sul titolo


    Non C'è più Nessuno Ottimista sui Titoli di Stato (eccetto il Migliore Gestore del Mondo)


    • 03:47 24/11/09
    • Gli ultimi sondaggi di investitori istituzionali Bloomberg o Barron's indicano un 60% e rotti ottimista sulla borsa e nessuno praticamente ottimista sui titoli di stato, i tori sono scesi al 5% che è il minimo storico perchè a 0% non arrivi mai ( parliamo riguardo ai Bond dai 3-5 anni di scadenza in poi, specie treasury USA ma anche Bund o Bobl o Btp)
      Però tra il 5% di investitori....................per leggere l'articolo clikkare sul titolo

    23/11/09

    Sesso, Cicciolina: prova piacere 'pensando a Topo Gigio'

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    Foto Sesso, Cicciolina: prova piacere 'pensando a Topo Gigio'

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    Sesso, Cicciolina: prova piacere 'pensando a Topo Gigio'

    Ilona Staller lontana dai set ha riscoperto il piacere nel fare l'amore

    Milano- Ilona ha scoperto che fare sesso senza lucrarci sopra è divertente , quasi come farlo per amore. Cicciolina ha trovato la sua isola felice, un nuovo compagno , un figlio adolescente e un grande avvenire dietro le spalle. "Va benissimo. Finalmente ho ripreso a fare l'amore come si deve. Sai qual è il paradosso? Tutti credevano che mi divertissi come una pazza quando ero una pornostar, invece, ai tempi, lavoravo talmente tanto che non vedevo neppure l'alternarsi delle stagioni e non avevo mai il tempo di fare I'amore. Intendo farlo nel tempo libero, per piacere mio, ovviamente” ha dichiarato la Staller che sente ormai lontani i tempi della catena di montaggio dove recitava il ruolo della montata a favore di un nuovo capitolo della sua vita molto più mamma e compagna .
    Libera di poter pensare al sesso senza le rate del mutuo , la Staller diviene una nuova eroina che osteggia la pornografia on line e si immerge totalmente nel ruolo di madre e compagna ,dell’avvocato Luca Di Carlo, il quale la assiste nella sua causa contro Sky per l’utilizzo non autorizzato del suo personaggio.
    Missione per la seconda decade del nuovo millenio non sembra più quella di irretire equini , ma di salvaguardare il buon nome del personaggio che le ha pagato da mangiare per anni facendola perfino arrivare in parlamento :Cicciolina.
    "Cicciolina – ha dichiarato a “Top” - è come Topo Gigio, un marchio registrato. I signori di Sky hanno pagato il regista della fiction,su Moana cinquantamila euro e a me non hanno dato nulla. Con tutto il rispetto per 'la mia amica Moana: lei era un personaggio' famoso solo in Italia. Se un domani venderanno questa fiction in altri Paesi, sarà per merito della mia fama che, invece, è internazionale”.
    La sua fama è internazionale , ma appare un po' particolare la pretesa di questa donna; portata al successo " senza vestiti" da Riccardo Schicchi. Avendo l'unico e il solo merito di essere la prima a cavalcare l'onda di un genere ( appena nato) ,quello hard , che si sarebbe fatto strada da solo senza pretese di protagonismo eccessive , le prime pornostar avevano un solo merito , non avere rivali perchè il mercato non era ancora saturo di offerte tette e culi.
    Ilona ha anche un figlio, Ludwig ,che non ha il talento di Beethoven, ma secondo la mamma" è straordinario, con un carattere deciso: sa quello che vuole, da vero Scorpione. Frequenta il liceo linguistico, da un anno e mezzo ha una fidanzata, Soraya, che è una bellissima ragazza
    Il padre del figlio di Ciciolina è Jeff Koons, uno dei più grandi atisti contemporanei , secondo qualcuno , secondo qualcun altro un cialtrone di mezza tacca .
    La Staller è abbastanza inviperita verso il padre di suo figlio , che non le serve più come l'avvocato di grido. L'artista non può fare causa Sky per reinverdire le finanze in casa Cicciolina . Del padre di suo figlio parla molto male "è venuto a Venezia di recente e non ha nemmeno pensato di incontrare Ludwig. Jeff mi chiede persino sei milioni di euro come risarcimento del presunto mancato esercizio della paternità. Lui che campa ancora con le sculture di me nuda, alla Tate Gallery di Londra”.

    Pensate al povero Topo Gigio equiparato ad una signora del sesso che per evitare la bancarotta inventa una causa alla ricerca di un assegno perduto da tempo viste le sue grazie eccessivamente sfiorite .
    L'unica preghiera è questa , Ilona non ci rovinare il pupazzo con cui tutti noi siamo cresciuti o almeno non ce lo far pensare intento ad intrattenere una copula con un cavallo.
    Paolo Quaglia

    Un, due, tre, Totti! Il ritorno del capitano

    Il bomber giallorosso rientra dopo l'operazione e segna tre reti: capocannoniere con 9 gol. Ranieri: statosferico

    La gioia dopo il terzo gol (Ansa)

    La gioia dopo il terzo gol (Ansa)

    ROMA - Giù il cappello dinanzi al capocannoniere. Francesco Totti è tornato alla sua maniera, prodezze e spettacolo impareggiabile. Un mese e mezzo di inquietante penombra prima che lui, il più forte calciatore della storia della Roma, riprendesse in mano la situazione. Con 9 gol in 8 partite giocate (19 reti stagionali in 13 gare), la prima tripletta in serie A all’Olimpico e i suoi 187 centri in giallorosso, il capitano ha piegato il Bari rilanciando una squadra in difficoltà e stemperando le polemiche di una settimana difficile per la società.

    Totti sorride a chi chiede un’altra operazione in cambio di altri gol, anche se la fugace battuta pronunciata lasciando lo stadio ha un sapore amaro: «Vado di corsa e non mi fermo a parlare perché devo operarmi... Io sono felice, mentre qualcuno continui pure a dire che sono un calciatore finito». Festeggiato l’ottavo bomber di sempre del campionato italiano, a una sola lunghezza da Signori, onore e merito va anche a un Claudio Ranieri che ha osato col tridente pesante con Vucinic e Menez, per la prima volta insieme a Totti dal primo minuto. L’allenatore spiega la scelta e l’andamento della gara: «Ogni tecnico deve far quadrare gli equilibri salvaguardando il talento degli uomini migliori. Se le punte si sacrificheranno come hanno fatto nel primo tempo questo assetto tattico sarà riproponibile. La nostra prima mezz’ora è stata splendida e nella ripresa, invece, abbiamo smarrito concentrazione: questo non deve ripetersi, anche se il calo psicofisico è comprensibile».

    Ranieri elegge i suoi migliori in campo: «Totti e Julio Sergio sono stati determinanti. Il nostro capitano ha dimostrato quanto mancasse alla causa e il portiere s’è esaltato opponendosi al ritorno del Bari. Ho allenato tanti campioni ma Totti è stratosferico. Solo uno come Francesco può pensare di realizzare un gol di sinistro come il terzo e l’ho tolto alla fine per l’ovazione, egoisticamente spero non vada in Nazionale. Le tre partite perse ci hanno fatto scivolare indietro, ora ritroveremo determinazione e rabbia per avvicinare l’alta classifica. Il nuovo portiere titolare? Non c’entrano le gerarchie: Bertagnoli sta andando bene e io gli do fiducia».

    Eccolo Julio Sergio, l’altro grande protagonista del pomeriggio. Ormai «il miglior terzo portiere al mondo» non è più una sorpresa e ha motivi per rallegrarsi: «Sono felice di aiutare la squadra sfruttando il mio momento. Dovrò lavorare sodo per crescere e mantenere il posto, non è stato facile andare in tribuna per tre anni, ma serietà e impegno pagano sempre. Con Doni non c’è problema, siamo amici da una vita. La squadra ha avuto molti problemi anche se ora siamo sulla strada giusta: tra poco, cercando di non subire sempre gol evitabili, raggiungeremo il quarto posto». C’è un rinnovo contrattuale in vista per lui, che il primo febbraio potrebbe altrimenti accordarsi con chiunque. Alla gara ha assistito anche il convalescente De Rossi: «Sto meglio- ha detto il centrocampista - anche se con l’operazione ho perso più di due chili».

    Dario Bersani
    23 novembre 2009

    http://roma.corriere.it/roma/notizie/sport/09_novembre_23/un_due_tre_totti_bersani-1602048180827.shtml

    Grande Fratello 10, Diletta: «Non posso stare con Tullio»

    Pubblicato da Domenico Giampetruzzi in Primo Piano, Star Tv.

    Lunedì, 23 Novembre 2009.

    Diletta e Massimo
    Nella casa più spiata degli italiani, quella del Grande Fratello 10, l’intreccio amoroso a tre tra Diletta, Tullio e Davide si arricchisce di un nuovo capitolo. La 29enne romana Diletta Franceschetti è in pieno stato confusionale. La ragazza “alternativa” del GF 10 è innamorata di Davide Vallicelli ma quest’ultimo non lo è poichè è fidanzato e vuole portare rispetto alla sua compagna. “continua…”

    Il catanese Tullio Tomasino, invece, va pazzo per la pluritatuata romana. Il bacio tra amici che si sono dati Tullio e Diletta è stato per la studentessa di Filosofia solamente frutto di una pura e semplice scommessa. Il 23enne rappresentante di abbigliamento è contento e crede che a questo punto può nascere davvero qualcosa di importante tra loro.

    Diletta Tullio bacio
    Facili entusiasmi che la stessa Diletta, che ha sei piercing e sette tatuaggi, ha voluto subito smorzare per non creare illusioni e delusioni future. «Non ti fare -ha affermato Diletta a Tullio- strane idee, tipo che c’è una storia tra noi due, tu non devi essere geloso di me né io di te». Una frase inequivocabile e molto chiara che per la stessa romana significa in parole povere “mettici una pietra sopra”. Ma non per il giovane catanese che va avanti nel reality con il motto “la speranza è l’ultima a morire”.
    Diletta in crisi
    La sensuale romana che negli ultimi giorni ha sofferto molto il rifiuto dell’ex steward Davide decide di sfogarsi e di raccontare il suo stato sentimentale attuale al muscoloso barese Massimo. Una confessione che a molti è sembrata essere una vera e propria strategia da gatta morta. «La mia mente me lo dice che non è il mio tipo! Non ci posso più stare! Tullio mi piace, ma non posso avere una storia con lui, fosse stato qualche anno fa… non posso perdere altro tempo».
    Secondo voi è lei la nuova Marina La Rosa di questa edizione del Grande Fratello?

    http://www.nonmidire.it/articolo/grande-fratello-10-diletta-non-posso-stare-con-tullio/4997/

    ZAMPARINI HA ESONERATO WALTER ZENGA

    ZAMPARINI HA ESONERATO WALTER ZENGA<br>

    (AGI/ITALPRESS) - Palermo, 23 nov. - Il Palermo ha esonerato Walter Zenga. Lo ha reso noto la stessa societa' in un breve comunicato stampa. "La societa' - si legge - ringrazia Zenga per l'impegno profuso e gli augura le migliori fortune". La decisione arriva dopo il pareggio di ieri per 1-1 nel derby con il Catania. Tra i candidati alla successione l'ex allenatore della Lazio, Delio Rossi(AGI) -

    http://www.agi.it/sport/notizie/200911231055-spr-rt10007-calcio_esonerato_walter_zenga_e_ufficiale

    Grande Fratello 10, Belen Rodriguez nella Casa

    11:17 lun 23 novembre 2009

    Puntata piccante quella di stasera del Grande Fratello con l’ingresso nella Casa di Belen Rodriguez. La sudamericana sarà il giudice della prova settimanale, che ha visto i ragazzi impegnati in lezioni di spagnolo. La showgirl conosce molto bene il reality, infatti, lo scorso anno era entrata per sorprendere i finalisti.

    Segui lo speciale sul Grande Fratello 10

    Non mancherà l’eliminato della serata tra Tullio, Cristina e Camila, che dovranno abbandonare il gioco a favore di altri due misteriosi concorrenti. Gli inquilini, inoltre, riceveranno dei regali speciali, in particolare Alberto, Maicol e Cristina saranno i protagonisti di questi momenti, mente Mara assisterà a un videomessaggio della compagna di George, che ha lanciato alla ragazza pesanti accuse.

    Chi vuoi eliminare tra Tullio, Cristina e Camila

    Eventi che faranno discutere come il videomessaggio inviato da Davide, il quale ha chiesto a Maicol perché ha preferito Giorgio a lui, mandando in crisi il ragazzo, anche a Carmela hanno rivolto parole poco carine accusandola di essere critica con tutti e ha cercato di mettere zizzania nel “clan”, ovvero nel gruppo composto da Massimo, George e la stessa Carmela.

    Anche Veronica si altera e accusa questo gruppo di essere chiuso, di non accettare nessun altro al di fuori della casta. Non si riesce a comprendere se gli altri sono gelosi di quest’amicizia o se questo trio è davvero dannoso per l’equilibrio della convivenza.

    http://web20.excite.it/news/31787/Grande-Fratello-10-Belen-Rodriguez-nella-Casa

    22/11/09

    LA RIVOLUZIONE DAL DIVANO.....

     

    Siamo proprio impigriti, nel fisico e nell’anima!!!

    Ci lamentiamo, parliamo, ci sfoghiamo... ma siamo capaci solo a fare chiacchiere da bar, la rivoluzione fatta seduti sul divano a guardare la televisione non ci porterà alcun risultato!!!!

    Ha ragione Paolo, se abbiamo ancora un minimo di orgoglio umano sepolto nell’adipe del consumista cerebroleso è il momento di iniziare ad alimentarlo, ci hanno tolto tutto.

    I monopoli naturali, quelli che per motivi strutturali non possono essere soggetti a concorrenza, non possono essere privatizzati!!!

    La “privatizzazione” dell’acqua significa soltanto garantire rendite extra ad un sistema parassitario non soggetto alle regole del mercato!!! Chi ha due tubi dell’acqua in casa? Chi potrà scegliere il proprio fornitore di liquido vitale in base a prezzi in competizione?  NESSUNO, semplicemente come per la rete autostradale, la rete telefonica ecc.. saremo costretti a subire tariffe in aumento che fruttano redditi di comodo agli amici degli amici degli amici..... e che, a loro volta, garantiscono tangenti all’amico di turno di tutti gli amici!!!

    Ci hanno raccontato che le privatizzazioni rendono competitivi e redditizi i settori che lo stato non è in grado di gestire....

    CHE BUFFONI!!!! E CHE COGLIONI NOI A CREDERCI!!!!

    Ci hanno raccontato che la globalizzazione avrebbe reso il mondo migliore..... ma non ci hanno detto per chi sarebbe stato migliore....

    Vediamo un pò... Negli ultimi trent’anni circa i redditi sono scesi, i servizi essenziali sono diventati più scadenti e più costosi, i diritti che sembravano conquistati sono stati cancellati, il lavoro è diventato precario e raro (ed è solo l’inizio), i “privati” si sono presi tutto quello che era nostro e ora ce lo fanno sovrapagare, il “potere politico” è diventato sempre più arrogante ed inamovibile....

    Sono questi i benefici delle privatizzazioni e globalizzazioni?

    E lasciamo ancora che questi processi vengano portati avanti?

    E continuiamo a votare per una destra e una sinistra che ci prendono a schiaffi e pugni dalle due direzioni?

    Non mi meraviglio più di nulla, siamo stati talmente addomesticati che quando ci chiederanno il sangue andremo spontaneamente a farci svenare!!!!

    VERGOGNATEVI!!!!!

    VE LO MERITATE, VI MERITATE DI PEGGIO!!!

    PIGRI, avete delegato tutto ad una banda di delinquenti e continuate a dare a loro il vostro consenso, vi anno fatto ancora poco, mi auguro che vi prendano tutto quello che credete sia ancora vostro!!!!!

    Che vi prendano anche il divano da cui fate la rivoluzione!!!

    Così dovrete continuare a fare le vostre chiacchiere in piedi ma potrete continuare  a votare per i servi dei vostri padroni!!!!

    Fatemi almeno un favore... non lamentatevi, siete voi che avete costruito la vostra cella, siete voi che non volete cambiare, che state bene così....

    Se non fate nulla per cambiare il vostro presente vi meritate il “loro” futuro!!!

     

    z.

    UNA LETTERA DAL FUTURO: UN CITTADINO SPIEGA LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA A UNA SENATRICE

    Data: Domenica, 22 novembre @ 01:33:52 CST
    Argomento: Italia

    FONTE: ALTRECONOMIA.IT
    Al “Forum italiano dei movimenti per l'acqua”
    A tutti i cittadini che hanno scritto ai Senatori della I Commissione
    Roma, 12 novembre 2009
    Negli scorsi giorni noi parlamentari abbiamo ricevuto tantissime vostre e-mail che ci segnalavano lo sdegno dei cittadini per il provvedimento del Governo che di fatto rende più concreto il processo di privatizzazione di un bene pubblico fondamentale: l'acqua.
    Peraltro il Governo ha fatto tutto questo inserendo una norma in un decreto legge che parla di tutt'altro, piuttosto che affrontare in Parlamento una seria e aperta discussione della riforma dei servizi pubblici locali. Da tempo, infatti, giacciono sia alla Camera che al Senato dei progetti di legge di iniziativa parlamentare in cui si affronta la questione in maniera organica e strutturata. Invece il Governo, per la quarantacinquesima volta dall'inizio della legislatura, ha scelto la via più semplice, e più opaca rispetto alla pubblica opinione, del decreto-legge.
    Come sapete in quel contesto si trattava di INCLUDERE l'acqua nell'elenco dei servizi esclusi dall'applicazione della modalità privatistica di gestione e affidamento (criticabile anche per altri aspetti), com'è stato fatto per energia e trasporti regionali, che hanno una normativa diversa ad hoc. Non si è voluto fare, parificando di fatto l'acqua a qualsiasi altro servizio, ad esempio lo smaltimento rifiuti. Il che risulta ancora più paradossale perché in sede europea e internazionale si sta tornando indietro, rispetto alle scelte più spinte di liberalizzazione, proprio sull'acqua. L'opposizione del gruppo del partito Democratico è stata dura. Abbiamo presentato numerosi emendamenti sia soppressivi che migliorativi, purtroppo incontrando solo un muro di chiusura da parte del Governo, che non ha accettato neppure la costituzione di un'Authority nazionale.
    Siamo riusciti però, ed è un piccolo ma importante risultato, a fare accogliere un punto di principio cui appellarsi in fase applicativa, che riafferma “...piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche, il cui governo spetta esclusivamente alle istituzioni pubbliche, in particolare in ordine alla qualità e prezzo del servizio, in conformità a quanto previsto dal decreto legislativo 152 del 2006, garantendo il diritto alla universalità ed accessibilità del servizio” (grassetto nostro).
    Ora il testo è alla Camera e, visto anche l'approssimarsi della scadenza del decreto (24 novembre), sarà ancora più difficile, ma non per questo verrà meno il nostro impegno, forti anche del vostro contributo.
    A tutti voi un cordiale saluto
    Sen. Marilena Adamo, Segretaria I Commissione Affari Costituzionali - Senato della Repubblica
    Gruppo Partito Democratico

    UNA LETTERA DAL FUTURO: UN CITTADINO SPIEGA LA PRIVATRIZZAZIONE DELL’ACQUA A UNA SENATRICE
    DI ALBERTO DE MONACO
    altreconomia.it
    Egregia senatrice,
    le risponde uno che viene dal futuro: noi a Latina siamo in piena privatizzazione ormai da 7 anni. Ad Arezzo anche di più. Le scrivo usando quel poco di tecniche finanziarie ed economiche apprese sul “campo di battaglia”: la proprietà pubblica delle acque è fuori luogo, quindi nulla di nuovo all'orizzonte;
    per quanto riguarda la tariffa, è la volontà del privatizzatore che esige che queste le faccia il pubblico. La tecnica è: io, privato, con le tariffe che voi ci dite di applicare non ce la faccio; i Comuni ci hanno presentato una situazione che da gestire è più difficile del previsto; le reti sono peggio del previsto, piove e l'acqua è torbida, etc, etc. Sono cose che qui da noi sentiamo da anni. Poi dicono:
    attenzione, qui siamo in regime di monopolio territoriale, al gestore deve essere assicurato il pareggio, ossia il pagamento dei costi. Ecco allora che tu, pubblico, che sei il responsabile di fare la tariffa (...sui dati del gestore privato che il pubblico non può avere per legge, visto che è spa di diritto privato e quindi protetta per diritto nel suo agire per fare l'interesse degli azionisti) , mi devi aumentare le tariffe se vuoi gli investimenti. Poi c'è la solita tecnica: se non vuoi che aumentiamo subito, allora noi facciamo un bel project financing, chiediamo i soldi ad una bella banca d'affari che investe sul progetto gestionale, e cosi troviamo i soldi! Il problema è che la banca d'affari non fa carità, ma profitto, e se il progetto non rende non è che dice “mi ero sbagliata”. Al gestore dice: voglio comunque che tu onori il debito. Ecco allora che il gestore (che quasi sempre fa avallare questi prestiti con le garanzie della tariffa che il pubblico deve approvare) dice: “Cari sindaci, alzate la tariffa perché il servizio va male ma noi il mutuo (con interessi alla banca) lo dobbiamo pagare”. Ho letto piani d'ambito e richieste di finanziamenti in varie parti d'Italia, e le assicuro che spesso i gestori si lamentano perché magari quest'anno il consumo dell'acqua è diminuito e quindi ci sono meno introiti, anche se il costo corrente aumenta, il costo personale aumenta. E quindi dice ai sindaci: meno incassi, costi comunque elevati, la banca chiede di aumentare la tariffa, oppure diminuire gli investimenti, oppure ancora chiede che i comuni mettano soldi pubblici per fare investimenti in nuovi impianti che poi deve dare in gestione al privato.
    Insomma, si riesce a capire che questo processo si chiama con un solo nome? Mercato sul bene acqua, grandi speculatori finanziari, multinazionali, banche d'affari, etc, etc.
    Mi scusi se mi dilungo, ma vede noi che veniamo dal futuro possiamo descriverle bene cosa significa privatizzazione. Per non parlare poi della cattiva politica che in queste cose ci marcia e ci abusa.
    Qui da noi questo processo a nome e cognomi: legge Meta-Besson, che immagino lei conosca. Il noto ingegner Besson, dopo aver scritto la legge regionale sul servizio idrico, dividendo gli Ato del Lazio un poco come le province e senza il criterio di ambito ottimale, è passato in Enel Hydro. Di qui poi è stato chiamato come amministratore in Acqualatina spa (è ancora il vice presidente), è stato consigliere d'amministrazione in Acea Ato2 spa, e presidente della Sorical in Calabria. Mentre, per non far torto a nessuno, il presidente di Acqualatina spa è (già dal 2006) il senatore di Forza Italia Claudio Fazzone, di Fondi.
    Guardi le chiedo scusa, sono molto arrabbiato e mi fa male lo stomaco a parlare delle nostre cose che vengono dal futuro, ma sentire tante sciocchezze e mezze misure su una cosa così delicata e fondamentale come la gestione dell'acqua mi fa male al cuore, alla mente e pure alla tasca!!!
    Abbiate il coraggio di dire: vogliamo che i Comuni spariscono, che il pubblico non sia più capace a fare nulla (la questione del controllo è questione di lana caprina, quando non si può gestire..), che i sindaci devono arrendersi, che le comunità sono gestite in effetti dalle volontà dei vari consigli d'amministrazione (acqua, rifiuti, etc, etc,) e facciamola finita!
    Con il rispetto per una persona che -come lei- accetta la discussione ed il confronto, le dico che ormai non desidero più andare a votare per sindaci e politici e spero di poter votare i vari membri dei consigli d'amministrazione. magari ho più poteri verso di loro e decido anche io qualcosa! La lascio con un'ultima riflessione: le tariffe sono tutte aumentate per quanto previsto nei piani d'ambito privatizzati, ma gli investimenti fatti sono circa la metà di quanto previsto nei contratti a gara, quindi è come se noi cittadini pagassimo la tariffa doppia! Il tutto condito con investimenti totali negli anni privatizzati, meno di quelli che faceva prima il pubblico. Si chieda perché negli Stati Uniti d'America gli enti di gestione sono tutti pubblici, e Atlanta che aveva privatizzato ha avuto una pessima esperienza. Si chieda perché Parigi torna indietro. Noi che veniamo dal futuro lo abbiamo già capito bene sulla nostra pelle!
    Alberto De Monaco, (Comitato acqua pubblica Aprilia)
    Fonte: www.altreconomia.it
    Link: http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2176&fromHP=1
    16.11.2009

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    IL FOLLETTO SI CONFERMA 2SEGUGIO DELL’ANNO”

    folletto

     

    http://www.fdic.gov/news/news/press/2009/pr09210.html

    La Sheila continua a rassicurare e noi siamo sempre più sicuri....
    http://www.guardian.co.uk/world/2009/nov/20/peru-gang-killing-human-fat

