01/12/09
Accidental American Patriot
| Reazioni: |
Wickedness Abides
| |
| Reazioni: |
Recalling the French Revolution, and the Truth About Fractional Banking
| |
| Reazioni: |
Good Defense
| |
| Reazioni: |
Dubai
| Reazioni: |
Cresce il debito non pagato delle carte di credito e delle banche cinesi
CINA
Nei primi 9 mesi è aumentato del 126,5%. I debiti cattivi delle banche in Cina si aggirano sui 43,2 miliardi di euro. 
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Il debito non pagato delle carte di credito in Cina è aumentato del 126,5%. Secondo la Banca centrale cinese, alla fine di settembre il debito (con sei medi di ritardo nei pagamenti) era di 7,43 miliardi di yuan (circa 724 milioni di euro), avvertendo che “i debiti cattivi dovrebbero essere osservati con attenzione”. Il debito non pagato rappresenta il 3,4% di tutto il debito creato dalle carte di credito che in Cina si sono molto diffuse a partire dal 2000.
Alla fine di settembre, in Cina vi erano 175 milioni di carte di credito. Nei primi nove mesi le spese usando le carte sono aumentate del 39,7%, arrivando a 1240 miliardi di yuan (circa 121 miliardi di euro).
Le banche cinesi hanno fama di essere molto esposte ai debiti cattivi. Alla fine di giugno 2009 tali debiti ammontavano a 443,6 miliardi di yuan (circa 43,2 miliardi di euro), con una continua crescita di prestiti innescata dal pacchetto di aiuti all’economia lanciata dal governo.
| Reazioni: |
Banche USA troppo liquide
continua........
| Reazioni: |
Il Fini giustifica i mezzi
| Reazioni: |
Due milioni di disoccupati, altro che ripresa!
| Reazioni: |
FINANZA/ 1. Le bolle speculative? Le ha inventate Enrico VIII
| Reazioni: |
IL COLLASSO DELL’ECONOMIA – CHIAMATA AL CAMBIAMENTO SISTEMICO
| Reazioni: |
Tutti contro Ron Paul
| Reazioni: |
FINANZA/ 2. I “fondi avvoltoi” fanno festa a Dubai
| Reazioni: |
La scarsità di uranio potrebbe far saltare i piani di nuove centrali nucleari
- 01/12/2009
L’uranio proveniente da fonti secondarie (il 40% del totale) finirà entro un decennio, prevede l’Aiea. E anche quello dei giacimenti potrebbe scarseggiare ben prima di quanto previsto dalle compagnie del settore e dagli organismi internazionali. Inevitabi
Quando si parla di costi dell’energia, chi punta sul nucleare per ridurre le emissioni di CO2, considera solo quelli per costruire le nuovi centrali. Mai quelli necessari a far funzionare gli impianti: l’uranio, infatti, al pari di carbone e petrolio, è una risorsa finita e, quando inizierà a scarseggiare, il suo prezzo è destinato a crescere. Quel momento potrebbe essere più vicino di quanto si creda. Delle 66.500 tonnellate di uranio usate ogni anno nelle attuali centrali sparse nel mondo, il 60% proviene dai giacimenti. Il restante 40% deriva da fonti secondarie (come testate nucleari in esubero) ma l’Aiea (l’Agenzia Onu per l’Energia Atomica) ha già previsto che questo secondo metodo d’approvvigionamento si esaurirà entro i prossimi dieci anni.
E anche sul fronte giacimenti, la situazione potrebbe essere altrettanto incerta, nonostante l’Aiea e l’Agenzia per l’energia nucleare dell’Ocse stimino le scorte d’uranio sufficienti per altri 85 anni a meno di 130 dollari al chilo. Una previsione rosea, quella delle due organizzazioni, contenuta in un loro rapporto – noto come Red Book – stilato ogni due anni. Che però non convince molti esperti: “I dati sulla produzione primaria di uranio contenuti nel rapporto sono incredibilmente deboli”, denuncia Michael Dittmar, ricercatore dell’Istituto federale svizzero di Tecnologia. In primo luogo, il Red Book è redatto sulla base di questionari che ciascuno Stato interpreta in modo diverso e compila secondo i dati forniti dalle compagnie minerarie. Ecco perché “l’accuratezza di tali dati è tutta da dimostrare”. Le previsioni di Dittmar, che considerano i giacimenti finora noti e stimano quelli plausibili in futuro, sono di tutt’altro tenore. E l’uranio potrebbe iniziare a scarseggiare molto prima di 85 anni. C’è anche una data: il 2013.
