01/07/09

Morti per globalizzazione

viareggio_ferrovie.jpg
Nel caso di Viareggio, assistiamo all'incontro patologico del capitalismo sacheggiatore con lo statalismo italiano più retrivo ed egoista. Il capitalismo globale terminale è – come sappiamo – un'ideologia totalitaria, di cui nessuno, alla fine fine, è responsabile. E' già cominciato lo scaricabarile, altro trucco costante del capitalismo terminale. E ristatalizzare non sarebbe una soluzione...

 




Maurizio Blondet    30 giugno 2009
  Stampa
  Manda per E-mail
  Testo    
Un vagone polacco. Una compagnia americana proprietaria del vagone polacco e in carico alle revisioni. Le FFSS diventate Trenitalia azienda privata, SpA. E' perfino banale dirlo, il rogo di Viareggio è il prodotto finale del capitalismo terminale: finanziario, globalizzato, delocalizzato, sub-appaltato e irresponsabile.

Nel capitalismo terminale, il profitto finanziario a breve è la misura del successo, e si ottiene tagliando i «costi». Personale competente è un costo. Vagoni Made in Poland sono un costo tagliato. La manutenzione è un altro costo. Da tagliare, specie quando si è in recessione e il volume trasportato cala.

Lo dice chiaro Brian Kenney, il presidente della GATX (General American Transportation), su sito di questo colosso della logistica, fondato nel 1928 da tale Max Epstein:

«Ci troviamo nel mezzo di una profonda recessione globale. I mercati dei capitali sono di fatto( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )


http://www.effedieffe.com/content/view/7781/179/


0 commenti: