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la produttività
Non che questo crei necessariamente prospettive rosee per l’agricoltura LEGGI TUTTO
di Giuseppe Bertoni
29-01-2011
Le recenti abnormi fluttuazioni dei prezzi mondiali delle principali derrate alimentari (cereali), potrebbero essere l’ennesima riprova che l’equilibrio fra alimenti prodotti e fabbisogni della popolazione mondiale diventa sempre più precario (dando fra l’altro la stura a quei fenomeni speculativi – tanto aborriti quanto ovvii in simili circostanze – che sono più la conseguenza che non la causa primaria delle tensioni di mercato).
A titolo di esempio, il prezzo internazionale di un paniere di alimenti - mais, semi oleaginosi ed altri cereali - ha raggiunto il record di 214,7 $/ton, superando il record della precedente impennata dei prezzi nel giugno 2008 (213,5$/ton).
Non che ciò sia sorprendente, prima la FAO e poi l’IFPRI (International Food Policy Research Institute – Washington), da almeno 10 anni insistono su tale rischio, soprattutto giustificato dalla straordinaria crescita quanti-qualitativa dei consumi alimentari nel Sud-est asiatico. In senso opposto ha agito una serie di sollecitazioni ambientaliste e naturiste (quindi anti-tecnologiche ed in particolare anti-OGM,) che stanno condizionando negativamente la crescita delle produzioni agricole (da qualche anno stagnanti anziché aumentare per seguire da vicino l’inevitabile crescita dei consumi).





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