La Grecia ha un notevole impatto sui mercati, mai nervosi come in questi giorni.
01/03/11
Grecia: come gestire una crisi di debito?
La Grecia ha un notevole impatto sui mercati, mai nervosi come in questi giorni.
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STATI UNITI: GOLPE ALLA SPESA PUBBLICA
La proposta passa ora al Senato dove si prevede che sarà respinta dalla maggioranza democratica in quel caso inizierà un'altra battaglia per cercare di raggiungere un mezzo che soddisfi entrambe le parti.
I dati ufficiali non sono lusinghieri per la maggiore economia del mondo con oltre 14.000 miliardi dollari di Prodotto Interno Lordo.
Nel 2009, il Census Bureau ha riferito che il numero di persone al di sotto della soglia di povertà si attestava a 43,6 milioni alla fine del 2010 colpiva oltre 50 milioni di americani, cioè il 16,4% della popolazione, uno ogni 6,2 persone.
A due anni dall'arrivo alla Casa Bianca il presidente Barack Obama, le persone senza assicurazione sanitaria superano i 50 milioni, la disoccupazione che secondo i dati ufficiali è al 9%, è invece del 16% combinata con la sottoccupazione, mentre circa 7,5 milioni di famiglie sono sotto pignoramento sul punto di perdere la loro casa.
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rincara il petrolio? Magari!
- rincara il petrolio? Magari! -
di Paolo De Gregorio, 1 marzo 2011
Qualche cifretta che tutti dovrebbero conoscere per esprimere un giudizio serio sulla realtà: il mondo consuma 90 milioni di barili di petrolio al giorno (ogni barile contiene
Per avere una idea di proporzioni dei consumi, è utile sapere che gli USA (con soli 350 milioni di abitanti) consumano il 20% del petrolio mondiale,
La prima considerazione da fare è quella ecologica, e la risposta da tempo è stata data dagli scienziati: è sostenibile da parte dell’ecosistema assorbire le scorie di 90 milioni di barili di petrolio al giorno bruciati in atmosfera? Naturalmente NO, ma noi siamo furbi e non diamo retta alla scienza e ci rifugiamo nel fatalismo, nella speranza o nella provvidenza.
La seconda considerazione riguarda la colossale presa per il culo che abbiamo subito in tutti questi anni dal Trattato di Kyoto in poi, dove il problema di diminuire i consumi e le emissioni ha trovato l’economia reale totalmente sorda e impermeabile alla ragione, e anziché diminuire si è andati ogni anno in avanti con i consumi e per giunta è anche aumentato il ricorso al carbone.
E anche qui nessuno s’è preso sulle spalle la croce di dire che l’economia è una dittatura a cui non si riesce a mettere regole.
Certo ciò che stride di più è l’enorme consumo di risorse petrolifere degli USA, soprattutto per eserciti, flotte, aviazione militare e per un parco macchine assurdo per grandezze e consumi.
Perché spero che le rivoluzioni arabe arrivino all’Arabia Saudita e ai paesi del Golfo Persico? Perché spero che il petrolio aumenti al punto da far diventare economica la opzione delle energie rinnovabili, e di conseguenza che nessuno usi più il petrolio ed esso rimanga sottoterra. Se ciò accadrà la salute degli uomini e del pianeta ci guadagnerà molto,
Certo perderemo per sempre le spiagge piene di catrame, lo spettacolo delle petroliere in fiamme e dei pozzi in alto mare che sversano per mesi, diminuiranno drasticamente i tumori nei bambini che respirano le polveri sottili del traffico delle città, non vedremo più Emilio Fede esultare per le guerre Usa del petrolio, ma ce ne faremo una ragione.
Cosa può dare più ottimismo e speranza ad un popolo che fare la rivoluzione energetica fino a quando non arriverà alla completa autosufficienza e quindi alla indipendenza anche politica?
E’ un obbiettivo che bisogna porsi, soprattutto dopo la squallida vicenda con
Autosufficienza energetica ed alimentare per ogni paese, devono essere il fondamento di ogni strategia di sviluppo e di governo, accanto ad una politica demografica che individui una proporzione tra risorse del territorio e numero di abitanti.
