01/10/09

PERESTROIKA

C'è anche chi si dimette
Sottoposto da mesi ad un fuoco di fila di critiche, inchieste, domande del Congresso e della stampa per lo scandalo legato all'acquisizione di Merrill Lynch (vedi archivio, qui, qui e qui), il CEO di Bank of America, Ken Lewis (62 anni), ha annunciato che entro la fine del 2009 lascerà incarico e banca, per godersi un meritato riposo e la sua milionaria buonuscita.
Probabilmente queste dimissioni alimenteranno le preoccupazioni sul futuro e sulla stabilità del colosso bancario. Infatti i malpensanti vanno già in giro insinuando che quando la barca affonda i topi scappano. Noi, che non siamo così cattivi, preferiamo apprezzarne il gesto. Non capita tutti i giorni di vedere un sessantenne mollare la sua poltrona solamente perchè molto chiacchierato. Ogni riferimento ai settantenni nostrani è puramente casuale.

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Etichette: Bank of America, Ken Lewis

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mercoledì 30 settembre 2009

La pelle dell'orso
Le dosi massicce di droga e ottimismo immesse nei mercati sembrano svanire lentamente. In questi giorni fanno irruzione ancora dati macroeconomici che smentiscono gli annunci trionfali di banchieri centrali e capi di governo che davano per morta e sepolta la recessione. Qualcuno si è venduto la pelle dell'orso prima di averlo ucciso. Per noi non è una sorpresa. In questo mondo incantato ogni tanto la realtà si prende le sue rivincite.
Ieri erano arrivati i dati sulla fiducia dei consumatori, più debole di quanto previsto dagli economisti. Oggi è stata la volta del Chicago Purchasing Manager's Index che mostra un declino al 46,1% in Settembre delle attività produttive, ben al di sotto dei 50 punti di Agosto che è il livello minimo dell'indice che segnala un'espansione delle attività.
Gli analisti si aspettavano che l'indice continuasse a migliorare, a 52 punti, ma la realtà dei numeri li ha risvegliati dal loro delirio: la recessione non è terminata, nonostante i dati rettificati (manipolati direi io) del Dipartimento del commercio raccontino che l'economia si è contratta nel secondo trimestre ad un tasso annuale dello 0,7%, meglio dell'1% atteso. Ma non è forse vero che di rettifica in rettifica si può lastricare il mondo di dati truccati?
Per finire sono in arrivo, Venerdì, i dati del Dipartimento del Lavoro sull'occupazione, ma già sono disponibili quelli forniti da un Istituto indipendente, Automatic Data Processing and Macroeconomic Advisors, che annuncia la perdita di 254.000 posti di lavoro in quest'ultimo mese, più dei 240.000 attesi dagli economisti.
E se non vi basta leggete questa intervista a Robert Shiller, il quale prevede 5 anni (diconsi cinque) di prezzi stagnanti nel settore immobiliare. Per fortuna che il peggio è passato.

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Etichette: disoccupazione, Grande Recessione, Pil, Shiller

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