01/03/11

Grecia: come gestire una crisi di debito?

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Dal blog di Islamicfinance, un articolo di qualche mese fa ma adesso molto attuale, soprattutto dopo quel che è venuto fuori sulle cause profonde della crisi nel mondo arabo... 
di Michael Saleh Gassner 05/07/2010

La Grecia ha un notevole impatto sui mercati, mai nervosi come in questi giorni.
Cosa interessante, l'aiuto offerto al paese è basato su prestiti fruttiferi, che probabilmente saranno affiancati da tagli di spese per poter servire il debito, causando grandi difficoltà sociali. Questa è la ricetta standard. 
Come si dovrebbe prestare aiuto secondo la legge e la morale islamica? ...Continua a leggere

STATI UNITI: GOLPE ALLA SPESA PUBBLICA

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Hedelberto López Blanch 


La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, controllata dai repubblicani, ha approvato una legge per tagliare di 61 miliardi di dollari la spesa pubblica al fine di ridurre il deficit di bilancio.
La proposta passa ora al Senato dove si prevede che sarà respinta dalla maggioranza democratica in quel caso inizierà un'altra battaglia per cercare di raggiungere un mezzo che soddisfi entrambe le parti.
I dati ufficiali non sono lusinghieri per la maggiore economia del mondo con oltre 14.000 miliardi dollari di Prodotto Interno Lordo.
 
Nel 2009, il Census Bureau ha riferito che il numero di persone al di sotto della soglia di povertà si attestava a 43,6 milioni alla fine del 2010 colpiva oltre 50 milioni di americani, cioè il 16,4% della popolazione, uno ogni 6,2 persone.
A due anni dall'arrivo alla Casa Bianca il presidente Barack Obama, le persone senza assicurazione sanitaria superano i 50 milioni, la disoccupazione che secondo i dati ufficiali è al 9%, è invece del 16% combinata con la sottoccupazione, mentre circa 7,5 milioni di famiglie sono sotto pignoramento sul punto di perdere la loro casa.

rincara il petrolio? Magari!

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- rincara il petrolio? Magari! -

di Paolo De Gregorio, 1 marzo 2011

Qualche cifretta che tutti dovrebbero conoscere per esprimere un giudizio serio sulla realtà: il mondo consuma 90 milioni di barili di petrolio al giorno (ogni barile contiene 159 litri), il consumo è in aumento e nell’ultimo anno è cresciuto di 1,5 milioni di barili (al giorno).

Per avere una idea di proporzioni dei consumi, è utile sapere che gli USA (con soli 350 milioni di abitanti) consumano il 20% del petrolio mondiale, la CINA (con un miliardo e mezzo di abitanti) il 10%, l’Italia (con 60 milioni di abitanti) l’1,5%.

La Libia produce solo 1,2 milioni di barili al giorno, e non è nemmeno in grado di coprire l’aumento medio annuo dei consumi mondiali.

La prima considerazione da fare è quella ecologica, e la risposta da tempo è stata data dagli scienziati: è sostenibile da parte dell’ecosistema assorbire le scorie di 90 milioni di barili di petrolio al giorno bruciati in atmosfera? Naturalmente NO, ma noi siamo furbi e non diamo retta alla scienza e ci rifugiamo nel fatalismo, nella speranza o nella provvidenza.

La seconda considerazione riguarda la colossale presa per il culo che abbiamo subito in tutti questi anni dal Trattato di Kyoto in poi, dove il problema di diminuire i consumi e le emissioni ha trovato l’economia reale totalmente sorda e impermeabile alla ragione, e anziché diminuire si è andati ogni anno in avanti con i consumi e per giunta è anche aumentato il ricorso al carbone.

E anche qui nessuno s’è preso sulle spalle la croce di dire che l’economia è una dittatura a cui non si riesce a mettere regole.

Certo ciò che stride di più è l’enorme consumo di risorse petrolifere degli USA, soprattutto per eserciti, flotte, aviazione militare e per un parco macchine assurdo per grandezze e consumi.

