| LETTERA FINANZIARIA LFB 2009 | |
01/02/09
Giurare ad Obama come ad Hitler?
| ||||||
Durante la dittatura di Adolf Hitler, ufficiali e soldati della Wehrmacht, così come i dipendenti civili, giuravano fedeltà personale ad Hitler e non alla Costituzione tedesca. Secondo Michele Chang, sembra che Obama si sia letto il manuale della dittatura hitleriana. Scrive Chang : " Un portavoce del Generale James Cartwright, Vice-comandante dei Comandi Uniti dello Staff, ha asserito che Obama vuole che i soldati e gli ufficiali giurino fedeltà direttamente al [ l'ufficio del ] Presidente e non più alla Costituzione." La notizia data da Chang non è confermata dai media ufficiali nè da altre fonti e capita proprio nel bel mezzo del supposto vizio procedurale nel giuramento di insediamento di Obama, laddove è esplicitamente prescritto nella Costituzione, Articolo II, Sezione I - e lo recita all'inizio dicendo - che il presidente debba prestare giuramento " prima di entrare in carica nel suo ufficio." John Roberts, aveva collocato la parola " fedele " in un punto sbagliato della frase e da un punto di vista tecnico [ recitando una sequenza errata ] Obama non aveva prestato il giuramento, o la dichiarazione, per come richiesta dalla Costituzione degli Stati Uniti, un fatto ampiamente ignorato dagli esperti e dai media ufficiali. Il giorno dopo, Obama ha prestato nuovamente giuramento nel privato della Casa BIanca, dove non c'erano le telecamere, ma non c'era neppure una bibbia. Scrive Michael Hoffman : " Quella che è stata la vera cerimonia di insediamento ha quindi avuto luogo in un sotterraneo, ed è stato un evento di elite con solo nove testimoni, e non un evento di massa. " " [ Il giuramento ] si è tenuto nella " stanza delle mappe" dei tempi della guerra, stanza segreta dell'ex Presidente Franklin Delano Roosevelt, stanza che prima di FDR, dai tempi del Presidente Chester Arthur fino a Wilson e Coolidge, era nota per essere la stanza del biliardo. " Greg Craig , Consigliere della Casa Bianca, ha comunicato : " Noi riteniamo che il giuramento di insediamento sia stato proferito in modo efficace e che il presidente, ieri, abbia prestato giuramento in modo appropriato ma, in un eccesso di precauzione, siccome il giuramento è presente nella stessa Costituzione - e dato che una parola non era nella sequenza corretta - il giuramento è stato prestato una seconda volta. " Se Obama darà effettivamente delle istruzioni al Pentagono perchè soldati ed ufficiali prestino giuramento di fedeltà direttamente alla carica del Presidente, questo entrerà subito fra le [ sue ] prime usurpazioni incostituzionali, le più significative delle quali sono gli ordini esecutivi, i memorandum, i proclami, i regolamenti ed altri " flessibili " poteri presidenziali. Gli Ordini Esecutivi non sono citati nella Costituzione. " Gli Ordini Esecutivi emessi dall'amministrazione Bush hanno acceso la paura nelle menti di molti Americani ( professori, accademici e non accademici ), che hanno ragione di ritenere che tali Ordini Esecutivi siano stati usati per fare di Bush un dittatore de facto poichè molti di tali ordini hanno permesso a Bush di aggirare altre branche governative e produrre delle leggi autocratiche, " così spiega Dahlia Lithwick. Nel mantenere questa tradizione, Obama progetta di emanare il suo personale diluvio di ordini esecutivi. Scrive Mark Whittington di Associated Content : " Alcuni dei primi ordini esecutivi non c'è dubbio che compiaceranno alcune delle sostenitrici femministe di Obama, e faranno arrabbiare i sostenitori della vita. Barack Obama toglierà le restrizioni agli aiuti esterni all'aborto che furono imposte dal Presidente George W. Bush. Obama toglierà anche le restrizioni ai finanziamenti federali per le ricerche sulle cellule staminali." Si prevede anche che Obama emetterà ordini esecutivi che ribalteranno gli