dal sito www.eurointelligence.com una analisi approfondita sulla gestione UE/FMI della crisi del debito - di Satyajit Das, autore di "Traders, guns and money: Knowns and Unknowns in the Dazzling World of Derivatives"
Prima parte: Se volete arrivare là, io non partirei da qui!
Buona lettura:
Facendo un parallelo con la leadership
militare del Presidente George W. Bush, si potrebbe dire che all'inizio
del 2010 i leaders europei hanno dichiarato "missione compiuta". Un
pacchetto di salvataggio - sostenuto a gran voce! - di 750 miliardi di
euro ha scioccato gli speculatori rimettendoli al loro posto. Come la
dichiarazione di Bush, la prognosi europea si è rivelata prematura. Il
riprensentarsi del problema europeo del debito alla fine del 2010,
culminato col salvataggio dell'Irlanda, ha messo in luce i problemi
profondi e forse irrisolvibili di alcuni paesi europei sovraindebitati.
Missione Interrotta
Nella
prima metà del 2010, la crisi è partita a causa dei grandi deficit di
bilancio e degli elevati livelli di debito dei " PIGS" (Portogallo,
l'Irlanda, la Grecia e la Spagna) o "PIIGS" (Italia compresa). Per la
Grecia, il problema è stato esacerbato da un cocktail micidiale fatto
di necessità di finanziare il deficit e il debito giunto a scadenza, di
uso dei derivati per mascherare i livelli di debito e di una generale
mancanza di trasparenza.
Alla
fine l'Unione Europea ha risposto con varie misure, compreso un
prestito da 110 miliardi di euro per la Grecia e il fondo di salvataggio
European Financial Stability Funds ("EFSF") da 750 miliardi destinato a
fornire liquidità ai membri assediati dell'Euro-zona.
La BCE
La
Banca Centrale Europea da parte sua ha sostenuto le misure della UE. Il
ruolo della BCE, presumibilmente con l'accordo tacito dell'UE e dei
suoi membri, è stato cruciale per evitare i problemi di mancanza di
consenso e di accordo a livello politico.
La
BCE ha comprato i bonds della Grecia, dall'Irlanda e dal Portogallo
nel mercato secondario per sostenerne il prezzo. A metà dicembre 2010,
la BCE aveva comprato per 72 miliardi di euro. Più importante, la BCE
ha sostenuto le banche più disastrate, fornendo loro i finanziamenti
quando il mercato monetario non l'avrebbe fatto. Il finanziamento era a
un tasso interessante (intorno all'1%), con la garanzia collaterale di
obbligazioni pubbliche. Un arbitraggio squisito e una maniera nascosta
per finanziare i creditori inguaiati.





0 commenti:
Posta un commento