| Reazioni: |
Crisi UK 2010, Morgan Stanley
La stampa mainstream continua a propinarci le foto di Amanda Knox al processo, fomentando il lettore a chiedersi se effettivamente sia stata lei o meno.
Ritratto di occhi dolci o ritratto di fredda assassina?
Mentre i giornalisti insistono sui dettagli delle impronte e sul numero delle gocce di sangue, noi ci chiediamo se non ci sia di meglio di cui trattare in giro.
E con una piccola ricerca scopriamo che forse sarebbe stato più interessante dedicare un po' di spazio a questo articolo apparso oggi sul Telegraph sulla crisi del debito UK nel 2010 secondo Morgan Stanley, che traduciamo per esteso per i nostri lettori.
Crisi del debito UK nel 2010, Morgan Stanley
di Ambrose Evans-Pritchard, traduzione di Informazione Scorretta
L’Inghilterra rischia di diventare la prima nazione del G10 a rischiare la fuga dei capitali e una crisi sul debito nei prosimi mesi, secondo una nota di Morgan Stanley.
La banca d’investimento ha dichiarato che sussiste il rischio che il mix tossico di problemi inglesi arriveranno al capolinea presto, il prossimo anno, attivato dalla paura che Westminster potrebbe dimostrarsi incapace di restaurare credibilità fiscale.
“I crescenti timori di un parlamento senza una maggioranza stabile probabilmente peseranno sia sulla valuta sia sui rendimenti dei Gilt (titoli del debito), dal momento che sarà in un certo senso un salto nel buio, ed aumenterà la probabilità che alcune delle agenzie di rating toglieranno lo status di AAA al Regno Unito”, si legge nel report scritto dalla banca d’investimento europea, di Roman Carr, Teun Draaisma e Graham Secker
“in una situazione estrema, una crisi fiscale potrebbe portare ad una fuga dei capitali interni, grave debolezza del Pound e una svendita di buoni del tesoro inglesi. La Banca d’Inghilterra potrebbe sentirsi costretta ad alzare i tassi per sostenere la fiducia nella politica monetaria e stabilizzare la moneta, minacciando la fragile ripresa economica”, hanno dichiarato.
Morgan Stanley ha dichiarato che questi eventi a catena potrebbero alzare i rendimenti del Gilt a 10 anni di 150 punti base.
Questo farebbe alzare il costo dei prestiti ben oltre il 5% - il livello che ora affronta la Grecia, e ben più alto dei costi di Italia, Messico e Brasile (NDFC: l’affezionato lettore avrà tristemente notato l’accostamento del nostro paese ad altri che percepiamo come lontani).
I migliori titoli di debito di aziende come BP, GSK, o Tesco, potrebbero portare un rischio premium inferiore al debito sovrano inglese – semplicemente impensabile in passato.
Una impennata dei rendimenti dei bond potrebbero complicare molto l’obiettivo di finanziare il deficit di budget, che è atteso per essere il peggiore di tutto il gruppo OSCE l’anno prossimo, al 13.3% del PIL.
Per un certo tempo gli investitori sono stati preoccupati, in privato, del fatto che la Banca d’Inghilterra avrebbe dovuto alzare i tassi prima di essere pronta a farlo – rischiando una recessione a W , ed una incipente spirale di pagamento del debito – ma questa è la prima volta che una principale società di investimenti solleva un warning così forte.
Nessuna nazione del G10 ha visto la sua abilità di fornire uno stimolo di emergenza severamente limitato da forze esterne dall’inizio della crisi del credito.
