01/02/11

I tremontiani bocciano l'ipotesi di una tassa sulla ricchezza
di Michele Arnese

Chi l'ha detto che Giulio Tremonti concorda con l'idea di una patrimoniale per ridurre il debito? Da più parti s'ipotizza una non contrarietà del ministro dell'economia a una tassazione straordinaria, specie se l'Italia sarà costretta dalla riunione del Consiglio europeo di marzo a una manovra da decine di miliardi per adeguarsi ai nuovi e più rigorosi parametri debito-pil.

Ma a chi l'ha sentito in questi giorni anche informalmente Tremonti ha negato che il Tesoro stia pensando, o abbia in cantiere, un progetto di patrimoniale sugli immobili per abbattere il debito «alla Amato» o «alla Capaldo».

D'altronde dagli economisti e dai tecnici considerati più vicini al titolare del dicastero di Via Venti Settembre non arrivano suggerimenti del genere.

L'economista dell'Università Cattolica di Milano, Alberto Quadrio Curzio, vicepresidente dell'Accademia dei Lincei e membro della Fondazione Generali, ha scritto venerdì scorso sul Foglio che, pur non essendo contrario pregiudizialmente a ipotesi di fiscalità straordinaria, «l'applicazione oggi di imposte straordinarie potrebbe distogliere l'attenzione della cura fisiologica del rapporto debito-prodotto interno lordo tramite soluzioni durevoli».

Sulla stessa linea sembra essere un sito di economisti e manager ritenuti non lontani sia dalle posizioni di Giuliano Amato che da quelle di Tremonti.LEGGI TUTTO

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