01/11/11

LA RIVINCITA DELLO STATO-NAZIONE

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LA RIVINCITA DELLO STATO-NAZIONE



DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD


Telegraph.co.uk


La sorprendente decisione della Grecia

di indire un referendum – "un atto supremo di democrazia e

di patriottismo
" con le parole del premier George Papandreou

– ha più o meno ucciso l'accordo dell'UE della scorsa settimana.



I mercati non possono attendere tre

mesi per scoprire il risultato, e né la Cina presterà altro

denaro al fondo di salvataggio EFSF fino a che non verrà esaurito.


L'intera struttura è ora a rischio di crollo. Société Générale

questa mattina è calata del 15 per cento. L'indice FTSE MIB a Milano

ha perso il 7 per cento. Lo spread delle obbligazioni italiane

è salito a 450 punti base.




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IL MITO DELLA DISSOLUTEZZA DEI GRECI

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IL MITO DELLA DISSOLUTEZZA DEI GRECI

LA DISTRUZIONE DEL SOSTENTAMENTO DI TREDICI MILIONI DI PERSONE





DI MARSHALL AUERBACK

Counter Punch


Nel corso della storia i greci sono

stati grandi creatori di miti. E il resto del mondo? Non tanto, visto

che la messe di commenti espressi su questa nazione non ha valore. Leggendo

la stampa ci si fa l'idea di una manica di mediterranei scrocconi e

svogliati che godono uno dei più alti standard di vita in Europa, mentre

i parsimoniosi tedeschi pagano il conto. Questa è propaganda senza

senso, progettata per giustificare l'adempimento continuo e collettivo

di manovre per rimediare alle colpe dei padri e dei nonni. Come se la

Grecia fosse l'unica ad aver falsificato i bilanci nell'Unione Europea!

Il cuore del problema sta nell'antiquato sistema fiscale che finanzia

lo stato, che si traduce in un costante passivo di bilancio pari al

10% del PIL. Il 20% della popolazione che i redditi più alti in pratica

non paga le tasse, perché è il prodotto di un accordo corrotto realizzato

durante i giorni della Giunta fra i militari e i maggiori plutocrati

greci. Non c'è da stupirsi che ci sia una crisi fiscale.




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se qualcuno ha ancora dei BTP non abbiamo colpa

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se qualcuno ha ancora dei BTP non abbiamo colpa

Uno dei difetti dei consulenti e cosiddetti esperti finanziari è che quando danno consigli spesso non sono chiari. Però ci sono eccezioni.

Ad esempio se tra chi abbia letto, anche superficialmente, ...



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FERRERO (Prc): “Governo, Ue e Bce ci portano al disastro. Subito referendum come in Grecia!”

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FERRERO (Prc): "Governo, Ue e Bce ci portano al disastro. Subito referendum come in Grecia!"

(ASCA) – "E' del tutto evidente che le politiche del Governo, della Ue e della Bce ci stanno portando al disastro, come in Grecia. La Bce per bloccare la speculazione deve acquistare i titoli di stato nel mercato primario e non in quello secondario ed il nostro governo deve pretendere con forza che questo avvenga da subito. Inoltre bisogna fare subito un referendum cosi' come in Grecia, sulle politiche economiche e della Bce. Le politiche di austerity vanno sconfitte con la democrazia reale: sia il popolo e non le banche a poter decidere il proprio destino". Lo dichiara in una nota Paolo Ferrero, segretario nazionale Prc.




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Btp, spazzato via l’ombrellino Bce

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Btp, spazzato via l'ombrellino Bce

Gli acquisti limitati di titoli del tesoro (60 miliardi) non sono riusciti a frenare i tassi. I rendimenti dei bond italiani ai massimi [...]



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Lo strano caso di Mister Drake

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Fonte: http://www.ilgiornale.it/rubrica_cucu/lo_strano_caso_mister_drake/01-11-2011/articolo-id=554717-page=0-comments=1di Marcello Veneziani


Da italiano sono fiero che il governa­t­ore della Banca centrale europea - che oggi si insedia- sia italiano. Ma Dra­ghi è fiero di essere italiano, anzi si sente italiano?

Da italiano sono fiero che il governatore della Banca centrale europea - che oggi si insedia- sia italiano. Ma Draghi è fiero di essere italiano, anzi si sente italiano?

Mister Drake è inglese dentro. Visse a Londra, fu vicepresidente della Goldman Sachs, fu sempre molto british. Ricordo ( lo pubblicai in solitudine su L’Italia settimanale ) quel 2 giugno del 1992 a bordo dello yacht Britannia di Sua Maestà la Regina quando alcuni big della finanza fecero la festa alla Repubblica italiana svendendola a pezzi.

Decisero i destini del nostro Paese non nelle sedi istituzionali e in territorio italiano, ma su una nave che batteva bandiera britannica. Tra loro a bordo c’era Mario Draghi, allora direttore generale del Tesoro.

