01/02/11

La Crisi Europea del Debito – Parte prima


dal sito www.eurointelligence.com  una analisi approfondita  sulla gestione UE/FMI della crisi del debito -  di Satyajit Das, autore di "Traders, guns and money: Knowns and Unknowns in the Dazzling World of Derivatives"

Prima parte: Se volete arrivare là, io non partirei da qui!    

Buona lettura:


Facendo un parallelo con la leadership militare del Presidente George W. Bush, si potrebbe dire che all'inizio del 2010 i leaders europei hanno dichiarato "missione compiuta". Un pacchetto di salvataggio - sostenuto a gran voce! - di 750 miliardi di euro ha scioccato gli speculatori rimettendoli al loro posto. Come la dichiarazione di Bush, la prognosi europea si è rivelata prematura. Il riprensentarsi del problema europeo del debito alla fine del 2010, culminato col salvataggio dell'Irlanda, ha messo in luce i problemi profondi e forse irrisolvibili di alcuni paesi europei sovraindebitati.

Missione Interrotta

Nella prima metà del 2010, la crisi è partita a causa dei grandi deficit di bilancio e degli elevati livelli di debito dei " PIGS" (Portogallo, l'Irlanda, la Grecia e la Spagna) o "PIIGS" (Italia compresa). Per la Grecia, il problema è stato esacerbato da un cocktail micidiale fatto di necessità di finanziare il deficit e il debito giunto a scadenza, di uso dei derivati per mascherare i livelli di debito e di una generale mancanza di trasparenza. 

Alla fine l'Unione Europea ha risposto con varie misure, compreso un prestito da 110 miliardi di euro per la Grecia e il fondo di salvataggio European Financial Stability Funds ("EFSF") da 750 miliardi destinato a fornire liquidità ai membri assediati dell'Euro-zona.

La BCE 
 
La Banca Centrale Europea da parte sua ha sostenuto le misure della UE. Il ruolo della BCE, presumibilmente con l'accordo tacito dell'UE e dei suoi membri, è stato cruciale per evitare i problemi di mancanza di consenso e di accordo a livello politico.

La BCE ha comprato i bonds della Grecia, dall'Irlanda e dal Portogallo nel mercato secondario per sostenerne il prezzo. A metà dicembre 2010, la BCE aveva comprato per 72 miliardi di euro. Più importante, la BCE ha sostenuto le banche più disastrate, fornendo loro i finanziamenti quando il mercato monetario non l'avrebbe fatto. Il finanziamento era a un tasso interessante (intorno all'1%), con la garanzia collaterale di obbligazioni pubbliche. Un arbitraggio squisito e una maniera nascosta per finanziare i creditori inguaiati. 

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