Non è chiaro coem i mercati potrebbero rispondere se iniziassero a mettere in discussione l’efficacia del potere statale (NDFC: vogliamo tirare a indovinare?)
Morgan Stanley dichiara che la sterlina potrebbe cadere di un altro 10% in termini di potere d’acquisto. Questo completerebbe il più aspro declino del Pound dai tempi della rivoluzione industriale, superiore al calo del 30% dopo che l’Inghilterra uscì dal Gold Standard nelle cataclismiche circostanze del 1931.
Le azioni inglesi performerebbero ragionevolmente bene.
Un buon 65% dei guadagni delle aziende della borsa inglese vengono dall’estero, quindi godrebbero di vantaggi della caduta della moneta.
Anche se il report “Tempi più duri nel 2010” non è collegato alla debacle di Dubai , ci ricorda che le nazioni hanno a malapena comprato tempo durante la crisi per rivolgersi agli stimoli fiscali e travasare le perdite private sui libri contabili pubblici.
I salvataggi – per quanto necessari – non hanno risolto il problema sottostante del debito. Hanno accumulato un secondo insieme di problemi, degradagando il debito sovrano in buona parte del mondo.
Morgan Stanley ha dichiarato che il travaglio inglese è una delle tre “sorprese” attese per il 2010.
Le altre due sono……………. continua: http://informazionescorretta.blogspot.com/2009/12/crisi-uk-2010-morgan-stanley.html
| Reazioni: |
ASSISI....VENTO DI SPERANZA!

Ci sono emozioni che non si possono descrivere, ci sono momenti che lasciano il segno, nella semplicità di un sorriso, in uno sguardo, in un abbraccio, nella sensazione di non essere solo, di essere in tanti. Tante goccie sparse nell'oceano, che possono "contaminare" la goccia vicina, qualcosa che va al di la dell'economia e della finanza, argomenti che spesso trattiamo durante il nostro viaggio. Una speranza che nasce dalla sorgente, dall'uomo, da un piccolo e grande mondo sommerso, di uomini e donne, che vivono la vita semplicemente con una tensione che guarda all'uomo, sorgente e ispirazione di ogni presente, di ogni futuro.
Come per Trento, l'incontro di Assisi, personalmente, è andato al di là della visione macroeconomica del futuro, la Vostra presenza, il Vostro calore umano, la Vostra stima, sono un uragano che continuerà a gonfiare le vele di questo nostro veliero.
Ognuno di Voi è arrivato con le Sue aspettative; ho condiviso le mie visioni, le mie sensazioni, ma non sono portatore di certezze, non sono portatore di verità. La speranza è che ognuno di Voi abbiamo portato via qualcosa che vada oltre quelle che erano le Sue attese.
Grazie Paolo per aver organizzato questo incontro, grazie Valentina e grazie a tutti i compagni di Viaggio! Grazie Paolo, per aver condiviso insieme questa nuova esperienza.
Abbiamo davanti momenti difficili, ma allo stesso tempo ho un'immensa fiducia nelle possibilità di costruire una nuova economia, nuove relazioni, nelle isole quotidiane che ognuno di Voi frequenta, senza l' utopia di stravolgere nulla, ma con l'ambizione di esplorare nuovi orizzonti che lentamente, piano, piano stanno sempre più emergendo come naturale bisogno di respirare aria nuova. Abbiamo bisogno di seminare una nuova visione delle cose, abbiamo bisogno di ritornare a mettere l' Uomo al centro dell'Universo, un'Umanità che sia il fine e non il mezzo dell'economia, una Speranza per i nostri figli.
Come mi ha ricordato oggi Piera, alle volte si ha come la sensazione di essere come pecore in mezzo ai lupi. " Siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe...non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima."
Nessuno può uccidere l'anima delle Vostre idee, delle Vostre certezze, delle Vostre speranze, nessuno può uccidere la Vostra essenza, ne questo sistema, ne talvolta le sue illusioni.
Nessuno, solo Voi, solo Voi potete uccidere quello in ciò che credete, i Vostri valori!