Dopo quell’incontro ci furono cessioni, fu svalutata la lira e le finanziarie di Wall Street poterono accaparrarsi i pezzi forti dell’azienda Italia a prezzi scontati. La carriera politica di Prodi, senior partner della Goldman, nacque lì.

Tre mesi dopo quel summit sullo yacht, in Assolombarda, Prodi suggerì, lui boiardo di Stato, di cedere anche le nostre banche d’interesse nazionale e privatizzare a man bassa. Intanto le grandi agenzie internazionali provvedevano a declassare il nostro Paese, favorendo la svendita.

Vorrei dedicare la nomina di Draghi a due persone. A un sognatore della sovranità popolare della moneta che denunciò la Banca centrale, il professor Giacinto Auriti.
E a un controverso governatore cattoitalo- ciociaro che contravvenne ai poteri forti e fu massacrato, Antonio Fazio.

Auguri Mister Drake.

Una Exit Strategy per la Grecia. Marco Saba

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Una Exit Strategy per la Grecia. Marco Saba

Dall'archivio, 4 marzo 2010 :
Fonte: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2010/03/la-grecia-demonetizzata-rilegga.html

La Grecia demon(et)izzata rilegga Aristotele, Isocrate (e me)

Cerchiamo di fare il punto sull'attuale situazione economico-finanziaria. All'ordine del giorno c'è la crisi greca e le quattro ipotesi di svolgimento elaborate da economisti ortodossi, secondo quanto apprendiamo dal recente articolo di Ruggero Paladini [1]:

a) se la sbrighi la Grecia, e se non ci riesce e va in default non è un problema; cosa sono 300 miliardi di euro?

b) la Grecia deve rivolgersi al FMI che serve proprio in casi del genere, ed ha una grande esperienza;

c) bisogna permettere una fuoriuscita – magari temporanea – dall'euro che permetta una svalutazione (competitiva) e quindi un nuovo ingresso;

d) deve intervenire l'Europa, o meglio i paesi dell'euro, per sostenere politicamente e finanziariamente la Grecia; molti aggiungono che si pone poi un problema di politica economica e un salto di qualità dell'Unione Europea.

Qui ci interessa il commento offerto da Paladini alla ipotesi (c): "La terza ipotesi è quella più creativa, ma ha due problemi: il primo è che sembra che i trattati esistenti non la permettano; il secondo è che un eventuale successo dell'operazione sarebbe fatale per l'euro. Supponiamo infatti che la Grecia svalutando rilanci le esportazioni, l'economia e risani il bilancio; perché gli altri paesi porcelli non dovrebbero voler fare lo stesso?" Alla prima obiezione occorre chiarire che proprio il Trattato di Lisbona, come lamenta la Banca Centrale Europea, prevede esplicitamente una clausola di fuoriuscita dalla UE, una "exit clause", che sostanzialmente richiede un preavviso di due anni per l'uscita da parte del paese fuoriuscente. Si tratta dell'articolo 50 del Trattato [2] . Nell'articolo poi si dice che lo stato fuoriuscente potrà anche rientrare nell'Unione in futuro seguendo le indicazioni dell'art. 49.

Quello che lamenta la Banca Centrale Europea è che l'uscita andrebbe concertata col Consiglio d'Europa durante quei due anni di preavviso, ma nel caso non lo fosse non sono previste specifiche sanzioni. Inoltre, la BCE ci informa che, nel caso un paese uscisse anche dall'Unione Monetaria, la sovranità monetaria verrebbe restituita alla banca centrale del paese fuoriuscente, oltre alle riserve valutarie ed al capitale che quest'ultima aveva ceduto alla BCE [3].

Il secondo punto che l'autore dell'articolo solleva è abbastanza ridicolo, mi ricorda un maestro elementare che mi diceva: "Che succederebbe se tutti facessero come te?" Ed io: "Sarei proprio scemo a non fare come loro, no?" E' ridicolo dire che questa possibilità non viene presa ...



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Lo strano caso di Mister Drake

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Fonte: http://www.ilgiornale.it/rubrica_cucu/lo_strano_caso_mister_drake/01-11-2011/articolo-id=554717-page=0-comments=1di Marcello Veneziani


Da italiano sono fiero che il governa­t­ore della Banca centrale europea - che oggi si insedia- sia italiano. Ma Dra­ghi è fiero di essere italiano, anzi si sente italiano?

Da italiano sono fiero che il governatore della Banca centrale europea - che oggi si insedia- sia italiano. Ma Draghi è fiero di essere italiano, anzi si sente italiano?

Mister Drake è inglese dentro. Visse a Londra, fu vicepresidente della Goldman Sachs, fu sempre molto british. Ricordo ( lo pubblicai in solitudine su L’Italia settimanale ) quel 2 giugno del 1992 a bordo dello yacht Britannia di Sua Maestà la Regina quando alcuni big della finanza fecero la festa alla Repubblica italiana svendendola a pezzi.

