Chi l'ha detto che Giulio Tremonti concorda con l'idea di una patrimoniale per ridurre il debito? Da più parti s'ipotizza una non contrarietà del ministro dell'economia a una tassazione straordinaria, specie se l'Italia sarà costretta dalla riunione del Consiglio europeo di marzo a una manovra da decine di miliardi per adeguarsi ai nuovi e più rigorosi parametri debito-pil.
Ma a chi l'ha sentito in questi giorni anche informalmente Tremonti ha negato che il Tesoro stia pensando, o abbia in cantiere, un progetto di patrimoniale sugli immobili per abbattere il debito «alla Amato» o «alla Capaldo».

D'altronde dagli economisti e dai tecnici considerati più vicini al titolare del dicastero di Via Venti Settembre non arrivano suggerimenti del genere.
L'economista dell'Università Cattolica di Milano, Alberto Quadrio Curzio, vicepresidente dell'Accademia dei Lincei e membro della Fondazione Generali, ha scritto venerdì scorso sul Foglio che, pur non essendo contrario pregiudizialmente a ipotesi di fiscalità straordinaria, «l'applicazione oggi di imposte straordinarie potrebbe distogliere l'attenzione della cura fisiologica del rapporto debito-prodotto interno lordo tramite soluzioni durevoli».
Sulla stessa linea sembra essere un sito di economisti e manager ritenuti non lontani sia dalle posizioni di Giuliano Amato che da quelle di Tremonti.LEGGI TUTTO




0 commenti:
Posta un commento