ordini di Bush per la disponibilità di aree offshore e su terraferma, quali lo Utah, alla perforazione per la ricerca di petrolio. Michele Chang, afferma che Robert Gibbs - Segretario Addetto Stampa della Casa Bianca - abbia informato in una circolare riservata che : "Il Presidente ritiene che i militari siano stati troppo indottrinati dalle vecchie radici dell'odio : nazionalismo, razzismo e classismo. Togliendo il giuramento alla società americana, i soldati commetteranno meno atrocità di quelle commesse ad Abu Ghraib. " " Prevediamo un fuoco di artiglieria su questo punto, ma quelli che si opporranno maggiormente saranno quelli in cerca di pubblicità o di mantenere il controllo. " Anche in questo caso, non esiste una conferma indipendente dell'esistenza di questa comunicazione riservata. Ad ogni modo, date le precedenti azioni sistematicamente incostituzionali, il tono di questa supposta comunicazione non giunge come una sorpresa; in particolare gli Ordini Esecutivi di Bush n° 12919, che permetteva al presidente di dichiarare la legge marziale; ed i numeri 12656, 11921, 13074 e successivo emendamento all'EO 12656. Se aggiungete poi a tali Ordini Esecutivi : il John W. Warner Defense Authorization Act del 2006, il Military Commissions Act del 2006, ed il National Security and Homeland Security Presidential Directive, anche noto come PDD51, avete la trama della legge marziale e della dittatura militare. La versione obamiana del giuramento della Wehrmacht, se vera, non richiederebbe di eliminare " le vecchie radici dell'odio " ma di far sì che dei militari giurino fedeltà ad un dittatore imposto dai banchieri criminali, cosa ancora più importante dopo che fosse dichiarata la legge marziale. Kurt Nimmo Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla Source > InfoWars | 30 gennaio
| ||||||
| Reazioni: |
Le banche centrali europee hanno fatto debiti con l'America senza dirlo
http://cobraf.wallstreetitalia.com/forum/coolpost.php?topic_id=5067&reply_id=138929 |
Passa a Yahoo! Mail.
La webmail che ti offre GRATIS spazio illimitato, antispam e messenger integrato.
| Reazioni: |
Una “bad bank” per congelare i titoli tossici, ma non a carico dello Stato
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=24103&Itemid=27 | ||||||||||
Passa a Yahoo! Mail.
La webmail che ti offre GRATIS spazio illimitato, antispam e messenger integrato.
| Reazioni: |
California Pension Funds Close To Bankruptcy.
| |||||||||||||||||||
Passa a Yahoo! Mail.
La webmail che ti offre GRATIS spazio illimitato, antispam e messenger integrato.
| Reazioni: |
Quale è lo sbocco alla crisi per la società?
domenica, febbraio 01, 2009Quale è lo sbocco alla crisi per la società?
Verrebbe facile scrivere, rispetto a quello che capita in Inghilterra, " ma di cosa vi lamentate se vi trattano così?". Abbiamo alimentato anche noi, a casa nostra, un senso di intolleranza verso tutto quello che è straniero e che non ci appartiene, in termini di identità locale ,che riesce difficile pensare che da altre parti non si muovano logiche identiche . E' evidente che ora tutto questo (iniziando dalla questione del lavoro) si scarica sull'anello sociale più debole del sistema. Io credo che, se continuerà a peggiorare la crisi, entreranno in conflitto due questioni: -la prima sarà quella di garantire un lavoro (qualsiasi lavoro) alla manodopera locale -la seconda trovare mercati di sbocco per braccia in esubero. A questo si aggiunge la pressione di moltitudini di persone che a casa loro non hanno alcuna speranza di sopravvivenza. Questo sistema fa fatica a reggere. La prospettiva sempre più vicina è lo spaccare la società in pezzi. Questi pezzi saranno territori rinchiusi in se stessi e all'interno degli stessi classi di individui distanti in termini di ricchezza. Il grafico elaborato da manpower indica le previsioni di utilizzo di lavoratori a