    Liposuzione umana
    Il Folletto

    FMB

    domenica 22 novembre 2009

    Rivelazioni

    Caritas-Migrantes, ormai fonte di ogni fandonia e “fuffa” statistica, ci fa sapere che gli italiani residenti all’estero sono in numero uguale a quello degli immigrati in italia (1).
    A fare intendere ai babbei teledipendenti che in fondo è giusto che ci siano tanti immigrati perché gli italiani emigranti sono altrettanti.
    Ma facciamo una considerazione sui numeri.
    A fine ottobre Caritas affermava gli stranieri regolari essere 4,5 milioni (“l'Italia oltrepassa abbondantemente i 4,5 milioni di presenze”, 2) mentre ora afferma che sono meno di 3,9 milioni.
    La solita sbobba mondialista.
    Difficile credere che 600mila “migranti” siano “scappati” in tre settimane!
    Evidentemente avedoo bisogno di sancire che c’è un “interscambio equilibrato” tra italiani all’estero e extracomunitari in italia hanno tirato fuori dei numeri a casaccio.
    Ormai i globalisti non temono di spargersi verso la mistificazione più turpe a distanza di brevissimo tempo per cercare di inculcare le loro sordide menzogne.
    Diamoli noi adesso un po’ di numeri.
    La superficie di terre emerse del Pianeta Terra corrisponde a 148.940.000 km2 (3).
    Se defalchiamo i 301mila Km2 della penisola italiana, la densità media di “italiani nel mondo” è di 0,026 italiani per km2 (3.915.767 / 148.639.000).
    Invece la densità di immigrati in italia stando al dato fornito sarebbe di 12,88 stranieri per km2 (3.891.295 / 301.000).
    Se raffrontiamo i due risultati scopriamo che gli immigrati in italia sono 500 volte la densità di italiani all’estero.
    Se invece tenessimo per buono il numero fornito in precedenza dalla stessa Caritas, la densità per km2 sarebbe di 14,95. Ossia quasi SEICENTO VOLTE la densità d’italiani espatriati.
    Alla faccia dell’”equilibrio”!
    I robot comunisti nei dibattiti da bar e nei blog potranno tuttavia felicemente sancire che “è razzista essere contro gli immigrati perché ci sono anche tanti italiani all’estero”.
    Come quando dicono che non è strano che ci siano immigrati stranieri anziani ricongiunti solo per fargli avere una pensione senza contributi perché attestano che ci sono “tanti extracomunitari che versano contributi”.
    Però se vi infilaste in un ufficio INPS a dire “Datemi la pensione senza contribuzione, tanto ho un sacco di connazionali che versano contributi” sareste seppelliti da risate a crepapelle.
    Le elite hanno fretta, il piano criminale deve essere accelerato.
    Tutta la zuffa sulle “elezioni anticipate” è stata provocata dal fatto che parte del PDL che OBBEDISCE AI POTERI FORTI capeggiati dal pupazzo per eccelenza, Gianfranco Fini, insiste nel volere dare il voto amministrativo agli immigrati PRIMA della prossima cruciale tornata elettorale regionale.
    Per questo minacciano Berlusconi e la Lega anche attraverso i “terroristi” rossi e islamici.
    Chi non collabora al NWO deve togliersi di mezzo.
    Il Financial Times, organo degli Illuminati, critica ferocemente Berlusconi e l’italia berlusconiana e caldeggia Gianfranco Fini come premier .
    Il “kippah” nazionale è un “cavallo di troia” dei luciferiani per indurre l’opinione pubblica a credere che certe “conquiste” siano “di destra”. Il giochetto consiste nel fare sì che certe “pulsioni” globaliste vengano sottratte al dibattito politico destra-sinistra, più facile farle in tal modo passare.
    Mi riferisco naturalmente a tutte le paturnie dissolutorie dei frammassoni; “Turchia nella UE”, “Israele nella Nato”, “leggi elettorali supermaggioritarie”, “voto agli immigrati arrivati da una settimana”, “pedofilia legalizzata”, “diritti dei gay”, “droga libera”, “aborto ed eutanasia incentivati”.
    Permeando la società di ogni concetto autodistruttivo, disgregativo, immorale dell’Uomo.
    Anche i falsi rivoluzionari sono tutti funzionali alla pianificazione massonica.
    Grillo, Travaglio e Santoro (4) per esempio.
    Guardacaso tutti “sinistroidi” ma nettamente allineati con gli USA di Obama.
    Beppe Grillo ha pubblicato numerosi post in favore di spacciatori di droga morti per loro colpa in carcere e nessuno a favore delle migliaia di bambini e adulti che scompaiono nel nulla.
    Fateci caso, lo psicobuffone ha postato sul suo blog contro la legge sulle droghe, a favore della liberalizzazione.
    La legge si chiama FINI-Giovanardi ma lui se l’è presa solo e sempre con Giovanardi.
    Numerosi anche i suoi post contro i “respingimenti” e la legge vigente sull’immigrazione che si chiama Bossi-FINI.
    I suoi insulti e improperi solo contro i leghisti!
    Secondo voi per chi “fa il tifo” il comico genovese?
    Per lo stesso lurido verme per cui “tifano” Travaglio, Santoro e Finacial Times.
    Con la sua ossessiva campagna per l’astensionismo alle politiche 2008 Grillo decisivamente contribuì alla piena vittoria di Berlusconi, anche al senato, dopodiché ha attaccato, deriso il PD cercando di demolirlo.
    Curioso vero?
    La “creme” dell’”antipolitica”, la “vera opposizione” in perfetta assonanza con i propagandisti della globalizzazione che, se lo vogliamo mettere in termini ideologici, è un progetto di ESTREMA DESTRA. Perché dentro il NWO troviamo l’integrale privatizzazione di ogni servizio pubblico (scuola, sanità, acqua), il precariato totale lavorativo e la politica interamente supina alla volontà delle lobby finanziarie.
    Quelli che blaterano di “democrazia dal basso”, ambiscono abolire piccoli comuni, province e comunità montane, inneggiando ai lontani organismi sovrannazionali della UE eletti da nessuno!
    Una contraddizione in termini, un ossimoro.
    L’”alternativa” in italia è una grassa bugia: Micromega, i Radicali, Limes, NoTav, Indymedia, No global, Black Block (5) sono al soldo degli poteri forti che li usano come “sfogatoio” per le masse fankazziste della sinistra. Infatti leggete tra le righe, costoro portano avanti il discorso distruttore, “multiculturale”, “privatistico”, “liberalizzatore” che fa riferimento alla “dottrina” del “Washington Consensus”.
    Grillo ha esternato più e più volte contro la TAV e altresì contro i treni merci.
    Neanche un post a critica le grandi opere viarie, anzi flagitando l’abolizione dei pedaggi autostradali la qual cosa avvantaggerebbe non poco il trasporto su gomma nei confronti della rotaia, sia per le cose che per le persone.
    Persino la sporcizia sui convogli ha enfatizzato (come Borghezio!) e la loro puntualità. In tal modo la gente si scoraggia e usa la macchina!
    Il suo compagno di merende, il semianalfabeta Antonio di Pietro, quando era ministro alle infrastrutture dell’ultimo governo Prodi, notoriamente VOTANDO CONTRO l’esecutivo di cui faceva parte e contro il dicastero DI CUI EGLI STESSO ERA TITOLARE, salvò dalla chiusura la società per la costruzione del ponte sullo Stretto! (6)
    Rockefeller e gli altri petrolieri fautori del Nuovo Ordine Mondiale ringraziano sentitamente Beppe Grillo e Antonio di Pietro.
    Il “comico” per illustrare i suoi post spesso giustappone la sua faccia su figure e rappresentazioni di altri personaggi. (7)
    “Sii chi tu vuoi!”, uno dei cardini del satanismo.
    Un caso?
    Marco Travaglio credo in vita sua non abbia mai veramente scritto un articolo contro la mafia, SE NON in funzione antiberlusconiana. Il suo obiettivo NON è combattere Cosa Nostra ma solo scalzare il governo Berlusconi perché non ha ancora cambiato la legge per l’aborto libero delle sedicenni o fatto una legge elettorale antidemocratica che consenta l’esistenza di due soli partiti fotocopia (come prevedeva il referendum fallito di giugno).
    D’altronde la “mafia” non esiste.
    La mafia è lapalissianamente il fatto che i meridionali non hanno mai accettato l’italia. Non vi è differenza “filosofica” tra Riina e Provenzano con le attività economiche tutte in nero, chi ruba pensioni, o evade tutte le imposte che può.
    Il caso è solo che ai terroni fotte un cazzo dello stato italiano. Nessuno gli deve “scassare la minchia”. NON esiste un “gene mafioso”, bensì il semplice fallimento dell’unificazione savoiarda.
    Si tengono sovente manifestazioni a favore di leggi contro la “xenofobia”, “omofobia” di cui vi è alcun bisogno nell’ordinamento giuridico italiano, e nessuna contro il massacro quasi quotidiano di donne e bambini nei campi di concentramento sionisti a Gaza, per le aberranti atrocità commesse da USA “abbronzati” e Nato in Afganistan.
    Illuminante la posizione della “sinistra” nei confronti dei musulmani.
    I comunisti sono sempre stati atei deridendo ogni forma di religiosità e credenza nel trascendentale “oppio dei popoli”.
    Notare come i “progressisti” siano ora divenuti i più strenui difensori della religione musulmana e di tutti i suoi precetti, oltrepassando quanto a fanatismo la destra religiosa americana. Difendendo ogni norma coranica seppure in palese contrasto con le leggi dello stato laico che la sinistra ipocritamente afferma dovrebbe stare sopra le confessioni.
    I Verdi sono contro la caccia, ma a favore della “macellazione islamica” tranne, per fortuna, qualche sparuto gruppo di animalisti non irretiti dalla propaganda pro islam.
    Greenpeace, fateci attenzione, si batte sostanzialmente contro tutte le fonti energetiche, tranne una: il PETROLIO!
    Lo scopo della FAO non è per nulla combattere la fame ma diffondere la “banda larga” nel terzo mondo impiantando lo stile di vita occidentale.
    Quindi, sappiatelo, gli “antagonisti” sono una creazione dei poteri forti, in funzione di tenere sotto controllo le masse proletarie e adesso per adempiere i dettami globalizzatori che impongono di rimescolare razze e religioni.
    Le “Brigate Rosse” (il cui simbolo, come per la repubblica italiota, è il pentacolo massonico!) sono state pure una loro invenzione come Al Qaeda.
    Oggi, evidentissimo il disegno di insediare a Roma un governo di centrodestra (la maggioranza degli elettori appartiene a tale schieramento) ma con a capu un premier “illuminato”.
    Probabilmente il trans Brenda era un informatore dei carabinieri, o forse direttamente di ambienti legati al premier, e aveva contribuito a fare scoppiare il caso Marrazzo.
    Ovvio che i dissolutori non perdonano chi limitare il loro desiderio di percorrere fino in fondo la strada del vizio.
    Brenda non poteva rimanere vivo poiché, frequentando certi ambienti, era ben a conoscenza di un certo squallido mondo di perversione frequentato da politici di rango, importanti banchieri e PRELATI vaticani.
    Del resto, e nessun giornale lo scrive palesemente, il “famoso” Mino Pecorelli (8), direttore di OP, non fu assassinato nel lontano 1979 per la mera questione Andreotti, ma perché aveva pubblicato un elenco di cardinali, vescovi e clero iscritto alla Massoneria (9). Forse li ricattava.
    Considerando che il VERO segreto massonico è il culto di Satana potete assai comprendere in quale verminaio si fosse cacciato Pecorelli!
    Anche la bugiarda Caritas è una delle beffe del Diavolo.
    Ve lo ripeterò fino alla paranoia, anche se temo molti dei miei lettori, anche assidui, non possiedano gli strumenti culturali per assimilare certi concetti.
    Vi stanno ingannando.
    Il gioco politico di “maggioranza”, “opposizione”, “antipolitica” è una diabolica tela di ragno dalla quale emergono solo i burattini i cui fili sono saldamente mossi da poteri occulti e orribili.
    E a indirizzare le orde infernali naturalmente sempre Lui, il Grande Ingannatore, il signore degli Abissi che tramando nell’ombra spera di rientrare in Paradiso dal quale fu scacciato per superbia. Mentre la disperazione lo dilania, il rimorso lo attanaglia, lusinga gli uomini affinché lo assistano nel suo intento
    La Bibbia lo “rivela”, letteralmente, in Rivelazioni NOVE, UNDICI: “Il loro re era l'angelo dell'Abisso, che in ebraico si chiama Perdizione, in greco Sterminatore.”
    Il canovaccio fu abbozzato all’alba dei Tempi, non resta che attendere l’epilogo della tragedia umana.
    F. Maurizio Blondet
    1 ) http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE5AI0AA20091119
    2 ) http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Gli-immigrati-regolari-sono-45-milioni-in-Italia_3921336216.html
    3 ) http://en.wikipedia.org/wiki/Earth
    4 ) http://www.youtube.com/watch?v=PJBGffpgtlQ&feature=player_embedded
    5 ) http://it.novopress.info/3215/chi-c%E2%80%99e-dietro-i-no-global/
    6 ) http://eddyburg.it/article/articleview/9945/0/34/
    7 ) http://www.beppegrillo.it/2009/11/comunicato_poli_19/index.html
    8 ) http://it.wikipedia.org/wiki/Carmine_Pecorelli
    9 ) http://www.profeti.net/Studi/Massoneria/Andreotti-Pecorelli.htm

     

    http://falsoblondet.blogspot.com/

    Repetita Iuvant? La fine del Consumismo, reloaded

    Nov 0922

     

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    Pubblicato da Pietro Cambi alle 00:17 in Vita quotidiana

    Come la vedo sul Natale l'ho appena scritto nel post precedente. Per me quindi, a differenza dell'anno scorso, è una notizia non del tutto negativa il fatto che la più consumistica delle festività nel più consumista dei paesi anche quest'anno sarà celebrata in tono ridotto.

    Siccome è un periodo che mi va di sperimentare, alla ricerca di una forma più diretta di comunicazione vi invito a leggere il post che segue. L'ho scritto esattamente un anno fa e, non casualmente, è attuale anche oggi (almeno cosi pare al sottoscritto). Del resto abbiamo catturato molti nuovi lettori quest'anno e molti di loro con ogni probabilità non l'avevano letto. Poche idee? Mancanza di argomenti? Figuriamoci !!

    Mi pare invece importante, ogni tanto, buttare uno sguardo indietro e chiedersi cosa avevamo capito e cosa invece avevamo sotto o sopravalutato. Cosa è cambiato in noi ed intorno a noi...

    E' un esercizio utile: siamo qui per cercare di dipananare con voi la complessa matassa di questa Crisi ed emendarsi dei propri errori di valutazione è importante, ALMENO quanto farsi belli delle proprie previsioni riuscite. Non mancherò, quindi di fare le buccie a qualcuno dei miei post "storici", magari uno di quelli in cui vaticinavo sconquassi borsistici terminali, poi non (ancora) avvenuti.

    Buona lettura, quindi !!!

    Per chi volesse vedere i commenti orginali al post li può trovare li può trovare qui.

    who killed santa claus

    Personalmente non ci ho mai creduto ne mai ci crederò.

    Il consumismo, in qualche modo, è "cablato" profondamente nel nostro Dna.

    Ci piace avere cose che ci piacciono, che ci aiutano in quello che facciamo, che ci danno una qualche forma di status sociale, comunque inteso; se avessimo bisogno di conferme in tal senso, a parte l'intera storia umana pronta a dimostrarcelo, basterebbe pensare a quel che succede tra fratelli, pure all'interno di un nucleo cosi ristretto come quello familiare: anche a questa scala il "socialismo" è quanto mai difficile da realizzare ed avviene, frequentemente a causa di uno "stato di necessità". 

    Nonostante questo, con almeno una certa ragionevole e provvisoria certezza possiamo affermare che il consumismo parossistico e compulsivo di cui il Natale è la massima espressione, è finito.

    Non voglio tirare fuori la tiritera sul valore esclusivamente commerciale della festività, al punto che anche la tradizionale veste bianca e rossa di Babbo Natale deriva, in buona parte, dai colori aziendali di un notissima bibita gassata, che già negli anni 30 cominciò a sfruttarne massicciamente l'immagine (tradizionalmente Santa Claus era vestito di verde, coperto di pelliccia, magro, basso, alto, grasso, insomma non aveva una iconografia ben definita).

    Voglio solo mostrarvi una stima fatta dall'American Research Group, riportato dall'ottimo Iceberg finanza che stima una diminuzione della volontà/possibilità di spesa natalizia delle famiglie (americane) del 50%.

    andamento spese di natale

    I numeri, un calo del 50 % delle previsioni di spesa natalizia, si commentano da soli e ci mostrano come i consumi non si limiteranno a frenare ma piuttosto si scontreranno con un muro di cemento, frontalmente.

    Intendiamoci: di per se il calo dei consumi sarebbe da accogliere come una notizia positiva, fosse stato pianificato e voluto.

    In questa situazione, invece, si configura solo come una catastrofe di magnitudine senza precedenti, di cui questi dati sono solo un pallido preannuncio e che colpisce, in primo luogo, le persone normali, che perdono il lavoro, non sanno come pagare la casa, si vedono volatizzare gli investimenti, le pensioni ed i conti correnti e forzatamente rinunciano alle spese men che indispensabili, anche perchè il deficit spending con le carte di credito sta anche esso arrivando alla fine.

    Il fatto di averla largamente prevista non ci fa stare meglio.

    Nemmeno un po'.

    http://crisis.blogosfere.it/

    SOCIÉTÉ GÉNÉRALE DICE AI PROPRI CLIENTI

    Data: Sabato, 21 novembre @ 17:10:00 CST
    Argomento: Economia

    COME PREPARARSI AD UN POSSIBILE “CROLLO GLOBALE”
    DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
    telegraph.co.uk
    In un rapporto intitolato “Worst-case debt scenario”, il team di gestione degli asset della banca ha dichiarato che nell’ultimo anno i pacchetti di salvataggio statali hanno solamente trasferito i debiti privati sulle spalle ormai incurvate degli stati, creando una nuova serie di problemi.
    Il debito complessivo, come percentuale del PIL, è ancora eccessivamente elevato in quasi tutte le economie ricche (il 350% negli Stati Uniti). Deve essere ridotto, nei prossimi anni, con il lavoraccio necessario di “diminuzione della leva.”
    “Finora nessuno può dire con certezza se siamo effettivamente scampati dalla prospettiva di un crollo economico globale”, sostiene il rapporto di 68 pagine, curato dal responsabile degli asset Daniel Fermon. E’ una valutazione dei danni, non una previsione.
    Nello scenario della banca francese chiamato “Situazione dell’Orso” (il risultato più pessimista tra i tre possibili), il dollaro scivolerebbe ulteriormente e i capitali globali sperimenterebbero di nuovo i minimi di marzo. I prezzi dell’immobiliare precipiterebbero un’altra volta. Il petrolio scenderebbe a 50 dollari al barile nel 2010.
    I governi hanno già sparato le loro cartucce fiscali. Anche senza nuove spese, il debito pubblico esploderebbe entro due anni al 105% del PIL nel Regno Unito, al 125% negli Stati Uniti e nell’Eurozona e al 270% in Giappone. Il debito degli stati nel mondo raggiungerebbe i 45.000 miliardi di dollari, un aumento di due volte e mezzo in dieci anni.
    (Le cifre riguardanti il Regno Unito sembrano basse perché il debito è partito da una base bassa. Ferman sostiene che il Regno Unito potrebbe convergere con l’Europa al 130% del PIL entro il 2015 nel risultato più pessimista).
    Il peso del debito è superiore a quello susseguente alla Seconda Guerra Mondiale, quando i livelli nominali apparivano molto simili. L’invecchiamento delle popolazioni renderà più difficile l’erosione del debito attraverso la crescita. “Gli elevati debiti pubblici appaiono del tutto insostenibili nel lungo termine. Per il debito governativo abbiamo quasi raggiunto un punto di non ritorno”, viene detto. Il debito inflazionistico potrebbe essere visto da alcuni governi come il male minore.
    Se così fosse, l’oro salirebbe “sempre più in alto”, l’unico rifugio sicuro dalla moneta a corso forzoso. Il debito privato si trova anch’esso in una situazione rovinosa. Anche se il tasso di risparmio americano si stabilizzasse al 7%, e venisse utilizzato tutto per ripagare il debito, occorrerebbero comunque nove anni alle famiglie per ridurre il rapporto debito/reddito ai livelli di sicurezza degli anni Ottanta. La banca ha affermato che la crisi attuale mostra delle “affascinanti similitudini” con il Giappone del Decennio Perduto (o dei due decenni), ma con una grossa differenza: il Giappone è riuscito a cavarsela esportando in una forte economia globale e permettendo la svalutazione dello yen. Per la metà del mondo non è possibile portare avanti contemporaneamente questa strategia.
    SocGen consiglia ai ribassisti di vendere i dollari e di andare “short” sui titoli ciclici come tecnologia, automobili e viaggi per evitare di rimanere intrappolati nella “intrinseca spirale deflazionistica.” I mercati emergenti non verrebbero risparmiati. Paradossalmente, hanno un’influenza sulla crescita degli Stati Uniti maggiore della stessa Wall Street. I prodotti agricoli reggerebbero bene, zucchero in testa. Fermon ha detto che le obbligazioni spazzatura (“junk bond”) perderebbero solo nel 2010 il 31% del loro valore. Tuttavia, le obbligazioni sovrane genererebbero dei “profitti turbo” che imiterebbero la lenta ma continua discesa dei rendimenti che si è vista in Giappone quando la crisi ha toccato il fondo. Ad un certo punto il rendimento dei Buoni del Tesoro giapponesi a 10 anni è sceso allo 0,40%. La Fed conterrebbe i rendimenti acquistando altre obbligazioni. La Banca Centrale Europea farebbe ancora meno, per ragioni politiche.
    La tesi di SocGen di acquistare obbligazioni sovrane è controversa. Un certo numero di fondi dubitano del fatto che lo scenario giapponese si possa ripetere, non ultimo il fatto che Tokyo stessa possa trovarsi all’apice di una crisi aggravata dal debito.
    Fermon ha detto che il suo rapporto ha elettrizzato i clienti su entrambe le sponde dell’Atlantico. “Tutti vogliono sapere quale sarà l’impatto. Molti hedge fund e molti banchieri sono preoccupati.”
    Ambrose Evans-Pritchard
    Fonte: www.telegraph.co.uk
    Link: http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/6599281/Societe-Generale-tells-clients-how-to-prepare-for-global-collapse.html
    18.11.2009
    Traduzione a cura di JJULES per www.comedonchisciotte.org

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    21/11/09

    Equity swap Fiat, le date non tornano, a Torino mentono

     

    Scritto da Oscar Giannino

    Friday 20 November 2009

    Image

    ...

    Il processo per aggiotaggio informativo sull’equity swap con cui Ifil rimase nel 20o5 in controllo della Fiat, invece delle banche che avrebbero convertito in azioni il prestito da 3 miliardi concordato anni prima, ma mentendo al mercato e alla Consob in due comunicati del luglio e dell’agosto 2005, nei quali il socio di controllo dell’azienda torinese negava di essere al corrente di alcuna manovra sul titolo, è nella fase “calda” delle testimonianze più rilevanti.

    Ad essere accusati sono Gabetti, Grande Stevens e Virgilio Marrone, davanti alla prima sezione del Tribunale di Torino. John Elkann stamane ha sostenuto di aver sentito parlare dell’equity swap solo nella riunione di famiglia del 14 settembre, e mai prima di allora. Che vi fosse un piano di Lehman o altri per scalare la Fiat, è circostanza alla quale gli accusati continuano ad alludere, ma senza poter produrre alcuna evidenza.  In ogni caso, il punto non è affatto che qualcuno davvero ci pensasse, visto che i titoli quotati e i mercati finanziari esistono apposta. Né tanto meno la questione è che pur di difender l’italianità della Fiat si dovesse mentire: oltretutto, se le banche fossero divenute prime azioniste, sarebbero state comunque italiane. Né ancora che Marchionne se ne sarebbe andato, se il socio di controllo non fossero stati più gli eredi Agnelli, come il capoazienda mniracoloso ha generosamente testimoniato stamane.  

    Il punto è solo uno: che la Exor sottoscrisse con Merril Lynch  un contratto per l’equity swap 5 mesi prima, il 26 aprile del 2005, per il rastrellamento di 90 milioni di azioni. Il prezzo sui mercati saliva anche per quello. I vertici di Exor ed Ifil sapevano che quell’incarico era stato da essi stessi affidato alla banca d’affari americana, e per due volte hanno negato di sapere alcunché, sostenendo nei mesi successivi di non sapersi spiegare per quali circostanze il titolo salisse. Il pm Giancarlo Avenati Bassi e il presidente della prima sezione, Giuseppe Casalbore, continuano  giustamente a picchiare su questa incongruità di date. Fanno bene e mi auguro una decisione conseguente. Quando si è quotati alla Consob non si mente, e la regola deve valere per tutti. A maggior ragione se lo si fa per perpetuare il controllo dell’azienda italiana più sostenuta da banche e contribuente nella storia d’Italia. Che il giudice non esiti, come non ha esitato la Consob. Perché le regole, che valgono per tutti, quando si è in alto devono valere due volte e non mezza.

    http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=26700

    Le eco-bufale di Silvio e cosa ha detto davvero l’Ocse

    Economia di Pietro Salvato

     

    pubblicato il 21 novembre 2009 alle 11:32 dallo stesso autore - torna alla home

    Pubblicato l’ultimo “outlook” dell’organizzazione economica parigina. Per l’Italia, previsioni a tinte fosche. Ripresa incerta, più disoccupazione e conti pubblici fuori controllo. Le stesse cose che, “dati alla mano”, abbiamo (prima) sostenuto noi.

    La disoccupazione italiana salirà all’8,5% nel 2010 e all’8,7% nel 2011. Quest’anno, la quota dei senza lavoro passerà dal 6,8% al 7,6%. Il nostro Pil calerà del 4,8% quest’anno per poi tornare a crescere solo intorno all’1% per il prossimo biennio confermando, in sostanza, quella previsione che vuole che solo verso il 2015 torneremo agli stessi livelli di crescita che avevamo nel 2007. Questo è quanto prevede l’Ocse nel suo Economic outlook di novembre. In Italia, afferma l’Ocse, “l’attività ha ripreso nel terzo trimestre, con il miglioramento delle condizioni finanziarie che ha aiutato a ricostituire la fiducia e spingere la domanda interna”. Ma secondo l’Organizzazione sia il timing sia la forza della ripresa sono incerte”. E ancora, secondo l’Ocse il debito pubblico italiano sarà al 120% nel 2011 (livelli così alti si erano avuti solo nel lontano 1994) con un deficit che resterà inchiodato ben al di sopra del 5%. Ben due punti oltre i limiti dei parametri previsti nel cosiddetto Trattato di Maastricht. A breve, nel 2009 – si legge nel documento – il deficit pubblico supererà addirittura il 5% e il debito salirà di quasi 10 punti percentuali: dal 106% al 115% entro la fine dell’anno. “Sforzi significativi di consolidamento fiscale saranno dunque necessari dal 2011 in poi, quando la crescita riprenderà”. Che si traduce, dallo stretto e rigoroso linguaggio dell’economia, in “o tagliate la spesa corrente oppure aumentate la pressione fiscale”. Finora al governo Berlusconi è riuscito solo l’aumento della pressione fiscale. Siamo intorno al 43%, livelli percentuale persino più alti rispetto a quelli raggiunti ai tempi dell’odiato “duo” Visco-Padoa Schioppa. Noi di Giornalettismo, proprio nei giorni scorsi, abbiamo dimostrato come i “sedicenti” tagli dell’Irpef, propagandati da certa “informazione” filo-governativa come “l’esempio più lampante da parte dell’esecutivo di voler ridurre le tasse”, fosse una colossale bufala . Eppure, il governo si è vantato, ancora in queste ore, del fatto che “l’Italia starebbe rapidamente uscendo dalla crisi”. Noi, dati alla mano (compresi questi ultimi forniti dall’Ocse) saremmo un po’ più cauti. la recessione non è ancora finita perché la crescita tendenziale del terzo trimestre 2009 è un eloquente – 4,6%. La crescita congiunturale basata su dati destagionalizzati, perciò, è meno attendibile in presenza di un’annata anomala, e quel +0,6% (l’ultimo trimestre) bisogna prenderlo con le pinze.

    CREATIVITA’ E LOTTA DI GOVERNO - Sul piano del contenimento della Spesa pubblica e della lottaall’evasione fiscale siamo, nuovamente, ad espedienti dal sapore “creativo” come lo scontrino fiscale “gratta e vinci”. Abbiamo sentito gli esperti dell’istituto economico Nens i quali su questo paventato provvedimento, pur non dichiarandosi aprioristicamente contrari, sostengono: “La trasmissione telematica dei corrispettivi attraverso il collegamento in rete dei registratori di cassa – senza abbinare gli scontrini ad una lotteria ma con la stessa efficacia ai fini della tracciabilità delle transazioni – era stata già decisa dal governo Prodi. Era una delle misure più incisive nell’ambito della lotta contro l’evasione fiscale. Non c’erano impedimenti tecnici. Vi era solo da superare la resistenza degli operatori a rendere trasparenti le attività collegate ai registratori di cassa. E non è un caso se proprio questanorma è stata una delle prime misure ad essere cancellata dal nuovo governo”. La proposta che prende corpo adesso, quindi, sarebbero un ritorno alle misure per la tracciabilità delle transazioni introdotte dal governo di centro-sinistra e poi abolite con uno dei primi atti del ministro Giulio Tremonti. “Per disincentivare l’evasione – sostengono al Nens – l’idea dello scontrino “gratta e vinci” non è certo la soluzione del problema per affrontare il quale servirebbe un insieme di interventi organici, complessi e coerenti”. Contrariamente a quella propaganda che vuole negli investimenti pubblici in infrastrutture (a cominciare dal “solito” Ponte sullo Stretto di Messina) uno dei punti di forza delle politiche per il rilancio dell’economia messe in atto dall’esecutivo Berlusconi, è proprio su quelle voci che il governo ha deciso di effettuare i tagli maggiori. Per non parlare dei tagli al comparto sicurezza, altro cavallo di battaglia in campagna elettorale del centrodestra. L’Ocse, infine, invita il nostro governo a considerare lo scudo fiscale una misura eccezionale. In Italia, si legge nel bollettino: “c’è stato un miglioramento dell’adesione agli obblighi tributari e minor ricorso alle misure una tantum negli ultimi anni e gli sforzi contro l’evasione continuano”. Tuttavia, l’introduzione dello scudo fiscale “dovrebbe esser visto dai contribuenti come una misura eccezionale” perché “altrimenti i contribuenti potrebbero concludete che ulteriori amnistie fiscali sono probabili”. Infatti, nella maggioranza già c’è chi sta pensando di estendere, magari con un apposito decreto legge, i termini dello stesso scudo all’anno prossimo come da noi, peraltro, anticipato.

