Come chiudere un giornale antipatico mettendo da parte un gruzzoletto…
Tratto da Giustizia Giusta il 31 gennaio 2011
Di seguito riportiamo un intervento – espressamente richiesto all’autore dalla direzione di GiustiziaGiusta – sulla vicenda che vede coinvolta la testata giornalista on line Il Legno Storto. Una avventura (giudiziaria) sulla quale abbiamo già espresso, in passato, i nostri dubbi e perplessità: sono gli stessi che evidenzia Marco Cavallotti nel pezzo che segue.
Mi chiedono di parlarne, di spiegare. Ma c'è ben poco da dire: tre denunce, due penali delle quali non si sa nulla da un anno, e una - ben più velenosa- nel tribunale civile.
Per quest'ultima, a dire la verità, il denunciante, dr. Piercamillo Davigo, pezzo grosso della magistratura impegnata, parla di diffamazione: che sarebbe anch'esso un reato penale. Ma in mancanza di un intervento della Procura, il ricorrente può comunque chiedere al giudice civile di accertare il reato penale, e di stabilire l'ammontare dell'indennizzo. Insomma, si paga per un reato penale, mai accertato da un giudice penale. Così si fa prima.
Chi ha fede nella magistratura e nella giustizia, con i tempi che corrono, non deve avere tutte le rotelle a posto. E così, anche se molti amici ci ricordano che la diffamazione è chiaramente definita dal codice, e che nell'articolo incriminato – che abbiamo ripreso da un blog, non chiamato in causa – è assai difficile ravvedere questo genere di crimine, noi ci aspettiamo il peggio.
La richiesta del "diffamato" – noblesse oblige – era di nientemeno che 100. 000 €. Il giudice, nell'ultima udienza, ha ritenuto che fosse esagerata, ed ha proposto una transazione a 40. 000 €: così il lavoro in ufficio si riduce, e il "danneggiato" porta comunque a casa un bel gruzzoletto. Il guaio è che, come altri giornali che vivono esclusivamente del volontariato di chi ci lavora e collabora, anche Il Legno Storto non ha un soldo. E dunque il risultato di questa operazione sarà uno solo: la chiusura della cooperativa proprietaria del giornale, e buona notte ai suonatori.
Qualcuno, maligno, rileva che per "lavare un'offesa" senza lasciare il dubbio che sotto ci siano anche altri fini e altri interessi basterebbe la richiesta di un Euro simbolico. Ma forse, questo qualcuno non tiene conto del carattere e della natura tutta speciale dei cittadini-magistrati in Italia.
Marco Cavallotti, Il Legno Storto




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