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Mario Monti, il Professore, va in televisione a Matrix, da quell'Alessio Vinci che fa sembrare il suo predecessore Enrico Mentana il campione mondiale del giornalismo indipendente, e impartisce un'altra lezioncina al "popolo bue". Col suo atteggiamento consueto, che molti scambiano per riservatezza ma che farebbero meglio a riconoscere per sussiego, si sofferma a parlare dei problemi del lavoro e butta lì la sua perla di saggezza: «Che monotonia avere un posto fisso per tutta la vita».
Come se davvero, dal punto di vista dei disoccupati, dei sottopagati e dei precari, la questione fondamentale fosse sfuggire alla noia di un'attività più o meno ripetitiva e quel che è peggio, ahimè, svolta sempre nella stessa fabbrica, o ufficio, o negozio.
di Federico Zamboni
(nel Quotidiano)
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