    LA LUNA DI MIELE - Nel 1992 fu spiegata a George Bush (padre) la sconfitta alle elezioni presidenziali che consegnarono gli Stati Uniti a Bill Clinton con la seguente espressione: “It’economy, stupid” (è l’economia, stupido). Bush, allora all’apice della popolarità dopo la vittoria nella Prima guerra del Golfo, credeva di avere la rielezione alla Casa Bianca nel pugno. Non aveva fatto i conti, però, con l’andamento dell’economia USA che proprio tra il 1991 e il 1992 iniziò un periodo di grave recessione. L’economia, anche questa volta, potrebbe decidere le sorti della “luna di miele” del governo Berlusconi con gli italiani. Infatti, negli ultimi sondaggi, sembra proprio che la difficile situazione economica in cui versa il paese abbia determinato il primo consistente calo di gradimento del premier e del suo governo. Il cavaliere, però, tira dritto: ha ben altre priorità, come sappiamo, a cominciare da quelle sue più strettamente personali.

    http://www.giornalettismo.com/archives/42481/le-eco-bufale-di-silvio-e-cosa-ha-detto-davvero-locse/

    ACQUA E INFORMAZIONE!

    sabato, 21 novembre 2009

     

    Se mai qualcuno avesse bisogno di comprendere come ogni istante della nostra vita dipende da interessi economici e politici di dimensioni rilevanti ecco che ..........l'acqua  è una «necessità umana fondamentale», ma non un «diritto», cosi recita il comunicato finale del forum sull'acqua tenutosi ad Istanbul, quest'anno.

    Ne abbiamo già parlato in due occasioni, QUIQUI, ma è giunta l'ora di spazzare via con un referendum democratico, l'ultimo rigurgito del business su uno dei patrimoni essenziali dell'Umanità, è ora che questo paese si svegli dal suo lungo letargo e dia una dimostrazione civile e democratica di interesse per la propria esistenza. Inoltre è fondamentale che insieme al referendum, vi sia una pressione popolare sulle amministrazioni locali per una gestione responsabile e consapevole di una risorsa inestimabile. Non vi è alcun dubbio che anche in questa occasione, abbiamo due Italie, l'Italia dell'efficienza e l'Italia dello spreco, l'Italia della responsabilità e l'Italia dei ladri e dei furbi, delle inflitrazioni finanziarie, politiche e mafiose, ma la gestione dell'acqua come ben abbiamo appreso in riferimento a quanto è accaduto in Bolivia ma anche in alcuni comuni italiani, non deve in alcun modo essere gestita da interessi privati.

    E' ora che questo referendum veda una partecipazione di massa, è ora che  ognuno di noi dimostri quanto tiene ai suoi diritti.

    Mentre in Italia gli illuminati della politica, mettono la fiducia sulla privatizzazione dell'acqua, privatizzazione che in passato ha avuto padrini e madrine, decisamente bipartisan e approvano la conseguente legge, a Parigi, dopo oltre venticinque anni di gestione privata affidata a Veolia e Suez, le due più grandi multinazionali mondiali dell'acqua, l'acqua ritorna patrimonio pubblico, torna " L'acqua del sindaco ". Un comitato di gestione pubblico amministrerà l'ente di pubblico diritto che nasce dal primo gennaio del prossimo anno, nel cui comitato di gestione siederanno anche alcuni rappresentanti degli utenti.

    30 milioni di euro all'anno, questo è il risparmio previsto dal comune di Parigi e qualcuno, figlio della demagogia del neoliberismo, continua ad urlare che nella sostanza l'acqua resta patrimonio pubblico. Questo è un commento trovato sul Sole 24 Ore:

    «L'acqua è un bene di tutti» è uno slogan troppo facile perché in tanti possano resistere alla tentazione di strillarlo. Non c'è da stupirsi, dunque, se la privatizzazione dei servizi idrici inserita nel decreto Ronchi stia suscitando grandi polemiche. Anzitutto due precisazioni: viene data la possibilità di cedere a operatori privati la gestione degli acquedotti, delle fognature e della depurazione, ma si conferma la natura pubblica del bene acqua; inoltre più che privatizzazione si propone l'affidamento a terzi con gara, che è una liberalizzazione contenuta ed è la vera strada primaria del decreto. Molto dipenderà da come saranno fatte le gare, se sarà data priorità a investimenti, manutenzione e qualità del servizio. Soprattutto al Sud il settore idrico continua a essere di basso livello. L'industrializzazione del servizio idrico e l'apertura del mercato a gestori privati (ben indirizzati e controllati dagli enti locali) è una sfida di modernizzazione che non si può perdere.

    Belle parole certo, una sfida di modernizzazione, ma  tutto ciò che produce business è in grado, prima o poi, di spazzare qualsiasi interesse della comunità, spesso l'interesse privato non coincide affatto con l'interesse pubblico. Nel frattempo a Piazza Affari volano i titoli legati al business della gestione dell'acqua.

    Ed ora un'altro argomento che ho molto a cuore ovvero quello della libertà di stampa, una stampa indipendente, libera da qualsiasi interesse precostituito.

    E qual’è mai il giornale che scrive per il fine che in teoria gli sarebbe primario cioè informare o non invece per quello di influenzare in una direzione.... scriveva don Milani nelle sue Esperienze pastorali.

    E' inutile ricordare a tutti cosa talvolta, ma per fortuna non sempre, è l'informazione in Italia e in tutto il Mondo. Altraeconomia uno dei mensili che vorrei proporvi di sostenere attraverso l'abbonamento,  ha scritto un bel pezzo dal titolo LE_MANI_SULLA_NOTIZIA

    Manipolata, censurata, interessata. L’affidabilità e l’attendibilità dell’informazione nel nostro Paese è ai minimi storici. Raramente, nel definirla, si dice però “controllata”, e ancora meno frequentemente da chi. L’anomalia non risiede solo nella televisione, la cui proprietà è super concentrata e in mano a pochi (il fatturato per il 92% è in mano a tre gruppi: Rai, Mediaset e Sky). Anche l’editoria, in Italia, è un’enorme mercato in mano a pochi soggetti che hanno ben altri interessi e ben più remunerativi rispetto alla vendita dei giornali.

    Il mensile VALORI lo conoscete già, spesso vi ho proposte le loro splendide inchieste, ora vi propongo anche ALTRECONOMIA che proprio quest'anno compie i suoi primi dieci anni.

    E' come viaggiare attraverso mondi e oceani alternativi, con quella sensazione di libertà e di speranza che solo viaggiando controcorrente e controvento si può assaporare in questa nostra società.

    Sempre su Altreconomia ho letto in passato un editoriale di Miriam Giovanzana  che esprimendo il bisogno di una costante ricerca di alternativa, di proposte alternative ,esprimeva con queste parole un bellissimo concetto:

    " Per continuare  a pensare e desiderare un mondo migliore, abbiamo bisogno di stare fuori dall'acquario del pensiero comune, e dalla sua enorme forza di persuasione. Probabilmente i pesci dell'acquario pensano che quello sia l'unico mondo possibile. Noi invece sappiamo che non è così, anche se l'acqua che ci permette di vivere - quella dell'acquario appunto - è anche quella che ci tiene prigionieri."

    Quindi non mi resta che augurarVi con tutto il cuore, oltre che ad essere ognuno di Voi  testimone ed artefice del cambiamento nella Vita di tutti i giorni, nelle piccole cose, nell'essenziale invisibile agli occhi, di sostenere l'informazione alternativa, che si tratti di Valori o di Altreconomia, di Icebergfinanza o di qualsiasi altro Blog o sito che ritenete degno di aiutarVi ad esplorare i Vostri sogni, le Vostre Speranze e perchè no le Vostre Utopie!

    Un abbonamento potrebbe essere un splendido regalo di Natale, la voce all'Alternativa.

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    Postato da: icebergfinanza a novembre 21, 2009 09:48 | link | commenti (5)

    http://icebergfinanza.splinder.com/post/21735973/ACQUA+E+INFORMAZIONE%21

    IL FOLLETTO

     

    folletto

    Zio,
    CONFLITTO DI INTERESSI
    http://bertola.eu/nearatree/?p=1640

    NO COMMENT
    Il Folletto

    BRAVISSIMA NICOLETTA!!! PECCATO CHE LA MASSA NON SAPPIA.....

    Un modo appropriato per contabilizzare la moneta nel bilancio della Banca centrale

    PostDateIcon 21 novembre 2009 | PostAuthorIcon Autore: Nicoletta Forcheri | Stampa questo articolo Stampa questo articolo

    Thomas Colignatus, 31 dicembre 2005
    Sito dell’autore: http://www.dataweb.nl/~cool/
    Fonte articolo originale:
    http://ideas.repec.org/p/wpa/wuwpgt/0512014.html

    Note a cura di Marco Saba, traduzione di Nicoletta Forcheri

    Sommario

    Una corretta gestione della contabilità comporta che:
    1.le banche centrali si conformino alla prassi della Federal Reserve di distinguere tra Stato patrimoniale o Bilancio e Dichiarazione sulla Condizione;
    2.la moneta decretizia (“fiat money”) non figuri al passivo nel bilancio;
    3.la banca centrale non iscriva a bilancio titoli del debito pubblico più di quelli che sono oggetto delle operazioni di mercato aperto. I titoli eccedenti dovrebbero essere considerati nulli (sono prestiti del governo che dovrebbero essere azzerati). In caso di mancato rispetto delle regole contabili corrette, avremo dei criteri contabili inesatti, per misurare il debito pubblico e le condizioni operative della politica ne risulteranno distorte.
    Introduzione

    La proprietà più saliente della moneta decretizia è quella di essere a corso legale/forzoso. Se A è debitore nei confronti di B, A rimborserà il debito con la moneta “legale” senza che B possa rifiutarla in pagamento; e se A volesse rimborsare il debito con la sua macchina usata, o con un quadro di inestimabile valore, B potrebbe legalmente rifiutare tale rimborso. Il fatto essenziale è quindi l’esistenza di una cornice giuridica che offre fiducia e stabilità alla comunità.

    Una volta che tale contesto legale viene costituito, risulta vantaggioso per la comunità utilizzare la moneta decretizia al posto della banconota garantita da oro. Con la moneta decretizia non c’è bisogno di preoccuparsi del suo valore poiché questo deriva da un contesto legale. Inoltre, il vantaggio della carta è di essere più facile da trasportare e più maneggevole dell’oro. Ma non è tutto, perché altrimenti useremmo ancora le banconote garantite da oro. Infatti, la moneta decretizia presenta, anche e soprattutto, i seguenti benefici per la società:
    1.che il livello dei prezzi può essere influenzato dalla Banca centrale piuttosto che dalla scoperta di nuove miniere d’oro;
    2.che il signoraggio tocca alla Banca centrale.

    Sono le due facce della stessa medaglia e cioè l’aspetto benefico di un maggiore controllo monetario da parte della comunità[1].

    Il signoraggio può essere definito al meglio semplicemente come un cambiamento della massa monetaria. Se M è la massa monetaria, il signoraggio equivale a ∆ M. Alcuni autori come Inklaar et al. (2005) e Drazen (1985) vi includono i proventi degli investimenti produttivi effettuati con queste risorse aggiuntive. Tuttavia, il budget dello Stato è un insieme, e sarebbe arbitrario isolarne alcune voci: pertanto non è possibile assegnare tali investimenti a una risorsa determinata.

    Con l’equazione di Fisher, P Y = M V, dove P è il livello dei prezzi, Y sono le entrate reali, V la velocità di circolazione monetaria, avremo che la moneta, a velocità di circolazione costante, può registrare lo stesso tasso di crescita delle entrate nominali. Quindi, con un tasso d’inflazione del 2% e una crescita reale del 3%, il signoraggio potrebbe ammontare al 5% della massa monetaria: una notevole fonte di entrate…

    Se la Banca centrale non avesse il monopolio della moneta decretizia, il signoraggio verrebbe spalmato nel sistema economico. Chiunque abbia la possibilità di accedere a una stampante, potrebbe tentare di emettere ITD (titoli del tipo “Io Ti Devo”, in inglese IOY). Si noti che, ad esempio, alcuni supermercati distribuiscono carte di sconto, alcuni negozi stampano buoni regalo e altri strumenti che possono fungere da moneta. Le banche potrebbero emettere la loro moneta cartacea (come proposto da tempo da Hayek) e aggiungerne il reddito agli utili [2]. La regola che vuole che “la moneta cattiva scaccia quella buona” funzionerebbe così: la gente accumulerebbe le banconote delle banche “buone”, e farebbe circolare la moneta delle banche “cattive”, di quelle che stampano (troppe) banconote. La constatazione fondamentale però è che così la società perderebbe il controllo dell’inflazione, da cui ne conseguirebbe che è meglio creare un monopolio di una banca centrale.

    La banca centrale controlla l’inflazione sia con il sistema d’ispezione e controllo qualità delle banche commerciali, sia con misure di politica monetaria, come le condizioni vincolanti di riserva e le operazioni di mercato aperto. Se c’è troppa liquidità nel sistema economico, a fronte di carenza di beni, la banca centrale vende i titoli statali facendo innalzare il tasso d’interesse [3]. Nei casi di insufficienza di liquidità e quantità sovrabbondante di prodotti sugli scaffali, la banca centrale riacquista i titoli riducendo il tasso di interesse [4]. Con un tasso d’interesse costante, la massa di titoli del debito può variare anche in funzione della volontà di lasciare un po’ di “liquidità” per i titoli stessi.

    Negli anni è invalsa la prassi che la banca centrale realizza il signoraggio acquistando titoli statali. La banca centrale stampa la sua moneta o accredita direttamente i conti correnti del governo e riceve in cambio i titoli di Stato [5]. In modo cumulativo, negli anni, la banca centrale compensa a bilancio la massa di moneta decretizia con i titoli statali. Chiunque apra il Rapporto annuo di una banca centrale, al foglio del Bilancio, troverà la massa di moneta decretizia emessa nella colonna del passivo e la massa dei titoli del debito detenuti a contropartita, nella colonna dell’attivo. In pratica, il signoraggio che la Banca centrale cede al governo si chiama “finanziamento monetario” (“monetary financing”). Mentre il governo deve pagare interessi sui titoli detenuti dalla banca centrale, essa li contabilizza come entrate [6]. Questi interessi vengono iscritti come un “trasferimento di utili” aggiuntivo al governo (che non è propriamente signoraggio, ma rappresenta gli interessi sul signoraggio stesso)[7].

    Contabilità per l’attivo e il passivo

    Per una banca commerciale sarebbe corretto contabilizzare la massa monetaria cartacea negli attivi. In particolare, le banconote che una banca commerciale detiene possono essere scambiate con beni primari e rappresentano, quindi, una titolarità su risorse reali.

    Per la banca centrale, ha un qualche senso iscrivere l’importo delle sue emissioni di moneta decretizia al passivo. Ogni banconota che essa emette e inietta nel sistema economico rappresenta un titolo di credito su risorse reali, di cui la banca centrale si appropria e di cui dovrebbe sentirsi responsabile [8].

    Per l’intero sistema economico è logico che tutto il patrimonio di moneta decretizia delle banche commerciali, delle aziende e delle famiglie sia compensato da una equivalente passività presso la banca centrale.

    Tuttavia, il punto che il presente articolo vuole evidenziare è che la moneta decretizia non costituisce per nessun operatore economico un valido titolo di credito presso la banca centrale [9].

    Legalmente, quando una persona si reca allo sportello della banca centrale, supponiamo con una banconota da 1 dollaro a corso legale/forzoso, e desidera scambiarla con un valore reale, la banca centrale la scambierà con un’altra banconota da 1 dollaro a corso legale/forzoso. Non esiste, di fatto, in capo alla banca centrale qualcosa di paragonabile a un obbligo di rimborsare con qualcosa di reale le banconote di moneta decretizia emesse [10].

    L’aspetto fondamentale di questo punto dell’analisi è che non esiste alcuna ragione per la Banca centrale di accumulare più titoli del debito di quanto non siano necessari per le operazioni di mercato aperto, titoli che occupano solo spazio/memoria e tempo per la contabilità, contribuendo così alla confusione sulla situazione reale[11].

    Un aspetto importante di questa confusione è il fatto che il debito del governo nei confronti della banca centrale viene contabilizzato assieme al debito nazionale. Soprattutto nei paesi in via di sviluppo, che fanno più uso del signoraggio (tassa dell’inflazione) – poiché la riscossione delle imposte è difficoltosa – la dimensione dell’indebitamento del governo risulta distorta e una scorretta contabilizzazione della moneta decretizia rischia di provocare decisioni sbagliate come, ad esempio, programmi di austerità troppo pretenziosi.
    Il sistema monetario della Federal Reserve a confronto di quello della UE

    Il Rapporto annuale della Federal Reserve americana del 2004 può essere considerato l’eccezione alla regola descritta sopra, in quanto distingue correttamente il bilancio di sé stessa, considerata come impresa, dal suo patrimonio in strumenti monetari. Così, alla pagina 266, si legge: “Dichiarazione sulla Situazione delle banche della Federal Reserve, per banca, 31 dicembre 2004 e 2003” [“Statement of Condition of the Federal Reserve Banks, by Bank, December 31, 2004 and 2003”], non come Bilancio ma sotto il titolo “Dichiarazione sulla Situazione” (“Statement of Condition”). Tra le passività figurano “le banconote circolanti della Federal Reserve” con una sottile distinzione tra quelle garantite da collaterali in titoli governativi e quelle non coperte da tali garanzie. Tale distinzione non ha senso, non essendo affatto chiaro quanto sia necessario per effettuare le operazioni di mercato aperto.

    Il Rapporto annuale del 2004 del sistema monetario europeo obbedisce alla regola già spiegata sopra. Le riserve monetarie sono repertoriate nel “Bilancio” mentre non vi è alcuna ragione di controbilanciare tale moneta decretizia.

    Constatiamo quindi che la Fed sta già gradualmente accettando la moneta decretizia per quello che è, anche se non completamente, mentre il sistema monetario europeo tende a contabilizzarla come se fosse in un “gold standard”. Ciò si riflette anche nella quota-parte d’oro indicata nei i patrimoni delle banche centrali, vedi anche Henderson et al. (1997).

    2004

    All in millions_____US Fed. Res. ($)_ ECB (EUR)_ EUsys (EUR)

    Total assets_______814,946_______90,212_____884,324

    Gold _____________11,041 _______7,928 _____125,730

    % Gold in assets_____ 1,4% ________8,8% ______14,2%

    PM The Eurosystem consists of the ECB and 12 national Central Banks

    Note conclusive

    In una prossima versione del presente documento sarà opportuno offrire un esempio di un Bilancio “ribilanciato”. Eliminando la moneta decretizia dalle passività e scartando la maggior parte dei titoli del tesoro, che potranno essere restituiti al governo e quindi stracciati, ci si può immaginare quale sarebbe il risultato: una “Dichiarazione sulla Situazione” con meno attività sotto forma di titoli e con più patrimonio intangibile (“goodwill”).

    Allo stesso tempo, sarebbe utile che sia gli economisti monetari che le autorità monetarie stesse prendessero in considerazione queste argomentazioni, ma anche che gli economisti che trattano con i paesi in via di sviluppo, come quelli del FMI e della Banca Mondiale, riconsiderassero la questione la questione del debito nazionale.

    Note:

    1] A vantaggio della comunità se la banca è sotto il diretto controllo pubblico, ovviamente.

    2] Oggi le banche emettono nuova moneta virtuale attraverso scritture contabili secondo una regola autogestita basata sull’espediente della riserva frazionaria, per un ammontare di circa 50 volte rispetto alle riserve effettive (coefficiente di riserva al 2% nell’area euro, pre-crisi 2008). Il “circa” è dovuto al fatto che alcuni “depositi” sono esenti dai requisiti di riserva o seguono disposizioni più lasche. La parola “depositi” è ambigua in virtù del fatto che le banche, a fronte di deposito di contante, creano immediatamente nuova moneta contabile accreditando il conto del cliente.

    3] A fronte di un aumento d’offerta di titoli sul mercato, lo Stato è costretto ad alzare i tassi per trovare compratori.
    4] A fronte di nuova domanda, lo Stato può abbassare i rendimenti dei titoli.
    5] Nel caso dell’Italia, dal 1907, le funzioni di Tesoreria dello Stato sono state appannaggio della banca centrale e senza gare pubbliche. Ne deriva che, a seguito della privatizzazione della banca centrale, tutte le più alte cariche dello Stato e tutti i dipendenti pubblici, magistratura compresa, sono “pagati” attraverso una struttura privata assolutamente indipendente e avulsa dal controllo democratico.
    6] In certi casi, gli interessi sono riconosciuti attraverso una vendita all’asta di titoli con sconto sul valore nominale alla scadenza.
    7] In pratica, la banca centrale restituisce allo Stato solo gli interessi ricevuti sui titoli, più altri eventuali utili derivanti da operazioni di mercato aperto, detratte le proprie spese gestionali (circa 2 miliardi di euro all’anno). La parte importante – il controvalore del capitale creato – non viene mai restituito. Lo si è visto col passaggio dalla lira all’euro: biglietti di carta sostituiti con altri biglietti di carta, ad infinitum… senza nemmeno restituire le tonnellate d’oro demonetizzato. Questa carta decretizia che pesca valore, diciamolo, nell’ingenuità del pubblico, della comunità che è costretta ad usarla come strumento econometrico, rappresenta un’espropriazione continuata di ricchezza che viene continuamente ricollocata e riallocata, sotto forma di credito, a soggetti ritenuti… idonei. Una lista di soggetti italiani “bonificati” – come direbbe Flavio Carboni – dalla BCE, attraverso le cosiddette operazioni di “mercato aperto”, è stata pubblicata qui:
    http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/11/elenco-di-societa-bonificate-dalla-bce.html
    8] La banca centrale si “sente” il debitore ultimo, ma conta temerariamente sull’ingenuità del pubblico che si crede saldato dalla mera disponibilità di cartamoneta.

    9] Tecnicamente, non è “liquido ed esigibile”. La banca centrale è insolvente.

    10] Allo stesso modo, e fatto ancor più grave, il discorso vale per la moneta contabile emessa continuamente dalle banche commerciali sotto forma di prestiti e depositi a vista.

    11] Ma anche queste operazioni rappresentano un’appropriazione ingiustificata di ricchezza altrui senza reale contropartita da parte della banca. La contropartita la offre la comunità, accettandola, quando prende per buona questa moneta creata ad hoc. Se la banca centrale fosse gestita correttamente, avrebbe senso che si appropriasse di valore monetario solo nella misura di quelli che sono i sui costi d’esercizio, ovvero i servizi offerti: nel caso di Bankitalia, due miliardi di euro l’anno. Tutto il resto della moneta prodotta andrebbe assegnato allo Stato. E’ da notare che così facendo si ottempererebbe alla continua richiesta sempre più pressante, da parte delle istituzioni monetarie internazionali (Fondo Internazionale, OCSE, etc.), di abbassare il livello del debito pubblico. Possiamo tranquillamente affermare che, a contabilità corretta, questo debito verrebbe inibito alla radice.

    Bibliografia

    Board of Governors of the Federal Reserve System (2005), “91st Annual Report 2004”, Washington, http://www.federalreserve.gov/boarddocs/rptcongress/annual04/ar04.pdf

    European Central Bank (2005), “Annual Report 2004”, Frankfurt am Main

    Drazen, A. (1985), “A general measure for inflation tax revenues”, Economics Letters, 17, 327-333 (cited by Inklaar cs.)

    Henderson, Dale W., John S. Irons, Stephen W. Salant, and Sebastian Thomas (1997), “Can Government Gold Be Put to Better Use? Qualitative and Quantitative Effects of Alternative Policies”, http://www.federalreserve.gov/pubs/ifdp/1997/582/default.htm

    Inklaar, R, R. Jong-A-Pin, J. de Haan (2005), “Geldscheppingswinst als bron van overheidsinkomsten”, Financiële en monetaire studies, issue 23, no 2

    PostCategoryIcon Pubblicato in Informazione

    http://www.stampalibera.com/?p=7165

    Si sgonfia un'altra bolla: la popolarità di Obama

     

    21 novembre 2009 (MoviSol) - L'avevamo detto, da tempo. Adesso anche il TG1 (edizione del 20 novembre, ore 13:30) sembra averlo scoperto: il "popolo della Rete che lo aveva tanto sostenuto durante la campagna elettorale" è indispettito perché "non mantiene le promesse fatte".

    "È proprio su Internet […] che è cresciuto un movimento anti-Obama che ha anticipato questo calo di consensi".

    "Dopo l'inchino al re saudita, non gli si perdona la reverenza all'imperatore giapponese, eccessiva rispetto a quella di altri capi di Stato, e la rilassatezza al cospetto dalla regina Elisabetta, ad esempio".

    Nonostante ritragga un banchetto del nostro movimento americano, il telegiornale di Rai Uno continua a negare il nostro ruolo cruciale, asserendo che il movimento anti-Obama sia invece capitanato da "personaggi popolari dei media" di dubbio credito politico.


    Da rileggere:

    "Soufflé Obama", di Helga Zepp-LaRouche
    (25 luglio 2008)

    "Mentre il sistema si disintegra, Obama affronta il test della verità"
    (11 novembre 2008)

    "LaRouche: 'Adesso inizia la prossima fase della crisi'"
    (9 maggio 2009)

    "LaRouche dichiara Obama passibile di Impeachment"
    (7 agosto 2009)

    "La fotografia di Obama con i baffetti di Hitler fa il giro del mondo"
    (24 agosto 2009)

    "Il salvataggio della bisca finanziaria mentre l'economia reale sprofonda"
    (9 ottobre 2009)


    Per sostenere il nostro programma di ripresa economica:

    "Ora più che mai! Sostieni il Movimento Solidarietà!"

    http://www.movisol.org/09news226.htm

    Housing Recovery Built on Sand

    Randall Forsyth

    The only real surprise in the latest disastrous batch of data on housing is that anybody is surprised.

    With the $8,000 tax credit originally set to expire, housing starts plunged nearly 11% in October, to a seasonally adjusted annual rate of 529.000 units. That put new home construction back to the dismal levels of last spring before a temporary blip lifted housing activity during the warm-weather months.

    Even though the home-buying subsidy was extended through next March and expanded beyond first-time buyers, there's little evidence that these giveaways are working. Applications for mortgages for home purchases, for instance, fell to a 12-year low last week even with a 30-year mortgage going for well under 5%.

    For reasons best understood themselves, analysts had forecast an uptick in housing starts to the 600,000 annual rate in October from September's 592,000 pace. While the lowest fixed mortgage rates and reduced home prices have kept housing from collapsing further, the 10.2% unemployment is working against home buying. Meantime, foreclosures, which are running at 300,000 a month are adding to the inventory of homes available for sale.

    In other words, prospective buyers have an array of houses available to them in most regions at knock-down prices. But there's no reason for them to hurry while apartment rents are tumbling. Builders, meanwhile, would be loath to build new houses on spec, even if their banker would provide the financing.

    All of which points to an extended period of depressed housing activity after the excess supply from the boom built on absurdly easy credit is worked off. This is an example of what economists of the Austrian school call "malinvestments," which are the inevitable result of a credit inflation. The boom results in an inevitable bust, during which past excesses have to be corrected, however painfully.

    That's not in keeping with 20th century let alone 21st century political realities, which mean government actions to counter the downturn. Don't waste time debating the merits; the matter is settled. For practical investors, the question is the effectiveness of the government's efforts.

    Even with the Federal Reserve's program to buy over $1 trillion of mortgage-backed securities and the myriad other schemes to bolster housing, including the tax credits for homebuyers, the government isn't getting much bang for all those bucks.

    As noted here previously, the $8,000 tax credit for first-time homebuyers may have actually cost the government $43,000 for each extra house sold ("Homebuyers' Handout - Worse Than Cash for Clunkers," Oct. 21.) That's because most of the recipients of Uncle Sam's largesse would have bought a house anyway. Now that the credit been extended to next March and applied to home buyers who were previously homeowners (with some restrictions), who knows how much extra incremental house sale will cost the Treasury.

