01/10/09

BERNASCONI

La strada si sta facendo tortuosa e non si capisce dove ci sta portando. Stiamo andando a sbattere contro un muro di vaste proporzioni?
Il rialzo é stanco ed i dati strutturali si stanno deteriorando. Non vediamo ancora ragione per invertire direzione ma il potenziale verso l'alto sembra improvvisamente ridursi sostanzialmente.

Ieri le borse hanno terminato la giornata con modeste perdite. È stata una seduta dominata dai traders e dagli annunci economici. Verso le 16.00 un dato congiunturale negativo ha fatto cadere gli indici che hanno però poi lentamente recuperato. In America l'S&P500 ha chiuso in ribasso del -0.33% a 1057 punti dopo aver toccato un pericoloso minimo giornaliero a 1046 punti. Parliamo di pericoloso poiché i 1040 punti sono il minimo della correzione di settimana scorsa ed una chiusura sotto questo supporto sarebbe un segnale d'allarme. Strutturalmente vediamo un deteriorarsi della situazione con un lento ma deciso aumento dei nuovi minimi a 20 giorni (413). Già ieri vi avevamo segnalato i nostri dubbi: "Abbiamo alcuni aspetti tecnici che ci disturbano (scarsa espansione dei nuovi massimi, bassi volumi di titoli trattati con alcuni finanziari tipo Citigroup che monopolizzano regolarmente il 50% degli scambi, rafforzamento dell'USD)..." Ieri, chiusura trimestrale, sono stati trattati 824 Mio. di titoli solo di Citigroup!
Per ora confermiamo le nostre previsioni positive anche se i dubbi aumentano: "Ora il rialzo continuerà e gli indici azionari raggiungeranno nuovi massimi. Non siamo però troppo euforici e riteniamo che le Borse incontreranno presto problemi. Per l'S&P500 la fascia dei 1080-1100 punti potrebbe rivelarsi molto ostica."
L'inizio di ottobre dovrebbe essere ancora positivo - i portfolio manager devono investire la liquidità per il trimestre conclusivo. Poi la tendenza potrebbe cambiare ma per saperne qualcosa di più basta controllare lo sviluppo degli indicatori strutturali.

Il trend di base resta rialzista e probabilmente questo basterà a spingere le borse su nuovi massimi. Abbiamo però l'impressione che il rialzo é stanco e l'attuale volatilità potrebbe costituire l'inizio di un top a medio termine.
Teniamo attentamente d'occhio USD e oro. Ieri ci sono stati interessanti sviluppi. L'oro é risalito a 1005 USD/l'oncia e l'USD Index ha perso terreno scendendo a 76.65. Stamattina ritroviamo però il cambio EUR/USD a 1.4570 e quindi il dollaro ricomincia ad appprezzarsi. Come sapete "noi siamo sia fondamentalmente che tecnicamente convinti che la debolezza del dollaro americano si avvicina alla fine e questo potrebbe corrispondere alla fine del rialzo delle Borse."
Il rafforzamento dell'USD sembra costituire un'importante divergenza in grado di destabilizzare le borse.

Passiamo ora ad esaminare la situazione (charts a sei mesi) sui singoli mercati.

L'S&P500 (-0.33% a 1057 punti) ha concluso la giornata nuovamente con una modesta perdita. La seduta é stata contraddistinta da improvvisi e bruschi cambiamenti di direzione tipici dell'attività dei traders. Come martedì la seduta ha visto un sostanziale equilibrio tra compratori e venditori. Ad una brusca caduta nella prima mezz'ora di contrattazioni é seguito un lento ma costante recupero. Per i prossimi giorni la nostra previsione é invariata: "Ora l'S&P500 dovrebbe salire a testare il massimo a 1080 punti. Poi però il cammino potrebbe rivelarsi molto difficile."
Da settimane il nostro obiettivo a medio termine per questo rialzo si situa a 1200 punti. Ultimamente però il movimento sta perdendo di solidità e vediamo alcune preoccupanti divergenze. Preferiamo quindi osservare il test del massimo e l'inizio del nuovo trimestre prima di confermare questa nostro ottimistico scenario.