termine da qui a tre mesi in Italia. Come potete vedere c'è una caduta di circa il 10% rispetto a Settembre 2008. ![]() Se è vero che la crisi è solo all'inizio questa tendenza non farà che peggiorare. I lavoratori precari sono le prime vittime, gli altri seguiranno. Prima nelle piccole aziende in cui il licenziamento è una prassi più agevole, poi seguiranno le medie e le grandi. Ieri Tremonti ha affermato che ad una crisi finanziaria non si può reagire drogando la domanda nell'economia reale. Rimane ancora incomprensibile cosa si può fare dal suo punto di vista. Il sospetto è che, in fondo, l'avvitarsi di una situazione di questo tipo faccia comodo proprio a quei settori della borghesia che hanno interesse a preservare quei pezzi di società e di territori in cui si sentono più sicuri nella produzione dei loro profitti. E' una sorta di gigantesca matrice quella in cui si consuma tutto questo. Da una parte una riorganizzazione dello stato in grado di rispondere meglio a quei settori della società che sentono i lacci di un sistema che chiede sempre più risorse e che non è in grado di generarle allo stesso modo dappertutto. Su un altro asse un riassetto produttivo e finanziario che passa attraverso il ridisegno di assetti di potere, regole e rapporti tra classi sociali. Un sistema sovranazionale e omogeneo per quanto attiene alle regole del gioco ed alla gestione dei rapporti con i subordinati e, nello stesso tempo, parcellizzato e ridotto ad entità sempre più piccole sia nella sua dimensione territoriale che in quella delle sue corporazioni. Che questo avvenga con un disegno consapevole o come risultato logico e di sintesi di forze dialetticamente in "guerra" è cosa di poco conto. guardiamo ai risultati ed alla sostanza della questione. E' un cammino iniziato molto tempo fa, che ha ridotto la forza contrattuale e di rottura di un intera classe sociale, che ne ha disperso la forza e l'identità. In questo ci sono complici consapevoli e portaborse con la testa china. In tutto ciò un vuoto dato dall'assenza di una forza antagonista ed in grado di rispondere o resistere a queste dinamiche. Il rischio è che, nel processo disgregante e d'impoverimento generale, le uniche risorse che scenderanno in campo sono quelle che pur in letargo non hanno abbandonato l'idea di una resistenza "armata". Ognuno di noi si porta il suo piccolo pezzo di responsabilità. La mancanza di un progetto o semplicemente il non aver saputo continuare a sviluppare, in modo coerente con i processi che si sono prodotti, un pensiero "scientifico" e marxianamente coerente. Suggestioni che hanno fatto della dimensione particolare la spina dorsale di qualsiasi elaborazione teorica "nuova". Lo stesso movimento no-global che ha guardato alle dinamiche di accumulamento della ricchezza e dello sfruttamento in modo "retorico" e "moralista". Dimenticandosi della dimensione di classe, senza avere nulla da proporre se non una visione della vita autarchica e ridotta all'essenziale. Come se il problema di milioni di persone sfruttate e povere non fosse, al contrario, quella di liberarsi della povertà e dell'essenzialità che questa si porta dietro. Questo è quello che ci ritroviamo, il particolarismo, l'identità e le radici giocate ideologicamente in una chiave di proposta "fascista". Cosa che non è una novità. Dobbiamo attendere di ricostruire sulle macerie per trovare nuova forza? Spero di no. http://pensareinprofondo.blogspot.com/2009/02/quale-e-lo-sbocco-alla-crisi-per-la.html |
Passa a Yahoo! Mail.
La webmail che ti offre GRATIS spazio illimitato, antispam e messenger integrato.
| Reazioni: |
Donne, lavoro ed Obama
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=24111&Itemid=27 | ||||||||||
Passa a Yahoo! Mail.
La webmail che ti offre GRATIS spazio illimitato, antispam e messenger integrato.
| Reazioni: |
La democrazia è una cosa da ricchi.