Perché spero che le rivoluzioni arabe arrivino all’Arabia Saudita e ai paesi del Golfo Persico? Perché spero che il petrolio aumenti al punto da far diventare economica la opzione delle energie rinnovabili, e di conseguenza che nessuno usi più il petrolio ed esso rimanga sottoterra. Se ciò accadrà la salute degli uomini e del pianeta ci guadagnerà molto,

Certo perderemo per sempre le spiagge piene di catrame, lo spettacolo delle petroliere in fiamme e dei pozzi in alto mare che sversano per mesi, diminuiranno drasticamente i tumori nei bambini che respirano le polveri sottili del traffico delle città, non vedremo più Emilio Fede esultare per le guerre Usa del petrolio, ma ce ne faremo una ragione.

Cosa può dare più ottimismo e speranza ad un popolo che fare la rivoluzione energetica fino a quando non arriverà alla completa autosufficienza e quindi alla indipendenza anche politica?

E’ un obbiettivo che bisogna porsi, soprattutto dopo la squallida vicenda con la Libia, dove il nostro premier si è umiliato a baciare la mano di Gheddafi per continuare ad avere il 20% del petrolio che consumiamo e continuare a vendergli armi.

Autosufficienza energetica ed alimentare per ogni paese, devono essere il fondamento di ogni strategia di sviluppo e di governo, accanto ad una politica demografica che individui una proporzione tra risorse del territorio e numero di abitanti.

Chi continuerà a testa bassa a chiedere crescita di produzione e consumi presto si troverà nei guai.

Paolo De Gregorio

Voci Dalla Strada: LE RIVOLUZIONI SPONTANEE NEI PAESI ARABI E LA PISTA DEL DENARO

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I Rothschild hanno organizzato le rivoluzioni in Tunisia ed Egitto per eliminare le banche islamiche dai mercati emergenti del nord d’Africa.

La Tunisia ha esperimentato una crescente liberalizzazione dell’economia durante l’ultimo decennio: nel biennio 2010-2011, secondo il Rapporto di Competitività Globale del World Economic Forum, è stato classificato come il paese più competitivo dell’Africa, così come il 32° paese economicamente più competitivo a livello mondiale. Le grandi popolazioni musulmane del nord d’Africa sono una grande opportunità di business per la banca islamica e per altri affari.
Dictaduraglobal.es

Contrariamente alla credenza popolare, le finanze del mondo sono controllate da “banche centrali” private che si presentano come banche del governo in quasi tutti i paesi del mondo (La Corte d’Appello degli Stati Uniti ha stabilito che la Federal Reserve –banca centrale degli USA- è di proprietà privata: 680 F.2d 1239, Lewis c. Stati Uniti d’America N° 80-5905).
Anche se è un segreto gelosamente custodito, i Rothschild e i suoi partner possiedono la maggior parte delle azioni delle banche centrali (Federal Reserve Directors: A study of Corporate and Banking Influence, Committee on Banking, Currency and Housing, House of Representatives, 1976, Charts 1-5) (Mullins Eustace: Secrets of the Federal Reserve, 1983). Con pochissima influenza da parte dei governi, le economie di Tunisia, Egitto, Yemen, Giordania e Algeria sono strettamente controllate dalle banche centrali dei Rothschild e loro Fondo Monetario Internazionale.
I motivi: si segua la pista dei soldi.
Le banche islamiche hanno tolto terreno ai Rothschild in Medio Oriente, dato che non si applicano interessi (secondo la Sharia) e stanno crescendo molto rapidamente tra la popolazione musulmana del mondo, e ( in tempi economici catastrofici) sono più stabili rispetto alle banche occidentali.
Sebbene sia positivo che la gente si liberi della tirannia dei dittatori, dovrebbe essere liberata anche dalla tirannia del controllo economico e dalla schiavitù. La questione morale pertinente è: “Il fine giustifica i mezzi”?
Il genero dell’ex presidente della Tunisia Ben Alì, Sakher El Materi ha aperto la prima banca islamica in Tunisia, Banque Zitouna, il 26 maggio 2010. La Banque Zitouna è la prima banca islamica nella regione del Magreb (Africa del Nord). E questa banca era il primo passo verso il nuovo programma di Ben Alì di ampie riforme, “Tunisia, un polo dei Servizi Bancari e Centro Finanziario Regionale” che avrebbe tolto potere e benefici alla Banca Centrale della Tunisia appartenente ai Rotschild e soci.
Il Telegraph (19 ottobre 2010) ha informato sull’apertura dell’offerta del megaprogetto di “Tunisia: porto finanziario” del presidente Ben Ali, affinchè la Tunisia divenisse il centro finanziario regionale del nord d’Africa e anche di più : “La banca islamica d’investimenti, la Gulf Finance House (GFH) e il Governo della Tunisia hanno creato il primo centro finanziario offshore nel nord dell’Africa. Il Centro farà parte del Porto Finanziario della Tunisia, una zona di.................