Chi continuerà a testa bassa a chiedere crescita di produzione e consumi presto si troverà nei guai.
Paolo De Gregorio
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Voci Dalla Strada: LE RIVOLUZIONI SPONTANEE NEI PAESI ARABI E LA PISTA DEL DENARO
Contrariamente alla credenza popolare, le finanze del mondo sono controllate da “banche centrali” private che si presentano come banche del governo in quasi tutti i paesi del mondo (La Corte d’Appello degli Stati Uniti ha stabilito che la Federal Reserve –banca centrale degli USA- è di proprietà privata: 680 F.2d 1239, Lewis c. Stati Uniti d’America N° 80-5905).
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Libia e petrolio: alle porte della crisi petrolifera | IntermarketAndMore
Rassegna stampa e link finanziari
Non sottovalutiamo la crisi libica, quantomeno nell’impatto che la crisi può avere proprio sul prezzo del petrolio. Via Clusterstock, vi propongo questo interessante grafico, dove veniamo a scoprire che la crisi libica è al momento l’ottava crisi della storia come impatto sull’approvigionamento del petrolio. Addirittura a livello volumetrico è peggiore di quella vista con la guerra in Irak. Certo che se la crisi si espande ancora di più ad Est…Nel frattempo la benzina vola e con lei il gasolio:
Maxi-aumento per la benzina e il diesel di Eni, che in un sola battuta aumenta i listini di due centesimi al litro. È «l’effetto Libia» che si abbatte così in maniera sempre più pesante sui carburanti nazionali, secondo quanto emerge dalle ..........................| Reazioni: |
RUSSIA La Russia sogna di diventare un centro finanziario internazionale - Asia News
Mosca continua con emissioni di Eurobond denominati in rubli per promuovere la valuta nazionale. Intanto il Cremlino ha istituito un team di esperti per portare a termine la missione.
Mosca (AsiaNews) – La Russia va avanti con il suo piano di creare un grande centro finanziario internazionale e promuovere il rublo sui mercati esteri. Secondo gli esperti le potenzialità ci sono ma la strada da fare pere favorire l’afflusso di capitali è ancora in salita. Ieri, il ministro russo delle Finanze Alexiei Kudrin ha fatto sapere che Mosca ha intenzione di continuare a fare emissioni di Eurobond denominati in rubli, dopo aver lanciato nei giorni scorsi la prima, della durata di sette anni e del valore di 40 miliardi di rubli, pari a 1,36 miliardi di dollari. “Credo che sia solo la prima emissione, negli anni a venire continueremo questa prassi e organizzeremo un nuovo segmento del mercato internazionale, gli Eurobond denominati in rubli”, ha spiegato Kudrin. L'iniziativa, ha proseguito, è “un importante passo avanti per l’organizzazione di un centro finanziario internazionale in Russia e per la promozione della.............................
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Selvas Blog: Gran Bretagna, primo acquirente del debito USA
Il Regno Unito sta vivendo una grave crisi economica come tutti gli altri paesi occidentali altamente indebitati. Nella classifica europea dei paesi con il più alto reddito medio pro capite occupa il dodicesimo posto, con 32.890 euro, superato recentemente dall’Italia, che ha un reddito medio pro capite di 35.390 euro; ne da notizia il “The Economist” di Londra (1), periodico notoriamente anti-italiano, da almeno un decennio fortemente impegnato a sparlare del Belpaese.
Il Regno Unito ha un enorme debito pubblico per cui deve ricorrere a misure di austerità per cercare di ridurlo o tentare che cresca ancora: tagli alla spesa pubblica, innalzamento del’età pensionistica, congelamento degli stipendi, incremento delle tasse, licenziamenti e...........................