Decisero i destini del nostro Paese non nelle sedi istituzionali e in territorio italiano, ma su una nave che batteva bandiera britannica. Tra loro a bordo c’era Mario Draghi, allora direttore generale del Tesoro.

Dopo quell’incontro ci furono cessioni, fu svalutata la lira e le finanziarie di Wall Street poterono accaparrarsi i pezzi forti dell’azienda Italia a prezzi scontati. La carriera politica di Prodi, senior partner della Goldman, nacque lì.

Tre mesi dopo quel summit sullo yacht, in Assolombarda, Prodi suggerì, lui boiardo di Stato, di cedere anche le nostre banche d’interesse nazionale e privatizzare a man bassa. Intanto le grandi agenzie internazionali provvedevano a declassare il nostro Paese, favorendo la svendita.

Vorrei dedicare la nomina di Draghi a due persone. A un sognatore della sovranità popolare della moneta che denunciò la Banca centrale, il professor Giacinto Auriti.
E a un controverso governatore cattoitalo- ciociaro che contravvenne ai poteri forti e fu massacrato, Antonio Fazio.

Auguri Mister Drake.

L’Argentina resta senza un dollaro

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L'Argentina resta senza un dollaro

Per bloccare la fuga di capitali, il governo ostacola gli acquisti di valuta estera. A Buenos Aires è impossibile comprare
la valuta Usa. Ma al G20 [...]



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PRODI: “Merkel e Sarkozy sono diabolici. Le banche francesi piene di cartacce, sono peggio delle nostre”

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PRODI: "Merkel e Sarkozy sono diabolici. Le banche francesi piene di cartacce, sono peggio delle nostre"

(ASCA) – 'Merkel e Sarkozy sono stati diabolici rendendo l' Europa Comunitaria in una Europa intergovernativa, prendendosi il pre vertice". Lo ha detto Romano Prodi a Focus Economia di Sebastiano Barisoni, su Radio 24, che continua: "Pazzesca abitudine, il pre vertice, pre vertice per modo di dire dove Lei detta le regole e Lui fa la conferenza stampa".


'Sarkozy vuole la blindatura perche' le sue banche sono peggio delle nostre in quanto hanno titoli pubblici e cartacce, quelle che hanno creato la crisi. Le banche italiane – conclude a Radio 24 – non hanno titoli tossici".




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LE MILLE VITE DI EUROPA

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LE MILLE VITE DI EUROPA


 


"Dolce è il bacio di Europa,


anche se tocca appena le labbra,


dolce anche se sfiora appena la bocca;


non è alle labbra che s'accosta,


ma preme la bocca,


e dal profondo rapisce l'anima intera".


(Rufino, poeta greco del II sec. d.C., Antologia Palatina)


 


 







Dotti, medici e sapienti s'affollano torvi e neri al capezzale dell'Europa. La colossale paziente giace immobile e cerea sul suo giaciglio tettonico, col termometro infilato nello Stretto di Gibilterra e la borsa dell'acqua calda deposta sulla Lapponia. Un drappello di ghignanti becchini attende, appena fuori dall'uscio, la notizia del decesso, pronto a spartirsi le spoglie della millenaria carogna con i monatti arrivati in tutta fretta da Wall Street. Fioccano le diagnosi, le prognosi, le anamnesi, tutte morbosamente incentrate sull'analisi della pandemia economico-finanziaria che ha condotto la paziente al suo "settimo giorno" in un decorso cronico progressivo, ormai virtualmente irrecuperabile, salvo interventi miracolosi dall'Empireo. Si ipotizzano scenari patologici di peste ateniese, influenza spagnola, febbre asiatica e parvovirosi africana. Si maledice e si benedice l'Euro, impalpabile anticorpo che, secondo il diverso punto di vista dei luminari, sarebbe da reputarsi cagione dell'affezione mortifera oppure, secondo altri, un'estrema ratio immunitaria, in grado di offrire l'ultima flebile speranza di recupero ad un'inferma ormai rantolante.





Eppure a me la paziente sembra già cadavere, stecchita come un baccalà norvegese. E sebbene io non abbia alcuna intenzione di sottovalu...




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Archivio: Exit Strategy per la Grecia. Forcheri/Saba

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Di fronte ai ripetuti tentativi di "abolitio memoria", vale la pena di estrarre il succo di quell'articolo [articolo sotto], repetita juvant, anche perché foriero di buone notizie.

Saba sfata la credenza che sia giuridicamente impossibile uscire dall'euro e dall'UE: niente di più falso, tale clausola di fuoriuscita è contemplata nel Trattato di Lisbona, - con grande rammarico della BCE - basta prevedere un preavviso di due anni (articolo 50 del Trattato).

E questa è la prima buona notizia: nessun ménage o nessuna unione che dir si voglia, converrete anche voi, può resistere a lungo se risentita come una costrizione senza via di uscita, e lesiva di quella autodeterminazione dei popoli e di quelle libertà di cui l'UE si ammanta, e sottoscrive tanto a parole.