    Yet another federal housing-support program also is looking like a boondoggle. The Federal Housing Administration, which backs home loans with down payments of as little as 3.5%, has become the new subprime lender, some contend..

    That charge comes from Robert Toll, chief executive of luxury home builder Toll Brothers (ticker: TOL.) As the Developments blog at wsj.com reports, Toll called the FHA a "definite train wreck" at a builder's conference Wednesday, a week after the agency reported its insurance reserve ratio had fallen to just 0.53%.

    The FHA has become one of the sources of low-down-payment home loans, but that's led to soaring defaults. "What the government is doing is beyond belief in that once upon a time... FHA did very small percentage of business in the country," the Developments blog quoted Toll as saying. But he noted that the agency's market share has boomed in recent years "and the reason is, yesterday's subprime is today's FHA." The FHA avers and contends its borrowers' credit scores have increased to 690 from 625 two years ago and has improved its risk control.

    But, as the latest Fed survey of senior bank loan officers released last week showed, private credit conditions continue to tighten, including for residential mortgages. And given the overhang of unsold homes - plus a shadow inventory from homeowners who have been holding back from putting their house for sale until the market improves - no wonder homebuilders are glum.

    The National Association of Home Builders/Wells Fargo index of builder confidence hovered at a low 17 for the second straight month in November. A reading below 50 denotes conditions respondents deem as poor. The gauge averaged 16 last year.

    "What the government is doing is beyond belief in that once upon a time... FHA did very small percentage of business in the country," Toll said.

    But he noted that the agency's market share has boomed in recent years "and the reason is, yesterday's subprime is today's FHA."

    Even with housing affordability the highest in years from low mortgage rates and reduced home prices, there's little reason to expect a revival in homebuilding as long as the inventory of unsold houses and foreclosures remain high, credit is tight and unemployment is in double digits.

    Perhaps that's why the shares of the big public homebuilders, as represented by the SPDR S&P Homebuilders exchange-traded fund (XHB), topped out two months ago and have been moving sideways to lower since. That says more than economists' misguided forecasts of rising housing starts.

    Comments: randall.forsyth@barrons.com

    online.barrons.com

    Zinc Dimes, Tungsten Gold & Lost Interest


    Jim Willie, CB

    In 1964 the USGovt introduced the zinc dimes clad with silver. They at least admitted the debauchery publicly. Now pre-1964 silver coins are all considered different, and valued differently too, higher. Rome committed the same coinage fraud 1900 years ago. Their Empire went bust as the city burned almost concurrently. Ayn Rand is a guiding light for Alan Greenspan, the enabling destroyer of the US banking system, destroyer of the US household archipelago, and dispatcher of the US industrial base to Asia. He is the hero icon worshipped by Wall Street. The irony is thick, that his career was spent following Old Europe orders that delivered the slow motion coup de grace to the American Empire. Ayn Rand wrote:

    "If you want to know when a society is set to vanish, watch the money. Whenever destroyers appear among men, they start by destroying money, for money is men’s protection and the base of moral existence. Destroyers seize gold and leave to its owner a counterfeit pile of papers."

    The Chinese are learning this lesson the hard way, challenged to convert their USTreasury Bonds and USAgency Mortgage Bonds into true wealth before the paper becomes worthless and untradable. Actually, the bonds will eventually be redeemed by the USFed with newly printed money, when an avalanche occurs of foreigners seeking redemption en masse. For almost ten years they have been exchanging their finished products to the US & West for paper with ink on it, a veritable counterfeit pile of papers. The Chinese are cashing in on their paper, trading it for new global power.

    NEW TUNGSTEN MINE DISCOVERY

    The tungsten deposits come in very high grade ore, located in shallow rectangular deposits dispersed widely across the world, segregated in unusual vault heap leach mineralizations. Yes, these guys are leeches! In October, the Hong Kong bankers discovered some gold bars shipped from the United States were actually tungsten with gold plating. This is the exact same Modus Operandi as the silver clad zinc dimes from 45 years ago. History repeats itself. The parallels to mortgage bond fraud with either subprime borrowers or multiple property titles used in bond securitization is easy to spot. A consistent theme runs through the American management of finance and dissemination of fraudulent assets on a global basis. Tungsten gold bars is a feat difficult to surpass. Credit must be given for not leaving any potential for fraud untapped. The Goldman Sachs front running of NYSE trades with their Unix box is just icing on the cake. Fortunately for them, the FBI hustled the whistle blower off and painted him as a Russian marauder of criminal type. Actually, the front running flash trade device is more like icing on the cake whose main body is the naked shorting of bank stocks done by Wall Street firms, whose protector in the USDept Treasury ordered a halt in the practice after they had finished shorting and needed help from the market in covering. Thus the Banned Bank Short List. What a complete comedy of corruption the US financial assets have become. So word comes of tungsten permeating the banking system. It appears the syndicate might be opening the floodgates for the bankers of the world to begin an attempt to corner the light bulb market!!

    No disrespect is intended for the trillion$ counterfeits of superstar grade. Refer to the missing $2.3 trillion Pentagon appropriations announced on 10 September 2001. Actually that is just theft, at least done by patriots and certain allies. Refer to the JPMorgan recorded sales of $2.2 trillion in USTreasury Bonds over and above the total issuance by the USDept Treasury itself. That is counterfeit, by definition, at least done by the financial envy of the world. Refer to the missing $1.9 trillion in Fannie Mae funds documented by USDept Housing & Urban Devmt between the years of 1988 and 2000. That gutting was a presidential skeet shooting mission, maybe to fund libraries for memorabilia. These are dastardly deeds of distinction. These are legacy crimes.

    The initial discovery was something like four gold bars, which the Hong Kong bankers drilled invasively to test the contents. Reminds me of drilling the earth and measuring how many grams of gold per tonne. The HK bankers hoped to have 99% gold yield in their drill program for the resident bars. They found something like 1% instead and 99% tungsten. By the way, tungsten sells for less than $70 per ton, which makes its swaps for gold to be 60x more profitable than silver bar swaps. Another handy usage for the Gold/Silver ratio in calculations. The hunt was on. Now not a single assayer on the planet is available, as all are tied up. They have been commissioned to test the gold bars shipped from the United States of Fraudulent Banker America in their own bullion vaults. They use basic methods of four drill holes with direct assay of shavings, but also less invasive methods like electro-magnetic waves to examine the metal lattice structure. When highest level methods are needed, they turn to mass spectrometry. NOW ALMOST NO GOLD BARS WILL LEAVE THE LONDON OR NEW YORK METALS EXCHANGES WITHOUT SOME AUTHENTICATION, AS DISTRUST IS WIDESPREAD.

    The global bankers must deal with toxic bonds and phony gold bars. Yes, New York City is the financial center of world, but for fraud. Talk circulates that a president from yesteryear with his Goldman Sachs Treasury Secretary might have swapped the entire contents of Fort Knox. So did they not only lease the national treasure of gold, but swapped it first, then leased tungsten gold? Time will tell, as evidence is being accumulated and compiled. The assayers have also been commissioned to assist in authentication of gold bar delivery the world over from the US exchanges. Current estimates among the gold trader community run well past a few hundred thousand 'salted' gold bars, maybe over a million. When the Jackass inquired from a reliable gold trader source as to the timespan for the swaps, the late 1990 decade was the reply for dates on almost the entire false batches. Actually it is a mountainous batch. So the introduction to sophisticated Wall Street methods of currency management during the Decade of Prosperity had a side game running that were profitable indeed to the guys running the USDept Treasury and White House. In an age where the lines between patriotism and treason are blurred, this tungsten episode brings new meaning to the word HEIST.

    For some excellent forensic financial analysis on the fake gold project, called Operation Grand Slam, see Rob Kirby's article. It is entitled "On Doing God's Work: Gold Finger, A New Take On Operation Grand Slam With A Tungsten Twist" (CLICK HERE), dated 12 November 2009.

    BREAKDOWN AT GOLD EXCHANGES

    A Jackass article was posted entitled "Hitmen Contracts to Bust COMEX" in May (CLICK HERE), not without a little stir, even a removal of the article 24 hours later by one website due to its controversial subject matter. The article gave warning. The bust cometh, and it will be spectacular. Enemies come to address the state corruption with syndicate entrenched. The stories told in the press will be peculiar, since told by the victimized establishment. The headlines might be a comedy, with phony reports of foreign subterfuge, when the perpetrators are American and English, who operate from the new Axis of Fascism. The focal point for attacks is actually London at their metals exchange. The early October events included numerous offers by exchange officials to settle gold contract deliveries in cash with a 25% extra vig bonus. Or was it a bribe? Much gold was drained from London on demanded delivery, thanks to a small army of lawyers, a small blizzard of contracts, and a few key judges at the courts. Gold was taken, thus enforcing futures contracts, which happen to be binding contracts. The pressure at the end of November will be worse to make good on gold contract deliveries. Recall the stories back in April for a Deutsche Bank rescue by the Euro Central Bank with a very large (over one million oz gold position) provision made. DBank was in trouble. The pressures are mounting every couple months. Next March will be a climax of the breakdown, or else June.

    Some say naively, or rather ignorantly, that nothing in the news points to any breakdowns or extreme pressures. Each delivery month event includes more gold removed from the London exchange, more gold demanded from it, and more movement toward a breakdown. So the next events have even more pressure, with less gold supply and continued relentless demand. Recall also that the exchange, along with the COMEX in the Untied States, exempt the big banks from maintaining 80% collateral when they short gold & silver with paper contracts. Thus the name suppression, or better yet corruption. They are being caught in their naked shorting game. The December 1st events surrounding settlement delivery demands will be more contentious and stressful than October 1st. In sequential manner, the March event will be even more pressure packed, with precious little physical gold in store and more targeted Chinese delivery demanded. The June event will be even more pressure packed still, a backup date for a potential breakdown if it does not occur in March.

    The common denominator for the parties demanding gold delivery in London is simple: they are all Asians, all, as in all, and the great majority are Chinese. To say the Chinese are trying to bust the government gold gamers who defend the USDollar is a gross understatement. They use USTreasury Bond credit supply somewhat as leverage, to silence the opposition and critics. One can safely conclude that the US and British banks will be broken with the nexus being their gold management, which underpins the USDollar. Other pressure is sure to mount. Not the kind of pressure you might imagine. Pressure is mounting for senior bank executives and politicians to start revealing the identities, deeds, locations, and dates of the gold tungsten swap, the mortgage bond firehose, and other pervasive frauds protected by the USGovt and British Govt. It might even include producing the true location of the Madoff funds.

    GOLD & SILVER BREAKOUTS

    The gold & silver prices are moving in lead fashion, and have done so among the currencies for at least the last three months. The major currencies fiddle and diddle (as Johnny Most used to say during Boston Celtic basketball game broadcasts), but gold & silver continue to rise. The Chinese, according to word from connected sources, intend to push the gold price and the silver price relentless upward without explosive parabolic moves and without painful huge selloff corrections. That way, the army of public investors will not lose heart, and will remain on the path, in full phalanx support of the Chinese Govt initiative. The Euro currency has hit the 150 level in mid-October and in mid-November, only to fall back a little. The Euro is not ready for a powerful move to 160 just yet. Such an advance would bring with it a painful effect to German exporters again, not desired. As a result, the gold price in Europe has made significant moves, and is in the process of challenging the 785 high from February. The key to a massive gold bull market is confirmation in terms of other currencies. The gold breakout is being led globally in US$ terms, since the American Peso is the weakest currency on earth outside Zimbabwe. It is being recognized as a Third World banana republic currency. Even the Costa Rican colone currency has made little gains against the USDollar in the last couple months. Bananas are a chief export of Costa Rica. Pura vida! GOLD IS TAKING ITS RIGHTFUL PLACE AS THE PREMIER GLOBAL CURRENCY, AFTER A BREAKDOWN IN THE MONETARY SYSTEM AND INSOLVENCY IN THE BANKING SYSTEM.

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    My 1130 midterm target for gold has been hit, stated at least three times this summer and autumn in public articles. One must wonder if a sizeable selloff in gold is coming. My view is that given the lack of sudden sharp upward thrusts in the gold price, the prospect of a sharp correction is lessened. Charts tend to show symmetry oftentimes. Besides, the Beijing Put is becoming well-known in the financial circles. The Chinese are using some reverse technical analysis, buying heavily when the gold chart indicates imminent weakness. That way the clueless Western gold sellers will be denied their cheaper re-entry, and will be forced to buy at higher levels. The Chinese are employing an unusual pattern. They are accumulating gold. The Chinese will continue to buy gold with both hands until the supply is exhausted of turkeys who fail to comprehend the Paradigm Shift, fail to comprehend the USDollar revolt, fail to comprehend the broken Western banks, fail to comprehend the endless stimulus, and fail to dismiss the stupid gold bubble argument that seems to be floating around in recent propaganda ploys. Its author overlooks the USTreasury bubble of gigantic proportions.

    Whether or not a notable pullback correction comes for gold, who knows? who cares? This is not a time to go in & out, selling & buying back a gold position. It is a time to acknowledge a powerful global shift that will send the USDollar into the dungeon, and deliver gold to unheardof heights. The next target for gold is 1300. The targets for gold are dictated by the size of the jumps from the head and shoulder of the inverted Head & Shoulders pattern. The lost respect from the gold bullion bar fraud, the Weimar output of printed money, the monetization dependence from global isolation, and the lack of leadership all tend to pull the USDollar down. More accurately, these factors will push gold up into a dominant currency position fully recognized, as nations struggle to rebuild their banks after toxic US infection that does not end.

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    G-20 CONFIRMS PARADIGM SHIFT

    The Scotland gathering of bankers had some key signals to report. Note the signal how they ignored the USDollar as a topic in the open chambers. Conclude they wish for benign neglect, where the US$ can find its true value much lower, and eventually depart as the global reserve currency. Note the signal how they urged continued global stimulus. Conclude they wish for the major governments to continue to debauch, undermine, and destroy the major currencies such as the USDollar, British Pound, European Union Euro, Swiss Franc, and Japanese Yen. Conclude they wish for the emerging market economies to be given massive assistance by the industrialized submerged market economies. The more the prominent older nations render harm to their banking systems, economies, and balance sheets, the easier it will be for Brazil, Russia, India, and China to conduct the business of walking the earth as new leaders. The new BRIC nations will build their dominant positions one brick at a time. The Paradigm Shift is away from the USDollar, with power shifting from West to East and in particular toward the BRIC nations. Their most recent visible victory is killing off the G-8 Meeting, which does not convene anymore. Not only does the G-20 serve as the global banker conference forum, but the Chinese have a lead voice, precisely as they demanded. Creditors win their way.

    The commodity currencies are in a different earth zone. My analysis has stated that the prominent older nations, the so-called industrialized nations, will not raise their official interest rates. They will only talk, since their banks are insolvent and their government debt securities are caught in asset bubbles. The Euro Central Bank is the most likely to raise interest rates, but only as part of a strategy to split the EU, to push the Latin PIGS nations (Portugal, Italy, Greece, Spain) into the cellar while the Nordic nations work to make restore their sovereignty without forced welfare payments (Germany, Benelux, Austria, Leichtenstein). The German nation has been drained by $40 billion per year for each of the last ten years, and resentment is strong. The Australians and Norwegians hiked their official interest rates in recent weeks. They have commodities to fortify their national economies, and do not concentrate on the sale of inked paper in tainted export.

    The Paradigm Shift is toward a more legitimate group of currencies. It is toward currencies backed by hard assets. The currency basket from the Intl Monetary Fund seems like the temporary device. It is actually a Straw Man carrying a straw basket. Before the grand shift is complete to at least one hard asset currency, the doomed currencies will be bound together with IMF twine. The bankers believe the IMF straw basket will give them the power to control the decline of the USDollar, or protect themselves from that decline. The strategy might succeed. It will surely enable the gold price to climb versus all currencies. Gold will be like Moses in a basket as a baby, except moving upstream. The candidates for hard asset currencies are the New Russian Ruble, the Gulf Dinar, maybe even a New Nordic Euro. The process will take time, needs intermediary vehicles to carry the load over some bumpy roads, and urgently needs military protection to enable the new currency launches.

    EXIT STRATEGY & WEIMAR DOLLARS

    No exit strategy is available either to the Untied States or the British. The USFed conducted its comical pathetic display to announce the USEconomy remains weak with slack capacity, and that an ultra-low official interest rate would be firmly fixed for a long time still. No surprise here! What they did not say is that, like with Japan, they have no possible exit plan. Now almost twenty years later, Japan is stuck with a near 0% rate. If the USFed raises interest rates, they pop the biggest financial bubble on the planet, USTreasury Bonds. The USFed is further hindered since Wall Street is playing the Dollar Carry Trade. They are borrowing 0% money in US$ and investing in commodities like crude oil and US stock indexes. Other players are using the free borrowed money to invest in gold. In fact, just today St Louis Fed President Bullard stated his expectation of no further USFed rate hike until year 2012. It is funny how the farther the bankers are from Wall Street, the less their judgment is clouded.

    The Exit Strategy will lead to a road paved by Weimar Dollars. The world's major financial centers outside the central bank accomplices are ditching their dollars. They are diversifying out of US$-based bonds of all types. They are accumulating gold. Some are investing in facilities that are vertically integrated with commodity production, transport, and trade. Like China! The USGovt is investing, by contrast, in clunker cars, still more houses, dead car industry, spoiled AIG insurer, a mortgage cesspool Fannie Mae, pork projects (see unused airport in Johnstown Pennsylvania), and phony war on terrorism for syndicate gain. Quite a contrast! With the news spreading globally about tungsten-laced gold bars, or actually gold-plated tungsten bars, the reputation of the Untied States will grow more tarnished, and more regarded as the most diversified field of financial corruption in modern history, if not all human history.

    In time, the only friend of the USDept Treasury to finance its steady stream of Trillion$ in debt will be the Printing Pre$$. Without the printed money to pull off the auctions, they would be utter loud failures. Without the USDollar Swap Facility, foreign central banks would not have funds to use in Treasury auctions. Without the funds from foreign USAgency Mortgage Bonds sold to the USFed for freshly printed USDollars, the foreign central banks would not have funds to use in Treasury auctions. Without the Permanent Market Operations used to scoop up all the unsold bonds stuck with primary dealers, one week routinely after each auction, dealers would be unable to participate in the next Treasury auctions. They would suffer from bond constipation. The key event in the next few months, pushed by the foreign disgust at fraud more pervasive than ever conceived by ordinary man, is THE EXPOSURE OF MONETIZATION for support of the USTreasury Bond. The debt monetization remains a dirty secret, well concealed by the USGovt and the financial press. What comes is isolation, and to those isolated, their best friend will be a Printing Pre$$.

    Exposure comes, with detrimental impact to the USDollar. The resulting tarnish to the USGovt image and Wall Street reputation (as though it could be further ruined) will be reflected on the USDollar. In time it will fully resemble a Third World currency. The process will take time, but hyper-inflation is coming to US shores. Where are the Deflation Knuckleheads who tended to dominate the web journals last spring and summer, in incredible dense vapid clueless fashion??? What a tremendously misguided group. They follow religiously the deteriorating economies, miss the twin storm, ignore the power of the unprecedented monetary inflation, and somehow overlook the entire global movement if not revolt against the USDollar in a grand Paradigm Shift. They represent the worst economists in the alternative media on web journals. Their tunnel vision on the falling asset price effect left them vulnerable to missing a tsunami on their own doorstep, incredibly. They still do not offer an explanation of why crude is at the $80 price level again. Supplies of oil are nowhere as great as the false USGovt statistics indicate, but the entire world is hedging at the same time against the US$ with oil assets.

    OBAMA VISITS THE LEAD US CREDITOR

    During the president visit to Beijing, Obama has been reminded of who the master creditor is. It is China. In public no discussions are made of the Chinese concentrated pressure in London at the metal exchange. Taboo topic. The US President has slipped on three key topics, with mention of the human rights issue, currency manipulation, and the future of communism. The US has no place to lecture any other nation. In the US the new development is dangerous virus vaccines, its resulting debilitation, and confiscation of life savings via Wall Street fraud, so keep human rights talk down. In the US the new development is formation of the Politburo with Czars (without legal power) and the confiscation of homes by Fannie Mae. The rental of Fannie Mae homes after lost title through foreclosure is the last roadway to state ownership of property once held by the proletariat. So keep talk of communism down. In the US the chronic ongoing development is interventions in financial markets with an objective to maintain the USDollar at least double its true value, and to lift stocks of big banks that are insolvent after phony accounting rules were adopted, endorsed, blessed as good. So keep the currency manipulation talk down. China is actually moving toward capitalism, while America has forgotten what capitalism is, and marches with right foot in fascist mud and left foot in communism mud. Some call the US president a puppet of Wall Street, confirmed by his appointment of Goldman Sachs to run the Dept Treasury.

    The Chinese serve as the spearhead to displace the USDollar from its perch as the global reserve currency. They realize fully that the battle that must be won is over the Gold-Dollar fiery rod. The Chinese might be orchestrating a gold price move to 1150 and a silver price move to 19 just to slap the US face a little during the state visit. Creo que si!

    Copyright © 2009 Jim Willie, CB

    Jim Willie CB is a statistical analyst in marketing research and retail forecasting. He holds a Ph.D. in Statistics. His career has stretched over 25 years. He aspires to thrive in the financial editor world, unencumbered by the limitations of economic credentials.

    Jim Willie CB is the editor of the “HAT TRICK LETTER” Use the below link to subscribe to the paid research reports, which include coverage of several smallcap companies positioned to rise like a cantilever during the ongoing panicky attempt to sustain an unsustainable system burdened by numerous imbalances aggravated by global village forces. An historically unprecedented mess has been created by heretical central bankers and charlatan economic advisors, whose interference has irreversibly altered and damaged the world financial system. Analysis features Gold, Crude Oil, USDollar, Treasury bonds, and inter-market dynamics with the US Economy and US Federal Reserve monetary policy. A tad of relevant geopolitics is covered as well. Articles in this series are promotional, an unabashed gesture to induce readers to subscribe.

    Jim Willie, CB | Email | Website | Subscribe: Hat Trick Letter

    Risk versus the US dollar


    Ilargi

    If and when the Federal Reserve moves out of the mortgage backed securities field -a move expected in the first quarter of 2010-, will private investors step in? Well, why should they? What profit can they expect to reap? US housing prices have been kept artificially high for at least the past two years (if not the past 70) by the combination of the Fed's recent $1.25 trillion MBS purchases and the aggressive securitization policies of Fannie Mae, Freddie Mac and the FHA/Ginnie Mae team.
    But this can't go on forever. As the Washington Post says, the government has lost its "huge federal gamble on the politically popular cause of homeownership". And the administration may try to paint rosy and green pictures of an economic recovery, and the stocks markets may seem to be doing relatively well, but none of it means a thing with the housing market in a death spiral.
    Now that Washington has lost that bet (a crucial admission for the WaPo, by the way), which investors will still be gullible enough in 2010 to buy securities based on grossly overvalued properties?
    The Wall Street Journal warns of a double dip in housing. Color me blind, but when did the first dip end? President Obama also warns of a double dip, this time of the recession in whole US economy. And this time, color me obstinate, but I don't buy the numbers that supposedly show an end to the recession, or the first dip of it. I see trillions of dollars in lipstick applied to dead industries.
    You can't end recessions or depressions by borrowing money from one neighbor and handing it to the next. That's not even shoddy accounting, hey it's not even fraud for that matter, it's simply nonsense.
    Perhaps if some if the money would have been used in fields that produce actual products, if it would have provided useful jobs for Americans, then perhaps it would have alleviated some of the misery. Banks, though, do neither, and still they are the sole recipients of bail-out money so far. Yes, even of what went to Detroit or home-buyers, just follow the money.
    And so, starting January 1st, some 30,000 Americans every day, or 1 million per month, will start losing ALL benefits, even those just agreed on last week by Congress, unless yet another plan is devised. And this will happen against the backdrop of $30+ billion in year end bankers' bonuses. $10 million for one guy, nothing for the other. Scrooge ain't dead, he's alive and well at 85 Broad Street.
    And no relief in sight. Unemployment keeps seeping upwards, and the other pillar of the economy, housing, looks ever closer to its terminal breath. Oh, someone will always build a home somewhere, but that does not an industry make. The most blatant sign of pain this time around comes from a graph on multi-unit housing starts, a category routinely filed under "commercial real estate", which shows the lowest number on record since reporting started in 1958.
    The lowest number on record! In case you hadn't realized it yet, the US population today is not that far shy of having doubled since the 1950's. Twice as many people, but less family housing is built.
    Talking about commercial real estate, it should be obvious who everyone's betting against today. Regional banks, both big and small, have, in relative terms, much larger exposure to CRE than their national-sized brethren, as this Moody's graph shows:

    The FDIC may feel well playing its part in the overall US government opacity (does anyone even remember the promises of greater transparency?), but hundreds of banks that Sheila Bair and co. have refused to tackle until now will be due to meet their makers regardless in the -very- near future.
    And if you're still among the faithful believers despite what goes on in employment, housing and commercial real estate, here are a few things you might want to pay attention to.
    House Rep. Peter Defazio claims a growing consensus among Democrats to call for the head of Treasury Secretary Tim Geithner. It's safe to assume that Larry Summers would have to go as well. Geithner's future may depend on the upcoming December unemployment summit in Washington.
    Given the fact that the summit is at least one year late, that the public money spread around Wall Street can't be spent a second time, and that Geithner insists on using the remaining TARP funds for something other than jobs, it could be an interesting meeting. But in view of the control the Obama spin team has exercised so far, hopes for a revolt by their own party may be idle. And besides, what good would it do? Most important posts would still be in Goldman, JPM, Citi and Morgan Stanley hands.
    More interestingly, perhaps, are two reports this week, in which financial giants Goldman Sachs and Societe Generale, separate from each other, reveal that their view of the immediate future is not nearly as fine and benign as you may think. Societe Generale singles out private and public debt as the possible instigator for economic collapse, and tells clients that sovereign bonds will get them good returns. Goldman simply bets heavily against financials and against gold!.
    Where the two diverge is in their view of the dollar: Societe Generale sees it plunge further, whereas Goldman Sachs sees the opposite. And as much as it may chagrin us to agree with Goldman on anything at all, we do when it comes to the US dollar. We think of it as sort of the wounded crippled last one standing when the first smoke will begin to clear and the bodies are carried out. We don't doubt that oil and gold have very good odds for a strong comeback down the line, but they are not the obvious choice in a situation such as the one we see coming short term.
    What we see is not gold vs. the USD or oil vs. the USD. We see risk versus the US dollar. Investors have not been risk averse the past months. And they still are not (yet). And stocks are up, and gold is up, and so is oil. And the dollar is down.
    Risk versus the US dollar. If one goes down, the other goes up.
    We think that right there you can see what will happen when investors and speculators and everybody else except for a few bravehearts will want to get away from risk, lose their appetite. At that point, it'll be either risk or the dollar. If you think investors will want to take on additional risk, in the face of the numbers on housing and jobs and CRE, a bet against the dollar makes sense. If you don't, that bet, in our view, makes no sense.

    theautomaticearth.blogspot.com

    Human Population Bubble and Regression to the Mean

    Bill Bonner

    Oh, where to begin, dear reader? We have something important on our mind...

    Where is the real bubble? Is it a bubble in commodities? Or a bubble in the people who buy them?

    By the charts ye shall know them - bubbles, that is. The lines roll along nicely, calmly, along the bottom of the page, then all of a sudden, the line shoots up. When you see a chart like that, whether it is the price of tulip bulbs or shares in the South Sea Company, you know what will happen next. The line will go down!

    What goes up must come down. A bubble is an extraordinary thing. And all extraordinary things tend to become less extraordinary over time. "Regression to the mean," is what statisticians call it. The "mean" marks the territory that is normal. Whenever anything ventures into abnormal territory, chances are very high that it will soon come back on familiar ground.