Libia e petrolio: alle porte della crisi petrolifera | IntermarketAndMore

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Rassegna stampa e

Non sottovalutiamo la crisi libica, quantomeno nell’impatto che la crisi può avere proprio sul prezzo del petrolio. Via Clusterstock, vi propongo questo interessante grafico, dove veniamo a scoprire che la crisi libica è al momento l’ottava crisi della storia come impatto sull’approvigionamento del petrolio. Addirittura a livello volumetrico è peggiore di quella vista con la guerra in Irak. Certo che se la crisi si espande ancora di più ad Est…Nel frattempo la benzina vola e con lei il gasolio:

Maxi-aumento per la benzina e il diesel di Eni, che in un sola battuta aumenta i listini di due centesimi al litro. È «l’effetto Libia» che si abbatte così in maniera sempre più pesante sui carburanti nazionali, secondo quanto emerge dalle ..........................

RUSSIA La Russia sogna di diventare un centro finanziario internazionale - Asia News

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di Nina Achmatova
Mosca continua con emissioni di Eurobond denominati in rubli per promuovere la valuta nazionale. Intanto il Cremlino ha istituito un team di esperti per portare a termine la missione.

Mosca (AsiaNews) – La Russia va avanti con il suo piano di creare un grande centro finanziario internazionale e promuovere il rublo sui mercati esteri. Secondo gli esperti le potenzialità ci sono ma la strada da fare pere favorire l’afflusso di capitali è ancora in salita.

Ieri, il ministro russo delle Finanze Alexiei Kudrin ha fatto sapere che Mosca ha intenzione di continuare a fare emissioni di Eurobond denominati in rubli, dopo aver lanciato nei giorni scorsi la prima, della durata di sette anni e del valore di 40 miliardi di rubli, pari a 1,36 miliardi di dollari. “Credo che sia solo la prima emissione, negli anni a venire continueremo questa prassi e organizzeremo un nuovo segmento del mercato internazionale, gli Eurobond denominati in rubli”, ha spiegato Kudrin. L'iniziativa, ha proseguito, è “un importante passo avanti per l’organizzazione di un centro finanziario internazionale in Russia e per la promozione della.............................

Selvas Blog: Gran Bretagna, primo acquirente del debito USA

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La crisi nel Regno Unito non frena il finanziamento del debito USA - Albione ruba al suo popolo per finanziare gli USA.
Attilio Folliero
Il Regno Unito sta vivendo una grave crisi economica come tutti gli altri paesi occidentali altamente indebitati. Nella classifica europea dei paesi con il più alto reddito medio pro capite occupa il dodicesimo posto, con 32.890 euro, superato recentemente dall’Italia, che ha un reddito medio pro capite di 35.390 euro; ne da notizia il “The Economist” di Londra (1), periodico notoriamente anti-italiano, da almeno un decennio fortemente impegnato a sparlare del Belpaese.

Il Regno Unito ha un enorme debito pubblico per cui deve ricorrere a misure di austerità per cercare di ridurlo o tentare che cresca ancora: tagli alla spesa pubblica, innalzamento del’età pensionistica, congelamento degli stipendi, incremento delle tasse, licenziamenti e...........................

FINANZA/ La crisi che piace agli Usa per "ricattare" la Cina | Pagina 1

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martedì 1 marzo 2011

Vi faccio una promessa: da oggi in poi, salvo notizie davvero degne di nota, non tratterò più quella recita a soggetto che è la cosiddetta “primavera democratica” di Maghreb e Medio Oriente. Con il passare delle ore, infatti, il quadro che vi delineavo dieci giorni fa appare ormai palese: l’America ha bisogno di destabilizzare l’area per creare il casus belli della guerra all’Iran, in modo da rimettere in moto la sua economia attraverso l’industria bellica. Nel contempo, Usa, Francia e Gran Bretagna sfruttano la situazione per mettere le mani sul petrolio libico, piano che era nelle intenzioni del Dipartimento di Stato da anni.