Seconda buona notizia: la fuoriscuta dall'UE comporterebbe la restituzione della sovranità monetaria e di tutte le riserve cedute alla BCE.

Ma la terza vera buona notizia illustrata nell'articolo è che non è assolutamente necessario arrivare al punto di "rottura" con l'euro e l'UE, perché esiste la possibilità concreta di

emettere degli strumenti finanziari (zero-coupon perpetual puttable security) senza chiamarli propriamente “banconote” o “moneta”, ma con gli stessi effetti all’atto pratico" o "biglietti di stato a corso legale”.


Una circolazione interna che affianchi quella dell'euro, descritta come possibilità legale da nientemeno che il consigliere dei Rotschilds (Julian D. A. Wiseman, consulente del banchiere Rohatyn, direttore di una società svizzera dei Rotschilds www.jdawiseman.com ).

L'Italia ha la paternità di questo tipo di strumento - quarta buona notizia - come atto di autonomia costruttiva nei confronti dell'impero:

"L’iniziativa prima assoluta – a livello europeo – avvenne nel 1240 quando il Comune di Milano, a corto di moneta dì argento, emise cartamoneta a corso libero, diventando ben presto la capitale della Lombardia" (http://marcosaba.wordpress.com/2009/06/06/la-cartamoneta-di-milano-anno-domini-1240/).


Pertanto l'Italia ha i mezzi e le conoscenze, per mostrare la via.

Basta che rispolveri vecchie ricette accantonate in cantina e che ripulisca il cortile dietro a casa dai vari parassiti che succhiano la linfa vitale di questo piccolo grande paese da secoli immemori.

(estratto da un articolo di N. Forcheri del 7 marzo 2010)

Dall'archivio, 4 marzo 2010, di Marco Saba :
Fonte: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2010/03/la-grecia-demonetizzata-rilegga.html

La Grecia demon(et)izzata rilegga Aristotele, Isocrate (e me)

Cerchiamo di fare il punto sull’attuale situazione economico-finanziaria. All’ordine del giorno c’è la crisi greca e le quattro ipotesi di svolgimento elaborate da economisti ortodossi, secondo quanto apprendiamo dal recente articolo di Ruggero Paladini [1]:

a) se la sbrighi la Grecia, e se non ci riesce e va in default non è un problema; cosa sono 300 miliardi di euro?

b) la Grecia deve rivolgersi al FMI che serve proprio in casi del genere, ed ha una grande esperienza;

c) bisogna permettere una fuoriuscita – magari temporanea – dall’euro che permetta una svalutazione (competitiva) e quindi un nuovo ingresso;

d) deve intervenire l’Europa, o meglio i paesi dell’euro, per sostenere politicamente e finanziariamente la Grecia; molti aggiungono che si pone poi un problema di politica economica e un salto di qualità dell’Unione Europea.

Qui ci interessa il commento offerto da Paladini alla ipotesi (c): “La terza ipotesi è quella più creativa, ma ha due problemi: il primo è che sembra che i trattati esistenti non la permettano; il secondo è che un eventuale successo dell’operazione sarebbe fatale per l’euro. Supponiamo infatti che la Grecia svalutando rilanci le esportazioni, l’economia e risani il bilancio; perché gli altri paesi porcelli non dovrebbero voler fare lo stesso?” Alla prima obiezione occorre chiarire che proprio il Trattato di Lisbona, come lamenta la Banca Centrale Europea, prevede esplicitamente una clausola di fuoriuscita dalla UE, una “exit clause”, che sostanzialmente richiede un preavviso di due anni per l’uscita da parte del paese fuoriuscente. Si tratta dell’articolo 50 del Trattato [2] . Nell’articolo poi si dice che lo stato fuoriuscente potrà anche rientrare nell’Unione in futuro seguendo le indicazioni dell’art. 49.

Quello che lamenta la Banca Centrale Europea è che l’uscita andrebbe concertata col Consiglio d’Europa durante quei due anni di preavviso, ma nel caso non lo fosse non sono previste specifiche sanzioni. Inoltre, la BCE ci informa che, nel caso un paese uscisse anche dall’Unione Monetaria, la sovranità monetaria verrebbe restituita alla banca centrale del paese fuoriuscente, oltre alle riserve valutarie ed al capitale che quest’ultima aveva ceduto alla BCE [3].

Il secondo punto che l’autore dell’articolo solleva è abbastanza ridicolo, mi ricorda un maestro elementare che mi diceva: “Che succederebbe se tutti facessero come te?” Ed io: “Sarei proprio scemo a non fare come loro, no?” E’ ridicolo dire che questa possibilità non viene presa in considerazione perché – pur beneficiando potenzialmente la Grecia – verrebbe anche imitata da altri. E allora?