| La democrazia è una cosa da ricchi. Non nel senso, purtroppo ampiamente ricorrente, che sono le classi dominanti quelle che pian piano occupano tutti gli spazi dirigenziali liberi ma nel senso reale che i popoli squattrinati, gli stati dissestati, le economie disastrate, non se la possono permettere. Come sistema di governo è il migliore possible da un punto di vista etico ma non lo è per niente come efficienza. Anche senza considerare l'inesorabile tendenza alla corruzione ed a derive demagogiche ( ne parlava già Tucidide) la democrazia richiede apparati costosi, sistemi amministrativi complessi, libere e costose elezioni, campagne elettorali defatiganti che fermano la vita politica del paese per mesi e, ovviamente, il pagamento di sonori dividendi alle lobbies che pagano il cadreghino al politico neoeletto. Tutte cose che costano e che vengono tagliate alla prima occasione utile nella maggior parte dei paesi del mondo ( ovvero quella maggioranza dell'umanità su cui noi ci appoggiamo per mantenere i nostri apparati pseudodemocratici). Le poche democrazie del passato (alquanto limitate e più correttamente oligarchie) hanno prosperato per un breve tempo e sempre sulle spalle di un stato forte, ricco e predatorio. Erano le ricchezze e le risorse altrui, sistematicamente predate che le mantenevano in vita. Questo valga, giusto per esemplificare, per la democrazia ateniese, mantenuta dalla lega attica, quella romana, mantenuta dai popoli sottoposti e quella inglese ( monarchia parlamentare piu' correttamente) mantenuta dal'impero. Eccezioni solo parziali e solo per breve tempo, ambedue con buone motivazioni, la repubblica francese e quella americana. Peraltro ambedue con un bel po di risorse a disposizione (Napoleone se le ando' a cercare in Europa, come sappiamo bene). Il discorso andrebbe approfondito, mi rendo conto, ma in sintesi è cosi. Un paese occidentale, in condizioni normali, ha ampie risorse per mantenere sia una struttura democratica di governo che un apparato statale ad essa ispirato. Queste condizioni normali sono purtroppo alle nostre spalle. Nella crisi attuale ci vorrebbe una forte determinazione dei cittadini a difendere i principi cardine della democrazia tra cui alcuni fondamentali sanciti dalla Costituzione, uno sforzo erculeo per tagliare i vari giochini e giochetti aumma aumma bellilavoribellisoldi che conosciamo benissimo. Invece questa volontà non c'e'. Di conseguenza chi ha ruoli di potere cerca, per mantenerlo senza grossi problemi, di prevenire il progressivo, inesorabile, insorgere del malcontento e di evitare sul nascere disordini, rivolte ed altri oscuri movimenti dal basso di cui si sente già qualche avvisaglia. La prima cosa è vietare le manifestazioni e i liberi raggruppamenti pubblici dei cittadini. La seconda è limitare il diritto effettivo di sciopero senza abolirlo ufficialmente. Un primo passo, anticostituzionale, è già stato fatto con la Direttiva Maroni e ne ha parlato Debora. Vediamo in dettaglio ...(omissis)... 4. Direttiva In relazione a tanto, si rende opportuna la definizione di criteri che orientino le decisione dei competenti Prefetti e Questori, ferme restando le valutazioni necessarie in relazione a casi specifici. Capite ben che, in pratica, cosi facendo si potranno vietare le manifestazioni in qualunque luogo pubblico cittadino (quale luogo pubblico italiano non comprende luoghi di culto o aree a caratterizzazione simbolica sociale o culturale e, sopratutto quale luogo pubblico non è caratterizzato "da un notevole afflusso di persone" ? ). In pratica si potranno vietare a discrezione tutte le manifestazioni che non si dovessero tenere in un deserto piazzale periferico. Il Decreto è, abbastanza chiaramente anticostituzionale, nonostante le premesse in esso riportate: Recita la Costituzione: I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.
Il punto mi sembra evidente. Si possono vietare solo per motivi eccezionali e COMPROVATI, che coinvolgano l'incolumità pubblica. Per non girarci tanto intorno: Cosa c'entrino le preghiere davanti alle Chiese con l'incolumità pubblica, non è dato sapere. Capisco che possa dare fastidio alla sensibilità di molti. Capisco che, se ci provassimo noi in Arabia Saudita, passeremmo dei bei guai, ma non mi risulta che le leggi costituzionali si applichino a discrezione, a meno di non trovarci nella fattoria degli animali, ovviamente. Da notare che sono segnalati anche gli obbiettivi sensibili, quindi niente manifestazioni davanti a discariche, centrali a carbone, basi militari, centrali de gas, raffinerie, ed uffici pubblici in genere. Da notare poi che in caso di disordini si potrà discrezionalmente vietare, sine die manifestazioni analoghe con la stessa organizzazione. Ci ricordiamo,vero, dei fatti di Piazza Navona, con tanto di sobillatori organizzati, come fece presente Debora, tra le prime a parlarne? Ecco. Questi fatti, provocati ad arte, potrebbero essere tranquillamente presi a pretesto per vietare altri manifestazioni analoghe, stessa organizzazione, per un tempo indeterminato. Un po di disordini per una manifestazione di ogni parte politica/organizzazione non di governo ed ecco che si potrà LEGITTIMAMENTE vietare le successive manifestazioni della stessa parte politica/organizzazione. Ben presto, lo vedrete, verrà regolamentato il diritto di sciopero, ad esempio limitandolo ad aziende senza cassa integrazione (ce n'e' ancora qualcuna?). In fondo siamo in un periodo di crisi e chi sciopera per migliori trattamenti offende chi è senza lavoro, no? Ok. Sono un catastrofista. Ma non ditemi che non tiri una brutta arietta. |
Passa a Yahoo! Mail.