Che Gheddafi resti o meno, poco importa: il governo-fantoccio che sorgerà sentirà la necessità di rinegoziare i contratti petroliferi siglati dal rais e, guarda caso, sarà l’Italia quella che ci rimetterà di più. Un sentito ringraziamento alle anime belle e ai rivoluzionari a oltranza che, in spregio a Berlusconi, stanno tifando per interessi opposti a quelli del proprio Paese (aver baciato la mano di Gheddafi non sarà stato un bel gesto, ma ricordo a tutti che Gordon Brown, per qualche contratto alla British Petroleum, ha rilasciato l’attentatore di Lockerbie, quindi hanno poco da darci lezioni in Europa).

Insomma, lo scopo strategico è.......................

Morgan Opens Gold Window

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Tuesday, March 01, 2011 – by John Browne


Earlier this month, J.P. Morgan made an important announcement that received scant coverage in the media: the bank would now accept gold as collateral for loans. The move appears to have been well-timed, for in the ensuing weeks, the price of gold and silver climbed steeply, based largely on political turmoil in the Middle East. But why should Morgan's decision be of interest to anyone outside the bank?

It can be argued that J.P. Morgan is the world's premier major bank. As such, its decision to accept gold as collateral offers a rare glimpse into the very private financial decision-making of some of the largest and most sophisticated investors in the world, whether governments, corporations, or wealthy individuals.

By reopening its former gold vaults in New York, as well as new facilities in Far Eastern financial centers – which cater to investors who typically have larger gold reserves than Western counterparts – Morgan is telling the world that gold is gaining greater traction as a medium of exchange.

Given that a bank continually looks to provide services that its clients demand, the move suggests that a strategy has taken hold among the highest echelon of investors based on core holdings of precious metals.

Readers of this column know that Euro Pacific has long advised that..........................

Interessi economici e valori democratici camminano insieme | Bimbo Alieno

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migrazione pinguiniPer fare zoom sull’immagine clicca qui
Qualche giorno fa, in seguito alla deposizione di Hosni Mubarak, pubblicai un post collegato al mito della caverna di Platone. Nel post parlavo del “castigo” toccato all’Occidente, che doveva scegliere se continuare a sostenere delle autocrazie oppure accettare con coraggio gli esiti della democrazia nei Paesi che si stanno ribellando ai loro tiranni. Oggi la situazione si è evoluta, con il ...........................

ComeDonChisciotte - LE RIVOLTE IN EGITTO E TUNISIA ORDITE DAI ROTHSCHILD

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PER ELIMINARE LE BANCHE ISLAMICHE DAGLI EMERGENTI MERCATI NORD AFRICANI

FONTE: PUPPET99:COM

Contesto: La Tunisia ha vissuto una progressiva liberalizzazione economica durante l’ultimo decennio. Nel Global Competitiveness Report del World Economic Forum 2010-2011, la Tunisia è stata catalogata come paese africano più competitivo, e a livello mondiale si trova al trentaduesimo posto tra i paesi più competitivi. L’enorme popolazione musulmana del Nord Africa è un’opportunità per gli affari delle banche islamiche e per altre imprese.

Contrariamente alla credenza popolare, le finanze mondiali sono controllate da “banche centrali” possedute da privati, mascherate da banche del governo federale in......................

Diario della crisi finanziaria: Madoff attacca il governo USA!

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Dopo aver suscitato molto clamore con la sua recente intervista al New York Times nella quale accusava J.P. Morgan Chase ed altre entità finanziarie di essere complici del suo schema di Ponzi, Bernard Madoff alza il tiro in una nuova intervista al New York magazine nella quale attacca frontalmente la riforma dei mercati finanziari fortemente voluta da Obama e giunge a dire che il Governo ha messo in piedi un gigantesco schema di Ponzi.

Il bancarottiere settantaduenne è stato colpito di recente dalla tragica scomparsa del suo figlio Mark, morto suicida nel secondo anniversario dell’arresto del padre, e continua a ..............

Manifestazione in Iran: si va alla resa dei conti? - La Pulce di Voltaire

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Giornalista, autore testi

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Lilit è una blogger intervistata un anno fa dal sottoscritto. Rilancio questo suo allarme, che segue gli scandalosi arresti dei leader dell'opposizione e dei loro familiari. Come ho scritto ieri, se mi è concessa un'iperbole assurda, l'Iran è "peggio" della Libia...