In sostanza, tuttavia, esiste almeno un’altra possibilità meno “eclatante”, un quinto scenario che è opportuno illustrare: si tratta della possibilità di emettere una moneta nazionale a circolazione interna, senza uscire dall’Euro o dalla UE. Questa operazione, descritta da tempo da J.Wiseman [4], consiste nell’emettere degli strumenti finanziari (zero-coupon perpetual puttable security) senza chiamarli propriamente “banconote” o “moneta”, ma con gli stessi effetti all’atto pratico. Non è una cosa particolarmente nuova. In passato, prima della seconda guerra mondiale, l’Italia fece ampio ricorso a questi “biglietti di stato a corso legale” per l’emissione delle proprie banconote. L’iniziativa prima assoluta – a livello europeo – avvenne nel 1240 quando il Comune di Milano, a corto di moneta dì argento, emise cartamoneta a corso libero, diventando ben presto la capitale della Lombardia [5].

In questo modo, facendo pesare sulla popolazione il solo costo del signoraggio (che potrebbe permettere di eliminare tutte le altre tasse), non aggravato da interessi come avviene invece con l’emissione dei titoli di debito pubblico, concertata lingua-in-bocca coi banchieri privati, allora sì che si potrebbe risollevare l’economia di qualsiasi paese dell’area Euro. In particolare, proprio i cosiddetti paesi PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia Grecia e Spagna), adottando di concerto e tutti assieme la soluzione proposta per la Grecia, potrebbero dare inizio ad un “mercato del mediterraneo” [6] collegandosi anche col nord Africa.

La Grecia è la patria di Aristotele, che più di 2300 anni fa nelle sue opere definiva la moneta strumento di giustizia distributiva, nel senso che per il suo tramite si riescono a quantificare prestazioni e servizi altrimenti non quantificabili (Etica) e uno strumento atto a facilitare gli scambi, soprattutto a distanza (Politica). La Grecia è anche la patria di Isocrate, che 2400 anni fa – nel suo Trapezitico – ci ricorda quanto fosse difficile portare i banchieri in Tribunale… Viene da chiedersi a che livello di corruzione è scesa oggi l’élite della Grecia per non essere più nemmeno in grado di capire ed affermare il suo sacro diritto alla sovranità monetaria.

La morale è sempre la stessa: ai popoli non vengono prospettate effettivamente TUTTE le alternative concrete praticamente realizzabili, ma solo quelle “interessate” tra le quali essi vengono costretti a scegliere… E se i giornalisti e gli economisti non sono tutti collusi in questa gigante opera di disinformazione, ma sono semplicemente inadatti e impreparati a svolgere decentemente il proprio mestiere, che si facciano umilmente da parte, recuperando dignità per tutti.

Note:

1] Ruggero Paladini, “I greci, i porcelli e il tamburo di latta”, Eguaglianza & Libertà, 23/02/2010
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1221

2] Ecco il testo dell’articolo del Trattato di Lisbona, stranamente ignorato dagli “attivisti”:
CONSOLIDATED VERSION OF THE TREATY ON EUROPEAN UNION
Article 50
1. Any Member State may decide to withdraw from the Union in accordance with its own constitutional requirements.
2. A Member State which decides to withdraw shall notify the European Council of its intention. In the light of the guidelines provided by the European Council, the Union shall negotiate and conclude an agreement with that State, setting out the arrangements for its withdrawal, taking account of the framework for its future relationship with the Union. That agreement shall be negotiated in accordance with Article 218(3) of the Treaty on the Functioning of the European Union. It shall be concluded by the Council, acting by a qualified majority, after obtaining the consent of the European Parliament.
3. The Treaties shall cease to apply to the State in question from the date of entry into force of the withdrawal agreement or, failing that, two years after the notification referred to in paragraph 2, unless the European Council, in agreement with the Member State concerned, unanimously decides to extend this period.
4. For the purposes of paragraphs 2 and 3, the member of the European Council or of the Council representing the withdrawing Member State shall not participate in the discussions of the European Council or Council or in decisions concerning it.
A qualified majority shall be defined in accordance with Article 238(3)(b) of the Treaty on the Functioning of the European Union.
5. If a State which has withdrawn from the Union asks to rejoin, its request shall be subject to the procedure referred to in Article 49.

