
Di Gavyn Davies – 30 Nov, 2010
fonte: Financial Times
Gli eventi delle ultime settimane hanno proiettato una nuova cruda luce sulla natura del debito sovrano dell’Unione monetaria europea. Anche se i critici della UEM hanno sempre sostenuto che l’unione monetaria senza unione fiscale è “impossibile”, è solo da quando Angela Merkel ha iniziato a parlare di una procedura per gestire un possibile default del debito sovrano di uno Stato membro, che i mercati hanno cominciato a preoccuparsi e a ritenere un fatto del genere davvero possibile. In sostanza, le osservazioni dell’onorevole Merkel non hanno cambiato niente: il default di uno stato sovrano all’interno della UEM è sempre stato possibile. Ma ora i mercati si sono resi conto che negli stati membri dell’UEM alcuni elementi chiave della “sovranità” sono mancanti, e la psicologia del mercato è cambiata. Sarà molto difficile ricacciare questo genio dentro la bottiglia.
Quando l’euro è stato avviato dieci anni fa, i critici della moneta unica sostenevano che sarebbe stato impossibile gestire una moneta unica senza istituire anche una unione fiscale. La ragione addotta era che i paesi all’interno dell’UEM si sarebbero potuti trovare ad affrontare il problema cosiddetto del “free rider” (battitore libero, o scroccone, ndt), in base al quale i governi con una storia di sregolatezza fiscale avrebbero potuto scegliere di realizzare disavanzi di bilancio ancora più elevati, con la certezza di non doversi mai trovare ad affrontare né un assalto sulla valuta, né un aumento dei tassi di interesse interni. In effetti, questa situazione si è realmente verificata nel caso della Grecia, ma, contrariamente ai timori, non si è avuta altrove. Irlanda, Portogallo e Spagna si sono trovate tutte in gravi difficoltà finanziarie, ma in nessuno di questi casi la sregolatezza fiscale può essere considerata la causa principale del problema. Quindi i timori di free riding fiscale sono stati, per la maggior parte, fuori luogo......Continua a leggere


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