"Leggo su un notiziario, che alcuni servizi segreti Israeliani hanno chiaramente detto come Mousavi e Karrobi sono stati malmenati e portati via dopo molti giorni di "gabbia domiciliare". Non avevano mangiato per paura di essere avvelenati. I loro figli hanno chiesto aiuto alla gente. I giovani domani escono fuori, ma già stasera ci sono stati scontri. Vi prego di coprire la notizia. Se c'è qualche giornalista che legge...vi chiedo per favore.

Se uccidono Mousavi e Karoubi, potrebbero dare un grosso colpo al movimento, potrebbero creare caos e terrore...e non so più.

Ho appena parlato con................

India: proteste contro centrale carbone su Bloggo blogghino

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Post n°5843 pubblicato il 28 Febbraio 2011 da lucarossi82

India: proteste contro centrale carbone

28 Febbraio 2011 16:05

(ANSA) - NEW DELHI - Una violenta protesta contro il progetto di una centrale a carbone ha provocato due morti e diversi feriti nello stato centrale dell'Andhra Pradesh. Gli scontri tra dimostranti e la polizia sono avvenuti nel distretto di Srikakulam, dove la societa' energetica East Coast Energy Pvt ha intenzione di realizzare un impianto alimentato a carbone da 2.640 megawatt. La popolazione locale si oppone alla mega centrale, perche' provocherebbe uno scempio ambientale sulla fascia costiera.

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/India-proteste-centrale-carbone/28-02-2011/1-A_000181628.shtml

La marijuana, una materia prima che non aumenta di prezzo

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28 febbraio 2011

Mentre grano, lana e altri beni costano sempre di più, la droga leggera rimane stabile

Durante l’ultimo anno, come riporta SmartMoney, i prezzi dei raccolti sono schizzati verso l’alto. Secondo il Bureau of Labor Statistics (che si occupa di calcolare l’inflazione) il grano è salito del 63%; suini e polli nutriti a base di frumento sono più costosi del 9%; il prezzo della lana è aumentato del 18% e quello del cotone è praticamente raddoppiato. Ma c’è almeno un raccolto che è immune all’inflazione: la marijuana.

L’INDICE DELLA MARIJUANA – La sostanza che secondo alcuni friggerebbe irrimediabilmente il cervello oggi costa un po’ meno di quello che costava l’anno scorso. Ovviamente, il governo americano non inserisce la marijuana nei suoi indicatori economici, ma ci sono diversi modi per arrivare ad una stima più o meno fedele dei prezzi di questa. Uno è lo STRIDE (System to Retrieve Information from Drug Evidence), nel quale i.................

OCCUPAZIONE: IL FANTASMA DELL'OPERA! | icebergfinanza

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Alcune rapide considerazioni sui dati macroeconomici che verranno!

Quasi tutti gli indici regionali dei distretti manifatturieri americani indicano una naturale pressione sui prezzi delle materie prime e quindi una conseguente pressione sui margini di profitto della aziende che non riescono a trasferirli al consumatore finale.

Quindi o si tagliano gli investimenti o si taglia l'occupazione.




Venerdi avremo il dato sull'occupazione americana e quindi avremo modo di osservare quanto ha inciso la leggenda metropolitana delle tormente di neve sui dati di ....................

Marra parla di Signoraggio bancario a RAI3

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Gli U.S.A. contattano l'Opposizione libica, e muovono mezzi militari nelle vicinanze

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Ultime dichiarazioni USA da  Bloomberg:   soccorso umanitario, costruzione della democrazia ad hoc, e presa di possesso delle risorse strategiche, tutto secondo copione.
di Viola Gienger e da Indira A.R. Lakshmanan - 28 febbraio 2011

Il ministro Hillary Clinton ha detto oggi che gli Stati Uniti stanno mandando delle squadre di pronto soccorso ai confini della Libia per aiutare i rifugiati che fuggono la repressione armata del governo sulla rivolta popolare, mentre il Pentagono ha detto che sta riposizionando dlle unità militari vicino alla Libia.
Clinton ha detto che forze navali nel Mediterraneo, mezzi militari U.S.A. dalla NATO e da basi dei pæsi ospitanti potrebbero essere usati per sostenere “un intervento umanitario" e “lmissioni di soccorso" per aiutare i rifugiati che fuggono dalla violenza politica nell'Africa del Nord.......Continua a leggere