3] “…withdrawal from EMU would entail: (i) creating a new currency or re-establishing the old currency of the withdrawing Member State; (ii) refunding the departing national central bank’s (NCB) contribution to the European Central Bank’s (ECB) capital, and reimbursing its foreign reserve assets transferred to the Eurosystem; and (iii) transferring full monetary sovereignty back to the seceding NCB…” – da: “Withdrawal and expulsion from the EU and EMU: some reflections”, ECB, 2009:
http://www.ecb.int/pub/pdf/scplps/ecblwp10.pdf

4] Vedi:
Come emettere una moneta nazionale italiana senza violare il Trattato di Maastricht
http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/05/come-emettere-una-moneta-nazionale.html
e anche:
Il progetto CENTROBANCA: le Neolire (ITN)
http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/05/come-emettere-una-moneta-nazionale_26.html

5] Ne parlo in un capitolo del mio Moneta Nostra:
http://studimonetari.org/monetanostra.pdf

6] Già nel marzo 2006, Galloni affermava: “Occorrerebbe proporre una ridiscussione dei parametri di stabilità, cercando di spuntare condizioni di maggiore sostenibilità per la nostra economia. Io proporrei inoltre lo sviluppo di un “Mercato Mediterraneo”, un’area di scambio che abbracci i paesi del Sud Europa e dell’Africa settentrionale, un patto questo che potrebbe sostenere e garantire l’Italia. All’uscita dall’euro potremmo anche ignorare le agenzie di rating, se esistesse un progetto di sviluppo valido. ”
http://www.tradizione.biz/politica/signoraggio/intervista-a-nino-galloni.html

Per la Grecia, è l'ora del riscatto. N. Forcheri

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Ripubblico una lettera al Ministro di Stato Haris Pamboukis del 18 febbraio 2010

http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2010/02/per-la-grecia-e-lora-del-riscatto-di.html
di Nicoletta FORCHERI

Caro Ministro,
il signoraggio (in greco: χωροδεσποτεία) preteso sulla moneta europea da parte della Banca Centrale Europea, sta emergendo come scandalo grazie alla pubblicità data su internet del meccanismo truffaldino della creazione monetaria (fiat money) esercitato da parte di organismi privati anarchici esclusi dal controllo democratico [1].
Secondo commentatori islamici, nella crisi monetaria che sta avvenendo verranno trascinati tutti quei governi occidentali collusi con la mafia del cartello usuraio internazionale [2].
Un consulente del Gruppo Rohatyn aveva già previsto un meccanismo di difesa – adottabile da parte degli stati aderenti a Maastricht – per uscire dal ricatto dei fantasmi che infestano l’Eurotower di Francoforte [3].
Marco Saba [4] ha tradotto per l’Italia questa soluzione in due capitoli del suo libro inedito Moneta Nostra [5].
E’ ora di leggere ed adattare alla situazione peculiare della Grecia questi due capitoli, prevedendo la NeoDracma come ultimo strumento sovrano aristocratico per liberare il Paese dall’aggressione criminale del neocartello pseudo-democratico del credito.
Un politico italiano, Gianmario Ferramonti [6], arriva addirittura a prospettare una nuova moneta dei popoli del mediterraneo adottabile da una nuova Banca Centrale del Mediterraneo, sul modello dell’ALBA e del Sucre latino-americano [7].
Ida Magli spiega bene come altrimenti gli Stati dovranno arrendersi ai nuovi padroni [8].
Ministro!
Per la Grecia, è l’ora del riscatto.


Note:
1] Quasi-criminal behaviour of some financial institutionhttp://studimonetari.org/documenti/quasicriminal.docPetizione per l’audit della BCE:http://www.petitiononline.com/auditecb/petition.html
2] The Collapse of the Terrorist Dialectichttp://www.shaykhabdalqadir.com/content/articles/Art104_07022010.html
3] Julian D. A. Wiseman, The end of EMU: How Germany might leaveAbstract: A country in the eurozone can, without being in breach of the Maastricht Treaty, create a new central bank controlling the monetary policy of a new currency. This loophole in the Maastricht Treaty is not widely knownhttp://www.jdawiseman.com/papers/finmkts/deutsche-zentralbank.html
4] Marco Saba è un ricercatore del Centro Studi Monetarihttp://studimonetari.org
5] Moneta Nostra, capitoli B2 e B5:http://www.scribd.com/doc/20265666/Moneta-Nostra
6] Sito di Gianmario Ferramonti:http://www.ferramonti.it/menu.htm
7] Sistema Único de Compensación Regionalhttp://en.wikipedia.org/wiki/SUCRE_(currency)
8] I padroni degli Stati – di Ida Magli, Italiani Liberi, 11/01/2010http://web.mclink.it/ME3643/Edito10/banche1701.html

CHENEY AVEVA RAGIONE SU UNA COSA: IL DEFICIT NON HA IMPORTANZA

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CHENEY AVEVA RAGIONE SU UNA COSA: IL DEFICIT NON HA IMPORTANZA



- DI ELLEN BROWN -  Huffington Post - I "terroristi del deficit" stanno distruggendo i governi e forzando la privatizzazione dei beni pubblici in nome della "riduzione del deficit" anche se, in realtà, il passivo non è necessariamente qualcosa di negativo. Per il piano monetario attuale, nel quale la maggior parte del denaro viene dal debito, il debito e i [...]