La webmail che ti offre GRATIS spazio illimitato, antispam e messenger integrato.
| Reazioni: |
Il sondaggio di TOD: nuova energia e crescita economica.
Gen 0931 Il sondaggio di TOD: nuova energia e crescita economica.Pubblicato da Debora Billi alle 18:27 in EnergiaMolto interessante il sondaggio proposto da TOD . Così lo spiegano: Stiamo cercando di fare tutto. Salvare le banche, salvare le compagnie automobilistiche, creare posti di lavoro, senza finire ostaggio di risorse in calo. Possiamo riuscirci? Abbiamo bisogno di energia, ed energia conveniente per avere la crescita per tutta questa gente. Abbiamo bisogno di crescita (o almeno la percezione di essa) per ottenere credito e finanziare le industrie future. La domanda allora è: Possiamo costruire un'infrastruttura energetica rinnovabile e contemporaneamente ottenere crescita economica? Vi traduco le opzioni tra cui scegliere: 1- Si, abbiamo abbastanza energia e risorse per continuare il business as usual mentre costruiamo l'infrastruttura rinnovabile. 2 - Si, abbiamo l'energia e le risorse, ma perché dovremmo insistere su una strada sbagliata? 3 - Si, ma solo se tagliamo le industrie non essenziali e ci focalizziamo sulla crescita intelligente - solo così possiamo avere abbastanza anergia e risorse 4 - No,non possiamo avere crescita E un'infrastruttura rinnovabile senza creare problemi maggiori in futuro 5 - No, non solo non possiamo avere la crescita, ma neppure la necessaria infrastruttra rinnovabile per oltre 6 miliardi di persone nei tempi necessari. 6 - Altro, opinione non che non si riflette nelle opzioni. Potete votare al sondaggio cliccando qui. Il post per la discussione su TOD lo trovate invece qui. Fate sapere anche a me... |
Passa a Yahoo! Mail.
La webmail che ti offre GRATIS spazio illimitato, antispam e messenger integrato.
| Reazioni: |
Cambiamento climatico: verso la glaciazione
Cambiamento climatico: verso la glaciazione 31 gennaio 2009 (MoviSol) - La frode del "riscaldamento globale" sta per finire, anche perché il cambiamento climatico più probabile, sulla base dell'evidenza scientifica, sarà quello di una nuova era glaciale. Un articolo intitolato "La terra sta entrando in un'era glaciale", pubblicato l'11 gennaio sulla Pravda e rilanciato dai media internazionali, ribalta la propaganda finora propalata da Al Gore e altri malthusiani. L'articolo della Pravda esamina un "ampio e stringente assieme di dati nel campo della scienza climatica" secondo il quale la terra dovrebbe prepararsi per una nuova era glaciale (vedi la pagina in lingua inglese). L'articolo evidenzia anche gli ovvi errori nella tesi del "riscaldamento globale antropogenico" presentata da Gore nel suo film, in particolare il fatto che essa si basi "su dati al massimo degli ultimi 1000 anni" e mostra "completo disinteresse" per il quadro climatico a lungo termine. Laurence Hecht, direttore della rivista 21st Century Science & Tecnology, ha commentato il 14 gennaio che "tutti gli studenti di scienze del clima sanno che la terra si trova in una era glaciale da circa 2-2,5 milioni di anni." Dopo aver descritto il processo di riglaciazione, Hecht afferma che "la teoria più plausibile delle cause delle glaciazioni, quella della determinazione astronomica, suggerisce che i tempi sono maturi perché se ne verifichi nuovamente una. Molti segnali recenti, compresa l'ondata di freddo in Europa e un periodo esteso di ridotta attività di macchie solari nota come minimo solare, che possono contribuire all'inizio della glaciazione, indicano che la terra possa essersi avviata in un periodo di raffreddamento. Forse si tratta di un periodo che durerà diversi secoli (mini era glaciale), oppure un'era glaciale vera e propria che durerà altri 100.000 anni". Hecht nota che un breve episodio di riscaldamento in qualche parte del globo, dalla metà degli anni '70 al 1998, ha contribuito ad alimentare il timore del riscaldamento globale in una popolazione sempre meno rispondente alla verità scientifica. Ma ora che il fenomeno è terminato, nell'ultimo decennio la temperatura globale media è scesa di circa 0,6 gradi, annullando l'intero aumento della temperatura media che si sosteneva fosse avvenuto nel secolo scorso. Che fare? Hecht spiega che il ritorno ad un concetto di progresso scientifico darebbe all'umanità le migliori possibilità di affrontare le sfide future, siano esse provenienti dai cambiamenti climatici, da nuove pandemie o di altra, imprevista natura. |
Passa a Yahoo! Mail.
