05/09/09

Deflazione è stata, ora inflazione

 

Deflazione è stata, ora inflazione

Il corrierone, nella sua versione online, continua a propinarci in home page la nuova influenza suina A/H1N1 e punta con molta enfasi su "la macchina che puo' salvarci".

Praticamente si tratterebbe di uno scambiatore anidride carbonica - ossigeno che salva le persone malate di polmonite. Che è una delle possibili conseguenze di una influenza andata a male.

Già.

Poco invece abbiamo letto del vento che tira in ambito economico.

Oggi il panorama degli analisti economici è sostanzialmente diviso in tre gruppi:

  • 1 - quelli che "tutto va bene"
  • 2 - quelli che "il peggio deve ancora venire"
  • 3 - quelli che "il peggio è passato e una ripresa lenta è possibile"

Escludiamo volutamente, non ce ne vogliano, i primi.

Li lasciamo al loro mondo.

I secondi hanno solitamente una visione di lungo periodo: per quelli che "il peggio deve ancora venire", non è tanto rilevante che il dow jones abbia preso il 55% da marzo ad agosto. Per loro è rilevante che tempo fa la barca dell'economia mondiale è finita nelle rapide, e queste rapide puntano dritte alla cascata.

Di quando in quando, la barca passa in qualche laghetto più tranquillo, ma la strada è segnata.

I terzi, quelli che il peggio è passato, ritengono che ormai il grosso della crisi ha impattato l'economia reale e gli enormi aiuti all'economia hanno avuto la loro efficacia.

Wallstreetitalia.it ci propone una interessante riflessione di Charles Plosser, presidente della Fed di Philadelphia, sul futuro scenario macroeconomico e sull'annoso problema inflazione o deflazione.

Lo scenario muove dalla terza scuola di pensiero per rischiare di convergere alla seconda.

(Prima di procedere, assicuratevi di avere letto la nostra trilogia su inflazione e deflazione)
Parte 1 - Inflazione
Parte 2 - Deflazione
Parte 3 - Come fronteggiare
 

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