    Take an extraordinary person, for example. More than likely, his children and grandchildren will be more like everyone else than like him. It must be a terrible burden to be the son of an extraordinary man; people look at you like you were a dot-com stock in '99 - they expect something exceptional. Almost inevitably, they are disappointed.

    Or take a Great Empire. What is an empire but an extraordinarily successful state? It stands out in history because it has managed to lord over its neighbors. Yet, what empire lasts? None...all regress to become commoners...ordinary nations.

    Or take the weather. A rainy spell may last for a long time. But the more days it rains, the more dry days will be needed to bring the rainfall down to "normal" levels.

    Regression to the mean is one of the surest bets an investor can make. Let prices go to extraordinary levels and he's almost guaranteed that they will come back to normal. In markets, the regression to the mean principle is even more certain than it is in nature. Because extraordinary prices set in motion a series of actions and reactions that almost always bring them back in line. Highflying oil prices, for example, touched off a series of derriere-kicking trends and events.

    On the supply side, the industry is spending 4 times as much on exploration and development than it did when the century began. The price of drilling equipment rentals has more than tripled. And now, believe it or not, a young man graduating from an Ivy-league college with a degree in petroleum engineering earns more money than a man who goes to Wall Street.

    On the demand side too, changes are underway that cut the amount of oil used. The cure for high prices is high prices. Bubbles are self-correcting. The higher prices cause people to look for alternatives - or simply not use so much. US imports of oil went down over the last 12 years. And, for the first time ever, Americans were driving fewer miles.

    Another track of the feedback loop is the economy itself. High oil prices work like higher interest rates or higher taxes - removing money from domestic commerce. The effect is to "cool" the economy...chilling demand for energy.

    Elsewhere, substitutes for oil are being developed at breakneck speed - including wind, solar, and bio-fuels.

    Regression to the mean works. Markets work. Lower energy prices seem a cinch

    But now we introduce an annoying fillip. While the bubble in oil prices was expanding...another, much bigger bubble was shaping up - and hardly anyone noticed.

    Where? Just look in the mirror. At our own species. In the many, many thousands of years of our prehistory, we were hardly worth counting. There were tribes of us all over the globe...but they were small...barely holding their own against other species in the competition for food and resources. It took until about 1800 to get the population up to one billion. Worldwide. Then, man was a big winner. Numero Uno of creation. By 1930 another billion had been added. And another billion was added in the next 40 years. That brings us to about 1970, when the earth hosted about 3 billion two-legged yahoos. Since then, the population has more than doubled. The line shot up, in other words.

    But we are a proud and egotistical race. As our numbers rise, we think the road will rise to meet us. What a shock it would be to find that the whole species was mean-reverting, just like everything else! What a surprise to find no road at all - that we are running off the edge of a cliff, like lemmings. More below...

    Being in the right place at the right time is far more important than brains. Luck provides better investment returns than talent. Too bad. Because our luck seems to be running out.

    George Soros has said the great credit expansion that was born with the baby boomers... and has lasted as long as we have... is now over. Not long after came word that the "end of abundance" is here too. That's what it said on page 9 of the Financial Times. And then, Bo Diddley died. All the palmy trends of the boomer generation seem to be coming to an end.

    Naturally, the world's leaders were worried. They gathered in Rome that same week for the customary monkeyshines. Even Robert Mugabe - who is banned from traveling in Europe - put on a false mustache so he could dine out on the Via Veneto, leaving his lieutenants in Harare to beat and starve Zimbabwean voters. Poor Mugabe. Goebbels would have gotten a warmer reception at a meeting of Jewish orphans.

    At 84, Mr. Mugabe is almost living proof of Haeckel's biogenetic law. It maintains that the history of the individual rehearses the history of the species. In Mugabe's long life, from prison cell to presidential palace, he is the history of revolution... a Kerensky and a Stalin... the liberation struggle's saint and its monster, too... all in one. To black Africans he is a big disappointment. To whites he is proof that Ian Smith was right all along. When Ian Smith left the top man role in Rhodesia, the country was the 'bread basket of Africa' with a currency as strong as the pound. Now it is a basket case whose peoples' bones stick out and whose dollars are already as worthless as a campaign promise.

    But everything follows the same laws - from embryo to corpse... from boom to bust... from seed to fruit to rot... nothing escapes, neither an individual, an empire, a species, nor a market.

    This is not the first time in our lifetimes that the world has seen this kind of show. In the '70s, Paul Ehrlich, like Malthus before him, foresaw a crowded, hungry world. In his popular book, "The Population Bomb," he said hundreds of millions of people would starve to death. This was a world in which England couldn't even exist; he said it would disappear by the year 2000. He was wrong about that. He was wrong about a lot of things. Julian Simon challenged him, arguing that a free economy always reduces real prices. On September 29th, 1980, the two made a famous bet - on whether the prices for 5 basic metals - chromium, copper, nickel, tin and tungsten - would actually go down, inflation adjusted, in the following ten years - despite population growth. What happened? Simon won. On the 29th of September, 1990, the prices of all 5 were lower. Ehrlich settled up with a check for $576.07.

    In theory, Simon will always win a bet like that; competition and technology always force prices down. But Ehrlich wasn't wrong about everything. And Simon wasn't right about everything. While one believed the weight of numbers would send the world to Hell... the other had a god-like faith that the market would always save it, guided by an invisible hand to progress and prosperity. But while Simon is right in theory, the invisible hand is not always the gentle paw that he imagines; it does not necessarily call out for more booze just because the crowd gets thirsty. In fact, sometimes it vanishes altogether, allowing a Mugabe to ruin a country... instead of permitting the free market to build it up.

    Simon had the good luck to make his bet at the beginning of a major decline in commodity prices. Oil, for example, hit an all-time high over $100 a barrel, in current dollars, in December 1979. Ten years later, it was trading near $30. And by 1998, the price had fallen to $10. Had he made his bet ten years earlier or ten years later, he probably would have lost.

    Back to the raw facts facing the Roman holidaymakers: Over their plates of crespelle all fiorentina, delegates will learn that high food prices are putting millions of people on the verge of starvation. Then, as they wash down their peposo with a tide of Barolo or Chianti Classico, they will reflect on how this came to be. The "green revolution," someone will mention, seems to have run its course. (Out of politeness or imbecility, no one will mention the Fed's easy money policies.) Ehrlich's population bomb never exploded, they might come to believe, because irrigation, selective breeding, and the use of petroleum-based products greatly improved farm productivity.

    But now, the green revolution has turned brown. It is as mature as the credit cycle... or Robert Mugabe himself. The water is running out. Opposition to bio-engineering is growing. And petro-chemical inputs are both less effective and much more expensive than they used to be. Result? In 1961, crop yields grew by 10% per year. Lately, they've increased less than 1% per year.

    Meanwhile, in 1970, there was about 1 acre of arable land on the surface of the planet for every pair of feet. But the feet have multiplied - just like Erhlich said they would - from a bit over 3 billion people to more than 6 billion; and now the species is expanding like sub-prime debt. Just look at a chart. Human population looks just like the Nasdaq in '99 or oil in '08. This bubble-like population explosion, along with urbanization, highways, pollution, desertification and so forth, has cut the amount of farmland per person in half. Meanwhile, the number of people bellying up to the bar continues to grow by 11% per year - more than 10 times faster than crop yields.

    Everyone wants a drink; but there's only so much beer on tap. Who knows? This may be a good time to short the whole damned race.

    Regards,
    Bill Bonner

    November 19, 2009

    Since founding Agora Inc. in 1979, Bill Bonner has found success and garnered camaraderie in numerous communities and industries. A man of many talents, his entrepreneurial savvy, unique writings, philanthropic undertakings, and preservationist activities have all been recognized and awarded by some of America's most respected authorities. Along with Addison Wiggin, his friend and colleague, Bill has written two New York Times best-selling books, Financial Reckoning Day and Empire of Debt. Both works have been critically acclaimed and internationally recognized. With political journalist Lila Rajiva, he wrote his third New York Times best-selling book, Mobs, Messiahs and Markets, which offers concrete advice on how to avoid the public spectacle of modern finance.

    whiskeyandgunpowder.com

    20/11/09

    Goldman Sachs: vampiri, lacrime ed inciuci

     

    Tanto per cambiare il contribuente paga e la banca investe, guadagna e non rischia. Protagonista il triangolo AIG , alias American Internationa Group, GS alias Goldman Sachs e la FED alias Federal Reserve.

    20 Novembre 2009, ore 11:59

    27 Commenti »

    health-us-dollar

    Qualche giorno fa, un ragazzo che di nome fa Piergiorgio Alessandri, che lavora alla Bank of England, scriveva un report, dall’alto dei suoi 34 anni, che ha riscosso elogi e pareri favorevoli ovunque.

    Il report, che potete visionare CLICCANDO QUI , si intitola “Banking in the State” e, in modo molto sommario , dice una grande verità: a seguito della grande Crisi, il rapporto tra banche e Stati non è più lo stesso.

    Da sempre queste due istituzioni sono legate da un chiaro cordone ombelicale, ma la situazione del rapporto si è diametralmente capovolta. Lo Stato, oggi, è diventato il finanziatore “d’emergenza” delle Banche e il più grande rischio percepito dai Governi è il fallimento degli Istituti di Credito.
    Prima della grande crisi, lo scenario era assolutamente a parti invertite.

    Infatti, continua Alessandri, le banche hanno ricevuto in dote la cifra di 14.000 miliardi di dollari, pari a circa il 25% del PIL mondiale. Un sostegno mai visto nella storia. E praticamente va a confermare quanto più volte ribadito su questo blog.

    Oggi non sono più i Governi e gli Stati a comandare la finanza globale, ma le banche.

    Scade il credit default swap, GS & co. incassano tutto

    E quanto sto per raccontarvi, è l’ennesima prova che alla fine, chi comanda è sempre l’oligarchia delle banche che contano.

    Cosa è successo? Niente di più semplice. E’ scaduto un prestito di AIG, il mega colosso assicurativo che qualche mese fa il governo USA ha salvato, proprio quando era ad un passo dal default. La FED si è ritrovata a dover rimborsare i credit default swap sulla società AIG appunto, titoli totalmente il liquidi, al 100% del loro valore nominale, accollandosi una minusvalenza pari al 40%, ovvero circa 13 miliardi di dollari USA. E chi sono i beneficiari di questo clamoroso agreement? Vediamo se indovinate… Ovviamente troviamo Goldman Sachs, ma anche altre banche tra cui Merrill Lynch (Alias Bank of America), Société Générale e così via.

    Le banche pretendevano il 100% in quanto la FED garantiva per tutto, e la FED presa “per le palle” (scusate il fine tecnicismo)  non ha potuto far altro che pagare.
    Ennesimo caso in cui la crisi viene, alla fine della fiera, pagata dal contribuente (il debito pubblico USA non sta lievitando per motivi casuali) e le grosse banche invece dominano in lungo in largo.

    Uno scenario pericoloso. L’interesse privato domina su quello pubblico.
    Mi risulta che in passato certi scenari abbiano portato ad esiti non molto felici e alquanto bellico-tellurici dal putno di vista sociale.

    Però la FED doveva comunque pagare

    Vorrei però mettere in chiaro una cosa. Essendo i Credit Default Swap dei veri e propri contratti, non potevano NON essere onorati. Però, diciamo così, le varie banche avrebbero potuto concedere un agreement, visto che quando loro erano in difficoltà, fu proprio lo Stato USA ad aiutarle. Ora lo Stato non gode di brillante salute. Il debito pubblico ed il deficit fanno paura. E un segnale di qeusto genere, sarebbe stato importante. Ma così non è. Le banche sono meschine ed ingrate. Guardano solo ai loro interessi e se ne strafregano del pubblico, dello Stato e dei risparmiatori. E tanto meno dei contribuenti.

    E mi fa tremendamente pena e rabbia, nello stesso tempo, la sceneggiata fatta da Lloyd Blankfein, il CEO di Goldma Sachs, quando due giorni fa, definendosi un “banchiere che fa il lavoro di Dio” al Sunday Times, ha anche detto:

    “Abbiamo preso parte a cose sbagliate e abbiamo motivi di rimorso. Chiediamo scusa a tutti. E’ nostra intenzione lanciare un piano di investimento da 500 milioni di dollari  per aiutare le piccole medie imprese ad uscire dalla recessione.”

    Ovviamente non si parla di cifre a fondo perduto, sia ben inteso. Come non si tratta di importi proibitivi per Goldman Sachs, visto che 500 milioni di dollari rappresentano appern il 3%  del monte-premi già accantonato per pagare i bonus ai suoi dipendenti.

    Scusate il termine, ma tutto questo suona da tremenda “presa per i fondelli“. Avete capito? Il grande vampiro vuole redimersi con un’opera pia, che poi pia non è assolutamente ma sarebbe assolutamente di carattere ordinario (è il lavoro della banca prestare denaro alle imprese,no?). C’è poco da fare, il teatrino continua. Ma il burattino, alla fine, sta diventando lo stato e chi lo comanda , ovviamente, è Goldman Sachs con le sue grandi sorelle. O vista la sitauzione, sarebbe meglio dire con i suoi “compagni di merende”…

    http://intermarketandmore.investireoggi.it/goldman-sachs-vampiri-lacrime-ed-inciuci-8072.html

    Ricomincio da capo

     

    Da Paese delle opportunità, a Paese di “sfrattati”. Ieri sui tavoli delle redazioni di giornali e tiggì è arrivato un nuovo diluvio di dati sull’economia made in Usa. E - tanto per (non) cambiare - è stata l’ennesima doccia gelata. E infatti: secondo la Mortgage bankers association - uno dei rami della Confindustria delle banche a stelle e strisce - le famiglie americane con un mutuo (per comprare casa) sul groppone sono circa 52 milioni. E - tra luglio e settembre - una su dieci (per la precisione il 9,6%) ha avuto qualche difficoltà con i pagamenti. Ovvero: non è riuscita a pagare almeno una rata. E una su venti (il 4,5%) la casa se l’è vista proprio pignorare. Per cui e totale totale: poco meno del 15% di chi ha un mutuo - qualcosa come 7,4 milioni di famiglie - sta rischiando di perdere casa. Oppure l’ha già persa.

    Numeri che hanno avuto un bel po’ di spazio sulle pagine dei principali quotidiani a stelle e strisce (“New York Times” e “Washington Post”, per esempio). Sanno di mezza catastrofe. E fanno tanto déjà vu. Perchè - per la cronaca e per chi non se lo ricordasse - la crisi, che ormai ha più di un anno di vita, proprio da lì era partita. Dagli Stati Uniti e dai famigerati mutui subprime. Ovvero e come si ricordava tempo fa sulle pagine di questo blog:

    (…) partiamo non da una, ma da tre premesse. Primo: che sono ’sti benedetti mutui subprime di cui si parla - pure sulle Cnn e i New York Times de’ noantri - da ormai un anno e rotto? Beh, semplice: mutui concessi a clienti “al di sotto dell’ideale” (questo è il significato italiano della parola subprime). Cioè mutui concessi a persone che non avevano tutte le carte (e i redditi) in regola per chiedere un prestito e comprare casa. Punto secondo: negli ultimi anni, finanziarie e banche Usa di questi mutui - che potremmo definire eufemisticamente non proprio “sicuri” - ne hanno fatti a pacchi. E infine e punto terzo: per farla semplice e stare sul punto - cioè i mutui - si potrebbe dire che a fare da detonatore della crisi sono stati proprio loro, i clienti subprime. Che hanno smesso di pagare le rate, mandando in tilt le banche.

    Domanda: ma almeno, da quando fallì Lehman Brothers - crac che, a settembre 2008, fece esplodere la crisi - la situazione è migliorata? Risposta: assolutamente, no. Solo i pignoramenti - nell’ultimo anno - sono aumentati del 150%. Problemuccio che - per altro - era assolutamente prevedibile. Perchè come si era permesso di osservare sempre chi scrive e sempre tempo fa (cioè la scorsa primavera, prendendo spunto da un’inchiesta del New York Times):

    Questa sorta di “dance macabre” dei mutui rischia di concedere una replica. Motivo: la crisi economica scatenata dai mutui subprime - negli Stati Uniti - ha già distrutto qualcosa come 5,7 milioni di posti di lavoro. Conclusione (fin troppo logica): sempre più clienti delle banche che una volta erano “prime” - cioè avevano carte e redditi in regola per chiedere prestiti - ora non lo sono più. Perchè sono stati licenziati. E quindi: neppure loro riescono più a pagare il mutuo. Quanti sono questi clienti “prime” in difficoltà? Beh, non proprio una bazzecola. Sempre secondo un’analisi condotta dal New York Times (su dati forniti dalla società di consulenza, First American CoreLogic): i mutui “prime” che erano in ritardo con le rate o che si erano già conclusi con il classico pignoramento della casa erano - a febbraio 2009 - ben 1,5 milioni. Cioè, solo 150mila in meno dei famigerati subprime.

    Nulla di nuovo sotto il sole, insomma. Il problema - negli Stati Uniti e non solo negli Stati Uniti - era e resta la disoccupazione che non rischia solo di far perdere casa a centinaia di migliaia di famiglie. Ma anche di mettere nuovamente in difficoltà le banche che hanno concesso i mutui. E di far finire kappao tanto le casse dello Stato (che sono già alle corde, come ha ricordato questa settimana anche “The economist”); quanto l’intero piano congegnato dal governo del presidente Barack Obama.

    Quell’indefinibile guazzabuglio di misure messe a punto dalla squadra di Obama, infatti, poggiava e poggia su tanti mattoncini. In primis i provvedimenti salva-banche (Tarp e quel che resta del Ppip). Poi un maxi-pacchetto di stimolo per l’economia reale (aziende e famiglie) da 700 e passa miliardi di dollari. E infine una serie di stress test che hanno certificato che le banche salvate erano effettivamente in buona salute (senza per altro che molti degli addetti ai lavori ci abbiano creduto più di tanto). Ma a tenere in piedi tutto - come una chiave di volta - erano alcuni numeri. Tra cui, appunto, quelli - previsti - sulla disoccupazione. Che si sono rivelati  - assolutamente - sballati.

    In pratica: la squadra economica di Obama - quando ha messo a punto le dimensioni dello “stimolone” (i 700 e passa miliardi di dollari di cui sopra) e ha fatto gli stress test per verificare la solidità delle banche - ha anche detto: tutto questo funziona, se il tasso di disoccupazione quest’anno si ferma all’incirca al 9%; e arriva - esagerando - al 10 e rotto per cento l’anno prossimo. Sfortunatamente per loro, però - già oggi, a ottobre 2009 - la percentuale di chi il lavoro l’ha perso per davvero è arrivata 10,2%. In pratica: lo “stimolone” - che secondo Obama dovrebbe creare milioni di posti di lavoro - non ha stimolato abbastanza. Oppure: chi ha fatto i conti, ha guardato alla realtà con gli occhiali rosa dell’ottimismo.

    E adesso? E adesso - anzi nel 2010 - ai guai sui mutui subprime (quelli, per capirci, dei pezzenti) e prime (quelli delle persone normali), si aggiungeranno anche quelli su negozi e uffici (Commercial mortgage backed securities). Cioè - e per farla semplice - i prestiti fatti dalle banche ai costruttori di grattacieli, uffici e centri commerciali. Prestiti che - secondo alcune stime pubblicate del Financial Times nel giugno scorso - ammontavano a circa 3,4 trilioni di dollari. Che non sono come i fantastilioni zio paperone. Ma circa 3.400 miliardi (sempre di dollari).

    Diceva giusto ieri il nostro ministro delle Finanze, al secolo Giulio Tremonti, mentre era in visita a Pechino: “Un’altra crisi è dietro l’angolo, abbiamo guadagnato tempo, non risolto i problemi, perchè resta nelle banche una massa enorme di finanza fuori controllo”. E proponeva - a una platea di funzionari del partito comunista cinese - il suo progetto di adottare nuove regole per la Finanza mondiale. Forse il nostro ministro ha ragione. E nuove regole sarebbero un toccasana. Ma forse - e a proposito di regole - varrebbe anche la pena chiedersi: ma ha senso un sistema economico che fa volare le azioni in Borsa - come sta succedendo ora - quando un’azienda licenzia o comunque riduci i costi del personale, mentre di lavoro ce ne sarebbe bisogno come del pane? In altre parole: ma tutto questo ha senso; e anche se ce l’ha, può davvero stare in piedi?

     

    http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=4630

    Olanda: Vaccinazione fermata dopo la morte di 3 neonati

    L'istituto sanitario olandese RIVM ha fermato la distribuzione di un lotto di vaccino Pfizer Prevnar per l'infanzia (anti-pneumococco) dopo la morte di tre bambini subito dopo essere stati vaccinati.
    Il vaccino è stato etichettato 'DA NON USARE' e nuovi forniture sono state messe a disposizione dei medici.
    L'esatta causa della morte dei neonati non è ancora nota. I bambini sono morti da uno e 11 giorni dopo la vaccinazione.
    N.B. La Pfizer di recente sè stata multata con 2,3 miliardi di dollari negli Stati Uniti per danni allo Stato e ai pazienti!
    Dutch Pull 110,000 Doses of Pfizer’s Prevnar
    10 novembre 2009
    I funzionari olandesi hanno bandito un lotto del farmaco Pfizer Prevnar, noto nei Paesi Bassi come Prevenar, dopoil decesso di tre bambini entro due settimane dopo essere stati trattati con il farmaco anti-batterico. Se il vostro bambino ha manifestato problemi di salute dopo assunzione di farmaci, gli avvocati di Levinson-Axelrod possono aiutare nella battaglia per i bisogni del bambino.
    Il lotto bandito dal governo olandese ammonta a circa 110.000 dosi. Il farmaco è stato progettato per prevenire la polmonite e le infezioni simili.I sanitari olandesi non hanno messo al bando altre partite di vaccini, e nel paese altri bambini continueranno ad essere trattati con Prevnar.
    Se voi o qualcuno che che amate è stato vittima di mala sanità, contattare gli avvocati di Levinson-Axelrod New, Jerseychiamando 800-346-5529.
    Fonte: http://tuttouno.blogspot.com/2009/11/olanda-vaccinazione-fermata-dopo-la.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Tuttouno+%28TUTTOUNO%29

    La Grande Truffa Globale del Petrolio, 50 Volte Maggiore di Madoff

    • 20:33 20/11/09
    • Lettura per il weekend: "la grande truffa globale del Petrolio, 50 volte maggiore di Madoff"
      E' un pezzo di Phil Davis che non è uno stupido e ha spiegato cose simili un anno e mezzo fa quando il Petrolio (grafico) è andato da 100 a 150 dollari al barile insistendo per mesi che era una gigantesca truffa e che sarebbe crollato
      Questa settimana Davis torna alla carica e spiega tutta la storia dall'inizio, ad esempio il fatto che metà delle transazioni sul petrolio oggi girano sull' Intercontinental Exchange (ICE) posseduto da Goldman Sachs (grafico) (GS), Morgan Stanley (grafico) (MS), British petroleum (BP), Total (grafico) (TOT), Shell (RDS.A), Deutsche Bank (grafico) (DB) and Societe Generale (SCGLY.PK) creato nel 2000 a differenza del Nymex dove il petrolio, gasolio, gas e benzina hanno sempre trattato non richiede la consegna del barile di greggio. Il che è assurdo nelle materie prime, dove lo scopo del future è di vendere e comprare a termine un bene fisico che poi viene consumato
      Per 100 anni i mercati delle commodities a NY e Chicago erano a consegna come è naturale, vendi la soya un anno prima ad un certo prezzo oppure compri il petrolio a scadenza sei mesi o un anno e poi alla fine quando scade il contratto viene consegnato il prodotto all'ultimo che lo ha comprato e lo ha tenuto fino in scadenza. All'ICE invece fanno come se fossero solo pezzi di carta e in più è un borsa merci non regolata da nessuno, non ha nessuna autorità che fissa limiti di posizione o impone di pubblicare un report come il COT. Lo scandalo è perà che il prezzo mondiale del petrolio si forma tramite queste transazioni per cui cinque miliardi di persone poi pagano il petrolio 77 dollarri invece che 47 dollari al barile perchè all'ICE e Nymex ci sono stati contratti future scambiati a 77 dollari. Dato che si consumano 80 milioni di barili al giorno nel mondo parliamo di differenze di 3 miliardi di dollari al giorno di costo addizionale.
      Notare che l'ICE è stato lanciato nel 2000 ed è ha avuto l'autorizzazione ad aprire come borsa mercia privata fuori da ogni regolamentazione sotto il famigerato Bob Rubin, il Ministro del Tesoro sotto Clinton dal 1996 al 2000, che era ovviamente l'ex-amministratore delegato di Goldman Sachs. Per cui quando GS ha detto che voleva formare lei una borsa merci fuori da ogni autorità di controlo ha detto: "OK, questa è gente fidata, sono amici miei"
      In altre parole ogni singolo esperto di energia concorda oggi che il petrolio dovrebbe costare in base alla domanda ed offerta sui 50 dollari perlomeno per la scadenza corrente di dicembre o gennaio perchè la domanda è calata al livello di cinque anni fa, ma il prezzo è risalito da 40 a 80 dollari circa al barile
      Non a caso il CEO di GS Lloyd Blankfein è un trader di petrolio, era uno dei trader di J. Aaron la divisione commodities di Goldman e Goldman da 15 anni collabora strettamente con British Petroleum nell'"incornare" il mercato del petrolio tramite in particolare ora l'ICE che hanno creato assieme. In che modo ? se leggi Bloomberg ad esempio impari che da un paio di anni banche di Wall Street e altre società tengono da 100 a 200 milioni di barili stoccati su tanker al largo invece di consegnarli sul mercato per creare una sensazione di penuria artificiale e l'OPEC insiste infatti che fino a quando c'è tutto questo petrolio in mano a JP Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Barclay's, Deutsche ecc... non ha senso che lei pompi più petrolio
      Ci sono diversi altri aspetti come l'uso dei famosi ETF sulle materie prime creati dalle banche che a causa del roll-over dei contratti futures sottostanti sono di fatto delle truffe per gli investitori privati e fondi che li comprano (i professionisti ne stanno alla larga perchè sanno che sono bufale e usano solo futures, ma le banche per il solo fatto che li controllano e vendono ci fanno miliardi).
      Ma ad esempio un altro aspetto ancora di questa Mega Truffa Globale del Petrolio tra i più clamorosi e che ho sottolineato dozzine di volte anche io è il fatto che ogni anno praticamente ogni dieci giorni hai sulle maggiori agenzie di stampa e siti di informazione come Reuters, Yahoo, AP e simili un titolo di prima pagina sul "Petrolio !!...." in cui viene sempre citato qualche evento "geopolitico" minaccioso in medio oriente (qualche volta in mancanza di meglio in Nigeria) che mimaccia la crisi.
      Da quando l'Iraq ha smesso di funzionare ora è sempre: "...l'Iran che ha minacciato Israele .... e Israle o gli USA che si apprestano ad attaccare le centrali nucleari in Iran..." Ovviamente nella realtà non succede niente da anni, perchè l'Iran non può essere una minaccia per Israele, una nazione che ha già 200 testate atomiche in grado di polverizzare non solo l'Iran ma mezzo mondo da 20 anni e l'America non si sogna dopo i guai in cui è finita già in Iraq e Afganistan di fare niente verso l'Iran. Ma se conti i titoli di prima pagine il "Petrolio e Medio Oriente" appaiono costantemente mese dopo mese ed anno dopo anno e ogni volta puntalmente servono a dare un pretesto per spingere su i futures del petrolio al Nymex e ICE. Da quando seguo il petrolio credo di aver sentito notiziari sul famoso "Stretto di Hormuz" che da un momento all'altro sta per venir bloccato da una guerra tra Iran, Israele e USA facendo esplodere di conseguenza il prezzo del petrolio almeno 200 volte. Il povero Stretto è sempre tranquillo e le petroliere ci passano come 40 anni fa, ma sulle borse merci ha fatto guadagnare miliardi
      Questo spiega come mai una società di speculazione e trading come Goldman Sachs (che non è una banca) che negli anni '80 aveva 2 mila persone e guadagnava al massimo un miliardo di dollari oggi ne abbia 35 mila e guadagni 60 miliardi di dollari, come quest'anno. Se riesci a manipolare il prezzo del petrolio su scala mondiale fai dei soldi

    http://www.cobraf.com/blog/default.php?topic_id=6023&reply_id=201923#201923

    We Need a Second Stimulus Immediately, Says James Galbraith

     

    Posted Nov 20, 2009 10:02am EST by Henry Blodget in Investing, Recession, Banking

    Related: ^dji, ^gspc, xlf, dia, spy

    A fight has broken out among economists about whether what ails the country is too much spending or too much debt.

    Debt fear-mongers, such as Niall Ferguson, believe that the country's wild borrowing and spending spree has put us on the road to ruin.

    "Stimulists," such as Paul Krugman and our guest, professor James K. Galbraith of the Univ. of Texas, believe that spending aggressively and piling up debt is by far the lesser of two evils and that we need to launch a second stimulus immediately. 
    Why do professors Krugman and Galbraith believe this? 
    Because, in their opinion, skyrocketing debt is far less of a concern than letting the country's people and productive capacity lie fallow for the decade or more that it will take back to get to full employment.

    Earlier:

    Roubini Sees Asset-Bubble as Money Chases Commodities (Update1)

     

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    By Anabela Reis and Mark Deen

    Nov. 20 (Bloomberg) -- Nouriel Roubini said investors are “chasing commodities” and there is a risk of new asset bubbles emerging as stock markets and commodity prices surge amid record-low lending rates.

    “There is a beginning of a bubble in financial markets,” with “asset prices going higher,” Roubini, the New York University professor who predicted the global financial crisis, said in a speech in Lisbon today.

    Equity markets around the world have surged in recent months, with the MSCI World Index up 25 percent so far this year and by around 66 percent since its March 9 low. The price of crude oil has jumped 70 percent since the beginning of the year to about $76 a barrel in New York.

    Part of the increase in oil prices is “money chasing commodities,” Roubini said. “There is a risk that oil can rise to $80, $90 or $100 because of speculative demand” that doesn’t reflect economic fundamentals, he said.

    The gains are occurring as Federal Reserve Chairman Ben S. Bernanke says that he plans to keep U.S. borrowing costs low for an “extended period” and the European Central Bank and Bank of England signal that they are in no hurry to increase their main lending rates.

    ‘Systemic Risk’

    Roubini’s view that this is increasing the risk of an asset-price bubble is shared by Bill Gross, who runs the world’s largest bond fund at Pacific Investment Management Co. Finance officials in Asia have also flagged such risks, part of a growing concern that the seeds of the next financial crisis may be being laid in Asia in the wake of liquidity injections by the world’s central banks.

    Liu Mingkang, China’s top banking regulator, said Nov. 15 the dollar’s decline and the U.S.’s decision to keep interest rates low have caused “huge” speculation in foreign exchange trading and affected global asset prices.

    The “systemic risk” of new asset bubbles in global economies and markets is rising, Gross wrote in his December investment outlook yesterday. “The legitimate question of the day is, ‘Is a zero percent funds rate creating the next financial bubble, and if so, will the Fed and other central banks raise rates proactively?’” he wrote.

    To contact the reporters on this story: Anabela Reis in Lisbon at Areis1@bloomberg.netMark Deen in Paris at markdeen@bloomberg.net

    Last Updated: November 20, 2009 11:25 EST

    Why Your FDIC-Backed Bank Could Fail


    11/20/2009 2:15:00 PM

    The following analysis by Bob Prechter is excerpted from the free Club EWI report, Discover the Top 100 Safest U.S. Banks. With 130 bank failures expected by the end of this year, we hope you’ll find this information more valuable than ever. Download the full 10-page Safe Banks report for free here.


    Between 1929 and 1933, 9000 banks in the United States closed their doors. President Roosevelt shut down all banks for a short time after his inauguration. In December 2001, the government of Argentina froze virtually all bank deposits, barring customers from withdrawing the money they thought they had. Sometimes such restrictions happen naturally, when banks fail; sometimes they are imposed. Sometimes the restrictions are temporary; sometimes they remain for a long time.

    Why do banks fail? For nearly 200 years, the courts have sanctioned an interpretation of the term “deposits” to mean not funds that you deliver for safekeeping but a loan to your bank. Your bank balance, then, is an IOU from the bank to you, even though there is no loan contract and no required interest payment. Thus, legally speaking, you have a claim on your money deposited in a bank, but practically speaking, you have a claim only on the loans that the bank makes with your money.

    If a large portion of those loans is tied up or becomes worthless, your money claim is compromised. A bank failure simply means that the bank has reneged on its promise to pay you back. The bottom line is that your money is only as safe as the bank’s loans. In boom times, banks become imprudent and lend to almost anyone. In busts, they can’t get much of that money back due to widespread defaults. If the bank’s portfolio collapses in value, say, like those of the Savings & Loan institutions in the U.S. in the late 1980s and early 1990s, the bank is broke, and its depositors’ savings are gone.

    Because U.S. banks are no longer required to hold any of their deposits in reserve, many banks keep on hand just the bare minimum amount of cash needed for everyday transactions. Others keep a bit more. According to the latest Fed figures, the net loan-to-deposit ratio at U.S. commercial banks is 90 percent. This figure omits loans considered “securities” such as corporate, municipal and mortgage-backed bonds, which from my point of view are just as dangerous as everyday bank loans. The true loan-to-deposit ratio, then, is 125 percent and rising. Banks are not just lent to the hilt; they’re past it.

    Some bank loans, at least in the current benign environment, could be liquidated quickly, but in a fearful market, liquidity even on these so-called “securities” will dry up. If just a few more depositors than normal were to withdraw money, banks would have to sell some of these assets, depressing prices and depleting the value of the securities remaining in their portfolios. If enough depositors were to attempt simultaneous withdrawals, banks would have to refuse. Banks with the lowest liquidity ratios will be particularly susceptible to runs in a depression. They may not be technically broke, but you still couldn’t get your money, at least until the banks’ loans were paid off.

    You would think that banks would learn to behave differently with centuries of history to guide them, but for the most part, they don’t. The pressure to show good earnings to stockholders and to offer competitive interest rates to depositors induces them to make risky loans. The Federal Reserve’s monopoly powers have allowed U.S. banks to lend aggressively, so far without repercussion. For bankers to educate depositors about safety would be to disturb their main source of profits. The U.S. government’s Federal Deposit Insurance Corporation guarantees to refund depositors’ losses up to $100,000, which seems to make safety a moot point. Actually, this guarantee just makes things far worse, for two reasons. First, it removes a major motivation for banks to be conservative with your money. Depositors feel safe, so who cares what’s going on behind closed doors? Second, did you know that most of the FDIC’s money comes from other banks? This funding scheme makes prudent banks pay to save the imprudent ones, imparting weak banks’ frailty to the strong ones. When the FDIC rescues weak banks by charging healthier ones higher “premiums,” overall bank deposits are depleted, causing the net loan-to-deposit ratio to rise.

    This result, in turn, means that in times of bank stress, it will take a progressively smaller percentage of depositors to cause unmanageable bank runs. If banks collapse in great enough quantity, the FDIC will be unable to rescue them all, and the more it charges surviving banks in “premiums,” the more banks it will endanger. Thus, this form of insurance compromises the entire system. Ultimately, the federal government guarantees the FDIC’s deposit insurance, which sounds like a sure thing. But if tax receipts fall, the government will be hard pressed to save a large number of banks with its own diminishing supply of capital. The FDIC calls its sticker “a symbol of confidence,” and that’s exactly what it is.


    For more information on bank safety, download the FREE Club EWI report, Discover the Top 100 Safest U.S. Banks. The 10-page report expands on the excerpt you just read with specific details on how you can find a safe bank.

    FINALMENTE!!!!!!

    CRISI: USA; OHIO FA CAUSA AD AGENZIE RATING
    (ANSA) - NEW YORK, 20 NOV - Lo stato dell'Ohio avvia un'azione
    legale nei confronti delle maggiori agenzie di rating,
    accusandole di aver provocato la perdita di 457 milioni di
    dollari concedendo rating elevati a titoli ad alto rischio poi
    crollati con la crisi finanziaria. Lo ha annunciato il
    procuratore generale dell'Ohio, Richard Cordray, precisando che
    le agenzie in questione sono Moody's, Standard & Poor's e Fitch.
    ''Riteniamo che le agenzie di rating, in cambio di commissioni,
    si siano allontanate dal loro ruolo di arbitri neutrali e
    obiettivi'' spiega Cordray, sottolineando come a suo avviso le
    agenzie hanno venduto la loro integrita' al maggior
    offerente.(ANSA).

    Produzione d'oro nel mondo (2009) (la prossima e ultima bolla)

    (Ecco che arriva dopo quello del petrolio, del gas e anche della carta (intesa come denaro) il picco dell’Oro quella che abbiamo definito l’ultima grande bolla prima della ricostruzione. Ma dovremo essere consapevoli altrimenti si ricomincerà con le bolle della stupidità, dell’alcaselzer (per digerire la prima), del guttalax (per espellere le scorie della scemenza) e anche quella del caffè (per quelli che ancora dormono!!!). Pierluigi Paoletti centofondi )

     

     


    pdf

    Storicamente poveri sono miniere d'oro in oro e preziosi produzione mondiale di oro luogo ancora riuscito, nonostante le difficoltà, la produzione d'oro è stato moltiplicato per 4 in un secolo. Ma dal 2001 la produzione mondiale di oro del mondo sembra aver raggiunto l'apice. Gold produzione è scesa a 50 tonnellate di oro nel 2008, nonostante un prezzo record once d'oro a 872 dollari. Questo anno, la gerarchia di produzione di oro paese è stato scosso dalle prime della Cina e il calo della produzione d'oro del Sudafrica dopo un secolo di regola il mondo della produzione di oro, Sud Africa Sud perso di nuovo il titolo.

    I. Il picco di produzione mondiale d'oro.
    Per 5 anni ho citato che il picco di produzione mondiale d'oro è stato raggiunto nel 2001, l'anno di produzione d'oro nel mondo è diminuito. La produzione mondiale di oro è di 2330 tonnellate d'oro nel 2008, con un calo del -2,1% rispetto alla produzione d'oro nel 2007 e -10,4% rispetto al 2001. Il prezzo di un oncia d'oro è stato in media annua 271 dollari del 2001 ai 871 dollari uno oncia nel 2008, con un aumento del 221% del dollaro in oro. Non riesci a trovare che ci sia qualcosa di sbagliato? Aumento del prezzo di oro e 221% in calo di produzione di oro -10,4%...
    In un primo momento sembrava normale, dato che potrebbe prendere tempo prima di un investimento in una miniera d'oro produce primo oro grammi. Oggi è stato più di 7 anni che l'aumento del prezzo dell'oro è iniziata e non ancora alcun segno di ripresa della crescita nella produzione di oro al mondo. In media, per 110 anni, la produzione mondiale di oro è aumentato del 1,8% l'anno, ma dal 2001 la produzione diminuirà di una media del -1,3% l'anno, mentre i prezzi sono aumentati del 15% all'anno in media durante lo stesso periodo

    II. Grand paesi produttori d'oro.
    Oro di produzione in Cina è il più grande del mondo con una produzione di 260 tonnellate di oro, che è il record di produzione d'oro per la Cina. Oro di produzione in Cina è aumentato del 7% dal 2007 e il 59% dal 2001. La Cina è l'unico paese tra i maggiori produttori d'oro con un incremento della produzione. Si parla spesso della domanda di oro da parte di Cina e ci dimentichiamo che la Cina è diventata un importante produttore di oro.
    Sud Africa ha perso il suo posto come numero 1 nella produzione d'oro nel 2008, come nel 2007, è al secondo posto con un oro di produzione stimato a 250 tonnellate, la produzione d'oro da un po 'giù rispetto al 2007 e giù -38% rispetto al 2001. Il calo della produzione d'oro in Sud Africa nel 2008, è attribuita ai problemi di energia elettrica, ma dal momento che quasi 40 anni d'oro del Sudafrica produzione diminuisce con l'esaurimento dei migliori depositi.
    I depositi in oro sono di Witwatersrand oro Ghawar produzione che è la produzione di petrolio e la sua massima produzione d'oro è stato raggiunto quasi 40 anni fa, non l'oro paese produttore non può mai produrre come l'oro Witwatersrand 1960.
    Gli Stati Uniti è terzo con una produzione di 230 tonnellate di oro. Lo stato del Nevada, il 78% del totale della produzione d'oro negli Stati Uniti con 175 tonnellate di oro e il primo produttore d'oro negli Stati Uniti, pari a solo la metà della produzione d'oro negli Stati Uniti nelle sue nove miniere oro. Gold produzione negli Stati Uniti è scesa a -3% rispetto al 2007 e -31% dal 2001. Gold calo di produzione negli Stati Uniti continua dal 1998.
    L'Australia è il quarto più grande produttore di oro al mondo, con 225 tonnellate di oro. Il calo della produzione australiana oro a -9% rispetto al 2007 e -27% rispetto al 2001, l'australiano in costante calo, la produzione d'oro dal suo picco nel 1998.
    Il 63% proviene da due province del nord del Perù, e La Libertad Cajamarca. Oro in Perù la produzione è cresciuta del 21% rispetto al 2001 e al 3% dal 2007, ma che nasconde una minore produzione di -16% rispetto al 2005, perché il 58% della produzione d'oro in Perù viene da due grandi miniere d'oro hanno visto la loro produzione d'oro nel 2005 e nel 2006.
    Le miniere d'oro russo hanno prodotto 165 tonnellate di oro nel 2008, fino al 5% rispetto al 2007 e l'8% rispetto al 2001, ma ancora al di sotto del 3% il record di produzione 2002. I primi tre produttori d'oro in Russia per la produzione di un terzo del russo oro ogni anno. Russia mantiene un potenziale di crescita della sua produzione di oro.
    Il Canada è il paese delle miniere, non solo per queste abbondanti risorse, ma anche da quello che la metà delle miniere nel mondo il suo lato in Canada, e il paese comprende ingegneri minerari e geologi tra i più competenti in tutto il mondo. Nonostante questo la produzione d'oro è sceso da -43% in Canada dal 1991, -30% rispetto al 2001 e -1% rispetto al 2007. Canada prodotte 100 tonnellate di oro l'anno scorso. Le miniere d'oro di Ontario hanno prodotto 50 tonnellate di oro e miniere d'oro in Quebec 28 tonnellate di oro, l'oro di produzione di queste due province conto per più di tre quarti della produzione di oro Canada.
    L'Indonesia è anche un importante produttore d'oro, con 90 tonnellate di oro prodotta nel 2008, in calo -24% rispetto al 2007 e -31% rispetto al 2001.
    8 Tra i principali produttori di oro al mondo, 7 sono al di sotto del loro livello di produzione di oro da record. Questi paesi hanno visto la loro produzione di oro da -14,3% rispetto al 2001, la loro produzione più veloce di caduta tutta la produzione mondiale d'oro. Il problema è che questi otto paesi produrre 2 / 3 del l'oro del mondo ...

    III. Piccoli paesi produttori d'oro.
    Il declino della grande paese produttore di oro è in parte compensato da un aumento della produzione di oro in oro piccolo produttore durante il periodo dal 2003 al 2006, ma nel 2008 non sono riusciti a compensare il calo di Oro di produzione dei principali paesi produttori di oro, ma è improbabile che sia successo nel 2009. Uno dei motivi è che la crisi rende più difficile ottenere credito per l'oro produttori, sapendo che prima il finanziamento di un progetto minerario era già un grosso problema, immaginare oggi. Per una piccola miniera d'oro in cui il banchiere non può pronunciare il nome del quale egli non è in grado di individuare il paese in una mappa del mondo per ottenere il credito è una missione impossibile.
    L'oro è ben distribuito sulla superficie della terra (in piccole quantità) che rendono il più piccolo d'oro sono per fortuna molti produttori per compensare la loro scarsa produzione, qui sono: Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, il Ghana, Kazakistan, Mali, Messico, Marocco, Uzbekistan, Papua, Filippine, Tanzania ...
    L'elenco dei piccoli produttori d'oro ha un totale di 90 paesi che hanno almeno una miniera d'oro che produce, ma insieme la metà della produzione di 8 principali produttori di oro. La loro oro è oro più poveri, più piccoli e dispersi c'elle che i grandi paesi sono naturalmente più costosi e la loro produzione è solo una temporanea compensato il declino di grandi paesi produttori di oro.

    La tendenza al ribasso della produzione d'oro nel mondo appare ancora più evidente oggi che nel 2003. I primi paesi produttori di oro più grande del mondo hanno avuto il loro primo gold rush vi oltre un secolo (1838 in Siberia (Russia), 1848 in California (USA), 1851 New South Wales (Australia) 1886 del Witwatersrand (Sudafrica), il Klondike 1896 (Canada)), l'oro è esaurito. Il tempo di pepite d'oro di diverse decine di chilogrammi di oro alluvionale glitter è andato, ora è il momento di tonnellate di minerale o di roccia a pochi grammi di oro. L'oro produttori hanno una storia di oro da parte la produzione è diminuita di più e più ogni anno, un piccolo aumento della produzione d'oro è possibile in tempo, ma non un ribaltamento.
    I due paesi hanno una situazione particolare nei confronti della produzione d'oro sono la Russia e la Cina, per motivi che io voglio più in dettaglio questo anno in un altro studio.
    Vi è un divario tra la produzione delle miniere d'oro nel mondo e la domanda di oro (gioielli, l'elettronica, l'odontoiatria, monete e medaglie d'oro, investimenti) di oltre 1000 tonnellate di oro l'anno nel corso 20 anni sia occupato dal riciclaggio e la vendita di banche centrali. Si può facilmente immaginare in questa situazione di deficit cronico della inevitabile calo della produzione di miniere d'oro sul prezzo d'oro. Che è di 8 anni d'oro della produzione con il declino di un brusco aumento dei prezzi in oro, immaginare cosa accadrà per la produzione di oro al mondo, se i prezzi declino. La produzione mondiale di oro in oro esigenze prezzi elevati solo per mantenere il livello minimo di produzione. Un calo del prezzo dell'oro avrebbe causato un improvviso calo della produzione d'oro che avrebbe l'effetto quindi aumentato molto violenti nel prezzo. Questo è il motivo per cui il prezzo dell'oro dovrebbe continuare ad aumentare allo stesso tasso solo per mantenere o diminuire la produzione e per evitare una gold rush di questo 19° secolo.

    Dott. Thomas Chaize

    È possibile ricevere gratuitamente la mia analisi della produzione annuale di oro e argento, mediante la sottoscrizione al mio mailing list gratuito a questo indirizzo.

    http://www.dani2989.com/gold/goldprod0509it.htm

    Se non aboliscono il sistema moneta-debito tutte le attività finiranno così…. in alternativa guerra e default!

    LAVORO: ALCOA; RABBIA OPERAI, SIAMO DISPERATI
    (ANSA) - PORTOSCUSO(CARBONIA-IGLESIAS), 20 NOV-
    Trascorreranno la notte nello stabilimento di Portovesme, i
    lavoratori sardi dell'Alcoa che da questa mattina stanno
    occupando la fabbrica in seguito alla decisione della
    multinazionale dell'alluminio di sospendere dal 1° dicembre le
    attivita' di fusione.
    La rabbia e la preoccupazione di centinaia di lavoratori
    restano altissime e nelle prossime ore verranno studiate nuove
    clamorose forme di protesta da attuare nei prossimi giorni. Tre
    lavoratori sono ancora assiepati a 60 metri di altezza su un
    silos, mentre gli altri colleghi domani mattina alle 9,30 si
    riuniranno in assemblea con i 23 sindaci del territorio ai quali
    chiederanno di partecipare insieme a loro alla manifestazione di
    protesta gia' programmata per giovedi' 26 novembre prossimo a
    Roma davanti a Palazzo Chigi.
    ''Siamo disperati - spiega un operaio - non e' giusto che
    primi a pagare il prezzo della crisi siano sempre gli operai.
    Dopo la chiusura dell'Eurallumina, che ha fatto perdere 1.500
    posti di lavoro ora sono a rischio altri 2.000 posti, tra i
    1.000 di questa fabbrica e i 1.000 dei servizi dell'indotto, il
    che significherebbe mettere in ginocchio l'intera economia del
    nostro territorio, costringendo alla fame migliaia di
    famiglie''.
    ''E pensare - incalza il sindacalista della Fiom-Cgil
    Giuseppe Vanni - che l'Alcoa e' sempre stata una eccellenza nel
    panorama industriale internazionale. Questo stabilimento dal
    1974 ha sempre assicurato ricavi elevati alla multinazionale con
    picchi di 80 milioni di euro di utile netto e 150 mila
    tonnellate di alluminio prodotte nel 2008. Nonostante questo
    adesso la nuova gestione dell'azienda, responsabile di quanto
    sta accadendo, ha deciso di risparmiare su tutto mettendo i
    lavoratori in cassa integrazione. Ma noi non ci arrendiamo
    continuando la nostra protesta e lanciando un appello al
    presidente della Regione, che nonostante le promesse fatte
    quando e' venuto qui con il presidente del Consiglio regionale
    e' stato troppo assente in questa vertenza''.(ANSA).

    TRASFORMISMO!!!! ;-)

    ++ INFLUENZA A: OMS, IN NORVEGIA 3 CASI MUTAZIONE VIRUS ++
    (ANSA-AFP) - GINEVRA, 20 NOV - La Norvegia ha individuato una
    mutazione del virus pandemico H1N1 in tre casi. Lo ha annunciato
    l'Organizzazione mondiale della sanita'. (ANSA).

    FINANZA/ La strada per evitare i danni di Usa e Cina

    Mauro Bottarelli

    Economia e Finanza

    venerdì 20 novembre 2009

    Un picco. Al ribasso. Wall Street ieri presentava, a un’ora dall’apertura delle contrattazioni, perdite su tutti gli indici oltre il punto percentuale. La cosa stupisce fino a un certo punto, visto che lentamente ma in maniera sempre più decisa gli operatori che proseguivano con l’atteggiamento bullish rispetto al rally garantito dall’eccesso di liquidità hanno cominciato a cambiare strategia. E, soprattutto, a guardare ai segnali che arrivano da main street, ovvero da quell’America reale che è fatta di cittadini e piccole imprese.

    È di ieri la notizia che le insolvenze sui mutui hanno toccato nel terzo trimestre di quest’anno il picco massimo della storia negli Stati Uniti: un balzo in avanti significativo anche rispetto al risultato del terzo trimestre, da molti ritenuto quello che doveva mostrare al mondo il fondo della crisi e aprire alla ripresa. Insomma, nella democrazia più forte e potente del mondo i cittadini vanno in default sulla carta di credito, non riescono a pagare le rate del mutuo, a rifinanziare lo stesso, a far ripartire i consumi visto che il tasso di disoccupazione sale in maniera esponenziale.

    Siamo nella fase espansiva della crisi, ovvero nella sua diramazione da prettamente finanziaria a quasi completamente reale, macro: il problema è che se già sarà molto complicato per i governi far fronte ad altre eventuali richieste di aiuto da parte delle ancora traballanti entità finanziarie pena un innalzamento fuori controllo del debito pubblico, non si intravede una ricetta possibile per tamponare il loop di distruzione della produttività che sta erodendo le ricchezze di mezzo mondo.

    A conferma di questo, le parole pronunciate ieri dal segretario al Tesoro Usa, Timothy Gaithner, secondo cui «senza un'ampia riforma del sistema finanziario, la ripresa economica da sola non sarà sufficiente ad assicurare stabilità e forza agli Stati Uniti. Sfortunatamente - ha proseguito - il sistema regolamentare che ha fallito in modo così terribile, portandoci alla crisi finanziaria è ancora lo stesso sistema che abbiamo adesso. La ripresa da sola non basta. Per assicurare vitalità, forza e stabilità alla nostra economia bisogna portare il sistema che regola la finanza nel XXI secolo. Abbiamo bisogno di una riforma finanziaria complessiva».

    Insomma, non sapendo come mettere mano al disastro, si continua con la filastrocca populista del sistema che ha fallito: non è vero. Non ha fallito il capitalismo ma lo statalismo eccessivo di governi che, qualsiasi fosse la loro connotazione politica, hanno continuato a mantenere in piedi carrozzoni parastatali come Fannie Mae e Freddie Mac.

    Come dicevamo qualche giorno fa il problema è il moral hazard, la mancanza di responsabilità: pensare che attività speculative come il naked short o lo shorting semplice oppure l’operatività sul mercato delle commodities con squeezes e corners abbiano potuto creare una crisi strutturale simile è semplicemente folle. E Geithner lo sa. O almeno così speriamo. Il problema è che, oggi come oggi, l’amministrazione Obama sembra unicamente intenzionata a lavorare sul rapporto privilegiato con la Cina: sacrosanto, visto che da Pechino dipende il debito esponenziale degli Usa ma questo duopolio potrebbe, nel tempo, creare assetti decisamente rischiosi.

    Lo ha detto chiaramente ieri anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso delle lezione speciale tenuta a Pechino alla Scuola Centrale del Partito Comunista Cinese. Il richiamo era evidentemente alla cosiddetta “Chimerica”, l'asse Pechino-Washington che, all'indomani della visita del presidente Usa Barack Obama in Cina, sarebbe sul punto di nascere per dirigere le sorti dell'economia mondiale. «Il G20 non può essere modificato togliendo lo zero e trasformandolo in G2. Come minimo serve un G3. Ma è meglio il G20», ha chiosato il ministro prima di dare la sua chiave di lettura della crisi.

    Il ministro dell'Economia ha infatti riassunto ai funzionari del PCC le sue posizioni secondo le quali le origini della crisi non sono solo economiche, ma anche etiche: «Il capitalismo, per sua natura, è fatto di regole. Ma si è dimenticato che la speculazione può anche essere una parte, ma non è il tutto del capitalismo. Si è dimenticato che la funzione della società per azioni non è solo quella di creare valore per gli azionisti, ma anche di creare valore per i lavoratori e, in questo modo, per la società nel suo insieme. Ed è nato il “nuovo capitalismo”, quello “atipico”, degli hedge fund, degli equity fund, dei contratti derivati. Le nuove mega-banche globali sono state costruite come piramidi senza base e la finanza si è sviluppata al di fuori del regno del diritto, nell'anomia».

    Ma la crisi è passata? Secondo Tremonti si è solo guadagnato del tempo: «La mano dello Stato ha creato fiducia, ha agito con politiche d'intervento nell'economia reale e ha adottato particolari politiche di intervento nel settore bancario e finanziario. Ma le Borse sono già ritornate ai livelli pre-crisi e i derivati sono tornati a crescere a una velocità spaventosa».

    Sacrosanto, nella gran parte del ragionamento, visto che comunque sono tesi che su queste pagine porto avanti da tempo. Un unico appunto va mosso al ministro: questi Stati che hanno dato fiducia non ne hanno data forse troppa, con troppa generosità e senza pensare alle spaventose conseguenze che tassi zero e immissione di liquidità record può creare in mercati esangui e in cerca di rapida vendetta per rifarsi dalla perdite?

    Il problema è uno solo: se si continua a vedere come unica priorità quella di regolare i mercati, mettere paletti e steccati si continuerà a vedere le Borse crollare sotto dati come quello delle insolvenze sui mutui Usa. Gli hedge funds fanno soldi, ma ne creano anche molti, ne immettono molti nel sistema finanziario e sui mercati, creano occupazione: il problema sono le banche istituzionali che si sono comportate come hedge funds pur non essendolo.

    I derivati, in sé e per sé, sono straordinari prodotti di protezione dal rischio, certo se li si usa spezzettandoli mille volte e mischiando ben bene il tutto senza sapere cosa poi ci sia dentro allora iniziano i problemi. I quali, ricordiamocelo tutti, sono nati dalla folle politica di “mutui per tutti” voluta da Bill Clinton, non certo dai contratti derivati in quanto tali: troppo Stato può uccidere, poco Stato può non essere sufficiente.