La webmail che ti offre GRATIS spazio illimitato, antispam e messenger integrato.
| Reazioni: |
Supertanker cercasi speculatori per noleggio navi
| Fonte: http://tinyurl.com/cbdtle 31 gennaio 2009 SUPERTANKER CERCASI SPECULATORI PER NOLEGGIO NAVI Il crollo del prezzo del petrolio e la flessione dei traffici marittimi che costringe molte navi al disarmo ha ispirato a Nobu Su il progetto di una speculazione colossale. Quarantanove anni, co-chairman di Star Bulk Carriers Corporation sino allo scorso 24 gennaio,Nobu Su ha il problema di impiegare una ventina di megapetroliere della sua società di Taipei, Tmt. Si tratta di supertankers che nei tempi d'oro viaggiavano lungo le rotte mondiali e che ora rischiano di rimanere ai box per mancanza di carico da trasportare. Ecco allora l'idea di Nobu Su: le venti supertankers sono a disposizione degli speculatori che possono usarle ora per stoccare il petrolio e poi rivenderlo tra qualche mese, quando i prezzi saliranno. A bordo delle supertanker Tmt ci sta tanto greggio quanto ne basta per alimentare l'intera Europa per due giorni consecutivi. Funzionerà davvero? Nobu Su sostiene di sì: il suo progetto non è una boutade buona per raccontare la disperazione degli armatori alle prese con una crisi che non avevano messo in conto. È invece un progetto concreto sviluppato con tanto di numeri e tabelle esplicative. Il costo dell'immagazzinamento di due milioni di barili di petrolio su una tanker è di 57.500 dollari al giorno, cioé circa 86 centesimi al barile per un mese. A questo vanno aggiunti i costi finanziari e delle assicurazioni. D'altra parte il prezzo del petrolio al barile, oggi intorno ai 41 dollari, è già cresciuto del 26% rispetto al minimo toccato il 20 gennaio. Quarantun dollari, poi, significa 100 dollari sotto i massimi di luglio. Come a dire, suggerisce Nobu Su, che i margini per guadagnare ci sono eccome. «Il prezzo del petrolio è oggi molto economico - ha detto Su in un'intervista rilasciata all'agenzia di stampa Bloomberg a Londra - abbiamo già un sacco di richieste». Addirittura, la società di Su propone di immagazzinare il petrolio su petroliere a scafo singolo nel Golfo Persico - altrove non possono viaggiare per questioni di sicurezza - impegnandosi poi a consegnarlo attraverso il trasbordo su navi a doppio scafo. Questo per aumentare ulteriormente il valore della speculazione, visto che ovviamente le vecchie petroliere a scafo singolo sono molto più economiche. D'altronde, gli speculatori che volessero davvero usare le navi di Nobu Su come giganteschi serbatoi in mezzo al mare (alcuni nemmeno troppo sicuri, se guardiamo ad esempio alle unità a singolo scafo), sarebbero in buona compagnia. Nelle settimane scorse centinaia di navi erano ferme all'ancora appena fuori i maggiori porti petroliferi, aspettando che le quotazioni del greggio risalissero. Compagnie petrolifere come Bp e anche alcune banche tra cui Citigroup - è stato calcolato - hanno stoccato 80 milioni di barili di greggio in alto mare, rincorrendo la speculazione tra prezzo corrente del petrolio e futures. Samuele Cafasso http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=14046&start=0&postdays=0&postorder=asc&highlight= |
Passa a Yahoo! Mail.
La webmail che ti offre GRATIS spazio illimitato, antispam e messenger integrato.
| Reazioni: |
Are We Ready to Change the System?
| ||||||||||
Passa a Yahoo! Mail.
La webmail che ti offre GRATIS spazio illimitato, antispam e messenger integrato.
| Reazioni: |