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FINANZA/ La crisi che piace agli Usa per "ricattare" la Cina | Pagina 1
martedì 1 marzo 2011
Foto Ansa Diffondi il Link a questo articolo Vi faccio una promessa: da oggi in poi, salvo notizie davvero degne di nota, non tratterò più quella recita a soggetto che è la cosiddetta “primavera democratica” di Maghreb e Medio Oriente. Con il passare delle ore, infatti, il quadro che vi delineavo dieci giorni fa appare ormai palese: l’America ha bisogno di destabilizzare l’area per creare il casus belli della guerra all’Iran, in modo da rimettere in moto la sua economia attraverso l’industria bellica. Nel contempo, Usa, Francia e Gran Bretagna sfruttano la situazione per mettere le mani sul petrolio libico, piano che era nelle intenzioni del Dipartimento di Stato da anni.
Che Gheddafi resti o meno, poco importa: il governo-fantoccio che sorgerà sentirà la necessità di rinegoziare i contratti petroliferi siglati dal rais e, guarda caso, sarà l’Italia quella che ci rimetterà di più. Un sentito ringraziamento alle anime belle e ai rivoluzionari a oltranza che, in spregio a Berlusconi, stanno tifando per interessi opposti a quelli del proprio Paese (aver baciato la mano di Gheddafi non sarà stato un bel gesto, ma ricordo a tutti che Gordon Brown, per qualche contratto alla British Petroleum, ha rilasciato l’attentatore di Lockerbie, quindi hanno poco da darci lezioni in Europa).
Insomma, lo scopo strategico è.......................
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Morgan Opens Gold Window
Tuesday, March 01, 2011 – by John Browne

Earlier this month, J.P. Morgan made an important announcement that received scant coverage in the media: the bank would now accept gold as collateral for loans. The move appears to have been well-timed, for in the ensuing weeks, the price of gold and silver climbed steeply, based largely on political turmoil in the Middle East. But why should Morgan's decision be of interest to anyone outside the bank?
It can be argued that J.P. Morgan is the world's premier major bank. As such, its decision to accept gold as collateral offers a rare glimpse into the very private financial decision-making of some of the largest and most sophisticated investors in the world, whether governments, corporations, or wealthy individuals.
By reopening its former gold vaults in New York, as well as new facilities in Far Eastern financial centers – which cater to investors who typically have larger gold reserves than Western counterparts – Morgan is telling the world that gold is gaining greater traction as a medium of exchange.
Given that a bank continually looks to provide services that its clients demand, the move suggests that a strategy has taken hold among the highest echelon of investors based on core holdings of precious metals.
Readers of this column know that Euro Pacific has long advised that..........................| Reazioni: |
Interessi economici e valori democratici camminano insieme | Bimbo Alieno
Per fare zoom sull’immagine clicca qui
Qualche giorno fa, in seguito alla deposizione di Hosni Mubarak, pubblicai un post collegato al mito della caverna di Platone. Nel post parlavo del “castigo” toccato all’Occidente, che doveva scegliere se continuare a sostenere delle autocrazie oppure accettare con coraggio gli esiti della democrazia nei Paesi che si stanno ribellando ai loro tiranni. Oggi la situazione si è evoluta, con il ...........................
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ComeDonChisciotte - LE RIVOLTE IN EGITTO E TUNISIA ORDITE DAI ROTHSCHILD
FONTE: PUPPET99:COMContesto: La Tunisia ha vissuto una progressiva liberalizzazione economica durante l’ultimo decennio. Nel Global Competitiveness Report del World Economic Forum 2010-2011, la Tunisia è stata catalogata come paese africano più competitivo, e a livello mondiale si trova al trentaduesimo posto tra i paesi più competitivi. L’enorme popolazione musulmana del Nord Africa è un’opportunità per gli affari delle banche islamiche e per altre imprese.
Contrariamente alla credenza popolare, le finanze mondiali sono controllate da “banche centrali” possedute da privati, mascherate da banche del governo federale in......................
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Diario della crisi finanziaria: Madoff attacca il governo USA!
Dopo aver suscitato molto clamore con la sua recente intervista al New York Times nella quale accusava J.P. Morgan Chase ed altre entità finanziarie di essere complici del suo schema di Ponzi, Bernard Madoff alza il tiro in una nuova intervista al New York magazine nella quale attacca frontalmente la riforma dei mercati finanziari fortemente voluta da Obama e giunge a dire che il Governo ha messo in piedi un gigantesco schema di Ponzi.