Dovresti leggere anche:
  1. FORSE MARX AVEVA RAGIONE, DOPO TUTTO…

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  3. Aveva ragione Grillo




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Panico greco a Piazza Affari: G-20 per evitare il collasso

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Spread Bund BTP a 450bp, CDS a 500 bp, FTSEMIB a -6.80%. Forse è il caso di preoccuparsi? E diciamoci la verità. Questo è panic selling. Ed è giustificato. Perché questa volta è il caso di avere paura. Certezze? Zero. …

Il sistema economico non concepisce la democrazia

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George Papandreou

George Papandreou


di Italo Romano

Oltre la Coltre


In questi giorni il Nuovo Ordine Mondiale, per voce dei suoi fantocci democratici, sta uscendo alla scoperto in tutta la sua potenza. Il sistema economico sta per crollare e non è più tempo di celarsi.

L’Unione europea sta collassando, e questo non rientra nei piani mondialisti, che stanno vedendo sfumare in pochi giorni il lavoro di secoli.

La Grecia è il paese che più di tutti è stato colpito dalla mannaia globalista. Il popolo è stanco di riforme lacrime e sangue atte solo a..................

L’Italia è terrorizzata, il parlamento faccia qualcosa

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L'Italia è terrorizzata, il parlamento faccia qualcosa




La politica è il mestiere più importante, in democrazia. È il lavoro di chi prende scelte essenziali per tutti, soprattutto nei momenti più difficili. Come oggi. Con gli spread ai massimi storici, le nostre aziende a prezzi di saldo, e le famiglie e i consumatori depressi, al parlamento italiano restano poche strade percorribili. Sarebbe auspicabile, naturalmente, uno scatto dell'azione legislativa e di governo, dopo mesi di umiliazioni europee. Ma se questo non è possibile, la politica ne prenda atto, e trovi la forza di staccare la spina. Solo così, forse, la classe politica attuale non verrà ricordata come quella che ha spremuto fino all'ultimo un paese esausto. 





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Crisi: Francia e Germania determinati ad applicare accordi sulla Grecia

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Domani vertice straordinario a Cannes con Sarkozy, Merkel, le istituzioni europee, l'FMI e le autorità greche.



Default in 10 mosse, e il Bianco vince (con spiegazione sul post precedente)

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Ieri Papandreou, in un raro momento in cui l'inettitudine ha ceduto il passo allo scatto di orgoglio tipico di chi non ha più niente da perdere, ha dichiarato che il nuovo piano di salvataggio dell'Unione Europea per la Grecia (o meglio, di affossamento e di spartizione delle spoglie del cadavere ateniese) dovrà essere sottoposto a referendum.

Ora, visto il grande sostegno che le misure di



segui il resto su http://informazionescorretta.blogspot.com

Vi porteranno diritti alla rovina...

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Anche oggi l'Italia sta collassando
con Borsa Italiana a -6% (dopo il -3,8% di ieri), titoli bancari sospesi al ribasso a -10% -15%, spread BTP-BUND a nuovi record storici, CDS Italia che esplodono, BTP 10y con rendimenti che schizzano al 6,2% (anche se la BCE li starebbe sostenendo..) etc etc etc
Italia sotto tiro, lo spread BTP-Bund sfiora 440 punti
I CDS sul debito sovrano italiano sono saliti fino a 495 punti.
Ma è tutto il "castello Europeo" (e dunque quello "Globale") che sta scricchiolando paurosamente:
Italy CDS Rise 45.5 bps to 491; update +53 495/505
France CDSs rise 14 bps to 190;...



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IL DIAVOLO E LA SACRA SCRITTURA!

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Dopo mesi e anni a raccontarVi quotidianamente quello che stava per accadere all'improvviso questo Paese sembra essersi risvegliato baciato dalla Realtà come nella fiaba della Bella Addormentata. Ma attenzione quando guardate la televisione o i telegiornali, cercate di armarvi della Vostra Consapevolezza, imparate a distinguere i conflitti di interesse, il panico provocato ad arte, cercate di comprendere come oggi spesso e volentieri mille diavoli stanno quotidianamente recitando le sacre scritture a loro immagine e somiglianza.

La Verità è figlia del Tempo! Occupatevi dei Vostri tesori, delle Vostre Famiglie, dei Vostri figli, nipoti, prima o poi questo branco di dementi verrà spazzato Via dalla Storia!



Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (16)


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Grecia, il referendum che cancellerà l’Euro?

