L'economia cinese resta in bilico. Peggio Corea e Taiwan

La Cina continua a dare segnali contrastanti, evidenziando una situazione di stallo, in bilico fra crescita e contrazione. Lo rivelano gli ultimi sondaggi condotti sul settore manifatturiero cinese, che appaiono contrastanti e, comunque, a cavallo della soglia dei 50 punti, che separa uno stato di contrazione (sotto) o espansione (sopra) dell'attività.
La lettura ufficiale dell'indice PMI manifatturiero evidenzia una crescita a 50,5 punti rispetto ai 50,3 punti del mese di dicembre. Il dato risulta decisamente superiore alle attese degli analisti che erano per un rallentamento a quota 49,5. Invece, il sondaggio privato condotto da HSBC evidenzia solo una modesta variazione a 48,8 punti dai 48,7 precedenti, risultando inferiore alla soglia critica.
La situazione non è migliore nella vicina Corea del Sud, dove l'indice PMI è migliorato a 49,2 punti da 46,4, ma conferma una contrazione dell'attività, a causa della riduzione degli ordini ricevuto dalla manifattura. Quadro analogo a Taiwan dove il PMI sale a 48,9 punti da 47,1, confermando l'ottavo mese consecutivo di decrescita.




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