Il Nasdaq100 (+0.08% a 1719 punti) é riuscito a chiudere in positivo costituendo un sostegno per il mercato e mostrando la solita forza relativa. La nostra previsione per i prossimi giorni é invariata: "Ora naturalmente tenterà di salire ad un nuovo massimo annuale sopra i 1754 punti."
Per l'inizio del nuovo trimestre invece siamo più cauti e sappiamo che la tecnologia tenderà a seguire l'esempio dell'S&P500.

L'Eurostoxx50 (-0.68% a 2872 punti) é rimasto tranquillo fino nel tardo pomeriggio. Poi dati congiunturali americani negativi l'hanno fatto cadere di una cinquantina di punti. È infine seguito un recupero sul finale ma l'impressione negativa dovuta all'improvviso crollo é rimasta. Il rialzo perde di forza: gli investitori ignorano le informazioni positive e reagiscono subito male alle notizie negative. Sembra che l'aria sopra i 2900 punti sia molto rarefatta. Malgrado ciò manteniamo per i prossimi giorni la nostra previsione rialzista: "Come già suggerito ad inizio agosto, é ora probabile che il movimento verso l'alto continui con obiettivo la forte ed ovvia resistenza a 3000 punti." Il trend dominante é ancora positivo ma l'impressione che l'Eurostoxx50 sia a fine corsa si sta intensificando.

Il DAX (-0.67% a 5675 punti) si é comportato come l'Eurostoxx50. Il nostro prossimo obiettivo per questo movimento é invariato: "Il DAX sembra poter continuare la sua corsa verso l'alto e la prossima evidente fascia di resistenza é solo sui 5780 - 5820 punti." Le nostre perplessità riguardanti la sostenibilità di questo rialzo aumentano ma per ora non vediamo accenni di cambiamento di tendenza.

L'SMI (+0.10% a 6323 punti) ha sorpreso in positivo terminando la giornata con un lieve guadagno.
Il nostro scenario generalmente positivo resta in vigore: "Il rialzo continua ed al momento non siamo in grado di definire nuovi obiettivi. Ci limitiamo a seguire la corrente che normalmente é un'ottima strategia specialmente quando il flusso é forte e costante..." e l'obiettivo per i prossimi giorni é evidente: " Prossima ovvia resistenza é il massimo annuale a 6394 punti."

Scenario 2009

Per quest'anno prevediamo in autunno una sostanziale correzione. Il minimo a 666 punti di S&P500 raggiunti il 6 di marzo deve essere confermato. Un nuovo minimo sotto questo livello ancora quest'anno é ormai da escludere. Probabilmento
l'S&P500 toccherà un minimo ascendente tra i 740 ed i 820 punti. 
Gli analisti fondamentali stanno continuamente rivedendo le stime degli utili delle società. Ad un certo momento erano scesi fin sotto i 30 USD. Ora che la recessione sembra alle nostre spalle, le stime ufficiali per il 2009 (al 22 ottobre 2009) sono risalite a 54.07 USD. Quelle per il 2010 sono addirittura al'incredibile livello di 72.79 USD. Capitalizzando gli utili 2009 con un P/E normale di 15/16 si arriva ad un valore teorico dell'S&P500 di 850 punti. In questi dati é però scontato un recupero marcato dell'economia ed un forte aumento degli utili delle imprese. Ricordiamoci che gli utili operativi 2008 delle società dell'S&P500 sono stati di 15.09 USD. Debitiamo inoltre che i dati relativi al 2010 siano realistici. Di conseguenze stimare ora correttamente gli utili delle società e determinare un giusto rapporto P/E per capitalizzare questo valore é un'impresa ardua. Troppe sono le variabili e le incognite. Se gli utili risalissero solo a 50 USD e la ripresa fosse anemica (come ritiene una buona parte degli economisti), un P/E di 12 sarebbe più adeguato portando il valore teorico dell'S&P500 a 600 USD.
Riassumendo, tecnicamente e fondamentalmente i 1050 punti di S&P500 raggiunti a fine settembre corrispondono secondo noi ad una sopravalutazione del mercato. La prossima dovuta sostanziale correzione ci dirà a quale punto si trova la congiuntura mondiale.

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