    Occorre - e in fretta - trovare però la quadratura del cerchio: perché la fase espansiva della crisi è alle porte e il primo trimestre del 2010 potrebbe portare con sé oltre allo scoppio delle bolle formatesi i questi mesi, anche seri rischi di instabilità sociale. In Cina ma anche in America.

    http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=50420

    Vertice FAO. Il tabù taciuto della sovrappopolazione

     

    posted by Frank Galvagno

    Veduta aerea del campo profughi di Al Salam (Darfur settentrionale)

    created by Luca Pardi

    Leggendo i servizi dei media sul vertice FAO abbiamo appreso quello che sapevamo che potevamo prevedere e avevamo effettivamente previsto. La crisi ha come più importante effetto quello di aumentare il numero di affamati. Tale situazione era gia stata evidenziata da Ugo Bardi in un recente post su questo blog. Nello stesso breve post Ugo si rammaricava di aver azzeccato la prevista carestia in un precedente contributo.

    Ciò che manca nelle analisi è il fattore popolazione o, meglio, sovrappopolazione. Uno dei tabù più persistenti della modernità.

    Il problema è infatti tanto la quantità di cibo (estremamente dipendente dalla disponibilità petrolifera e di altre risorse fossili) per sfamare le bocche esistenti, quanto il numero sempre crescente di bocche da sfamare.

    Nell'orgia di reprimende e recriminazioni morali e politiche a cui assistiamo manca infatti (a meno di mie sviste) ogni considerazione riguardo al fatto di aver lasciato la popolazione crescere senza freni, con la sola maledetta e benedetta eccezione della Cina. Maledetta per i metodi, benedetta per gli effetti.

    Una Santa Alleanza dei chierici delle diverse religioni con i Guru delle Schools of Economics ha forgiato la politica demografica degli ultimi decenni, rimuovendo totalmente il problema della crescita demografica dal dibattito pubblico, e il tema del controllo delle nascite dalle politiche globali. Eppure una Kyoto della sessualità responsabile era stata iniziata, gia in largo ritardo, con la conferenza del Cairo nel 1994 nella quale si era accettata l'idea di diffondere "l'accesso ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva, inclusa la pianificazione familiare. A questo seguì il nulla prodotto dall'opposizione pregiudiziale del Vaticano delle amministrazioni USA dell'era dei Bush (a cui l'interludio Clinton non pose rimedio) e di alcuni paesi islamici.

    Le gia limitate e ritardatarie conclusioni della conferenza del Cairo restarono lettera morta sul piano della contraccezione. La contraccezione appunto. Un'insieme di "tecnologie" semplici, molto più semplici di molte che si è inteso trasferire nei paesi poveri, delle quali le donne del terzo e quarto mondo sono a conoscenza, ma delle quali non possono usufruire in un mondo nel quale il maschilismo imperante nega alle madri il diritto di pretendere non più figli, ma di più per i propri figli (cfr Robert Engelmann, More: Population, Nature, and What Women Want).

    Tutto il dibattito si svolge da una parte sulla vexata questio della redistribuzione della ricchezza e dall'altra sulla necessità del far ripartire la crescita. E' ovvio, almeno per chi scrive, che l'aspetto redistributivo resti un mandato morale delle nostre società opulente, ma non può essere l'unico e, soprattutto, non può essere subordinato alla improbabile ripartenza della crescita. Ho sentito con le mie orecchie un esponente politico di spicco del centrosinistra affermare che "senza crescita non c'è nulla da redistribuire". Come se la crescita del PIL mondiale da 61 miliardi di dollari a 63 mila miliardi di dollari (una crescita del 3%) fosse la condizione necessaria per metter mano a qualsiasi azione di salvataggio. Oggi un mandato morale altrettanto pressante è quello che ci chiede di permettere alle donne dei paesi a più alta natalità di soddisfare le proprie aspirazioni senza sottostare a condizionamenti ideologici e religiosi.

    Le tradizioni locali non aiutano? E' arrivato il momento di dire una volta per tutte che non esiste una sola "tradizione" che valga la pena di essere protetta se determina lo sterminio per fame. E' il momento di rimettere nelle mani delle donne il destino riproduttivo della nostra specie, per amore dei figli sapranno fare meglio di noi maschi, ne sono sicuro.

    Lo scambio che si deve indurre a livello globale è tanto semplice quanto fuori dall'agenda delle politiche attuali: i paesi ricchi rinuncino alla propria bulimia consumistica che causa il perdurare della razzia colonialista di risorse, e diano ai paesi poveri la possibilità, tecnicamente semplicissima, di regolare la propria natalità.

    Etichette: cultura, demografia, limiti dello sviluppo

    http://aspoitalia.blogspot.com/2009/11/vertice-fao-il-tabu-taciuto-della.html#links

    Il tramonto ha l'oro in bocca: dollaro giù, oro su

     

    di Romolo Gobbi - 20/11/2009
    Fonte: romolo gobbi [scheda fonte]

    Gli USA nel febbraio del 1942 imposero all'Inghilterra la libera circolazione delle merci (americane) nei vasti domini dell'Impero Britannico. Poi, l'accordo di Bretton Wood, nell'estate del 1944 "segnò indubbiamente una decisa sconfitta per l'Inghilterra, che vedeva la sterlina scalzata dal dollaro nel ruolo di valuta internazionale". La sconfitta dell'Inghilterra era cominciata fina dalla Prima Guerra Mondiale, finanziata sin dall'inizio dagli USA con massicci prestiti che l'avevano indebitata pesantemente: l'ultima rata del debito per la I Guerra Mondiale avrebbe dovuto essere pagata nel 1986. Se si aggiungono gli enormi debito contratti con gli americani per la Seconda Guerra Mondiale, si può capire la totale sudditanza inglese agli USA. Con gli accordi di Bretton Wood, venne inoltre decisa la convertibilità dell'oro a 35 dollari per oncia.
    Alla fine della Seconda Guerra Mondiale "Washington possedeva riserve auree per il valore di circa 20 miliardi di dollari, quasi due terzi del totale mondiale". Inoltre, "più della metà della produzione manifatturiera mondiale proveniva dagli Stati Uniti, che fornivano in effetti un terzo dei beni di ogni tipo prodotti nel mondo". Ma la potenza americana cominciò ad incrinarsi con la guerra del Vietnam e fu così che Nixon nell'agosto del 1971 fu costretto a rinunciare alla convertibilità dell'oro a 35 dollari per oncia d'oro. Nel frattempo, la quota americana di riserve auree si era ridotta dal 68 per cento nel 1950, al 27 per cento nel 1973. Continuò comunque la corsa del dollaro come moneta di riserva dei principali Paesi del mondo e il prezzo dell'oro sul mercato internazionale restò stabile, intorno ai 450 dollari per oncia, fino al 2006. Da quel momento il prezzo dell'oro cominciò a salire fino a raggiungere picchi di 1000 dollari per oncia. Infine, all'inizio di novembre di quest'anno, l'oro ha raggiunto la quota record di 1108,50 dollari per oncia.
    Questo deprezzamento del dollaro è dovuto alla diminuita importanza economica degli USA, ma, soprattutto, all'enorme debito pubblico accumulato da Washington. Per questo è cominciata anche la fuga del dollaro come moneta di riserva delle banche centrali e la rincorsa all'oro in sua vece. Tra il 19 e il 30 ottobre di quest'anno, la banca centrale dell'India ha acquistato 200 tonnellate di oro dal Fondo Monetario Internazionale in cambio di 6,7 miliardi di dollari. Anche la Cina, pur essendo il primo produttore mondiale di oro, con 10 milioni di once, ha cominciato a comprare segretamente oro sul mercato internazionale per ridurre l'enorme riserva di 2.300 miliardi di dollari in suo possesso. La cautela della Cina è dovuta al pericolo di una troppo accentuata svalutazione del dollaro, che corrisponderebbe ad una riduzione di valore delle sue riserve, ma, nel frattempo "ha lanciato la prima obbligazione denominata in yuan aperta agli investitori stranieri". La svalutazione del dollaro nei confronti dell'oro ha rivalutato l'euro e altre monete forti: "A fine settembre l'Iran ha annunciato che d'ora in poi le sue riserve in valuta estera saranno in euro e non più in dollari". Conseguentemente l'Iran ha cominciato a vendere petrolio in euro e "I banchieri ricordano di certo quello che è successo all'ultimo produttore di petrolio mediorientale che ha venduto il suo greggio in euro invece che in dollari: Era Saddam Hussein. Qualche mese dopo la sua decisione, americani e britannici hanno invaso l'Iraq". Inch'Allah

    Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it

    BCE: TRICHET A BANCHE, STOP BONUS E RAFFORZARE CAPITALE/ANSA


    (ANSA) - ROMA, 20 NOV - Una bacchettata alle banche sui super
    bonus e l'avvertimento che bisogna prepararsi al ritiro
    ''graduale'' delle misure straordinarie anti-crisi, anche se e'
    ''troppo presto per dire che la crisi e' superata''.
    Questi i punti centrali del discorso tenuto oggi a
    Francoforte dal presidente della Bce, Jean Claude Trichet, che
    ha usato toni insolitamente piu' decisi nel criticare le
    pratiche degli istituti di credito in materia di compensi:''le
    banche devono rafforzare il proprio capitale e le proprie
    riserve anziche' pagare bonus e dividendi'', ha precisato
    Trichet. I bonus devono essere ''contenuti'' tenuto conto che le
    misure straordinarie per contrastare la crisi sono state
    adottate per ''il ruolo che le banche svolgono all'interno
    dell'economia e non per loro stesse''. Per questo devono essere
    eliminati ''incentivi sbagliati che innescano rischi abnormi''.
    La polemica sui bonus vede schierati anche gli azionisti di
    un colosso bancario come Goldman Sachs che - scrive il Wall
    Street Journal - premono affinche' la banca riduca le risorse
    destinate ai 'premi' e distribuisca piu' utili agli investitori.
    Ma, per Trichet la ''priorita''' e' chiaramente di altra natura:
    ogni istituto deve tagliare i bonus e rafforzare il proprio
    patrimonio, soprattutto in vista delle sfide che ci attendono:
    anche se le condizioni del settore finanziario ''sono piu'
    favorevoli'', ha puntualizzato, ''e' ancora troppo presto per
    dire che la crisi e' superata'', mentre le banche devono tenersi
    pronte alla exit strategy. Trichet ha ribadito che le cosiddette
    misure non convenzionali con cui la Bce ha inondato il mercato
    di liquidita', saranno ritirate in modo ''tempestivo e
    graduale''. E proprio oggi la Bce ha varato una nuova stretta
    sui prestiti che concede alle banche con l'obiettivo di
    ristabilire il ''giusto funzionamento'' dei mercati creditizi.
    L'Eurotower d'ora in poi ''richiedera' almeno due rating di
    valutazione del credito'' sui titoli garantiti da attivita'
    finanziarie che le banche cedono alla Bce come collaterale a
    garanzia dei prestiti. Il supporto al credito ''non e' per
    l'eternita''' ha avvertito Trichet preoccupato anche dei rischi
    inflattivi. I tassi di interesse sono ''molto basso'', ha
    spiegato, e la Bce e' pronta a riassorbire liquidita': ''ogni
    misura straordinaria che dovesse minacciare la stabilita' dei
    prezzi sara' rimossa tempestivamente''. (ANSA).

    Sogni d’oro - Le pillole rosse

    1. “Presidio dei lavoratori Yamaha davanti alla Regione Lombardia”, Rainews24. La Yamaha sta scaldando i motori e si prepara a sgommare in Spagna. Nessun gran premio in vista, però. L’azienda nipponica - che produce le moto del pluricampione (e evasore fiscale reo confesso), Valentino Rossi - ha semplicemente deciso di chiudere il suo stabilimento italiano di Lesmo, in provincia di Monza. Una decisione audace, che dovrebbe avere un epilogo veloce. I 67 dipendenti italiani di Yamaha dovrebbero essere tutti licenziati, senza il minimo preavviso. Gli operai - probabilmente amanti pure loro della velocità, ma non nel segare i posti di lavoro - questa mattina stanno protestando davanti alla Regione Lombardia.
    2. “La Lasme di Mefi annuncia 173 licenziamenti”, Rainews24. Giornata di passione anche per gli operai della Basilicata. La Lasme - azienda che produce vetri elettrici per lo stabilimento Fiat di Melfi, in provincia di Potenza - ha deciso di adottare una soluzione altrettanto radicale. Fallite - per dirla in sindacalese - le trattative con i lavoratori; e constatato che le vendite erano calate di un buon 25% (nel 2009, rispetto al 2008), l’azienda ha deciso di lasciare a casa tutti i 173 dipendenti del suo stabilimento in Basilicata.
    3. “Fiat: Termini Imerese, occupazione”, Ansa. Del resto: il mercato di auto e moto, quest’anno, va come va. Cioè: male. E a soffrire è anche la prima - e ormai unica - casa automobilistica italiota. La solita Fiat dei soliti Agnelli. Che anche nel 2010 - come nel 2007, 2008 e 2009 - dovrebbe incassare i soliti incentivi pagati dallo Stato, ovvero dai contribuenti italiani. Fiat che - per ringraziare - ha deciso di trasferire in Polonia la produzione della Lancia Ypsilon, l’unica auto ancora realizzata nel suo stabilimento siciliano di Termini Imerese. Gli operai - anche in questo caso - non hanno gradito. E si sono asserragliati in municipio. Dove - tanto per fare qualcosa - hanno anche nominato, seduta stante, un loro sindaco. Insomma: non tutto il male viene per nuocere. Forse avranno un futuro in politica. Quello in campo automobilistico, invece, pare più improbabile.
    4. GM denies trading Opel jobs for aid, Financial Times. Se il Belpaese piange, il resto dell’Europa motoristica però non ride. General motors ha annunciato di voler tagliare la produzione nel vecchio continente del 20-25%. Risultato: i due marchi europei di Gm - Opel (Germania e Spagna) e Vauxhall (Gran Bretagna) - dovrebbero licenziare tra le 9mila e le 10mila persone. Curioso paradosso: General Motors oggi come oggi - dopo la bancarotta che l’ha travolta nella prima parte dell’anno - appartiene de facto allo stato americano (Usa) e a quello canadese. Che come governi si sforzano di favorire l’occupazione. E come imprenditori non possono fare a meno di licenziare. Che dire? Nulla. E’ la nuova economia di Stato e di mercato, bellezze.
    5. “Più letti”, Corriere.it. Chi scrive - a questo punto - potrebbe chiudere lamentandosi, come ha fatto mille volte, che queste notizie però non finiranno mai sulle prime pagine dei giornali o nei titoli di testa dei telegiornali; perchè media e governi vogliono nascondere dimensioni della crisi e fallimenti delle ricette per uscirne; e bla-bla-bla. Ma rompiamo un altro tabù. E diciamolo chiaro e tondo: va bene così. Perchè tanto ’sta roba non interessa. Come dimostra - abbondantemente - la classifica delle notizie più lette di Corriere.it (mica Novella 2000) di oggi. La top five, infatti, è illuminante. Al primo posto svetta l’inquietante “Giornalista vuole sposare (il pluriomicida) Angelo Izzo”. Poi seguono: il patriottico “Rabbia irlandese dopo il ko con la Francia, ma il Trap è proprio un grande”; il paterno “Piersilvio Berlusconi e il patrimonio: Quello che decide papà va bene”; l’immancabile “Il (super)mercato dei turisti del sesso”; l’attualissimo “Studente austriaco scova ex SS ricercato”. E da notare che la notizia d’apertura del Corriere.it - per tutta la mattina - era dedicata al ciclopico debito pubblico italiano.

    Che altro aggiungere, quindi? Ripeto: ottimo e abbondante, così. Buon inizio weekend. E mi raccomando: dormite bene, e non fate incubi a papà.

     

    http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=4602

    Cromosoma b

     

    Phastidio.net dedica due articoli (leggi qui e qui) all'accordo sugli esodi incentivati firmato tra la Banca di Credito di Roma, Federlus (federazioni delle Bcc del Lazio, dell’Umbria e della Sardegna) e le sigle sindacali del credito Fabi, Fisac-Cgil, Fiba-Cisl, Uilca, Sincra-Ugl.

    L’intesa, che entrerà in vigore a gennaio del 2010, sarà valida fino al 31 dicembre 2012 ed interesserà circa 76 lavoratori dell’azienda, prevede una serie di incentivi per i dipendenti che sceglieranno di andare in prepensionamento. In alternativa ai quali – informa una nota della Fabi – si potrà scegliere di far entrare in banca al proprio posto un figlio o un parente fino al terzo grado.

    Non si può non condividere la dura reprimenda che l'autore sviluppa soprattutto nel primo articolo, ma lasciatemi almeno precisare che non si tratta affatto di un accordo "bizzarro", almeno non nel senso di "non comune", perchè qualcosa di simile e forse anche più in grande stile hanno già fatto in Intesa Sanpaolo, Banco Popolare, Ubi Banca e Monte Paschi Siena.
    Più che legittimo dunque il sospetto che "per lavorare in una banca italiana non servono in realtà competenze diverse dal conformismo e dall’acquiescenza". Né sarebbe sorprendente se qualche banca oltre i curricula pretendesse anche i pedigree.

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    giovedì 19 novembre 2009

    Misteri di Wall Street

    Le borse oggi si tingono di profondo rosso. Non sarà mica per i dati settimanali sulla disoccupazione negli Stati Uniti il cui trend rimane costantemente sopra le 500 mila richieste di sussidio e le stime della precedente settimana sono state riviste al rialzo (da 502 mila a 505 mila)? O perchè il report odierno della MBA segnala un incremento record delle insolvenze e delle foreclosure nel terzo trimestre del 2009 che colpisce il 14,4% dei mutui casa già in essere e rappresenta un incremento pari al 13,2% rispetto al secondo trimestre?
    Suvvia, beata innocenza, queste non sono le notizie che possono affossare le borse drogate di questi mesi. Là dove non poterono i soliti pessimi dati economici, riuscì, secondo il Wall Street Journal, un oscuro analista di Bank of America Merrill Lynch che ha declassato otto aziende produttrici di microchip, incluso il colosso Intel, facendo crollare le loro azioni all'apertura di Wall Street. Misteri del silicio, o piuttosto onnipotenza delle big bank che manipolano a loro piacimento i destini dei mercati? Ai sopravvissuti l'ardua sentenza.

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    http://ildiariodiperestroika.blogspot.com/2009/11/cromosoma-b.html

    Oilwatch Monthly - Novembre 2009.

    Nov 0920

     

    Restringi post Espandi post

    Pubblicato da Debora Billi alle 13:57 in Peak Oil

    Esce il consueto rapporto ASPO sulla produzione petrolifera mondiale. Qui potete scaricarlo liberamente. Su TOD altri grafici e una bella discussione in corso.

    A me basta pubblicare questo:

    OilwatchNov09_figure5_WorldCrude.png

    Una precisazione: i grafici sono basati su dati IEA ed EIA. Picco attuale: Luglio 2008, a 74,74 milioni di barili al giorno.

    http://petrolio.blogosfere.it/2009/11/oilwatch-monthly-novembre-2009.html

    Stanata l'impostazione di riforma sanitaria dell'UE

     

    20 novembre 2009 (MoviSol) - In una risposta scritta ad un'interrogazione del parlamentare europeo Cristiana Muscardini (cfr. EIR Strategic Alert 40/09), la Commissione Europea ha rivelato di incoraggiare i governi membri a studiare il sistema utilitaristico britannico chiamato QALY (Quality Adjusted Life Years) che è diventato parte integrale della proposta di riforma sanitaria del Presidente Obama.

    Il portavoce della Commissione Androulla Vassiliou ha risposto che la Commissione "non intende commentare" le notizie sulle politiche di eutanasia applicate in Gran Bretagna citate nell'interrogazione, spiegando che essa "riceve molte lettere inviate da professionisti del settore sanitario, da patrocinatori della salute pubblica e naturalmente da pazienti" sulla "sostenibilità" dei sistemi sanitari e sull'accesso alle cure di qualità. Dopo aver affermato che la Commissione "invita in modo sistematico gli Stati a non ridurre il bilancio" della sanità, Vassiliou confessa che "l'Unione Europea mira a promuovere la cooperazione tra gli Stati membri riguardo alla valutazione delle tecnologie sanitarie (HTA) e incoraggia la ricerca sui modelli HTA, come il QALY a livello comunitario, affinché i pazienti traggano beneficio dalle cure sanitarie più efficaci, senza portare pregiudizio alla sostenibilità finanziaria dei sistemi sanitari" (enfasi aggiunta).

    I britannici sono abbastanza espliciti sulla concezione alla base del QALY, che è identica alla mentalità dell'eutanasia nazista. In un'intervista alla rivista americana Time del marzo 2009, il capo del National Institute for Health and Clinical Excellence, Sir Michael Rawlins, ha spiegato come il suo istituto misuri la vita umana in termini puramente monetari, dando ragione a chi parla di "aritmetica della morte": "Si basa sul costo di una misura chiamata 'anno di vita aggiustato alla qualità'. Un QALY assegna un punteggio di salute su una scala da zero a uno: zero se sei morto e uno se godi di piena salute. Si calcola lo spostamento del paziente sulla scala come risultato di una cura. Se si trapianta l'articolazione dell'anca, il paziente potrebbe muoversi da 0,5 a 0,7 migliorando di 0,2 punti. Si presume che il paziente viva una media di 15 anni dopo il trapianto, e 0,2 per 15 fa tre anni di vita aggiustati alla qualità. Se il trapianto costa 10 mila sterline, sono 10 mila diviso tre, che fa 3333 sterline. Questa cifra è il costo secondo QALY".

     

    http://www.movisol.org/09news225.htm

    Bilderberg ci ha scelto il capo UE

    president_UE_550.jpg
    Gli arcani rituali sono completi, e come in un conclave vaticano per eleggere un papa, il presidente della UE è stato eletto nella persona di Herman Van Rompuy. L'eletta e potente conventicola s’è riunita nel castello di Hertoginnedal presso Bruxelles per fare un ultimo esame al candidato. Questa nomina da Unione Sovietica da garantisce la continuazione della politica «atlantica» e della ferrea fedeltà a Washington.

     

    Maurizio Blondet
    20 novembre 2009

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      Testo  

    Herman Van Rompuy, ex funzionario della Banca Centrale belga, è stato scelto per fare il primo presidente UE in una riunione del Bilderberg.
    Il gruppo segreto di politici, banchieri e imprenditori «atlantisti» seguiva da vicino le manovre e trattative in corso, a porte chiuse, per le massime cariche dell’Unione. Giovedì 12 novembre un gruppo di membri dell’eletta e potente conventicola s’è riunito nel castello di Hertoginnedal (Valle delle Duchesse) presso Bruxelles per fare un ultimo esame al loro candidato. Era presente, ovvio, Henry Kissinger; presidente di turno del gruppo il premier svedese Reinfeldt.    continua………….

    http://www.effedieffe.com/content/view/8874/165/

    Le banche italiane hanno un problema

     

    Friday, 20 November, 2009

    in Economia & Mercato, Italia

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    Allarme di Corrado Faissola, presidente dell’Abi, sulla qualità del credito in Italia. Le perdite su crediti “a fine anno temo non saranno lontane dai 20 miliardi”, rispetto ai circa 11 miliardi di euro dei primi nove mesi dell’anno, ha detto Faissola, intervenendo all’assemblea annuale dell’Aibe (l’Associazione delle banche estere in Italia).  “Non ci attendono mesi facili e di questo dobbiamo essere consapevoli”.  “Da molti mesi – ha aggiunto – il nostro sistema bancario sta registrando una crescita delle sofferenze. A settembre 2009 quelle lorde sono risultate pari a 55 miliardi di euro, in crescita del 25% su base annua e superiore al 3% in rapporto agli impieghi”.

    Faissola ha poi aggiunto che ”nel primo semestre del 2009 le rettifiche di valore nette per il deterioramento dei crediti sono state pari a oltre 9 miliardi”. Un dato che si è ulteriormente aggravato nel terzo trimestre: “i dati preliminari dei primi nove mesi e relativi alle prime undici banche, parlano di oltre 11 miliardi”.

    “A fine anno – ha concluso – non saremo lontani dai 20 miliardi, traguardo che ovviamente ci auguriamo di non raggiungere”. Questo potrebbe spiegare la cautela con la quale le banche prestano denaro, con buona pace dei proclami politici. Quali soluzioni, quindi? Per l’Abi, la sola via è quella di aumentare la deducibilità fiscale delle perdite su crediti. “Occorre rivedere con un provvedimento strutturale il tetto massimo di svalutazioni annue fiscalmente ammesse e ridurre significativamente il numero di quote annuali dell’eventuale eccedenza”.

    Il problema del trattamento fiscale delle perdite su crediti, ha sottolineato Faissola, “non sta andando verso una soluzione ma si sta aggravando fortemente” a causa dell’esplosione di crediti deteriorati nel sistema bancario. “Il tax rate – ha aggiunto – sta arrivando a livelli insostenibili”. Secondo Faissola “il problema è da risolvere non con pannicelli caldi ma, a nostro giudizio, con provvedimenti strutturali”‘.

    Il presidente dell’Abi ha definito anche “assurda la rateizzazione in 18 anni delle perdite su crediti” che eccedono lo 0,3% del totale degli impieghi di una banca”. Sempre in ambito fiscale Faissola ha sottolineato che “abbiamo il problema dell’Iva infragruppo, abbiamo il problema relativo al trattamento degli interessi passivi”. Riguardo quest’ultimo punto, può essere utile ricordare che l’uomo-che-aveva-previsto-tutto decise, poco prima dell’implosione di Lehman e del sistema finanziario occidentale, di ridurre la deducibilità fiscale degli interessi passivi pagati dalle banche, nell’ambito della temperie culturale che avrebbe portato il Nostro alla Robin Tax.

    Le banche, che hanno la pessima abitudine di usare gli interessi passivi (cioè i depositi) come materia prima, subirono un taglio di redditività, al quale si aggiunse la maggiorazione Ires e Irap, rispetto ai nuovi e minori livelli decisi dal governo Prodi. Poi la crisi ha fatto il resto, ed oggi le banche si trovano con crescenti crediti inesigibili, che possono recuperare fiscalmente solo in un’era geologica (18 anni), in caso eccedano lo 0,3 per cento del totale degli impieghi. Una banca che non guadagna è una banca che non presta. Incredibile, vero? C’è da stupirsi che qualcuno si stupisca della stretta al credito. Ma in un paese come questo, che non conosce neppure l’abc del funzionamento dell’economia, mentre conosce benissimo l’arte della demagogia e dei copiaincolla come surrogato della conoscenza e dell’attività cerebrale, ci può stare.

    Ora attendiamo di capire se il governo, e l’uomo che tanto ama il francesismo prefettizio, riuscirà a devolvere magari parte delle risorse previste per i Tremonti bond per permettere al sistema creditizio, anche una tantum, di ripulirsi i bilanci e tentare di tornare a prestare.

    http://phastidio.net/

    VALORI

    20 novembre 2009

    Olanda, dal governo «l’ultimo aiuto» a ABN Amro

    Olanda, dal governo «l’ultimo aiuto» a ABN Amro Il governo olandese sta pianificando nuove iniezioni di liquidità per le due banche nazionalizzate nei mesi della crisi finanziaria globale: ABN Amro e Fortis Bank Nederland. Nelle casse dei due istituti di credito andranno infatti ulteriori capitali per 4,4 miliardi di euro (3 a favore di ABN): si tratta, secondo quanto dichiarato dall’esecutivo di Amsterdam, dell’«ultimo salvataggio».  Un anno fa il Tesoro olandese aveva sborsato 16,8 miliardi per garantire la permanenza in vita delle due banche. ABN, durante la scorsa estate, ha poi ricevuto un ulteriore aiuto con fondi pubblici pari a 2,5 miliardi di euro. Complessivamente, con l’ultima operazione, il salvataggio è costato alle ...

