01/10/09

L’Islanda ripudia il debito e altre notizie


Maurizio Blondet
La società islandese ha affermati la propria sovranità, in risposta ad un vero e proprio ricatto surreale che le viene imposto dall’Unione europea: paga o non entri. E’ la prima volta dagli anni ’20 che un Paese subordina il rimborso del suo debito estero alla sua capacità di pagare; forse una svolta. E poi: Erdogan chiama Israele a rispondere del rapporto Goldstone; L’ENI che fa gola ai soliti finanzieri del «Britannia» e per finire, trattamento acustico e gas irritanti a Tegucigalpa per mano israeliana nel tentativo di stanare il detronizzato Zelaya. Insomma, le «solite notizie» oscurate dai nostri media.

Il parlamento islandese ha preso una decisione  epocale: pagherà i suoi debiti ai creditori esteri solo nella misura del 6% della crescita del suo prodotto interno lordo; e se crescita non ci sarà, comè probabile data l’attuale  depressione, non pagherà nulla.
L’Islanda, a causa dei suoi banchieri che hanno gestito da folli le sue banche appena privatizzate, deve 2,6 miliardi di euro alla Gran Bretagna e 1,3 all’Olanda, le quali hanno garantito i depositanti della fallite istituzioni bancarie Kaupthink e Landsbanki, che in gran parte erano inglesi e olandesi. 
Un debito schiacciante per un Paese di 320 mila abitanti, in piena crisi economica per le follie dei suoi speculatori ubriacati dal dogma di liberismo senza regole.
Per pagare i debiti, il Paese dovrebbe prendere altro denaro a prestito, oppure  vendere (magari ai creditori) i suoi attivi nazionali: le quote-pesca,( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )

3 commenti:

Anonimo ha detto...

La notizia è importante, però quale dogma di liberismo senza regole, è vero l'inverso: le 7000 leggi, regolamenti ecc., che ci sono solo in USA ad esempio, che hanno regolato finora questo falso liberismo hanno creato la situzione attuale.
Regole che hanno giustificato giuridicamente le più grandi porcherie di contratti truffa....


Il Folletto

Anonimo ha detto...

E i posessori delle index linked legate ai titoli delle fallite banche islandesi non avranno più speranza di ricevere qualche indennizzo?

ZioBarbero ha detto...

Credo proprio che la speranza sia prossima allo zero...
z.