http://www.paroledimarra.it/2012/02/da-la-storia-di-aids.html di Alfonso Luigi Marra
Il consumismo consiste nella tendenza a subordinare l’uomo alle logiche produttive anziché le logiche produttive all’uomo.
Una mostruosità densa di effetti catastrofici dovuta solo alla motivazione di non volere o di non essere in grado di affrontare il maggiore sforzo che la costruzione di un’economia funzionale alle esigenze dell’uomo richiederebbe.
da La Storia di Aids
L’insoddisfazione..
Il malessere che attanaglia la società dei consumi è indispensabile perché è frutto del suo motore: l’insoddisfazione.
Un’insoddisfazione a sua volta frutto dell’inutilità dei beni, che devono essere inutili perché solo se sono inutili possono alimentare, in un circolo chiuso, quell’insoddisfazione che ogni volta garantirà altri consumi inutili e altra insoddisfazione all’infinito.
da Ar a Sir
Da Pazzia un corno!
La tendenziosità (utilizzo strumentale dell’intelligenza ai fini della furberia) di questi due millenni ha causato da un lato una crescita inestricabile delle innumerevoli, e tutte ormai spaventosamente articolate e complesse forme dello strategismo, e dall’altro una caduta totale dell’affidabilità e della credibilità sia dei singoli individui che delle loro aggregazioni.
Con il risultato che lo scontro all’interno di ogni tipo di rapporti è ormai dominato dalla consapevolezza e dal terrore che gli altri trarranno profitto nelle maniere più indiscriminate del minimo cenno di cedimento.
Ne deriva che la paura di collassare anche di un solo grado nel rapporto di forza, già comunque iscritta come pericolosa nel corretto codice genetico di ogni entità, è divenuta una pulsione aberrante (vizio) che domina e avvilisce la vita dell’intera collettività.
Questo vero e proprio terrore, unito anche ai mille limiti\vizi prodotti dal disimpegno, ha generato nel comportamento collettivo una componente iperstrategica\viziosa e lo ha reso definitivamente patologico.
La modernità ha cioè accelerato, aggravato, drammatizzato, quel processo culturale di sovrapposizione, analogia, consequenzialità, in virtù del quale si ha che il disimpegno implichi contestualmente il rifiuto da parte degli altri, quindi il regresso di chi è rifiutato nel rapporto di forza, il suo rifiuto verso gli altri, e infine il suo cadere nello strategismo\follia. (Secondo la psichiatria convenzionale: psicosi cronica, schizofrenia ecc.).
…..C’è una moltitudine di livelli diversi della consapevolezza, ma solo alcuni di essi sono utili, mentre la stragrande maggioranza non serve a nulla. Anzi, molti livelli della comprensione di idee fritte e rifritte come ‘positive’ o ‘buone’, ma notoriamente incapaci di produrre cambiamenti, contengono già in sé gli elementi che serviranno a vanificarle, che vengono appresi insieme all’idea. Si apprende così, ad esempio, la necessità dell’onestà nell’esercizio della vita, ma, già nel momento in cui la si apprende, il modo di apprenderla contiene anche la consapevolezza che è un tipo di idea che va solo professata, ma non anche esercitata, e comunque una serie di altre idee collaterali che servono a neutralizzarla.
Le finzioni sono il ponte fra l’interiore dell’individuo e la realtà, e anche lo strumento per realizzare dentro di lui le necessarie mediazioni. Sempre che ciò avvenga secondo la logica della necessità e non si scada sul piano della fraudolenza. Le finzioni, poi, servono anche per adattare la moltitudine irrefrenabile dei pensieri, delle pulsioni, delle sensazioni al momento, allo schematismo della realtà. È per questo che il gesto negativo mortifica, offende, mutila molto più del pensiero negativo. Perché il pensiero negativo, finché rimane tale, manifesta di essere un mero accidente nel grandissimo fiume dei pensieri, o comunque di non essere né prevalente né rilevante. Il gesto negativo, invece, testimonia una prevalenza del pensiero negativo; fatta salva naturalmente l’analisi sui veri motivi del gesto che, dato lo strategismo praticamente esistenziale di ogni individuo, può avere e ha sovente motivazioni completamente diverse da quelle che si vogliono far apparire, o da quelle che si credono di conoscere.





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