    20 novembre 2009

    BNP: le banche cinesi potrebbero avere bisogno di 44 miliardi di dollari

    BNP: le banche cinesi potrebbero avere bisogno di 44 miliardi di dollari Le undici più grandi banche cinesi potrebbero avere bisogno di rastrellare ingenti quantità di nuovi capitali. Si tratta, secondo uno studio di BNP Paribas di 300 miliardi di yuan (pari a 44 miliardi di dollari), che potrebbero essere ottenuti grazie ad emissioni di azioni e titoli obbligazionari. Qualora gli istituti volessero aumentare i propri capital ratios al 12%, invece, la cifra complessiva crescerebbe fino a 368 miliardi.  A necessitare più dei suoi competitori di un’iniezione di liquidità è, secondo l’istituto francese, Bank of China, la terza più grande del Paese in termini di valore di mercato, che potrebbe aver bisogno di 137 miliardi. I nuovi capitali - riferisce ...

    COMA IMMOBILIARE!

     

    Tralasciando volutamente le vicende legate ai fantasmi che popolano i castelli diroccati di Fannie Mae e Freddie Mac, quei fantasmi che continuano ad aleggiare rigorosamente "fuori bilancio", in attesa che le catene che circondano il sogno americano vengano distrutte da una spirale impressionante di perdite che continuano ininterrottamente a dirottare fondi dal contribuente americano a questi giganti di argilla, la Mortgage Bankers Association, MBA, segnala un nuovo record di insolvenze tra le famiglie americane, con il 14.4 % dei prestiti ipotecari in ritardo nei pagamenti o avviati ai vari processi di pignoramento

    La statistica relativa ai prestiti avviati al processo di pignoramento, sottolinea come questi ultimi hanno registrato un aumento del 17 % rispetto al secondo trimestre del 2009 e del 150 % rispetto ad un anno fa.

    Ormai sembrano cifre che non fanno più rumore, un silenzio assordante avvolge la depressione immobiliare. I mutui prime a tasso fisso ormai costituiscono il maggior numero di insolvenze e sono il principale driver della crescita dei pignoramenti con una percentuale del 33 % sino al 44 % per quanto riguarda l'aumento trimestrale. Essi inoltre costituiscono il 54 % dei mutui con pagamenti arretrati da circa 90 giorni.

    E' assolutamente devastante assistere ad una crescita sino al 18 % relativo a coloro che hanno sottoscritto un mutuo garantito dalla Federal Housing Administration FHA, percentuale riferita a coloro che hanno almeno una rata insoluta.

    Forse Obama farebbe meglio a prendere in seria considerazione la ricapitalizzazione delle agenzie governative, anche se l'esplosione del debito inevitabilmente porterà ad una nuova pesante recessione, quella che lui oggi chiama "double dip recession" termine che i lettori di Icebergfinanza conoscono ormai da tempo, riferito non solo al ciclo economico, ma anche alla possibile futura dinamica del mercato immobiliare.

    E' inoltre agghiacciante e affascinante, ascoltare un certo, Timothy W.Long, capo esaminatore dell ' Office of the Comptroller of the Currency, sussurrare che con il senno di poi è facile dire cosa sarebbe stato meglio fare al culmine del boom economico, è più facile a dirsi che a farsi, il suggerire alla gente di smettere di ricorrere ai prestiti adottando un approccio di vigilanza aggressivo.

    Sarebbe come dire al maestro di non disturbare i suoi alunni, mentre stanno facendo festa distruggendo la classe, travolti da un'irrefrenabile euforia collettiva.

    Gli "options ARMs" dei mutui prime hanno ormai un tasso di pignoramento superiore ai mutui subprime a tasso fisso. Paradossalmente le insolvenze nei mutui subprime a tasso fisso o variabile, stanno lentamente declinando.

    Inutile ricordare che i mutui a tasso fisso sono soggetti alla variabile della perdita del posto di lavoro e che questa dinamica aumenterà ancora prima di ritornare a scendere. La speranza è che l'emorragia di posti di lavoro si fermi entro i primi sei mesi del prossimo anno, ma la dinamica dei pignoramenti secondo la MBA non si arresterà prima del 2011.

    Inutile ricordare ai lettori di Icebergfinanza, l'onda silenziosa in arrivo nel 2010, quella degli "Option ARMs", un'onda in grado di triplicare gli effetti almeno sino al 2014. Nessun problema, se le norme contabili in discussione, supportate dalle lobbies bancarie, passeranno, avremo per lunghi anni una serie infinita di banche "zombies", si amplificherà il rischio sistemico implicito nel sistema finanziario e verrà definitivamente sequestrata l'economia e la democrazia da un manipolo di avventurieri esaltati.

    La proposta di dare alle autorità di regolamentazione bancaria la possibilità di bloccare gli standard contabili, ha sottolineato Paul Volcker, è un'idea terribile, ma in questa crisi, le idee demenziali e terribili, abbondano nell'oceano del conflitto di interesse

    Nel frattempo non passa giorno nel quale i vari governatori delle Federal Reserve regionali americane non urluno o sussurrino che i tassi resteranno fermi per lungo e lungo tempo, chi parla del 2012, chi addirittura va oltre, oltre le chiacchere del mercato.

    Come dice Paul Krugman, la disoccupazione è alle stelle, l'inflazione è bassa e la Federal reserve non ha nulla per poter aumentare i tassi in qualsiasi momento presto. Anche il mercato che venerdi scorso scontava un aumento entro settembre del prossimo anno dei Fed Funds del 45 % ora si è ridotto al 5 % di anime che aspettano invano ....Godot!

    Se proprio vogliamo scomodare uno strumento accademico come la regola di Taylor, utilizzata in passato dalla Fed, il tasso previsto da tale regola, rispetto all'attuale tasso a tre mesi dei TBills, allora il tasso effettivo dei fed funds dovrebbe essere negativo di un 6,7 % come sostiene Krugman

    DESCRIZIONE

    Per quale motivo quindi la Fed dovrebbe aumentare i tassi, se, come abbiamo già visto all'inizio della settimana, passeranno almeno una decina di anni prima di vedere tornare il tasso di disoccupazione in una zona tale da evidenziare eventuali pressioni salariali, e quando ciò avverrà, probabilmente, come abbiamo più volte visto nei post "dedicati", l'inflazione sarà ancora più bassa di oggi. La settimana prossima vedremo insieme alcune importanti nuove evidenze empiriche che testimoniano come le aspettative di deflazione in fondo sono facili a crearsi nella madre di tutte le crisi.

    Piano, piano una nuova specie animale è a rischio di estinzione, i falchi accademici dell'inflazione stanno scomparendo, da Fisher a Plosser, si assiste lentamente ed inesorabilmente alla loro nuova consapevolezza, in fondo è difficile continuare a sorvolare le aspettative di un fenomeno che già nell'epoca della Grande Moderazione aveva dimostrato di essere sulla strada dell'estinzione, estinzione dei grandi numeri, mentre nella realtà, giorno dopo giorno, i cartelli e gli interessi corporativi continuano ad aumentare prezzi e servizi essenziali, succhiando il sangue dell'economia.

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    Postato da: icebergfinanza a novembre 19, 2009 22:31 | link | commenti (11)

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    Tassi di Interesse Negativi

  • 00:53 20/11/09
  • Oggi i buoni del tesoro americani di alcune scadenze hanno toccato di nuovo un rendimento negativo, -0.1%, come era successo in dicembre 2008 nel pieno della crisi e i titoli di stato a 2 anni americani sono scesi ad un rendimento dello 0.6%. Un bond americano che scade tra 2 anni ti pagherà uno 0.6% per i prossimi due anni, questo in una valuta come il Dollaro che uno 0.6% lo perde un giorno sì e uno no
    E' una situazione grottesca: da una parte hai oro, platino, argento e materie prime varie con i titoi azionari connessi che fanno massimi storici come succede quando c'è un boom economico e dall'altra i titoli di stato che rendono zero
    Il mercato azionario e tutti i mercati "di rischio", dai junk bonds alle materie prime, stanno salendo senza pause da marzo, in particolare tutto quello che è legato al tema materie prime che è come dire "inflazione". Simultaneamente i titoli di stato vanno a ruba, ma chi è che li compra veramente ? La Federal Reserve sta finendo di comprare 1.000 miliardi di obbligazioni sia di stato che cartolarizzate di mutui e poi la Banl of China, Taiwan, Hong Long, Singapore, Corea, Arabia, Emirati e altre banche centrali di quasi tutti i paesi emergenti dal Brasile, alla Russia, allì'India comprano buoni del tesoro in dollari per impedire al dollaro di crollare. Ogni giorno aumentano i miliardi di buoni del tesoro che le banche centrali asiatiche, mediorientali, russe e sudamericane detengono e i buoni del tesoro che la FED compra
    In questo modo i tassi di interesse americani restano a zero e il dollaro di conseguenza resta sui minimi del secolo, ma la caduta è frenata e quasi stabilizzata. La miscela di dollaro svalutato e tassi di interesse a zero spinge su ogni altro asset perchè chi specula si indebita in una valuta che costa circa zero e che si svaluta pure
    Di solito quando il mercato compra "bonds spazzatura", borse vietnamite, russe, cinesi e venezuelane, argento, platino ed oro questo indica ripresa economica e fa aumentare le aspettative di inflazione e quindi cedere il reddito fisso /che paga appunto una cedola fissa)
    ma qui hai che i Treasury USA a 10 e 30 anni sono fermi da mesi al 3.3% e 4.3% rispettivamente di rendimento mentre quelli a 2 anni sono scesi allo 0.7% e quelli ad un mese ovvianente sono allo 0%. La borsa sta salendo e così le materie prime come se ci fosse la ripresa, ma i tassi di interesse rimangono inchiodati a zero, è la prima volta nella storia che succede (vedi grafico). Hanno paura che se alzano i tassi dallo 0% all'1% crolli tutto


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  • http://www.cobraf.com/forum/topic.php?topic_id=4750&reply_id=201702

    BERNASCONI

    La bambina di ieri é caduta dall'altalena. Stamattina troviamo un pescatore solitario nella nebbia autunnale. Sullo sfondo si intravvede ancora il sole ma l'impressione generale é che andiamo verso l'inverno.
    Ieri gli indici azionari sono improvvisamente caduti. La situazione tecnica si deteriora e le previste costellazioni ribassite si profilano. Sta iniziando un perido negativo.

    Già il mattino in Europa si era capito che qualcosa non funzionava. Dopo un'inizio equilibrato, gli indici azionari sono cominciati a scendere a balzi sotto la pressione di lievi ma costanti vendite. L'accelerazione é arrivata nel pomeriggio su un downgrading del settore dei semiconduttori in America che ha messo anche Wall Street sotto pressione. L'S&P500 é caduto fino a 1088 punti per poi recuperare in chiusura fino a 1094.90 (-1.34%). In termini di punti la minusvalenza non é drammatica ma i danni tecnici sono importanti. Il supporto a 1100 punti é rotto e contemporaneamente la struttura tecnica si é deteriorata. Un rapporto advances/declines di 2 a 8 ed il numero di nuovi minimi a 20 giorni salito a 621 (contro 315 nuovi massimi) ci mostrano la forza dei venditori. Oltre tutto si stanno sui grafici profilando quei doppi massimi, cunei ascendenti e quelle teste e spalle ribassite che avevamo intravvisto già domenica scorsa:  "La situazione non é però così rosea come un primo esame dei grafici potrebbe far intendere. Strutturalmente questo rialzo resta fragile e contraddistinto da una insufficiente partecipazione. Venerdì in America il numero dei titoli che hanno raggiunto un nuovo massimo a 20 giorni era 422 facendosi superare dai nuovi minimi con 611. La cumulative advances/declines line si trova nettamente sotto i valori toccati ad ottobre ed anche la % di titoli sotto la media mobile a 50 giorni é inferiore. Pochi titoli a grossa capitalizzazione spingono i maggiori indici verso l'alto mentre il grosso del plotone fatica a seguire. Notiamo quindi consistenti divergenze che vanno eliminate - a questo scopo non é necessaria una discesa dell'S&P500 ma almeno una consistente pausa. Anche a livello grafico ci sono parecchie ombre. Le configurazioni che vediamo vanno da una possible testa e spalle ad un largo cuneo ascendente (rising wedge). Nei due terzi dei casi queste formazioni si risolvono al ribasso. Riassumendo il trend resta positivo ma manca il sostegno per salire più in alto. Sicuramente i mercati si bloccheranno sui livelli attuali con un possibile nuovo massimo marginale sull'S&P500 a 1120 punti (ritracciamento secondo Fibonacci del 50% del bear market). Il nostro scenario principale prevede quindi un movimento laterale tra i minimi ed i massimi di ottobre-novembre..."
    Ieri mattina speculavamo ancora su una breve impennata dei mercati prima di un cedimento: "Siamo convinti che nei prossimi giorni ci sarà un'attacco in direzione dei 1120 punti (se ne parla troppo ed almeno un tentativo é d'obbligo) ma la resistenza dovrebbe tenere e l'indice venir respinto verso il basso. Il quadro tecnico si intorbidirà con una chiusura sotto i 1100 punti. È probabile che all'inizio di settimana prossima assisteremo ad un ritorno dei venditori." Ora che l'S&P500 é sceso sotto i 1100 punti la prossima onda di correzzione é iniziata. Se il trend di base resta rialzista questa onda dovrebbe portarci almeno a 1050 punti. Scenderemo più in basso se il trend é mutato ma questo lo sapremo solo al completamento delle configurazioni grafiche ribassiste. 

    Il trend rialzista sugli indici azionari é strettamente correlato alla debolezza del dollaro americano. Questo a sua volta influenza i prezzi delle materie prime e dell'oro. Noi siamo convinti che il dollaro stia terminando questa fase di debolezza e stia iniziando, contro le indicazioni fornite dall'analisi fondamentale, un perido di rivalutazione. Se questa nostra teoria é corretta e l'USD Index sta formando un bottom, é probabile che gli indici azionari stiano formando un largo top a medio termine. Sembra però che questa fase prenda più tempo del previsto.
    Ieri l'USD Index ha si é leggermente rafforzato salendo a 75.29. Anche il cambio EUR/USD é sceso (1.4910). Abbiamo l'impressione che il dollaro stia formando un bottom prima di risalire. Continuiamo a seguire il dollaro con attenzione in cerca di segnali e conferme di un cambiamento di tendenza.
    L'oro ha chiuso a 1144 USD/l'oncia dopo il record storico di 1153 USD/l'oncia raggiunto mercoledì. Crediamo che l'oro stia compiendo un'accelerazione finale di tipo esaustivo per formare un top ma come per il dollaro abbiamo bisogno di conferme.

    Passiamo ora ad esaminare la situazione (charts a sei mesi) sui singoli mercati.

    L'S&P500 (-1.34% a 1094 punti) é caduto rompendo l'importante supporto a 1100 punti. Come vedete sul grafico la prossima onda di correzione sembra iniziata. L'S&P500 non é salito fino all'obiettivo a 1120 punti ma ci é arrivato vicino (martedì a 1113 punti). Se ora l'indice segue lo scenario tracciato nei precedenti ritracciamenti dovrebbe scendere fino a fine mese sui 1050 punti mantenendo il trend rialzista intatto. L'alternativa é che un ribasso é iniziato ma in questo caso l'indice dovrebbe prima rompere la linea di trend ascendente e poi scendere sotto i 1029 punti (minimo di novembre) prima di dare una conferma.
    Il nostro scenario di massima presentato ad inizio settimana sembra corretto: "Vista la scarsa partecipazione sarà difficile che nei prossimi giorni l'indice sia in grado di chiudere sostanzialmente sopra i 1100 punti. Un balzo verso l'obiettivo a 1120 punti é immaginabile ma questo dovrebbe essere il potenziale massimo di rialzo." e "Prevediamo per le prossime settimane un movimento laterale tra i 1120 punti ed il minimo di novembre a 1029 punti."

    Il Nasdaq100 (-1.58% a 1773 punti) é sceso nettamente sotto i 1800 punti confermando appieno le nostre attese. Mercoledì sul massimo avevamo affermato perentoriamente: "...secondo noi l'indice dovrebbe fermarsi qui.."
    In attesa di esaminare la chiusura settimanale vi ricordiamo il nostro scenario improntato allo scetticismo: "Riteniamo che l'indice stia distribuendo e formando un largo top a medio termine. In questo periodo potrebbe toccare nuovi massimi marginali (a ca. 1800 punti) ma il potenziale verso l'alto é scarso rispetto al rischio di un cambiamento di tendenza."
    Il cedimento del settore dei semiconduttori (indice SOX -3.43% > date un'occhiata al grafico), molto sensibile allo sviluppo economico, potrebbe essere stato uno sviluppo determinante! 

    L'Eurostoxx50 (-1.66% a 2860 punti) ha avuto una pessima giornata che sembra aver posto la parola fine al rialzo. L'indice é ricaduto nettamente sotto i 2900 punti e malgrado che stamattina dovrebbe ricominciare le contrattazioni in positivo (2872 punti) il quadro tecnico si é deteriorato. La formazione a testa e spalle si sta completando ma avremo una conferma della tendenza negativa solo con una rottura sotto i 2700 punti. Attendiamo la chiusura settimanale per una valutazione definitiva ma nel frattempo vi ricordiamo quanto scritto lunedì mattina: "Abbiamo però l'impressione che per ora il potenziale di rialzo é limitato e per questa settimana propendiamo per un movimento laterale intorno ai 2900 punti. Vediamo la possibile formazione di una testa e spalle."

    Il DAX (-1.48% a 5702 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. La nostra previsione di lunedì mattina é finora corretta: "Stamattina però le contrattazioni riprendono sui 5760 punti e quindi il DAX ha ora la possibilità di riattaccare il massimo annuale a 5888 punti. Noi pensiamo che questo dovrebbe costituire a corto termine il potenziale massimo di rialzo. Come per l'Eurostoxx50 vediamo una possibile formazione a testa e spalle. Nei prossimi giorni dovrebbe costituirsi la spalla destra sui 5700-5750 punti."
    Non prevediamo un crollo immediato. Stamattina l'indice riapre a 5730 ed oggi dovrebbe essere una seduta volatile ma senza grandi variazioni.

    L'SMI (-1.29% a 6286 punti) ha seguito gli altri mercati europei.
    La nostra valuazione e le nostre previsioni di lunedì non cambiano: "Come per gli altri indici europei non vediamo molto potenziale di rialzo e pensiamo che l'SMI non riuscirà a superare la resistenza costituita dal massimo annuale a 6475 punti. D'altra parte il trend di base resta positivo ed il forte supporto a 6200 punti sembra in grado di reggere eventuali attacchi dei ribassisti. Riassumendo prevediamo per le prossime settimane un movimento laterale tra i 6200 ed i 6475 punti."

    Scenario 2009

    Per quest'anno prevediamo in autunno una sostanziale correzione. Il minimo a 666 punti di S&P500 raggiunti il 6 di marzo deve essere confermato. Un nuovo minimo sotto questo livello ancora quest'anno é ormai da escludere. Probabilmento
    l'S&P500 toccherà un minimo ascendente tra i 740 ed i 820 punti. 
    Gli analisti fondamentali stanno continuamente rivedendo le stime degli utili delle società. Ad un certo momento erano scesi fin sotto i 30 USD. Ora che la recessione sembra alle nostre spalle, le stime ufficiali per il 2009 (al 22 ottobre 2009) sono risalite a 54.07 USD. Quelle per il 2010 sono addirittura al'incredibile livello di 72.79 USD. Capitalizzando gli utili 2009 con un P/E normale di 15/16 si arriva ad un valore teorico dell'S&P500 di 850 punti. In questi dati é però scontato un recupero marcato dell'economia ed un forte aumento degli utili delle imprese. Ricordiamoci che gli utili operativi 2008 delle società dell'S&P500 sono stati di 15.09 USD. Debitiamo inoltre che i dati relativi al 2010 siano realistici. Di conseguenze stimare ora correttamente gli utili delle società e determinare un giusto rapporto P/E per capitalizzare questo valore é un'impresa ardua. Troppe sono le variabili e le incognite. Se gli utili risalissero solo a 50 USD e la ripresa fosse anemica (come ritiene una buona parte degli economisti), un P/E di 12 sarebbe più adeguato portando il valore teorico dell'S&P500 a 600 USD.
    Riassumendo, tecnicamente e fondamentalmente i 1050 punti di S&P500 raggiunti a fine settembre corrispondono secondo noi ad una sopravalutazione del mercato. La prossima dovuta sostanziale correzione ci dirà a quale punto si trova la congiuntura mondiale.

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    Perchè Barack Obama ha fallito in Cina

    20/11/2009 11:26
    CINA - USA

    di Wei Jingsheng
    Bruciate le speranze sui diritti umani e la liberazione di prigionieri politici. Il rapporto yuan-dollaro, l’Afghanistan, l’Iran, tutti temi generici, alla ricerca di una diplomazia impossibile. Il grande vincitore è l’alleanza fra il big business americano e il Partito comunista cinese. Un’analisi del “padre della democrazia” in Cina.

    New York (AsiaNews) – Il fatto più importante avvenuto la scorsa settimana è stata la visita del presidente americano Barack Obama in Cina, forse perché tutti noi avevamo riposto grandi aspettative sul viaggio. La popolazione cinese, interna ed emigrata, aveva sperato che Obama avrebbe fatto qualcosa per i diritti umani in Cina. Da quando Hu Jintao è salito al potere, la situazione dei diritti umani nel Paese è peggiorata. Molte persone sono state arrestate, chiuse in galera e hanno subito una violazione. Chi è fuori di galera, inoltre, subisce molta più pressione rispetto al passato: siamo arrivati al punto che è difficile respirare. Il regime comunista cinese controlla i media, blocca internet e limita la libertà d’espressione. La stessa popolazione cinese vorrebbe più che mai che il presidente americano l’aiuti a ridurre la pressione. In passato, infatti, le pressioni esercitate da Washington hanno avuto i loro effetti: Pechino ha paura della diplomazia americana basata sui diritti umani. Oggi sembra invece che agli americani interessi soltanto il tasso di cambio fra il dollaro e lo yuan. Questo, infatti, sarebbe la chiave per ridurre il deficit commerciale.

    Yuan contro dollaro

    Anche dieci anni fa, molti americani già sapevano che un sistema di commercio ingiusto avrebbe ampliato il deficit creando disoccupazione. Ma alcuni politici, che sono emersi grazie al sostegno delle multinazionali, hanno cambiato il modo di vedere l’America dal punto di vista cinese. A quei tempi, gli americani avevano ancora una bella vita, con un deficit inferiore ai 57 miliardi di dollari. In fin dei conti, dobbiamo rispettare la legge e il sistema democratico. Ma ora, l’economia americana si è deteriorata con una disoccupazione crescente e depressione commerciale ad ogni angolo. Il deficit commerciale fra Usa e Cina è arrivato alla cifra record di oltre 268 miliardi di dollari. Molti americani sanno che questo è dovuto al fatto che il governo cinese manipola l’attuale tasso di cambio, e che questo va ad aggiungersi a un ingiusto sistema commerciale. Come ha detto il senatore americano Charles Schumer, “l’intera crisi economica è partita con la manipolazione, da parte di Pechino, della propria valuta. Se non risolviamo questo problema, è inutile affrontare gli altri”. E quindi, il presidente Obama non ha portato niente dalla Cina. Il londinese Times oggi titola: “Un ritorno a mani vuote per il leader Usa”. E questo è un risultato che nessuno si aspettava. Quando i consulenti strategici della Casa Bianca hanno fissato i punti importanti per Obama, sentivano che queste questioni centrali non avevano speranze. E quindi hanno lasciato una serie di argomenti vuoti di cui parlare: inquinamento, truppe in Afghanistan per arrivare alla questione nucleare iraniana. Non volevano neanche che la Cina esprimesse punti sostanziali, su questi argomenti: bastava sapere la loro opinione sui vari fatti. Il presidente Obama non ha fatto neanche il minimo indispensabile. Dal punto di vista dei diritti umani, il leader democratico non ha neanche chiesto il rilascio dei prigionieri politici. Da qualunque punto lo si guardi, Hu Jintao non ha nemmeno voluto salvare la faccia al proprio ospite, solo per dimostrare come tutto fosse tempo sprecato. A confronto di un paio di ultime amministrazioni americane non proprio così vincenti, sembra che Obama sia stato il peggiore dal punto di vista del rapporto con la Cina. Senza parlare dei media conservatori, si può notare come persino i giornali di sinistra abbiano criticato il presidente per non aver fatto nulla nel campo del deficit commerciale. Il Washington Post arriva a rileggere il patto di commercio permanente firmato da Bill Clinton con la Cina, per poi spiegare in dettaglio come siano stati politici e industriali a vendere l’America. Se avessimo letto queste parole in passato, avremmo pensato di avere davanti un giornale repubblicano.

    L’amministrazione Usa non conosce la Cina

    Ma perché il presidente Obama, che pronuncia in Europa dei discorsi così popolari, ha fallito così tanto in Cina? Potremmo dare una lista di ragioni, ma basta qui spiegare due punti di fondo. Il primo è che i suoi consiglieri non conoscono né i cinesi, né la Cina. E quindi pensano di avere a che fare con una nazione democratica. La diplomazia fra le nazioni democratiche è una diplomazia fra gentiluomini. Se dai un segnale di correttezza, l’altro fa lo stesso. Potremmo usare un modo di dire comune per descriverla: “La diplomazia cooperativa è fatta di compromessi e benefici mutui”. In ogni caso, se mai ascolterete un presidente americano definire i comunisti cinesi come partner cooperativi, sappiate che non sa nulla del Partito comunista. Anche quei diplomatici che parlano bene il cinese non sanno che questa “cooperazione” è un errore concettuale. La logica del Partito si basa su una “filosofia di duri tentativi” che recita: “Quando il nemico si ritira, noi dobbiamo invadere”. Se fai un passo indietro, vieni travolto. In una trattativa con il Partito comunista cinese, è totalmente sbagliato praticare uno spirito di compromesso e cooperazione, come fanno le nazioni democratiche occidentali. E così, se analizziamo il modo in cui Obama ha fatto offerte alla Cina prima della sua visita, possiamo dire che questa è stata un totale fallimento.

    Il “big business” sconfigge l’America

    La seconda, importante ragione per il fallimento di questo incontro è data dagli impedimenti posti dalla comunità commerciale. Il più grande beneficiario del deficit commerciale in Cina e della disoccupazione in America è il “big business”, sia in Usa che in Cina. Da molti anni, questi tipi di affari hanno volontariamente difeso gli interessi del Partito comunista cinese. Nelle questioni che riguardano la bilancia commerciale e la manipolazione della valuta, infatti, condividono fra loro gli stessi interessi. Soltanto dieci anni fa erano già abili a manipolare sia il Congresso che l’amministrazione americane, al punto che questi vanno contro la maggioranza dei propri elettori. Anche con il prerequisito di non potersi nascondere al pubblico, sono stati abili a far approvare una risoluzione (che la maggioranza dei votanti aveva già rifiutato) per offrire un patto di libero commercio unilaterale con la Cina. Ora, i loro benefici sono già 4 o 5 volte di più attaccati al business, così che gli elettori hanno ancora meno potere nei loro confronti. Persino il presidente Obama ha difficoltà ad andare contro i desideri degli affaristi. E per questo motivo, il presidente ha dovuto inchinarsi davanti ai comunisti cinesi. Di conseguenza, la relazione fra Cina e Stati Uniti non si basa soltanto sull’economia, così come non si basa soltanto sui diritti umani. Sia Hitler che Stalin non furono in grado di sciogliere il sistema democratico occidentale, e ora il Partito comunista cinese cerca di realizzare il desiderio di Lenin: fare in modo che “l’imperialismo americano” sia l’ultimo stadio del capitalismo. Va detto che, fino ad ora, sembra aver avuto successo. Ed è per questo che l’ultima visita in Cina di un presidente americano ha ricevuto così tanta attenzione dalla popolazione: questi non si curano soltanto di scambi commerciali e disoccupazione. La gente è preoccupata dal fatto che l’Am