Il bancarottiere settantaduenne è stato colpito di recente dalla tragica scomparsa del suo figlio Mark, morto suicida nel secondo anniversario dell’arresto del padre, e continua a ..............
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Manifestazione in Iran: si va alla resa dei conti? - La Pulce di Voltaire
Paolo della Sala Giornalista, autore testi
Argomenti Correlatiesteri, geopolitica, iran, israele, strage
Lilit è una blogger intervistata un anno fa dal sottoscritto. Rilancio questo suo allarme, che segue gli scandalosi arresti dei leader dell'opposizione e dei loro familiari. Come ho scritto ieri, se mi è concessa un'iperbole assurda, l'Iran è "peggio" della Libia...
"Leggo su un notiziario, che alcuni servizi segreti Israeliani hanno chiaramente detto come Mousavi e Karrobi sono stati malmenati e portati via dopo molti giorni di "gabbia domiciliare". Non avevano mangiato per paura di essere avvelenati. I loro figli hanno chiesto aiuto alla gente. I giovani domani escono fuori, ma già stasera ci sono stati scontri. Vi prego di coprire la notizia. Se c'è qualche giornalista che legge...vi chiedo per favore.
Se uccidono Mousavi e Karoubi, potrebbero dare un grosso colpo al movimento, potrebbero creare caos e terrore...e non so più.
Ho appena parlato con................| Reazioni: |
India: proteste contro centrale carbone su Bloggo blogghino
India: proteste contro centrale carbone
28 Febbraio 2011 16:05
(ANSA) - NEW DELHI - Una violenta protesta contro il progetto di una centrale a carbone ha provocato due morti e diversi feriti nello stato centrale dell'Andhra Pradesh. Gli scontri tra dimostranti e la polizia sono avvenuti nel distretto di Srikakulam, dove la societa' energetica East Coast Energy Pvt ha intenzione di realizzare un impianto alimentato a carbone da 2.640 megawatt. La popolazione locale si oppone alla mega centrale, perche' provocherebbe uno scempio ambientale sulla fascia costiera.
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La marijuana, una materia prima che non aumenta di prezzo
Mentre grano, lana e altri beni costano sempre di più, la droga leggera rimane stabile
Durante l’ultimo anno, come riporta SmartMoney, i prezzi dei raccolti sono schizzati verso l’alto. Secondo il Bureau of Labor Statistics (che si occupa di calcolare l’inflazione) il grano è salito del 63%; suini e polli nutriti a base di frumento sono più costosi del 9%; il prezzo della lana è aumentato del 18% e quello del cotone è praticamente raddoppiato. Ma c’è almeno un raccolto che è immune all’inflazione: la marijuana.
L’INDICE DELLA MARIJUANA – La sostanza che secondo alcuni friggerebbe irrimediabilmente il cervello oggi costa un po’ meno di quello che costava l’anno scorso. Ovviamente, il governo americano non inserisce la marijuana nei suoi indicatori economici, ma ci sono diversi modi per arrivare ad una stima più o meno fedele dei prezzi di questa. Uno è lo STRIDE (System to Retrieve Information from Drug Evidence), nel quale i.................| Reazioni: |
OCCUPAZIONE: IL FANTASMA DELL'OPERA! | icebergfinanza

Alcune rapide considerazioni sui dati macroeconomici che verranno!
Quasi tutti gli indici regionali dei distretti manifatturieri americani indicano una naturale pressione sui prezzi delle materie prime e quindi una conseguente pressione sui margini di profitto della aziende che non riescono a trasferirli al consumatore finale.
Quindi o si tagliano gli investimenti o si taglia l'occupazione.


Venerdi avremo il dato sull'occupazione americana e quindi avremo modo di osservare quanto ha inciso la leggenda metropolitana delle tormente di neve sui dati di ....................
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Marra parla di Signoraggio bancario a RAI3
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Gli U.S.A. contattano l'Opposizione libica, e muovono mezzi militari nelle vicinanze
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