" Spingerò il mio Veliero sulla rotta
navigherò tra gorghi e mulinelli,
la gioia mi ha trovato, la pienezza,
non starò più fermo ad apettare.

Viene il giorno in cui chiedi a te stesso, la rotta da seguire,
viene il tempo in cui ti guardi e i tuoi sogni son caduti.
E' il momento di rischiare, di decidere da soli, non fermarsi e lottare per non essere abbattuti.
Sulle spalle una mano che ti spinge a trattenerti, vuol fermare l'avventura, ma ritorno a navigare.
Ho incontrato troppa gente che mi ha dato senza avere, voglio dare queste braccia, non c'è molto da aspettare.
E' parola come vento, tra le vele quella stretta, gli uni e gli altri nell'Amore, non avere che un Canto, questo tempo non ha niente da offrire a chi aspetta, prende tutto, prende dentro, sai fin dove non sai quanto.
Non è la rotta di chi parte e già vuole arrivare, non la rotta dei sicuri, dei sicuri di riuscire, non è fatta per chi è fermo, per chi non vuole mai cambiare.
E' la rotta di chi parte e arriva per ripartire."
Semplicemente Grazie!
Postato da: icebergfinanza a novembre 29, 2009 16:45 | link | commenti (42)
http://icebergfinanza.splinder.com/post/21786325/ASSISI....VENTO+DI+SPERANZA%21
| Reazioni: |
Scappa, figlio mio...
|
Vi segnalo al volo questo divertente post di Diegozilla, sulla diatriba figlio di Celli - scappate tutti all'estero. La sua interpretazione è geniale, e mi mangio le mani per non averci pensato, visto che è il nostro mestiere qui su Crisis. Dice Diego: Sono abbastanza terrorizzato. Se un potente consiglia a suo figlio di lasciare il paese, significa che il futuro è ben peggio di quanto avevo previsto. (...) Che cosa sta per accadere di tanto grave da mandare in esilio gli eredi della buona società? Che facciamo, glielo spieghiamo noi a Diegozilla? |
| Reazioni: |
Bradi-economia
| Reazioni: |
NATALE: CONSUMATORI, GIU' ACQUISTI (-23%) A 6,2 MLD EURO
| Reazioni: |
About to Fire His First Shot at Overthrowing the Reigning Bankster Party From Office By Buying Gold
"While Dubai is not big enough to set off financial repercussions outside the Middle East, the main fear is that investors could flee risky markets all at once in search of safer havens for their money." --
The following information may be the most important we have ever published. One of our Intel sources, highly placed in banking circles, tells us that on 1/1/10 all banks that have received TARP funds have been informed by the Federal Reserve that they must further restrict any commercial lending. Loans have to be 75% collateralized, 50% of which has to be in cash, which is a compensating balance.
The announcement that Dubai is going to push its bond payment forward to next spring (default on the interest payment) sent shock waves through the financial world this past week. If rich Arabs who build indoor snow slopes to ski in the desert can not be trusted to repay their loans well then - who can we trust? With states and municipalities hurting from reduced tax revenues their bonds are being looked at with skepticism as well. The deflation crowd has scared bond interest rates to an all time low. The Federal Reserve has painted itself into a corner. If they keep rates this low for much longer then foreign investors will pull their funds out of the US since inflation seems to be much higher than interest rates. If they raise rates to attract foreign investment to purchase our debt it just might throw the fragile US economy into a tailspin. Their only choice is "quantitive easing" which is just a nice phrase for monetizing the debt which is highly inflationary. They can just keep the interest rates low, run the foreign capital away and buy the debt themselves with newly printed money (they just use fresh digits now, no need for all that messy ink and paper expense). After all, with most of our debt converted to short term debt a rise in interest rates would quickly send our deficits soaring (soaring even higher that is) just to pay the extra interest expense. So it seems that quantitive easing is just what the monetary doctor ordered.
We open tonight's notes with the sage words of Rudyard Kipling from the poem "IF."

DI JOHN PERKINS 





