01/09/10

Sono un capitalista


Sono un capitalista. Sono un capitalista e me la passo bene. Possiedo molti beni, molti immobili in giro per il mondo. Aerei privati per il business e imbarcazioni da diporto. Faccio vacanze in località che voi nemmeno vi sognate. Sono un capitalista da sempre, come quasi tutti quelli della mia generazione. Ho ereditato i capitali dai miei avi, sono nato capitalista. Non è difficile fare il capitalista, non servono particolari competenze. Non serve avere una grande cultura né elevato q.i. Non serve nemmeno lavorare, se è per quello. Sono i capitali che lavorano per te. Che corrono in giro per il mondo, tornando indietro con gli interessi. I soldi si fanno con i soldi, non con il lavoro. Ci sono dei fessi che si ammazzano di lavoro dalla mattina alla sera e non fanno altro che accumulare debiti. A volte ci penso, la mattina mentre faccio colazione e guardo giù in strada, dal mio attico. Tutti in coda verso il lavoro, con le loro macchinine comprate a rate … Dio mio, che patetici!
Certo, per fare il capitalista qualcosina devi saper fare. La cosa più importante che occorre saper fare è parlare bene in pubblico, figa, questo è fondamentale. Bisogna saper parlare bene in pubblico tanto più se il pubblico è già ben predisposto, come per es. la platea di Rimini. Quella del meeting dell’amicizia (amici di chi?). Quella di comunione, fatturazione, sussidiarietà e oplà: sempre dalla parte degli ultimi, come conviene ad ogni buon cristiano. Infatti sono stati ospitati per esporre le loro ragioni gli ultimi, gli umili, gli oppressi. E se non siete nemmeno capaci di parlare bene in pubblico (come me, per es.), non c’è problema. Esistono figure specializzate (si chiamano manager) che voi pagate (tanto, ahimè) e le mandate là a parlare in vece vostra. Come per es. quel tizio col maglioncino blu, quel capitano coraggioso che ha l’ardire di investire addirittura in Italia! (dopo solo quarant’anni che il contribuente italiano ripiana le perdite dell’azienda che amministra). Certo, in cambio di qualcosina sui diritti e la dignità dei lavoratori. E gli tocca pure il grattacapo di dover rimettere in riga quelle tre zecche di Melfi che osano alzare la crestina … ma adesso li mette a posto lui, li mette … hi hi hi. Oppure come quel banchiere pelatino (stipendio 3,8 mln €) che si vanta di aver fatto la scommessa di assumere mille ragazzi (tacendo sul dettaglio di aver tagliato salari e ferie, ma ammiccando al segretario sindacale seduto accanto che ha firmato quel bel accordo). E la platea ammirata giù ad applaudire, a dire che bravo, che coraggio! Quella bella platea colorata, con le loro magliette con su scritto ’sì, sono tutti miei …’ perché crescete e moltiplicatevi, perché il numero Continua »

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