martedì 1 marzo 2011
Foto Ansa Diffondi il Link a questo articolo Vi faccio una promessa: da oggi in poi, salvo notizie davvero degne di nota, non tratterò più quella recita a soggetto che è la cosiddetta “primavera democratica” di Maghreb e Medio Oriente. Con il passare delle ore, infatti, il quadro che vi delineavo dieci giorni fa appare ormai palese: l’America ha bisogno di destabilizzare l’area per creare il casus belli della guerra all’Iran, in modo da rimettere in moto la sua economia attraverso l’industria bellica. Nel contempo, Usa, Francia e Gran Bretagna sfruttano la situazione per mettere le mani sul petrolio libico, piano che era nelle intenzioni del Dipartimento di Stato da anni.
Che Gheddafi resti o meno, poco importa: il governo-fantoccio che sorgerà sentirà la necessità di rinegoziare i contratti petroliferi siglati dal rais e, guarda caso, sarà l’Italia quella che ci rimetterà di più. Un sentito ringraziamento alle anime belle e ai rivoluzionari a oltranza che, in spregio a Berlusconi, stanno tifando per interessi opposti a quelli del proprio Paese (aver baciato la mano di Gheddafi non sarà stato un bel gesto, ma ricordo a tutti che Gordon Brown, per qualche contratto alla British Petroleum, ha rilasciato l’attentatore di Lockerbie, quindi hanno poco da darci lezioni in Europa).
Insomma, lo scopo strategico è.......................




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