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L’azzardata operazione di George Papandreou getta nel terrore l’intera Europa Con un annuncio bomba George Papandreou, primo ministro socialista greco, ha annunciato che il popolo ellenico dovrà votare sì o no rispetto al piano di salvataggio del paese mediterraneo faticosamente … Continue reading →



Fuga dal debito italiano: tassi vicini alla soglia di emergenza. Per il governo sono “sostenibili”

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I tassi sui Btp decennali italiani sono alle stelle. In mattinata hanno toccato il 6,20%, un livello pericolosamente vicino alla soglia del 6,50-7%. il “punto di non ritorno” che ha già costretto Irlanda, Portogallo e Grecia ad alzare le braccia e chiedere aiuto all’Europa. Lo spread rispetto ai bund tedeschi è volato a 455 punti: per trovare acquirenti, i Btp devono offrire oltre 4 punti percentuali in più rispetto alle emissioni tedesche. Se i tassi dovessero salire ancora, il rischio associato ai titoli del debito italiano potrebbero convincere i grandi investitori istituzionali a voltare definitivamente le spalle all’Italia, che nel 2012 si troverà davanti a un annus horribilis, con oltre 260 miliardi di euro di debito in scadenza da rinnovare: il quantitativo più alto dei prossimi dieci anni. Ai tassi attuali le emissioni del 2012 potrebbero costare oltre 16 miliardi di euro.


La situazione non è mai stata così drammatica per l’Italia dall’introduzione dell’euro, ma il governo continua a fare spallucce. “Si tratta di una speculazione”, spiega da Nuova Delhi il ministro dello sviluppo economico Paolo Romani. “Siamo perfettamente in grado di sostenere i tassi che paghiamo sul nostro debito”. Niente paura quindi: l’Italia non avrà bisogno del soccorso del fondo di salvataggio europeo e sarà “in grado di adottare le misure necessarie per fare fronte a questa crisi”. Getta acqua sul..................

L’uscita di Atene dall’euro è sempre più vicina

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Tra pochi istanti il primo ministro greco George Papandreou si rinunirà con i suoi ministri per discutere del referendum sul secondo piano di salvataggio di Atene, deliberato soltanto cinque giorni fa dal Consiglio europeo. Nel parlamento ellenico, dove il testo sbarcherà venerdì, la maggioranza gode di un vantaggio di soli 2 deputati. Una situazione di estrema fragilità, che ha scatenato oggi un bagno di sangue sui mercati. Un’eventuale vittoria dei no, infatti, significherebbe l’uscita della Grecia dall’Eurozona.





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La roulette russa del referendum greco

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La Grecia ha deciso di fallire. L’Italia potrebbe essere costretta a farlo? Forse è arrivato il momento della tempesta perfetta. Se l’opposizione greca non riuscirà a fermarlo, Papandreou porterà il popolo greco ad esprimersi sul salvataggio, il referendum riporterà una … Continue reading →



Crollano anche oro e petrolio, a New York barile sotto 90 dollari

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Petrolio e oro si accodano ai crolli a catena innescati sulle Borse dall'annuncio bomba di ieri sera della Grecia: tenere un referendum popolare [...]

Avanti miei Renzi

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E’ vero ciò che dice Bersani, riferendosi a Renzi, che la politica non è un problema anagrafico: come del resto tutto nella vita, non è l’età che fa di te un buon bancario o un buon marito. Sono le idee, appunto, ed anche i comportamenti. Pagato il tributo al buon senso del segretario del Pd, diciamo subito che il resto delle sue dichiarazioni e dei suoi comportamenti sono sbagliati. In primis l’idea che i giovani debbano fare carriera senza scalciare, mettendosi educatamente in fila dietro il capo, in attesa del piatto di minestra. Dati i tempi, è una sciocchezza per non dire di peggio, ma è lo stile del partito emiliano: tutto potere e poche idee, dove si nasce assessori o dirigenti cooperativi, sindacali o di associazioni amiche; dall’Arci alla Cna. Non è un partito, è un’azienda e per e...........

(Continua)

La Grecia Va al Referendum

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Dalla rassegna stampa di EuroIntelligence di oggi, Papandreou finalmente si decide a chiedere il referendum. A quando da noi? 

 Momenti drammatici in Grecia. Il quotidiano Greco Kathimerini riporta che lunedì George Papandreou ha sorprendentemente annunciato che il suo governo socialista richiederà un voto di fiducia e un referendum nazionale sul nuovo pacchetto di aiuti dell'Unione Europea per il paese. Papandreou ha detto che il referendum chiederebbe un secco 'sì' o 'no' ad adottare il pacchetto di € 130 miliardi di aiuti....Continua a leggere

Euro una strana moneta

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Il Cavaliere poteva usare migliore accezione, ma non ha sbagliato sulle ragioni, anche se oramai lo sport nazionale dell’opposizione è diventato pure quello di Francia e Germania, che accusano e mai si scusano, quasi fossero in Europa gli eletti designati dall’alto, eletti a suffragio universale dal basso. Più che una strana moneta, è una moneta fragile e smarrita, in cerca d’autore, perché manca del supporto e della guida di un soggetto politico unitario, che a sua volta avrebbe bisogno di una banca centrale che, all’occorrenza, facesse quello che la FED fa negli Stati Uniti, non limitandosi a monitorare massa monetaria ed inflazione. O forse è una moneta di più, cuscinetto delle più rappresentative monete battute dalle superpotenze economiche mondiali. Per comprenderlo, basta osservare come si m.......

(Continua)